Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 29 gennaio 2011

Lettera aperta all’On. Raffaele Lombardo, Presidente della Region

Lettera aperta all’On. Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Sicilia
Con la presente lettera le Associazioni indicate in calce si pregiano di ricordare, all’On. Governatore Lombardo, che gli impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani che si basano sulla combustione (inceneritori, cementifici e forni) e quelli che operano in assenza di ossigeno, come pirolisi, dissociazione molecolare, torce al plasma e gassificatori, comportano emissioni di inquinanti spesso non presenti nei rifiuti come i cancerogeni organoclorurati (diossine, dibenzofurani, Pcb (policlorobifenili) e le altrettanto pericolose nano-particelle. 

Le predette Associazioni fanno presente inoltre che, in alternativa a questi pericolosissimi impianti, esistono sistemi di trattamento a freddo della frazione residuale indifferenziata dei rifiuti; ed in particolare, per la parte residua delle plastiche, viene impiegato un estrusore che opera a bassa temperatura (100 – 200° C) producendo sabbia sintetica (come impianto di Vedelago). Tutti sistemi di gran lunga più economici degli inceneritori, che creano maggiore occupazione e la cui realizzazione prevede mesi e non anni.

Naturalmente le premesse per la riuscita di un buon trattamento dei RSU sta in una raccolta differenziata porta a porta, in un compostaggio della frazione umida e nel riciclaggio delle altre frazioni, solo così si genera una frazione indifferenziata davvero modesta.

Invitiamo pertanto l’On. Presidente Lombardo, in vista della prossima uscita del Piano regionale dei Rifiuti, a tenere conto di quanto da noi sostenuto, riservandoci di fornire, a Sua richiesta, amplia documentazione scientifica recente, che mette in evidenza quanto da noi prospettato. Ed intanto ci pregiamo allegare una sintesi (con 21 note scientifiche internazionali) della monografia dal titolo “DANNI ALLA SALUTE UMANA PROVENIENTI DALL’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI”; nella nota integrale sono riportate oltre settanta note scientifiche internazionali sull’argomento.

Infine ci permettiamo sollecitare, on. Commissario Lombardo, a dare immediata attuazione alle misure emergenziali volte a far partire, come promesso, la raccolta differenziata spinta in tutta l’Isola ed a velocizzare la messa in esercizio e la costruzione degli impianti a servizio di questa, ovvero gli impianti di compostaggio e di selezione delle frazioni secche da Raccolta Differenziata, oltre a quelli che operano a bassa temperatura tipo TMB (Trattamenti Meccanico Biologici). Chiediamo inoltre che solo a questo tipo di impianti siano destinati i Fondi FAS utilizzati nel settore dei rifiuti.

Rifiuti Zero Messina
Rifiuti Zero Palermo
Rifiuti Zero Trapani
Decontaminazione Sicilia
Augustambiente
Associazione Isola Pulita
Costituente ecologista Siracusa
Coordinamento provinciale dei Comitati Cittadini Ennesi



  1. Un Milione per la casa inquinata dal cementificio
  2.  

BOLOGNA 2009 GIUGNO ELEZIONI PIANGE IL TELEFONO BOLOGNA PIZZO CACCETTA GENIO CIVILE TRAPANI PROGETTO SEGESTA ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO SRL LA FATA TOIA vespro_2009_06-8-9


Indagini di Mafia e Mazzette di isolapulita

STEFANO BOLOGNA DA VITTIMA A CARNEFICE
Stefano Bologna candidato a Sindaco nelle elezioni amministrative di Isola delle Femmine il 6 e 7 giugno li definisce sciacalli, quei squallidi personaggi che si definiscono politicanti ieri all'arrivo delle prime notizie che lo vedevano protagonista a difesa di un imprenditore nostro concittadino vittima di un tentativo di estorsione da parte di due funzionari del Genio Civile di Trapani, sulla realizzazione di un insediamento turistico termale con ricettivita' di circa 1400 posti letto a Fegotto, localita' del comune di Calatafimi-Segesta, per conto della ditta ACQUAE CALIDADE DEL GOLFO S.rl. avente sede legale in Isola delle Femmine e regolarmente registrata il 14.11.2007 e repertoriata al n. 269033. L'impreditore nostro concittadino è attualmente impegnato per il tramite della ditta Solemar in un altro progetto per la costruzione di una moderna struttura ricettiva quattro stelle, 200 camere e sala convegni da 800 posti. Progetto di Giuseppe Campagna, Mario Lupo, Francesco Miceli e pubblicato da Francesco Miceli il 13-01-2006. Una nuova struttura mastodontica che certamente darà lustro alla nostra cittadina marinara e potrà fungere da volano ad altre attività imprenditoriali.
I politicanti locali hanno strumentalizzato la notizia per proprio tornaconto elettorale per tentare di screditare la lista Rinascita Isolana e sconfiggere in tal modo il suo candidato a Sindaco Stefano Bologna. Hanno buttato fango sulla mia persona. Solo il mio intervento ha sventato un atto di illegalità.........NON SONO INDAGATO NON HO RICEVUTO NESSUNO AVVISO DI GARANZIA IO SONO PER LA LEGALITA'

Trapani: Tangenti a Funzionari Genio Civile, Due Arresti

Palermo, 22 mag.- (Adnkronos) - Due funzionari del Genio civile di Trapani, un geologo e un dirigente amministrativo, sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Trapani con l'accusa di avere intascato tangenti. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Trapani, che ha accolrto le richieste della Procura. I due, Giuseppe Caccetta di 52 anni e Antonino Pizzo di 55 anni, devono rispondere di concussione plurima aggravata in concorso per avere "costretto - spiegano gli investigatori - o indotto liberi profesisonisti e imprenditori a consegnare somme di denaro in cambio di rilascio dei pareri per progetti e piani di lottizzazione".

In particolare, avrebbero chieseto tangenti per la realizzazione di un insediamento turistico termale che doveva essere realizzato a Mazara del Vallo. I due funzionari sono stati inchiodati anche dalle intercettaizoni telefoniche e ambientali. C'e' un video in cui i due si vedono mentre intascano i soldi della tangente.


Tangenti : in manette funzionario e dirigente del genio civile di Palermo
Trapani La Polizia di Stato di Trapani ha arrestato un funzionario amministrativo ed un dirigente tecnico geologo che lavoravano presso il Genio civile di Palermo e Trapani responsabili dei reati di concussione plurima aggravata in concorso avendo costretto o indotto liberi professionisti e imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei pareri previsti dall'art. 13 della legge 64/74, per progetti e piani di lottizzazione nonchè per la realizzazione di un insediamento turistico termale.
Le complesse indagini della Squadra Mobile, confortate da intercettazioni audio e video negli uffici del Genio Civile, hanno permesso di mettere in luce almeno 2 passaggi di denaro per due distinte concussioni: una riguardante un piano di lottizzazione nel comune di Mazara del Vallo e l'altra un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto a Fegotto, località del comune di Calatafimi-Segesta.
Altri professionisti sentiti successivamente, sia pure a seguito della contestazione del contenuto delle dichiarazioni rese in precedenza dai colleghi, hanno ammesso in modo dettagliato di avere subito la richiesta di una tangente, quantificata in 1.000 euro, con la minaccia che, in caso di rifiuto, gli stessi non solo avrebbero rinviato con ogni scusa l'espletamento di una pratica di interesse del geologo sottoposta al parere del Genio Civile, ma, in sintesi, non avrebbero più consentito di lavorare, frapponendogli ogni genere di ostacolo burocratico.Tali dichiarazioni delineavano quindi un'ipotesi classica di concussione dal momento che appariva evidente come le esplicite minacce di ritardare gravemente l'esito delle pratiche di interesse, come pure quella di impedirgli di lavorare in futuro con il genio civile di Trapani in caso di mancata accettazione dell'imposizione di una dazione di denaro, costituiscano all'evidenza abuso delle proprie qualità e dei propri poteri finalizzato a costringere a soggiacere alla predetta richiesta economica.

Fonte: Polizia di Stato



Indagini di Mafia e Mazzette
Caricato da isolapulita - I nuovi video di oggi.


(ASCA) - Palermo, 22 mag -

I Carabinieri del Ros hanno individuato e sgominato un clan transnazionale guidato da Leonardo Badalamenti, figlio di Tano storico boss di Cinisi, impegnato nella gestione truffaldina di titoli di credito venduti per centinaia di milioni di dollari ai danni di istituti di credito esteri, arrestando 20 persone in Italia, Spagna, Venezuela e Brasile nell'operazione antimafia denominata 'Centopassi'. Tutti i fermati sono accusati di associazione mafiosa, corruzione, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e trasferimento fraudolento di valori.

Sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro tra aziende e quote societarie. Al centro delle indagini del Ros alcuni imprenditori ritenuti espressione di famiglie mafiose attivi sia in Toscana sia nella realizzazione di opere residenziali e turistiche in provincia di Palermo.

dod/cam/rob

http://www.asca.it/regioni-MAFIA__SGOMINATO_CLAN_BADALAMENTI_JR__20_ARRESTI_IN_ITALIA_E_ALL_ESTERO-399528-sicilia-16.html
(ASCA-TRAPANIOK) - Trapani, 22 mag - Giuseppe Caccetta, dirigente tecnico-geologo presso il Genio civile di Palermo e Trapani, ed Antonino Pizzo, funzionario amministrativo dello stesso ente, sono stati tratti in arresto, dagli agenti della squadra mobile di Trapani con l'accusa di concussione plurima aggravata. Gli ordini di custodia cautelare sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari Massimo Corleo su richiesta della Procura della Repubblica. Caccetta e Pizzo sono accusati di avere costretto o indotto liberi professionisti ed imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei pareri per alcuni progetti e piani di lottizzazione e per la realizzazione di un insediamento turistico da realizzarsi rispettivamente a Mazara del Vallo e Calatafimi-Segesta, nel trapanese. Nel corso dell'operazione e' stato anche notificato un avviso di garanzia a Daniela Guastella, quarantuno anni, di Marsala, accusata di riciclaggio, per avere, secondo l'accusa, compiuto operazioni bancarie in modo da ostacolare l'individuazione della provenienza di una tangente ottenuta da Pizzo.
http://www.asca.it/regioni-TRAPANI__ARRESTATI_2_FUNZIONARI_DEL_GENIO_CIVILE_PER_TANGENTI-399541-sicilia-16.html

TANGENTI AL GENIO CIVILE DI TRAPANI.

Agenti di Polizia appartenenti a questa Squadra Mobile, hanno eseguito 2 OCC emesse dal G.I.P. di Trapani (Dr Corleo) su richiesta della Procura della Repubblica (PM dr. Tarondo - dr.ssa Biondolillo), nei confronti di:
  1. CACCETTA Giuseppe, nato a Sant’ Angelo di Brolo (ME) il 11.07.1957 e residente a Palermo, dirigente tecnico - geologo presso il Genio civile OOPP di Palermo e Trapani;
  1. PIZZO Antonino, nato a Trapani il 18.01.1954 ivi residente, funzionario amministrativo presso il Genio civile OOPP di Trapani.
 
I due funzionari sono stati arrestati perché sottoposti ad indagini per i reati di concussione plurima aggravata in concorso avendo costretto o indotto liberi professionisti e imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei previsti pareri ex art. 13 della legge 64/74, per progetti e piani di lottizzazione, nonchè per la realizzazione di un insediamento turistico termale da realizzarsi rispettivamente in Mazara del Vallo e Calatafini-Segesta.


Contestualmente è stato notificato un avviso di garanzia e decreto di perquisizione personale a GUASTELLA Daniela Domenica Maria, nata a Marsala il 02.03.1968, per il reato di riciclaggio avendo compiuto operazioni bancarie in modo da ostacolare l’individuazione della provenienza delittuosa di una tangente ottenuta da PIZZO, con la creazione di un CC.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal GIP grazie alle rilevanti emergenze istruttorie, già compendiate in apposita informativa di reato dalla Squadra Mobile di Trapani ai Pubblici Ministeri in cui si comunicava l’esito di accertamenti disposti con riferimento al Genio Civile di Trapani, segnalando l’acquisizione, a seguito dell’escussione di liberi professionisti impegnati nella realizzazione di un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto come da progetto predisposto per conto della società denominata Aquae calidae del Golfo s.r.l. con sede in Isola delle Femmine (PA), concernente reiterate condotte di natura concussoria poste in essere da parte del geologo CACCETTA Giuseppe, sopra generalizzato, dirigente tecnico presso il genio Civile Regionale di Palermo, distaccato anche presso al sede del Genio Civile di Trapani, e del ragioniere PIZZO Antonino, funzionario direttivo presso la stessa sede del Genio Civile di Trapani.


Altri professionisti escussi successivamente, sia pure a seguito della contestazione del contenuto delle dichiarazioni rese in precedenza dai colleghi, ammettevano in modo dettagliato di avere subito la richiesta di una tangente, quantificata in euro 1.000, da parte del PIZZO e del CACCETTA, con la minaccia che, in caso di rifiuto, gli stessi non solo avrebbero rinviato con ogni scusa l’espletamento di una pratica di interesse del geologo sottoposta al parere del Genio Civile, ma, in sintesi, non avrebbero più consentito di lavorare, frapponendogli ogni genere di ostacolo burocratico.

Siffatte dichiarazioni delineavano quindi, in ogni elemento costitutivo, una ipotesi classica del reato di tentata concussione giacche appariva evidente come le esplicite minacce di ritardare gravemente l’esito delle pratiche di interesse, come pure quella di impedirgli di lavorare in futuro con il genio civile di Trapani in caso di mancata accettazione dell’imposizione di una dazione di denaro, costituiscano all’evidenza abuso delle proprie qualità e dei propri poteri finalizzato a costringere a soggiacere alla predetta richiesta economica.
A fronte di tali elementi, per acquisire più analitiche prove dell’attività criminosa in atto, come pure per ottenere i necessari riscontri idonei a confortare le dichiarazioni rese dalla persona offesa, si procedeva ad una efficace attività di intercettazione, telefonica e ambientale, negli uffici del Genio Civile di Trapani dove prestano la propria attività lavorativa i due pubblici ufficiali e che hanno consentito di acquisire preziosissime conferme all’iniziale quadro probatorio, consentendo di evidenziare, con riprese video, la dazione di somme di denaro, per due distinte condotte di concussione consumate, riferite a due diversi progetti sottoposti al parere del Genio civile di Trapani, entrambe concluse :
  1. la prima riguardante un piano di lottizzazione da realizzarsi nel comune di Mazara del Vallo;
  2. la seconda prevedeva un piano di lottizzazione molto più consistente, un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto, in località FEGOTTO del Comune di Calatafimi-Segesta da realizzarsi per conto della società ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO S.r.l.
Le intercettazioni confermavano una serie di comportamenti anomali da parte del PIZZO e del CACCETTA. Il primo infatti si interessava attivamente delle pratiche presentate in esame, nonostante lo stesso fosse addetto a mansioni di capo del settore ragioneria e non rivestisse la qualifica di geologo. In particolare il PIZZO si attivava con le vittime del reato perchè le pratiche, avrebbero dovuto essere indirizzate per la trattazione al geologo CACCETTA, tramite una serie di colloqui tutti del seguente tenore :

sono deluso dal tuo comportamento… mi sarei aspettato da te che mi lasciassi almeno 100 o 200 euro da corrispondere ai ragazzi dell’ufficio impegnati a compilare registri e mettere i timbri” .

Lo stesso CACCETTA, responsabile delle trattazione delle pratiche, aveva poi assunto un atteggiamento vessatorio, lamentando un sovraccarico di lavoro a causa delle pratiche presentate, arrivando sino ad adirarsi ingiustificatamente con frasi emblematiche del tipo:


tu mi devi chiedere scusa in ginocchio… tu devi sbattere il muso qua… sei tu che hai bisogno di me, non io che ho bisogno di te…”, “se io voglio sono capace di trovare la scusa per bloccare le tue pratiche non solo 60 giorni… ma sei mesi, anche sei anni…” e subito dopo: “sono bravissimo in queste cose e rompo il culo a tutti, me la possono sucare tutti in questo genere di cose e non smetterò di chiederti integrazioni fino a far morire i tuoi progetti qui dentro…”.


Ed ancora: “…a me, me la sucano tutti… tu, poliziotti, carabinieri, giudici perché ci sono passato da queste cose e so come affrontarle e non sono mai riusciti a fottermi…”.

Le attività di intercettazione, unitamente ai concomitanti servizi di osservazione e pedinamento predisposti dalla P.G., hanno consentito di acquisire i seguenti elementi indiziari:
  • il PIZZO invitava i professionisti a gonfiare i propri emolumenti in qualità di geologo per potere ricavare le somme da corrispondere quale tangente;

  • il CACCETTA e il PIZZO vessavano i professionisti con la richiesta di ulteriori documenti da trasmettere al genio civile, come un mero espediente per ritardare l’approvazione e costringere gli interlocutori a scendere a patti;

  • il CACCETTA ed il PIZZO si facevano consegnare la somma di € 500 quale tranche della tangente in relazione al gestito per una lottizzazione in Mazara del Vallo. La consegna veniva documentata dalla video-ripresa mediante telecamera all’interno dello stesso ufficio e confermata dalle successive conversazioni

  • i due funzionari ribadivano la soddisfazione per avere costretto i professionisti ad assumere un atteggiamento di sottomissione rispetto all’originale resistenza dimostrata verso richieste avanzate.

  • con riferimento al progetto di lottizzazione di Calatafimi le successive conversazioni intercettate rendono evidente come il CACCETTA, una volta contattato da un soggetto politico interessato alla pratica (che si accerterà identificarsi in BOLOGNA Stefano, candidato sindaco del comune di Isola delle Femmine in occasione delle imminenti consultazioni amministrative), prospetti al PIZZO la necessità di procedere nell’attività criminosa su binari separati: da un lato si rende necessario evitare che i progettisti e gli interlocutori politici siano posti a conoscenza delle grevi richieste di tangenti avanzate: infatti, una volta avviato un rapporto di più alto livello il CACCETTA intende ottenere più elegantemente e proficuamente la promessa di incarichi pubblici da parte del BOLOGNA. Dall’altro lato non disdegna di proseguire l’attività concussoria nei confronti dei professionisti, in maniera riservata, con la richiesta di somme di denaro più contenute ma di immediata acquisizione.

  • l’11.3.09 ore 10.36, il PIZZO ed il CACCETTA, ricevevano una ulteriore tangente dell’importo di 1000 euro .

  • a fronte di tanto interessamento nel ricevere le somme di denaro, il PIZZO veniva ripreso sovente mentre trascorreva parte della giornata lavorativa appisolato sulla scrivania.





CARINI. INTERROGAZIONE CONSILIARE SU ESPERTO FINITO IN MANETTE

27 maggio 2009


Uno dei funzionari del Genio civile di Trapani finito in carcere la scorsa settimana per i reati di concussione plurima aggravata, Giuseppe Caccetta, da 5 anni è il consulente incaricato dal sindaco di Carini Gaetano La Fata, come esperto in materia di geomorfologia e idromorfologia. A sollevare la questione è il gruppo consiliare dell’Unione che sulla vicenda ha presentato una interrogazione consiliare al primo cittadino, in particolare perchè Caccetta avrebbe dovuto seguire l’iter per l’approvazione del nuovo Piano Regolatore nella parte relativa alla materia geologica. Sul fatto che il sindaco allora nominasse come consulente uno che lavorava presso il Genio Civile fu il consigliere comunale di opposizione Giovì Monteleone a sollevare delle perplessità di ordine deontologico, manifestate in una conferenza pubblica sul PRG che la sezione locale dei democratici di sinistra organizzò nel 2004.
Illuminante – si legge in una nota di Monteleone - è anche l’intervento del geologo , incaricato dalla giunta di centro sinistra guidata da Nino Mannino per la relazione dello studio geologico a supporto del nuovo PRG, che parla di pressioni indebite su pareri su certe lottizzazioni.
Si da caso che si continua ancora a edificare sulle zone che il geologo Lo Monaco aveva circoscritto come zone a rischio idrogeologico vicino dove qualche anno fa sono caduti dei massi non ancora rimossi.
Nell’interrogazione consiliare viene chiesto al sindaco se, vista la gravità dell’accusa formulata nei confronti di Giuseppe Caccetta, ha già adottato o intende adottare i provvedimenti consequenziali come la sospensione del rapporto di collaborazione;
perché nonostante la consulenza del dottor Caccetta la revisione del progetto di PRG si trova ancora all’esame del Genio Civile di Palermo; se intende relazionare al Consiglio comunale sull’attività dello stesso svolta, considerato che, nonostante siano trascorsi 5 anni, non ha mai trasmesso al Consiglio comunale alcuna relazione sull’attività dell’esperto Caccetta, né di altri incaricati, violando sistematicamente l’applicazione del comma 4 della legge regionale 7/92;
quali sono queste “aree fortemente instabili” che “verrebbero destinati all’edilizia” e perché si continua ancora ad edificare nelle aree soggette a rischio idrogeologico e infine quando è prevista la trasmissione del “nuovo” progetto di PRG al Consiglio Comunale per l’esame di competenza.
Dal canto suo, il sindaco di Carini Gaetano La Fata, afferma di avere appreso pure dalla stampa la notizia dell’arresto del proprio esperto e che ha immediatamente ha cautelativamente provveduto a revocare il rapporto di collaborazione con l’esperto.
Da quando il geologo ha preso incarico al Comune di Carini – scrive in una nota il sindaco La Fata - lo stesso non si è più occupato presso il Genio Civile di Palermo, né del nuovo P.R.G. in itinere nella nostra città, né di altri progetti provenienti dallo stesso ente locale.
Ha dato, invece – prosegue il primo cittadino - il suo apporto qualificato su varie problematiche del territorio comunale in materia di geomorfologia e idromorfologia, quando richiesto, comprese anche quelle inerenti il nuovo P.R.G. Grazie anche al suo apporto di esperto – puntualizza il sindaco- i tecnici del P.R.G. e, in particolare, il geologo Lo Monaco, hanno completato alcuni mesi fa gli adempimenti necessari e richiesti dall’Ufficio del Genio Civile di Palermo, ai fini del previsto e indispensabile parere ai sensi dell’art. 13 della legge n.64\1984.
Il 27 febbraio scorso – aggiunge La Fata - tutta la documentazione inerente il nuovo P.R.G. , completa di tutte le sue parti è stata trasmessa al Genio Civile di Palermo per il relativo parere di cui siamo in attesa per trasmetterlo al Consiglio Comunale per l’esame di competenza. Riguardo, infine, alla nota del geologo Lo Monaco nella quale verrebbero manifestati perplessità su alcune indicazioni riportate nel Piano di Assetto idrogeologico del Comune di Carini – prosegue il sindaco La Fata - ricordo al consigliere Monteleone che lo stesso è stato redatto da un altro professionista incaricato dall’Amministrazione Comunale e precisamente da Rita Russo, e successivamente vagliato dal competente ufficio dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente e approvato con apposito decreto dallo stesso.
Infine – conclude il sindaco di Carini Gaetano La Fata - non mi risulta che si continua a costruire nelle zone soggette a rischio idrogeologico almeno da quando è stato approvato il PAI, che ha avuto il merito di individuare le zone a rischio idrogeologico nel territorio, classificandole in vari gradi di pericolosità e dettando le regole e le prescrizioni per eventuali edificazioni nelle zone consentite.
Mi risulta, invece, che progetti di edificazione in zone a forte rischio idrogeologico sono stati approvati in passato, prima dell’approvazione del PAI e proprio negli anni 1994\1997, anche dopo che era pervenuto al Comune di Carini lo studio geologico del nuovo P.R.G., redatto proprio da Lo Monaco, incaricato appunto dalla Giunta Mannino.







BOLOGNA 2009 GIUGNO ELEZIONI PIANGE IL TELEFONO BOLOGNA PIZZO CACCETTA GENIO CIVILE TRAPANI PROGETTO SEGESTA ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO SRL LA FATA TOIA vespro_2009_06-8-9
1982, 1983, 1984, 1995, 1999, 2000, 2001, 2009, ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO, BOLOGNA,CACCETTA, DE FRANCISI, DI MAGGIO FRANCESCO, Elezioni, Enea, GIUSYLENIA, IL FILO ROSSO, pizzo, RAPPA ROCCO,TELEFONO BOLOGNA 2009 GIUGNO ELEZIONI PIANGE IL TELEFONO BOLOGNA PIZZO CACCETTA GENIO CIVILE TRAPANI PROGETTO SEGESTA ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO SRL LA FATA TOIA vespro_2009_06-8-9 *Il Vespro Mese di Giugno: Isola delle Femmine fare chiarezza in consiglio pag.10.11.12 e la rubrica Caro “Sindaco” Portobello Professore Gaspare pag 40 e 41

Dipendenti P.A. Efficienza e Valutazione

Decreto Brunetta - organismo indipendente di valutazione - Adeguamento degli Enti Locali.

CARLO RAPICAVOLI*

La Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazione pubbliche, con un parere del 29 aprile scorso, ha chiarito il rapporto tra il Nucleo di Valutazione e l’Organismo Indipendente di Valutazione e gli obblighi di adeguamento degli Enti Locali.

Con un apposito quesito, un Comune ha richiesto se per effetto dell’abrogazione espressa, disposta dall’art. 30, co. 4, del dlg. n. 150/2009, delle norme di cui all’art. 6, co. 2 e 3, del dlg. n. 286/1999, il Nucleo di valutazione in carica decada a partire dal 30 aprile 2010.

In secondo luogo, il Comune ha richiesto se è necessario provvedere alla nomina del nuovo Organismo entro il 30 aprile 2010, in ragione della decadenza di quello attuale, o se è possibile adempiere entro il 31 dicembre 2010, posta la permanenza dell’attuale Nucleo di valutazione fino alla nomina del nuovo.

La Commissione ha precisato che “l’art. 14 del dlg. n. 150/2009 dispone che ogni amministrazione si doti di un Organismo indipendente di valutazione (OIV).

Con la delibera n. 4/2010, la Commissione ha, comunque, chiarito che non tutte le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del dlg. n. 165/2001, sono tenute a un siffatto adempimento.

Le amministrazioni soggette all’obbligo di nomina, entro il 30 aprile 2010 (ex articolo 30, comma 2, del dlg. n. 150/2009), dei membri degli OIV sono state individuate nelle aziende e nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, nelle agenzie di cui al dlg. n. 300/1999, con esclusione dell’Agenzia del Demanio, e negli altri enti pubblici nazionali.

Per le regioni e gli enti locali, invece, l’art. 16 del dlg. n. 150/2009 indica quale disposizione di diretta applicazione esclusivamente l’art. 11, commi 1 e 3, in materia di trasparenza.

Le regioni e gli enti locali sono, comunque, tenuti, entro il 31 dicembre 2010, ad adeguare i propri ordinamenti ai principi contenuti negli articoli del dlg. n. 150/2009, indicati nel comma 2 dell’art. 16.

Alla luce delle suddette norme, si ricava, pertanto, che i Nuclei di valutazione in carica presso gli enti locali continueranno a operare fino al 31 dicembre 2010, poiché è questa la data entro la quale tali enti sono tenuti a provvedere alla nomina dell’OIV.

Si aggiunge, peraltro, che è in corso la definizione di un Protocollo di intesa tra la Commissione e l’ANCI, ai sensi dell’art. 13, comma 2, del dlg. n. 150/2009, al quale gli enti locali dovranno attenersi nell’attuazione delle previsioni di cui al suddetto decreto”.

Alla luce dunque delle indicazioni finora pervenute dalla Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (art. 13 del decreto), in particolare con la delibera n. 04/2010 oggi confermata dal parere sopra riportato, gli Enti Locali devono adeguare il proprio ordinamento alle disposizioni del decreto, assumendo le disposizioni previste e vincolanti per le amministrazioni statali relativi all’Organismo Indipendente di Valutazione come “linee guida per l’adeguamento del proprio ordinamento da realizzarsi entro il 31 dicembre 2010.



Articolo 16 comma 2 dlg. n. 150/2009 efficienza e trasparenza nella P.A.

Art. 16.  comma  2. Le regioni e gli enti locali adeguano i propri  ordinamenti ai principi contenuti negli articoli 3, 4, 5,  comma 2, 7, 9 e 15, comma 1.


Art. 3.  Principi generali
1. La misurazione e la valutazione della performance sono volte al miglioramento della qualità dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, nonche' alla crescita delle competenze professionali, attraverso la valorizzazione del merito e l'erogazione dei premi per i risultati perseguiti dai singoli e dalle unità organizzative in un quadro di pari opportunità di diritti e doveri, trasparenza dei risultati delle amministrazioni pubbliche e delle risorse impiegate per il loro perseguimento.
2. Ogni amministrazione pubblica e' tenuta a misurare ed a valutare la performance con riferimento all'amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti, secondo modalità conformi alle direttive impartite dalla Commissione di cui all'articolo 13.
3. Le amministrazioni pubbliche adottano modalità e strumenti di comunicazione che garantiscono la massima trasparenza delle informazioni concernenti le misurazioni e le valutazioni della performance.
4. Le amministrazioni pubbliche adottano metodi e strumenti idonei a misurare, valutare e premiare la performance individuale e quella organizzativa, secondo criteri strettamente connessi al soddisfacimento dell'interesse del destinatario dei servizi e degli interventi.
5. Il rispetto delle disposizioni del presente Titolo e' condizione necessaria per l'erogazione di premi legati al merito ed alla performance.
6. Fermo quanto previsto dall'articolo 13, dall'applicazione delle disposizioni del presente Titolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate utilizzano a tale fine le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

CAPO II  Il ciclo di gestione della performance
Art. 4.  Ciclo di gestione della performance

1. Ai fini dell'attuazione dei principi generali di cui all'articolo 3, le amministrazioni pubbliche sviluppano, in maniera coerente con i contenuti e con il ciclo della programmazione finanziaria e del bilancio, il ciclo di gestione della performance.
2. Il ciclo di gestione della performance si articola nelle seguenti fasi:
    a) definizione e assegnazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori;
    b) collegamento tra gli obiettivi e l'allocazione delle risorse;
    c) monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi;
    d) misurazione e valutazione della performance, organizzativa e individuale;
    e) utilizzo dei sistemi premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito;
    f) rendicontazione dei risultati agli organi di indirizzo politico-amministrativo, ai vertici delle amministrazioni, nonche' ai competenti organi esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi.

Art. 5.  Obiettivi e indicatori
1. Gli obiettivi sono programmati su base triennale e definiti, prima dell'inizio del rispettivo esercizio, dagli organi di indirizzo politico-amministrativo, sentiti i vertici dell'amministrazione che a loro volta consultano i dirigenti o i responsabili delle unità organizzative. Gli obiettivi sono definiti in coerenza con quelli di bilancio indicati nei documenti programmatici di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, e il loro conseguimento costituisce condizione per l'erogazione degli incentivi previsti dalla contrattazione integrativa.
2. Gli obiettivi sono:
    a) rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni della collettività, alla missione istituzionale, alle priorità politiche ed alle strategie dell'amministrazione;
    b) specifici e misurabili in termini concreti e chiari;
    c) tali da determinare un significativo miglioramento della qualità dei servizi erogati e degli interventi;
    d) riferibili ad un arco temporale determinato, di norma corrispondente ad un anno;
    e) commisurati ai valori di riferimento derivanti da standard definiti a livello nazionale e internazionale, nonche' da comparazioni con amministrazioni omologhe;
    f) confrontabili con le tendenze della produttività dell'amministrazione con riferimento, ove possibile, almeno al triennio precedente;
    g) correlati alla quantità e alla qualità delle risorse disponibili.


Art. 14. Organismo indipendente di valutazione della performance

1. Ogni amministrazione, singolarmente o in forma associata, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, si dota di un Organismo indipendente di valutazione della performance.
2. L'Organismo di cui al comma 1 sostituisce i servizi di controllo interno, comunque denominati, di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ed esercita, in piena autonomia, le attività di cui al comma 4. Esercita, altresì, le attività di controllo strategico di cui all'articolo 6, comma 1, del citato decreto legislativo n. 286 del 1999, e riferisce, in proposito, direttamente all'organo di indirizzo politico-amministrativo.
3. L'Organismo indipendente di valutazione e' nominato, sentita la Commissione di cui all'articolo 13, dall'organo di indirizzo politico-amministrativo per un periodo di tre anni. L'incarico dei componenti può essere rinnovato una sola volta.
4. L'Organismo indipendente di valutazione della performance:
    a) monitora il funzionamento complessivo del sistema della valutazione, della trasparenza e integrità dei controlli interni ed elabora una relazione annuale sullo stato dello stesso;
    b) comunica tempestivamente le criticità riscontrate ai competenti organi interni di governo ed amministrazione, nonche' alla Corte dei conti, all'Ispettorato per la funzione pubblica e alla Commissione di cui all'articolo 13;
    c) valida la Relazione sulla performance di cui all'articolo 10 e ne assicura la visibilità attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale dell'amministrazione;
    d) garantisce la correttezza dei processi di misurazione e valutazione, nonche' dell'utilizzo dei premi di cui al Titolo III, secondo quanto previsto dal presente decreto, dai contratti collettivi nazionali, dai contratti integrativi, dai regolamenti interni all'amministrazione, nel rispetto del principio di valorizzazione del merito e della professionalità;
    e) propone, sulla base del sistema di cui all'articolo 7, all'organo di indirizzo politico-amministrativo, la valutazione annuale dei dirigenti di vertice e l'attribuzione ad essi dei premi di cui al Titolo III;
    f) e' responsabile della corretta applicazione delle linee guida, delle metodologie e degli strumenti predisposti dalla Commissione di cui all'articolo 13;
    g) promuove e attesta l'assolvimento degli obblighi relativi alla trasparenza e all'integrità di cui al presente Titolo;
    h) verifica i risultati e le buone pratiche di promozione delle pari opportunità.
5. L'Organismo indipendente di valutazione della performance, sulla base di appositi modelli forniti dalla Commissione di cui all'articolo 13, cura annualmente la realizzazione di indagini sul personale dipendente volte a rilevare il livello di benessere organizzativo e il grado di condivisione del sistema di valutazione nonche' la rilevazione della valutazione del proprio superiore gerarchico da parte del personale, e ne riferisce alla predetta Commissione.
6. La validazione della Relazione sulla performance di cui al comma 4, lettera c), e' condizione inderogabile per l'accesso agli strumenti per premiare il merito di cui al Titolo III.
7. L'Organismo indipendente di valutazione e' costituito da un organo monocratico ovvero collegiale composto da 3 componenti dotati dei requisiti stabiliti dalla Commissione ai sensi dell'articolo 13, comma 6, lettera g), e di elevata professionalità ed esperienza, maturata nel campo del management, della valutazione della performance e della valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche. I loro curricula sono comunicati alla Commissione di cui all'articolo 13.
8. I componenti dell'Organismo indipendente di valutazione non possono essere nominati tra soggetti che rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali ovvero che abbiano rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni, ovvero che abbiano rivestito simili incarichi o cariche o che abbiano avuto simili rapporti nei tre anni precedenti la designazione.
9. Presso l'Organismo indipendente di valutazione e' costituita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, una struttura tecnica permanente per la misurazione della performance, dotata delle risorse necessarie all'esercizio delle relative funzioni.
10. Il responsabile della struttura tecnica permanente deve possedere una specifica professionalità ed esperienza nel campo della misurazione della performance nelle amministrazioni pubbliche.
11. Agli oneri derivanti dalla costituzione e dal funzionamento degli organismi di cui al presente articolo si provvede nei limiti delle risorse attualmente destinate ai servizi di controllo interno.
http://www.anagrafeprestazioni.it/
http://www.consoc.it/

  1. Il Consigliere che era EX