Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 14 gennaio 2011

F.I.A.T. REFERENDUM

F.I.A.T. REFERENDUM

ore 1,45 15 gennaio 2011

Aggiornamento scrutinio: Dopo la vittoria del "no" nel primo seggio con il 54% (362 a 300), anche nel secondo seggio (numero 8) vince il "no" per 447 a 362. Anche nel terzo seggio (numero 7, 732 votanti) prevale il no per 374 a 349. In totale i "si" sono 1.011, i "no" 1.183.' Ansa segue invece un altro conteggio (sempre dopo i primi tre seggi): 1.011 "sì" contro 1.143 "no", probabilmente si tratta di un conteggio che non considera le 58 schede "scomparse" dall'urna numero 8.

 

Dai primi risultati a Mirafiori è testa a testa

I no prevalgono al momento al reparto montaggio. Il risultato finale del referendum sull'accordo si conoscerà a notte inoltrata


Roma, 14 gen. (TMNews) - Quando lo scrutinio delle 5.213 schede per il referendum di Mirafiori ha superato il 10% si profila un testa a testa tra il no e il sì all'accordo separato. Nel reparto montaggio, tradizionalmente favorevole alla Fiom, il no ha vinto con 362 voti contro i 302 del sì. Il risultato finale si conoscerà solo a notte inoltrata, in quanto le operazioni di spoglio avvengono un seggio alla volta. Al primo seggio hanno votato 442 lavoratori, al secondo 424, al terzo 240, al quarto seggio 218, al quinto 449, al sesto 819, al settimo seggio 732 lavoratori, all'ottavo 836, al nono 669 e nel turno notturno 384 lavoratori. In giornata ci sono state tensioni davanti ai cancelli dello stabilimento torinese. L'atmosfera è stata segnata da rabbia, ma anche da rassegnazione. Pochi sono i convinti, molti i sì per necessità e altrettanti i no di operai fermamente decisi a far saltare l'accordo. rcc

Al primo seggio, il "Montaggio", prevalgono i no. Giallo al secondo seggio: mancano 58 schede, si va verso il congelamento

E' in corso lo spoglio delle schede del referendum sull'accordo di Mirafiori. Il primo seggio a essere scrutinato è il numero 9 dove hanno vinto i "no". In totale i seggi sono 9+1 (quello della prima notte). Ufficiali i dati dell'affluenza: hanno votato 5213 lavoratori sui 5431 aventi diritto. In nottata il risultato definitivo 

MONTAGGIO FIAT Mirafiori il NO al 54% Si tratta di un risultato importantissimo tra gli operai che lavorano in linea! Un segno indelebile qualsiasi sia il l'esito finale di un voto illegittimo(giandiego)


Mirafiori, nella notte vota il 97% operai. Berlusconi: penso prevalga il sì

Il premier: mai detto: la Fiat fa bene a lasciare in caso di no
Dentro lo stabilimento volantini con la stella a cinque punte

ROMA (14 gennaio) – Nel turno di notte, allo stabilimento di Mirafiori della Fiat, per il referendum sull’accordo del 23 dicembre sul rilancio dell’impianto ha votato il 97,7% dei lavoratori presenti: sono andati alle urne 384 lavoratori su 393. Nel turno di notte hanno lavorato più persone rispetto alle stime iniziali, in quanto la produzione, leggermente aumentata, ha richiesto un numero maggiore di addetti. Di fronte ai cancelli di Mirafiori, alle prime luci del mattino, il clima era del tutto tranquillo. Dopo il voto dei lavoratori del turno di notte si sono aperti alle 7.30 tutti e nove i seggi per il referendum. Alle 13 breve chiusura, riapertura alle 14.30 per il turno del pomeriggio per il completamento del voto dei 5.431 aventi diritto, dei quali 453 impiegati. Chiusura dei seggi alle 19.30, ora d’inizio della compilazione dei verbali e del conteggio delle schede. Per le scorse elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie lo spoglio ha richiesto alcune ore. In questo caso l’operazione dovrebbe durare molto meno, visto che si tratta di conteggiare solo i sì e i no, e non le preferenze per i delegati.
«Penso che al referendum prevarrà con percentuale elevata il sì, ossia il buonsenso». Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso de La Telefonata su Canale 5 a proposito della consultazione alla Fiat. Berlusconi ha sottolineato di aver detto cose «dettate dalla mia esperienza» e si tratta di un «accordo emblematico di ciò che serve in Italia per tenere aperte le fabbriche e per non chiuderle». Sulla vicenda, il premier ha detto che la sinistra «ha perso l’opccasione mostrare di avere una cultura socialdemocratica» e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani dovrebbe sentire il consiglio del sindaco democratico di Torino che ha appoggiato l’intesa. In conslusione, Berlusconi ha sottolineato che «appoggiamo Marchionne e i sindacati che hanno mostrato senso di responsabilità nazionale».
«Non ho mai detto la Fiat vada via in caso di vittoria dei no, questo lo hanno riferito i giornali di sinistra. A Berlino ho detto che se vincessero i no l’azienda avrebbe motivazioni buone per dire ‘non restiamo in Italia, andiamo in altri paesi dove le condizioni sono diverse». Così Silvio Berlusconi, parlando a Mattino 5, spiega il senso di quanto detto l’atro ieri, al termine del vertice italo-tedesco, sull’ipotesi di delocalizzazione delle fabbriche dell’azienda automobilistica.
Volantini siglati Movimento comunista rivoluzionario con una stella a cinque punte di colore nero racchiusa in un cerchio sono stati trovati all’interno dello stabilimento Fiat di Mirafiori in una stanza attigua a dove si svolgono le operazioni di voto per il referendum sul piano di rilancio dello stabilimento torinese. Analoghi volantini intitolati ‘È l’ora della coscienza rivoluzionaria!!’ sono stati distribuiti ieri sera davanti alla posta durante il cambio turno.



fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=134501&sez=HOME_ECONOMIA


 diritti, italia, lavoro, politica, sindacato, società




Mirafiori, chiuse le consultazioni, comincia l’attesa di fronte ai cancelli
Sacconi: “Con il ‘no’, situazione irreversibile”

Altissima la partecipazione dei lavoratori dello stabilimeneto Fiat: superiore al 96%


Con la conclusione delle operazioni di voto è cominciata l’attesa davanti ai cancelli delle carrozzerie Fiat a Mirafiori per l’attesa dei risultati del referendum che deciderà le sorti della fabbrica torinese. L’affluenza è stata record, superiore anche al referendum del 22 giugno scorso a Pomigliano. Su 5431 lavoratori hanno partecipato alle consultazioni 5218 operai, il 96,07%. I risultati sono attesi per notte fonda.




Non si meraviglia dell’alta partecipazione al voto, il responsabile nazionale Auto della Fiom, Giorgio Airaudo: “E’ inevitabile – ha osservato – perché è la Fiat che sta organizzando il voto. Nei giorni scorsi ci ha fatto anche una anteprima delle assemblee dei lavoratori, qualcosa che non era mai accaduto in 70 anni di storia della fabbrica”. Secondo il segretario generale del Fismic, Roberto Di Maulo, “i lavoratori hanno infatti compreso che e’ alta la posta in gioco”. E Bruno Vitali, della Fim, ha azzardato una previsione: “Il dato e’ altissimo, se si conferma anche negli altri turni, sarà superiore a quello di Pomigliano, che era stato del 95%”.
Intanto sul referendum di Mirafiori è di nuovo intervenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha affermato di essere convinto che “a vincere sarà il buonsenso” e che il sì prevarrà con “percentuali elevate”. L’accordo, ha osservato il premier, “è emblematico per tenere aperte le fabbriche, non per chiuderle”. Berlusconi è anche ritornato sulle sue dichiarazioni rilasciate due giorni fa: “A Berlino non ho detto che è giusto che la Fiat vada via, ho solo detto che se dovesse vincere il no per gli imprenditori sarebbe difficile trovare motivazioni” per non andare in altri Paesi. Il premier ha poi concluso: “Appoggiamo Marchionne e le sigle sindacali che hanno forte senso di responsabilità nazionale”.
Sulla stessa linea del presidente del Consiglio è il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale in caso di vittoria dei ‘no’ “non è difficile prevedere una situazione sostanzialmente irreversibile il giorno dopo”. In ogni caso, il ministro non ha voluto fare previsioni sull’esito della consultazione ma ha sottolineato che “se dovesse vincere il ‘no’ verrebbe sconfessato Marchionne ma anche l’accordo e i suoi sottoscrittori che sono la maggioranza delle organizzazioni sindacali in Fiat. In questo modo verrebbe bruciato il tavolo negoziale”.
Per il leader della Cgil, Susanna Camusso, “non bisogna sovraccaricare i lavoratori di Mirafiori di troppe responsabilità. Quello è un modello che non va bene per descrivere un futuro”. La Camusso ha poi ribadito: ”Se l’accordo Fiat è moderno ben venga la conservazione perché dentro quell’accordo non c’è nessuna modernità, c’è l’idea antica del comando autoritario e del rapporto puramente gerarchico tra il lavoratore e l’impresa”.
Nella notte alcuni volantini firmati ”Movimento Comunista Rivoluzionario”, con il simbolo della stella a cinque punte racchiusa in un cerchio, ma senza alcun tono di minaccia, sono stati trovati all’interno dello stabilimento di Mirafiori durante le prime battute del referendum. Lo stesso volantino è stato distribuito ieri sera da un gruppo di giovani ai cancelli di Mirafiori all’arrivo dei lavoratori del turno delle 22.
.
14 gennaio 2011


fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/14/fiat-alta-affluenza-al-votosacconi-con-il-no-situazione-irreversibile/86440/


politica, lavoro, società, diritti, economia, italia



Voto a Mirafiori, Sacconi: Con il no situazione irreversibile

Alle urne il 70% del secondo turno e il 97,7 % del turno di notte. Rabbia e rassegnazione ai cancelli


Torino, 14 gen. (TMNews) - Si profila una altissima partecipazione fra gli operai di Mirafiori al referendum sull'accordo firmato da una parte dei sindacati con Fiat. Sono nella seconda mattinata 1.825 le persone del secondo turno di voto al referendum per Mirafiori che hanno espresso il proprio parere sull'accordo. Complessivamente si tratta del 70% degli aventi diritto di questo turno lavorativo, il più corposo numericamente parlando dello stabilimento torinese. Lo ha reso noto la Uilm. Mentre al turno di notte ha votato il 97,7% degli operai. Intanto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha commentato una possibile vittoria del no. "Non occorre molto - ha detto - per immaginare che bruciato quel tavolo e quei soggetti negoziali non si aprirà un altro tavolo capace di determinare ugualmente quell'investimento pure così decisivo per l'intera filiera dell'auto italiana". Sergio Marchionne, dal canto suo, è arrivato nella sede del Lingotto questa mattina presto e ne uscirà solo a tarda notte quando sarà reso noto l'esito del referendum. Atmosfera di rabbia ma anche di rassegnazione di fronte al cancello 2 di Mirafiori, all'ingresso degli operai del primo turno delle 6. Pochi i convinti, molti i sì per necessità e altrettanti i no di operai fermamente decisi a far saltare l'accordo. Complessivamente sono quasi 2.000 le tute blu che voteranno nel corso di questo turno, poco meno della metà dei circa 5.500 dipendenti di Mirafiori. A Mirafiori circa il 49% dei lavoratori è iscritto al sindacato. Se la Fiom-Cgil - che non ha firmato l'accordo - è il primo sindacato con il 13% degli iscritti, seguono a ruota i firmatari: la Fim con il 12%, la Fismic e la Uilm con il 10% a testa e l'Ugl con il 4%. La grande incognita è come voterà quel 51% di operai che non è iscritto ad alcun sindacato. Il responso ufficiale potrebbe arrivare anche per le 23, o nella notte, come successe a Pomigliano. Ma già prima potrebbe trapelare il risultato. Aqu-Mma-cza-San

Il ricatto di Marchionne «il modernista»


Proprio in queste ore ai 5.300 operai di Mirafiori è chiesto di rinunciare ai propri diritti, sciopero compreso, in cambio non di una rendita perpetua con annessa villa ai Caraibi, ma più semplicemente di lavoro, quel lavoro sul quale la Costituzione fonda la nostra Repubblica.
Ai 5.300 di Mirafiori, in questo modo, sarà imposto di scegliere anche per gli altri perché, si sa, certi modelli fanno scuoladiversamente non si capirebbe tutta l’attesa creatasi nei confronti del “santo” Marchionne, evidentemente mandato a vedere “che aria tira” dai soliti poteri forti.
Da piccolo credevo che certe conquiste fossero acquisite una volta per tutte. Credevo che i principi fondamentali di una democrazia fossero sacri. Vedo invece che, mentre l’amministratore delegato della Fiat chiede ad altri di approvare contro se stessi le premesse necessarie per poter calpestare diritti garantiti dalla legge, quasi tutti, con la positiva eccezione della Fiom e di pochissimi altri, insistono sulla “necessità” di cedere al ricatto.
Di piegarsi al semplice bisogno. Di essere responsabili (parola ormai svuotata e orwellianamente stravolta, maledetti!).
Non sarò io a condannare l’operaio che dirà sì perché “tiene famiglia”. Questo operaio sa bene, tuttavia, che, a meno di ridursi in condizioni talmente degradanti da fare concorrenza ai cinesi sul costo del lavoro, il posto lo perderà la prossima volta. Sarei davvero stupito di vedere la Fiat che investe soldi veri (a meno che, come da tradizione, non li metta lo Stato) e non ho dubbi che, con l’aria che tira, Mirafiori alla fine sarà chiusa, magari dopo averla spremuta ancora qualche anno.
«Voglio investire», dichiara Marchionne. «Datemi la possibilità di farlo». Lo faccia, che diamine, faccia il suo lavoro, quello dell’imprenditore, intendo, quello di chi investe per innovare. Non mendichi il ripristino a mezzo referendum della prima rivoluzione industriale (quella senza diritti, per intenderci). Dimostri che il suo “modernismo” non consiste nel semplice ritorno a quell’Età moderna che gli storici fanno finire nel 1815.
«Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato», scrivono nel loro appello online sul sito di MicroMega Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais e Margherita Hack, «contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente».
Che cosa dicono in proposito le istituzioni? Il peggior Presidente del Consiglio dell’Italia repubblicana ha invitato Marchionne a lasciare l’Italia, se vincerà il no. Qualche mese fa il Ministro dei Tagli aveva dichiarato che le aziende italiane non potevano permettersi il «lusso» di rispettare la legge sulla sicurezza sul lavoro. Il Presidente della Repubblica non fa altro che invocare scelte condivise e sotto sotto fa il tifo per Marchionne (ma non è lui il garante della Costituzione? Si legga in proposito la lettera aperta di Rossana Rossanda al Capo dello Stato). Dalla sedicente opposizione, infine, Bersani “condivide” e invita la Cgil a rispettare i risultati della “consultazione” se vinceranno i sì.

Oggi è una giornata terribile per la “democrazia” italiana ma ho tanta paura che ce ne siamo accorti in pochi.

 
 Ho “commissionato” la vignetta di questo articolo al mio amico Ronnie Bonomelli, che ringrazio. Indipendentemente da quello che sarà il risultato della “consultazione” di Mirafiori, invito a diffonderla il più possibile attraverso il web e anche la carta stampata. Per ingrandirla basta cliccarci sopra.
L’immagine è pubblicata con licenza Creative Commons 3.0. (bisogna citare il nome dell’autore, non porsi fini di lucro e pubblicare alle stesse condizioni).

This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported.

fonte: http://mariobadino.noblogs.org/post/2011/01/13/il-ricatto-di-marchionne-il-modernista/

Grazie Mario per il bel pezzo che hai scritto, che condivido e… vorrei averlo scritto io. Nel frattempo l’appello di Camilleri-Flores d’Arcais-Hack ha raggiunto le 64.671 firme.
E’ un buon risultato, ma ancora non basta… firmatelo e diffondetelo anche voi, lo trovate qui: http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-societa-civile-con-la-fiom-si-ai-diritti-no-ai-ricatti-firma-lappello-di-andrea-camilleri-paolo-flores-darcais-e-margherita-hack/

grazie a voi tutti… e che vincano democrazia, diritti e libertà. elena


Fiat, l'accordo in pillole

La proposta Marchionne a Mirafiori

Lotta all'assenteismo, più turni settimanali, taglio delle pause, buste paga più pesanti grazie soprattutto alle maggiorazioni per il turno di notte: sono questi i punti principali dell'accordo tra Fiat e sindacati (ad esclusione di Fiom e Cobas) sul quale hanno appena votato i lavoratori delle carrozzerie di Mirafiori.

- PAUSE: Passano da 40 a 30 minuti. Saranno tre di 10 minuti ciascuna invece che due da 15 e una da 10 minuti. I dieci minuti che si lavorano in più saranno retribuiti (32,47 euro al mese).

- MENSA: la mezz'ora per la mensa resterà collocata all'interno del turno. Si ridiscuterà quando la fabbrica andrà a regime (nel 2012) la possibilità di spostarla a fine turno.

- ASSENTEISMO: dal luglio 2011 se non si sarà raggiunto un livello di assenteismo inferiore al 6% medio (ora è all'8%) i dipendenti che si assenteranno per malattie brevi (non oltre i 5 giorni) a ridosso delle feste, delle ferie o del riposo settimanale per più di due volte in un anno non avranno pagato il primo giorno di malattia. Dal 2012 se l'assenteismo non sarà sceso sotto il 4% i giorni di malattia non pagati saranno i primi due (l'Inps infatti paga solo dal quarto giorno mentre i primi tre sono a carico dell'azienda come prevede il ccnl).

- CASSA INTEGRAZIONE: si chiederà la cassa integrazione straordinaria per tutto il personale dal 14 febbraio 2011 (quando finirà l'ordinaria) per la durata di un anno.

- FORMAZIONE: saranno tenuti corsi di formazione per i lavoratori in cig la cui frequenza sarà obbligatoria.

- TURNI: a regime si lavorerà su 18 turni (tre turni al giorno su sei giorni) con una settimana di sei giorni lavorativi e la successiva di quattro giorni. Il 18esimo turno sarà retribuito con la maggiorazione dello straordinario. Gli addetti alla manutenzione e alla centrale vernici lavoreranno su 21 turni (sette giorni su sette) mentre per i dipendenti addetti al turno centrale (quadri, impiegati e operai) l'orario sarà dalle 8.00 alle 17.00 con un'ora di pausa non retribuita. Con l'aumento dei turni si avranno circa 3.500 lordi annui in busta paga in più.

- STRAORDINARI: Saranno 120 le ore di straordinario obbligatorie ogni anno (15 sabati lavorativi), 80 in più delle 40 attuali.

- ORGANICI: le assunzioni del personale per la joint venture saranno fatte prioritariamente dagli stabilimenti Fga di Mirafiori e successivamente dalle altre Fiat torinesi garantendo retribuzione e inquadramento precedenti. Sarà riconosciuta l'anzianità aziendale pregressa e sarà liquidato il Tfr a chi lo chiederà.

- CLAUSOLA RESPONSABILITA': Come già è previsto per lo stabilimento di Pomigliano il non rispetto degli impegni assunti con l'accordo comporta sanzioni in relazione a contributi sindacali, permessi per direttivi e permessi sindacali aggiuntivi allo Statuto dei Lavoratori.

Fiat/ A Mirafiori tra gli operai rabbia e rassegnazione -2-

Al primo turno di ieri sera a votare oltre il 95%

 
Al cambio turno, un momento che scandisce il tempo a Mirafiori, non sono mancate urla e qualche offesa da parte del comitato per il no rivolte agli operai che già hanno votato e che si sono dichiarati favorevoli all'accordo proposto da Sergio Marchionne. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali il primo turno di votazione si sarebbe chiuso con un'affluenza superiore al 95%. Stanchezza e fastidio per i giornalisti da parte dei circa 300 operai del terzo turno che già hanno votato ieri sera e molta rabbia e rassegnazione da parte delle tute blu del primo turno di stamani. "Votiamo sì, dobbiamo farlo perchè vogliamo lavorare", o ancora "votiamo per i portafogli" sono state le frasi più ricorrenti da parte di chi, per convinzione o necessità si dichiarava favorevole all'accordo. "Per paura, per coscienza siamo costretti a votare sì", facevano eco altri operai prima di recarsi al voto. Più netta la posizione dei no, con molti operai che hanno spiegato che "non si tratta di un buon accordo" e, soprattutto, che "non si fa così con le persone. Essere competitivi significa fare vetture nuove". Per alcuni le minacce di Marchionne sono solo un grande bluff: "se vince il no dice che va via ma bisogna vedere perchè lo Stato non glielo permetterà". E ancora: "Marchionne non chiuderà, è solo una finta", sostenevano altri. Le urne si chiuderanno questa sera verso le 19 e l'esito definitivo è atteso intorno alle 22-23 se lo spoglio non dovesse subire intoppi. Comunque andrà - fanno notare alcuni sindacalisti - quella di oggi è una giornata storica per Torino e per l'Italia. Una sconfitta, a prescindere dal risultato.

Fiat/ Scatta terzo turno, al via referendum

Tra le prime tute blu a votare sembra prevalere il sì

Torino, 13 gen. (TMNews) - Sono arrivati alla spicciolata gli operai di Mirafiori del terzo turno lavorativo, i primi chiamati a votare al referendum per dire sì o no all'accordo per lo stabilimento torinese siglato da Fiat e sindacati ad eccezione della Fiom. Complessivamente il Lingotto ha promesso di investire un miliardo di euro a Mirafiori, ma solo se al referendum vinceranno i sì anche solo con il 51% dei consensi. Le operazioni di voto sono iniziate da pochi minuti e l'esito finale è atteso per la nottata di domani, quando voteranno gli operai del primo e del secondo turno.
Nel corso della giornata la Fiom ha tenuto due assemblee per spiegare i termini dell'accordo proposto da Fiat e le ragioni del suo no, anche solo a una "firma tecnica, che equivarrebbe a una sconfitta", come ha detto oggi il responsabile Fiom auto, Giorgio Airaudo.
Fra gli operai sembra prevalere il sì all'accordo anche se molti si ritrovano nelle posizioni della Fiom e condividono le ragioni del no. La posta in gioco è molto alta: il futuro di Mirafiori e, forse, della stessa presenza di Fiat in Italia. 


Fiat: cominciato referendum a Mirafiori

Aperto un solo seggio per il turno di notte

 (ANSA) - TORINO, 13 GEN - E' iniziato il referendum sull'accordo per il futuro dello stabilimento di Mirafiori. La Commissione elettorale ha aperto solo uno dei nove seggi previsti complessivamente nella fabbrica. Durante la notte, infatti, potranno esprimere il proprio voto solo 180 lavoratori, quelli impegnati nel turno di notte cominciato alle 22.


Pomigliano D'Arco,Fiat,Matchionne,Valletta,Articolo 18,Statuto dei Lavoratori,Mirafiori,Lingotto,CGIL,FIOM,Landini,Bonanno,Flessibilità,Licenziamenti,Scioperi,Operai,
Disoccuipazione,Sacconi,Lega,

Nessun commento:

Posta un commento