Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 16 gennaio 2011

Nel centro di Tunisi si spara


Nel centro di Tunisi si spara


Militari si dispongono in strada nel centro di Tunisi questa sera 

Tunisi, 16-01-2011


La Tunisia sta lottando con tutte le sue forze per non finire nel baratro del caos, mentre a Tunisi oggi si e’ sparato per ore e l’esercito ha circondato il palazzo presidenziale di Cartagine dove asserragliati uomini della Guardia presidenziale, fedeli a Ben Ali.
Tenta di resistere la Tunisia dei civili che si sono organizzati per l’autodifesa dalle bande armate che imperversano in tutto il paese, sparando e organizzando rapine e saccheggi. Tenta di resistere la Tunisia delle istituzioni, che vuole salvare il Paese nel rispetto della Costituzione ma sa che gli e’ rimasto davvero poco tempo per frenare la deriva con un governo di unita’ nazionale, unica riposta politica possibile alla profonda crisi in cui in pochi giorni e’ caduto il Paese. E vuole resistere soprattutto la Tunisia di quel movimento che in queste settimane si e’ formato dal basso, innescato si’ dal gesto estremo del giovane Mohammed che si e’ dato fuoco a Sidi Bouzid, e alimentato si’ dall’esasperazione di tanti giovani disoccupati come lui, ma che si e’ trasformato ben presto in movimento per la liberta’, la dignita’ della nazione e la fine della dittatura.
Le forze sane delle istituzioni e quelle dell’opposizione stanno da ieri cercando una mediazione per definire la lista dei ministri del governo di unita’ nazionale. Si sperava in un annuncio gia’ oggi, ma si dovra’ attendere domani. Troppo tardi? Veniva da chiederselo, mentre Avenue Bourghiba si trasformava in un campo di battaglia tra quelli che molti ritengono i miliziani delle forze di sicurezza di Ben Ali da una parte ed esercito e polizia dall’altra. Con giornalisti rimasti fuori degli hotel che cercavano riparo e i blindati che percorrevano il viale, davanti a quel ministero dell’interno dove probabilmente si trova ancora in arresto il capo della sicurezza di Ben Ali, il generale Ali Seriati, vero leader delle milizie in rivolta. Ma veniva soprattutto da chiederselo alla notizia dell’attacco di stasera al Palazzo di Cartagine.
Non vi sara’ “alcuna tolleranza” nei confronti di chi semina il caos, ha detto stasera il primo ministro Mohammed Ghannouchi parlando alla tv di Stato. “Abbiamo arrestato un gran numero di bande criminali che cercano di seminare il caos – ha aggiunto – Le forze dell’ordine, l’esercito, la polizia e la guardia nazionale stanno facendo un lavoro enorme per garantire la sicurezza della nazione e dei cittadini”. Ma non ha voluto dire, Gannouchi, se i criminali di cui parlava siano proprio gli uomini di Seriati, che domani comparira’ davanti ai giudici per rispondere incitamento alla violenza e minaccia alla sicurezza nazionale. “Non posso sostituirmi alla Giustizia ..”, ha detto.
Insomma, e’ la legalita’ che deve vincere. Anche per questo si sta cercando di fare piazza pulita del regime di Ben Ali arrestando componenti dell’odiato clan della moglie Leila. Oggi e’ finito in manette Murad Trabelsi, cognato dell’ex presidente, all’indomani della morte di un nipote della ex firsta lady, Imed, pugnalato alcuni giorni fa.
E la legalita’ deve vincere sul piano politico. Questa e’ la scommessa del Partito Democratico Progressista di Nejib Chebbi, il leader piu’ in vista dell’opposizione, che nel 2009 tento’ inutilmente di candidarsi alle presidenziali. Proprio mentre lui era impegnato nella mediazione politica per la formazione del nuovo governo, la polizia fermava un taxi carico di armi davanti alla sede del Pdp, sparando colpi in aria e compiendo arresti.
Il problema della sicurezza e’ un incubo non solo per i tunisini, ma anche per gli stranieri che vivono in Tunisia o che stanno cercando di lasciare il Paese. Da oggi piu’ voli e anche navi sono a disposizione degli italiani che preferiscono rientrare in patria. Resta difficile la situazione del Circo Bellucci, un centinaio di persone bambini inclusi bloccato a Sfax.
Ma la Tunisia guarda stasera alla battaglia di Cartagine, che potrebbe segnare una svolta nei rapporti di forza fra i fedelissimi di Ben Ali e quell’esercito che si era rifiutato di sparare sulla folla.

fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=149198

 تونس قائدة لا منقادة

Revolt in Tunisia

GlobalSailor101 | 16 gennaio 2011
Revolt in Tunisia
France, one of Ben Ali’s closest allies, said the Tunisian people had “expressed their democratic will,” in a statement from President Nicolas Sarkozy’s office.
“France, which has so many links of friendship with Tunisia, offers it its determined support,” the statement said.
“France calls for calm and an end to violence. It calls for the organisation of free elections in the shortest time possible.”
But a government spokesman added that relatives of Ben Ali should not seek refuge in France after it was revealed that a group of them were holed up at Disneyland Paris.
Ben Ali fled to Saudi Arabia on Friday as protests sparked originally by unemployment and food price rises intensified with dozens of deaths at the hands of the police, and an embarrassed France refused to offer him asylum.
Speaker of parliament Foued Mebazaa was sworn in as acting president on Saturday and pledged that all Tunisians “without exception” will be able to take part in national politics.
Under the constitution parliamentary elections have to take place within 60 days.
British Foreign Secretary William Hague welcomed the country’s decision to hold elections and appealed for a “rapid return to law and order.”
Canada’s Foreign Minister Lawrence Cannon said he hoped the polls would give all Tunisians a “voice in building a new government committed to democracy, human rights and the rule of law”.
Italian Foreign Minister Franco Frattini called for “calm, moderation and dialogue,” and said Rome hoped the Tunisian people would take “the road of democracy and peaceful coexistence.”
German Chancellor Angela Merkel backed “real democracy” in Tunisia, coupled with respect for human rights and freedom of the press and assembly.
The Russian foreign ministry said it was “in the interest of all Tunisians” to restore normality and stability as quickly as possible and avoid confrontation.
The Arab League, of which Tunisia is a member, called on “all political forces, and representatives of Tunisian society and officials, to be united for the good of the Tunisian people and to achieve civil peace.”
While Egypt urged Tunisians to “stand together” to “avoid descending the country into chaos,” demonstrators celebrated outside the Tunisian embassy in central Cairo.
“Listen to the Tunisians, it’s your turn Egyptians!”, they chanted, surrounded by heavy security.
Radical Palestinians said Tunisia’s people were an inspiration to the rest of the Arab world, though the main umbrella Palestine Liberation Organisation was more cautious.
In Amman, 50 Jordanian trade unionists held a sit-in outside the closed Tunisian embassy, shouting “Tunisia’s revolution will spread.”
They also carried Algerian flags because, as one of them stated, “the first spark is lit.”
Recent violent riots in Algeria over soaring food prices left five dead, hundreds wounded and more than 1,000 in jail. The government had no reaction on Saturday to Ben Ali’s departure, but the press hailed his fall and called it a warning to Tunisia’s north African neighbour.
Saudi Arabia said it had taken in Ben Ali and his family “out of concern for the exceptional circumstances facing the brotherly Tunisian people and in support of the security and stability of their country.”
“The kingdom of Saudi Arabia stands totally alongside the brotherly Tunisian people and hopes that they will close ranks in order to overcome this difficult period in their history,” a palace statement added.
On Friday US President Barack Obama applauded “the courage and dignity of the Tunisian people,” and urged Tunisian authorities to uphold promises of free and fair elections

Tunisia nel caos, nuovi scontri

Verso governo di unità nazionale

Dopo la fuga di Ben Ali, poteri al capo del Parlamento Elezioni entro 2 mesi. Stragi in due carceri


ROMA (15 gennaio) – La Tunisia nel caos, mentre giura il nuovo presidente. È di un morto il bilancio dei nuovi scontri di oggi alla periferia di Tunisi, due invece le vittime nella notte a Tozeur. Un incendio ha devastato la prigione di Monastir, facendo almeno sessanta le vittime. Cinque detenuti sarebbero stati invece uccisi dagli agenti mentre tentavano una fuga di massa dal carcere di Mahdia, località sulla costa tunisina a sudest della capitale.

Il presidente del parlamento tunisino, Fouad el-Mabzaa, ha giurato oggi sulla Costituzione come nuovo presidente pro-tempore. Nel corso della sua prima apparizione pubblica il neo presidente ha chiesto al premier Mohammed Ghannouchi «di formare un governo di unità nazionale nell’interesse di tutto il paese». «Tutti i tunisini senza eccezioni» saranno associati al processo politico, ha aggiunto el-Mabzaa. Le nuove elezioni si terranno fra due mesi. Riaperto lo spazio aereo e l’aeroporto della capitale, chiuso per le proteste di ieri. Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha lanciato intanto un appello alle istituzioni tunisine alla moderazione e al dialogo.

Ancora scontri: un morto. Rafforzate misure di sicurezza. Alla periferia di Tunisi, anche in mattinata, violenti scontri: un uomo è morto. Le misure di sicurezza sono state rafforzate nel centro della capitale. Centinaia di soldati pattugliano le principali vie della città e lo stato d’emergenza continua a essere in atto. Dopo che è stato tolto il coprifuoco notturno, l’arteria principale di Tunisi, Avenue Bourguiba, è stata bloccata dai militari. C’è il divieto di assembramenti di più di tre persone ed è permesso all’esercito e alla polizia di sparare su tutti «i sospetti» che si rifiutano di rispettare gli ordini intimati». Nella notte sono avvenuti saccheggi in vari sobborghi della città, soprattutto nei supermercati di proprietà francese, ed è stata anche incendiata la stazione ferroviaria.

Vi sarebbe un coinvolgimento anche di esponenti della forza di sicurezza presidenziale nei saccheggi, tanto che anche il capo della Guardia presidenziale, Ali Seriati, sarebbe stato arrestato.

L’ex presidente Ben Ali intanto ha lasciato nella notte il paese ed è fuggito in Arabia Saudita. Lo hanno confermato le autorità di Riad dopo che il suo aereo è atterrato a Gedda. «Abbiamo accolto Sua Eccellenza Ben Ali e la sua famiglia nel regno» riferisce un comunicato del governo citato dall’agenzia stampa ufficiale Saudi Press Agency. Il governo saudita, si legge ancora, «augura sicurezza e stabilità al caro Paese» ed è a fianco del «popolo tunisino». Sembra che Leila, la consorte di Ben Ali, abbia preceduto il marito a Dubai, dove aveva già soggiornato in dicembre.

Il giallo dell’aereo di Cagliari. Prima dell’arrivo di Ben Ali in Arabia, c’era stato a Cagliari un giallo per l’atterraggio in emergenza di un aereo all’aeroporto di Elmas. Dopo febbrili trattative e chiarimenti, l’aereo (un Private Canadair Cl 600 sigla Ts Ibt che risulta registrato alla Cartago Airlines), è decollato scortato da due caccia dell’Aeronautica militare fino ai limiti dello spazio aereo nazionale. Inizialmente c’era il sospetti che a bordo dell’aereo ci fosse Ben Ali.


fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=134651&sez=HOME_NELMONDO



Murad Trabelsi,emergenze,estero,politica,proteste,repressione,società, violenza,coprifuoco,Tunisie,Esercito,Polizia, Arresti,Revolt in Tunisia,
Sidi Bouzid,Dead,Martyrs,Riots,Kasserine,Thala,Trabelsi, Leila,Jendouba,Beja,Sfax,Sousse, Mehdia,Bizerte,Zarzis,Gabes,Ariana,Kairouan,Tatouine,Zaghouen,Tbarka

Nessun commento:

Posta un commento