Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 14 gennaio 2011

Ordinanza di applicazione della misura coercitiva della custodia

Ordinanza di applicazione della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere 4° Parte



 
L‘attività commerciale cui si fa riferimento si identifica per:
DENOMINAZIONE SEDE LEGALE TITOLARE ATTIVITÀ
"Ò SOLE MIO", sita in Palermo, piazza Castelnuovo, nr. 50 Palermo, viale del Fante, nr. 50 A-B-C CATANIA Filippo, nato a Palermo il 28/05/1969, ivi res., via G. Cimabue, nr. 41, sc. D Impresa individuale di ―Parruccheria per donna‖ – p.iva 04917520829 – data inizio attività: 14/11/2001


realizzata con i capitali messi a disposizione dal ―condannato‖ BONANNO GIOVANNI114 e formalmente intestata e gestita dal già menzionato CATANIA Filippo.


114 Con sentenza a seguito di giudizio abbreviato è stato condannato per il delitto di partecipazione alla associazione mafiosa (art. 416 bis co.1°, 3°, 4°, e 6°) – Nr. 1820/00 Reg. Sent, nr. 2099/98 RGNR, nr. 1748/99 RGIP
115 P.P. 5464/05 N.C. - decreto 2905/05 NRI, progr. nr. 490.
116 vds all. 514 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‟11 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.


Significativa, a riguardo, è la conversazione telefonica115 che intercetta in ambientale un breve colloquio intercorso alle ore 20.18 del 23.12.2005116 tra BONANNO Giovanni ed un uomo non meglio identificato, di seguito integralmente riportato:
BONANNO G: E' un coso che poi ci sono tutte le macchinette, centossessantamilioni di macchinari, per abbronzarti, cose...
UOMO: ah.. e tu.…(...inc…)
BONANNO G: questo integrale....si io con un altro ragazzo e non ci sono potuto andare perché c'era la messa cose...
UOMO: dov'è?
BONANNO G: E' a Piazza Politeama.
UOMO: Ah... a Piazza Politeama.
BONANNO G: Si è un locale...sono 3500,00 (tremilacinquecento) euro al mese di affitto.
UOMO: E poi ci andiamo insieme qualche volta. Io aspetto un'altro poco per sentirlo e poi.
BONANNO G: si l'anno nuovo poi vediamo GIUSE‘…
UOMO: anche perché.... .…si chiude il contatto.
BONANNO Giovanni pertanto riferisce allo sconosciuto di avere impiegato in detto centro estetico sito in piazza Politeama (Castelnuovo), la somma di centossessanta milioni (in vecchie lire). L‘investimento in parola si realizza nei giorni precedenti allorquando il BONANNO, avvalendosi dell‘ausilio di altri appartenenti alla sua consorteria, si adopera attivamente per consentire l‘apertura e l‘avvio dell‘ attività in argomento.
La polizia giudiziaria infatti ripercorre le tappe di questo iter attraverso lo sviluppo delle telefonate intercettate nei giorni antecedenti e in particolare segnala quanto segue:
 alle ore 12.12 del 15 dicembre 2005117 BONANNO Giovanni dall‘utenza 348/0000695 chiama TRENTANELLI Giuseppe118 sull‘utenza 333/8036602 riferendogli di avere bisogno di persone per fare delle pulizie ad un locale (―…i servirebbero per più tardi due persone che devono pulire un locale‖ ed anche con una certa urgenza (―…ntro le quattro e mezzo le cinque massimo e devono lavorare, pure tutta la notte, devono lavorare... hai capito, devono pulire…‖119;
 TRENTANELLI Giuseppe da subito si interessa per trovare persone da impiegare in dette pulizie alle ore 14.13 del 15 dicembre 2005120 dall‘utenza 333/8036602 chiama tale CAPITANO Alfonso sul numero 338/7829875 al quale chiede se più tardi può andare a pulire in un posto, avendone risposta negativa dato l‘avviso dell‘ultima ora. TRENTANELLI domanda pertanto ad Alfonso se conosce stranieri a cui rivolgersi per far fare dette pulizie121

117 vds all. 515 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‟1 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.
118 nato a Palermo il 01.03.1976.
119 progr. 1429 – 2699/05 NRI, la trascrizione della intercettazione è integralmente riportata informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‟1 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.
120 vds all. 516 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‟1 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.
121 (progr. 1447 – 2699/05 NRI).
122 vds all. 517 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‟1 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.
123 (progr. 1448 – 2699/05 NRI)

Di seguito TRENTANELLI riferisce a BONANNO che al momento non è riuscito a trovare persone da subito disponibili per effettuare le pulizie, trovando quest‘ultimo contrariato dalla vicenda:
 alle ore 14.25 del 15 dicembre 2005122 TRENTANELLI Giuseppe dall‘utenza 333/8036602 chiama BONANNO Giovanni sull‘utenza 348/0000695 riferendogli di non essere riuscito a trovare persone per le pulizie; BONANNO giustifica l‘urgenza della richiesta in quanto in nottata devono portare i macchinari da montare nel locale ―…No..perchè stanotte arrivano...stanotte arrivano i macchinari..arrivano i solarium hai capito e si devono montare…‖123;
 
La circostanza riferita dal BONANNO Giovanni nella conversazione con la persona non identificata (all‘inizio menzionata) intercettata in ambientale riguardo l‘affitto per 3.500 euro mensili (―…Si è un locale...sono 3500,00 (tremilacinquecento) euro al mese di affitto…‖), trova riscontro nel contratto d‘affitto stipulato tra CATANIA Filippo ed i locatori coniugi RIVECCIO Agostino124 e GRAZIANO Maria Concetta125, datato 04 novembre 2005126, relativo ad unità immobiliari127 site in Palermo, p.zza Castelnuovo, nr. 50, piano rialzato, sc. A, int. 2-3, per il canone di 3.500 euro mensili, come espressamente indicato nell‘art. 3 di detto contratto, allegato alla presente comunicazione.

124 nato a Palermo il 28.05.1969, ivi residente, viale Reg. Siciliana Nord Ovest, nr. 7800;
125 nata a Palermo il 10.12.1945, ivi residente, viale Reg. Siciliana Nord Ovest, nr. 7800;
126 vds all. 517 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‟11 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.
127 il contratto in questione si completa con l‘affitto di altro vano cantina, facente parte della medesima unità immobiliare, con altro atto datato 15.10.2007, per ulteriori 200 euro mensili di canone.;
128 Fra le quali l‘allora Presidente della Regione Siciliana, CUFFARO Salvatore più volte espressamente menzionato nel corso delle telefonate intercettate nell‘ambito della indagine in parola quale possibile ospite d‘onore alla inaugurazione dell‘esercizio commerciale del CATANIA.;
129 vds all. 007 dell‘informativa del RONI sopra menzionata
130 Fratello dell‘allora Presidente della Regione Siciliana, CUFFARO Salvatore.
131 intestata a CUFFARO TOURS S.R.L., p.iva 01604550846, con sede in Agrigento c.da Busone s.s.118 km.136; rappresentante: CUFFARO Giuseppe, nato a Raffadali (AG) il 05.03.1960;
132 scuola di informatica sita in p.zza Castelnuovo, nr. 50;
133 progr. 2054 – 2699/05 NRI
134 CUFFARO Salvatore, fratello del suindicato Giuseppe.
135 vds all. 519 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‟11 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.

Secondo la ricostruzione effettuata dalla polizia giudiziaria nella informativa dell‘11 marzo 2008 il BONANNO si sarebbe avvalso nella gestione di tale attività della collaborazione di SPATARO Maurizio, il quale si è interessato di invitare note personalità128 all‘inaugurazione del centro estetico. A tale proposito nella informativa in oggetto si segnalava che:
 alle ore 12.57 del 15 dicembre 2005129 SPATARO Maurizio dall‘utenza nr. 338/5768780 chiama CUFFARO Giuseppe130 sull‘utenza nr. 335/1203901131, informandolo che la settimana ci sarebbe stata l‘inaugurazione di un solarium a piazza Castelnuovo (dove c‘è la scuola GRAZIANO132), organizzata dalla moglie con un‘altra amica ("…c'è la settimana prossima l'inaugurazione che mia moglie con un altra amica nostra stiamo inaugurando un solarium...".) CUFFARO dice a SPATARO di portargli l‘invito per detta inaugurazione in albergo (―…andamelo... portalo al Federico II...no ... al Federico II....‖;133) SPATARO, altresì, fa sapere che porterà un ulteriore invito anche per Totò134;
 alle ore 13.27 del 15 dicembre 2005135 SPATARO Maurizio dall‘utenza nr. 338/5768780 chiama CATANIA Filippo sull‘utenza 393/3328285 chiedendo quand‘è il giorno dell‘inaugurazione, avendone come risposta il giorno 22 seguente; SPATARO chiede se i ticket per gli inviti sono pronti e CATANIA risponde che per lunedì sarà tutto pronto. SPATARO, infine, informa il CATANIA che all‘inaugurazione farà intervenire una personalità ―…va bene... sto vedendo di fare venire una persona molto speciale...‖136;
 alle ore 11.11 del 17 dicembre 2005137 SPATARO Maurizio dall‘utenza nr. 338/5768780 chiama CATANIA Filippo sull‘utenza 393/3328285, quest‘ultimo gli dice che si trova da ―igliore‖138 per comprare un computer che serve per la programmazione dei solarium; SPATARO commenta che tutte queste spese lo stanno portando in deficit ―…i stanno portando al suolo questi?...‖, avendone conferma dal CATANIA ―…o... non ce la faccio più... sono arrivato completamente... sono arrivato... sono arrivato…‖, lo stesso altresì riferisce che ultimamente si sta dedicando esclusivamente al nuovo negozio affinché apra il più presto possibile ―…non ci sono... no... gioia io per ora il negozio l'ho abbandonato perchè se non sto dietro a tutto il sistema qua ci perdiamo... neanche per un'altro anno apro …‖139;

136 progr. 2062 – 2699/05 NRI
137 vds all. 520 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‟1 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.
138 noto negozio di elettrodomestici di Palermo.
139 (progr. 2222 – 2699/05 NRI)
140 vds all. 521 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‟1 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.

Le conversazioni seguenti consentono di affermare ragionevolmente che BONANNO Giovanni con l‘ausilio di SPATARO Maurizio, ha messo a disposizione di CATANIA Filippo le entrate, per l‘apertura del solarium in argomento:
 alle ore 10.13 del 21 dicembre 2005140 SPATARO Maurizio dall‘utenza 338/5768780 chiama CATANIA Filippo sul numero 393/3328285, si riporta la trascrizione della conversazione tra i due:
SPATARO : Pronto.
CATANIA : Buongiorno.
SPATARO : Filippuzzo bello, buongiorno
CATANIA : Come stai?
SPATARO : Sempre di corsa, Filippo.
CATANIA : E lo so.
SPATARO : Che è, "sangu".
CATANIA : Niente, così, per sentirti.
SPATARO : Bah, ieri ero passato a trovarti e non c'eri.
CATANIA : Per ora...minchia corro come un pazzo.
SPATARO : Uhm. Senti una cosa. Ma...a...a Rosario lo hai visto?
CATANIA : Ma che. Ha da sabato che lo chiamo..."sto arrivando, sto venendo, sto arrivando, sto venendo"...
SPATARO : Gli ho lasciato, gli ho lasciato altri numeri...
CATANIA : E ce l'ho io.
SPATARO : Eh, fatteli dare tu direttamente.
CATANIA : Glieli ho lasciati io...glieli ho lasciato...ce li ho io. "Ce li ho io, sto venendo"...
SPATARO : Chiamalo e te li fai dare direttamente tu. 178
CATANIA : Ho capito.
SPATARO : Gli ho detto...gli ha detto...mio cugino, lasciameli direttamente a me.
CATANIA : Uhm uhm.
SPATARO : Va bene?
CATANIA : Va bene.
SPATARO : Così, siccome era una cosa urgente, glielo dici...è una cosa urgente. Li prendi, glieli ridai già...questi di qua a Ivan141, così se li va a versare

141 CATANIA Ivan, nato a Palermo il 20.02.1984, fratello di CATANIA Filippo.

CATANIA : Va bene.
SPATARO : Va bene?
CATANIA : Va bene.
SPATARO : Quand'è l'inaugurazione?
CATANIA : Venerdì sera. Alle sette e mezza.
SPATARO : E gli inviti dove li dobbiamo ritirare?
CATANIA : Qua da Loca Club...(sorride)...
SPATARO : No, perchè gliene devi fare avere due...qualcuno a...
CATANIA : Si, sono qua.
SPATARO : ...persone che ci tengo.
CATANIA : Sono qua gli inviti.
SPATARO : Va bene?
CATANIA : Va bene, gioia?
SPATARO : Va bene. Aspetta un attimo.
CATANIA : Non ...(inc.)...Maurizio...(inc.)...
SPATARO : Aspetta un minuto
A questo punto della conversazione SPATARO Maurizio passa il telefono a BONANNO Giovanni e la telefonata così prosegue:
BONANNO :Filippuzzo. Come stiamo?
CATANIA :Gioia mia, minchia dico, sto a correre come un
BONANNO :...(incomprensibile per accavallamento voci)...
CATANIA :...te lo giuro, non lo puoi capire, sono arrivato. Ho pure la febbre addosso.
BONANNO :Minchia oh, è un periodo proprio di merda ma proprio di merda
CATANIA: Mamma mia! Impressionante Giovanni
BONANNO :Ma ieri sono venuto là. Sono venuto a Piazza Politeama, ho visto come è venuto. Bellissimo.
CATANIA :Ancora è niente. Devi vedere quello che sta venendo. Un sogno.
BONANNO :Un sogno, un sogno, bello, bello. Ha anche la...(inc)...
CATANIA :Bello, bello. No, no, ma infatti gioia. Ma che fa, più tardi passate?
BONANNO :Si, si, più tardi passo.
CATANIA :Mi fate uno squillo e mi fate sapere dove devo...dove...vi faccio sapere dove sono e casomai ci vediamo.
BONANNO :Va bene, va bene.
CATANIA :Un bacione vita.
BONANNO :Ciao. 179
CATANIA : Ciao gioia, ciao.142

142 (progr. 2570 – 2699/05 NRI, (All. 521 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‘11 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.)
143 vds all. 522 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‘11 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R..
144 Progr. 2977 – 2699/05 NRI, All. 522 della informativa del R.O.N.I. di Palermo dell‘11 marzo 2008, proc. 5464/2005 R.G.N.R.

 alle ore 09.46 del 24 dicembre 2005143SPATARO Maurizio dall‘utenza 338/5768780 chiama BONANNO Giovanni sul numero 349/2328294, la conversazione si svolge come di seguito integralmente riportato:
…mississ…09.48.28
BONANNO :vedi il discorso di Filippo pure....
SPATARO :eh... di Filippo gli posso dare un bacio e ci vediamo martedi....
BONANNO :no... il fatto di Filippo è il fatto del locale... com'è andato.. come non è andato...per andarlo a guardare capito?...
SPATARO :ah... ok... ok.. va bene...
BONANNO :Va bene? ...un bacionissimo... un bacionissimo...
SPATARO :va bene... perchè ieri mi ha detto che voleva fatta una cortesia che gli è rientrato quell'assegno a suo fratello... gli ho detto martedì vediamo di risolverlo...
BONANNO :va bene... va bene...
SPATARO :va bene?... una buona mattinata...
BONANNO :ok altrettanto... ciao... ciao...‖144
Anche in relazione alle conversazioni riportate, ed in particolare all'argomento relativo all'apertura del centro estetico, è stato escusso lo SPATARO, il quale in data 10 febbraio 2009 ha riferito:
"In quel periodo, o di lì a poco, si determinò l‘idea di una cointeressenza fra BONANNO e CATANIA per la realizzazione di un solarium in Piazza Castelnuovo. BONANNO avrebbe svolto i lavori edili, il CATANIA avrebbe affrontato le altre spese. Poi ad un certo punto Gerardo PARISI, cognato di CATANIA Filippo, fece sapere che questa società non si doveva fare e vennero restituiti al BONANNO i soldi che aveva investito. Ciò avvenne nel 2005, prima della inaugurazione. Il valore dei lavori svolti dal BONANNO per il solarium di Piazza Castelnuovo era di 100 mila euro circa.
ADR: La restituzione avvenne con assegni anche postali. Questa società si ruppe per volontà di terze persone, anche se ― sole mio‖rientrava nel territorio di Resuttana e quindi di competenza del BONANNO. Ritengo che chi è intervenuto con il CATANIA per far sciogliere la società con il BONANNO sia stato LO PICCOLO Sandro. Ma è una mia 180
supposizione. Io non ero interessato in alcun modo all‘apertura di questo solarium di Piazza Castelnuovo. Io ero interessato solo a che il BONANNO facesse buoni affari e poi mi aveva promesso un regalo se le cose fossero andate bene.
A questo punto l‘ufficio dà lettura di una conversazione del 15 dicembre 2005 nel cui ambito lui stesso parlava del Solarium come immobile di sua appartenenza.
ADR: Mi sono interessato solo alla inaugurazione del solarium ― sole mio‖ perché sapevo che BONANNO Giovanni, qualora l‘operazione fosse andata a buon fine, mi avrebbe fatto un regalo.
OMISSIS
ADR: dopo la sparizione di Giovanni mi sono visto un paio di volte con CATANIA Filippo per verificare se la società tra SPATARO Giovanni e BONANNO Giovanni fosse interrotta o meno. In un caso ricordo che ero stato chiamato da Salvatore DI MAIO, il quale alla presenza di CATANIA Filippo, voleva avere notizie sulla società tra il CATANIA e il BONANNO Giovanni. Il DI MAIO, come lo stesso aveva affermato, era stato mandato direttamente da Sandro LO PICCOLO.
OMISSIS
A questo punto l‘ufficio dà lettura di una conversazione 2062.
Si tratta di una persona che doveva essere invitata per l‘inaugurazione del solarium di CATANIA Filippo."
Le dichiarazioni dello SPATARO indubbiamente corroborano la ricostruzione indiziaria in ordine all'esistenza del legame societario tra il CATANIA ed il BONANNO, ampiamente acclarata dal contenuto delle conversazioni intercettate; consentono peraltro di apprendere una circostanza che non emerge dalle intercettazioni, ossia che questo legame societario era stato forzatamente sciolto, per iniziativa di soggetti ai quali il BONANNO non poteva opporsi, forse identificabili nei LO PICCOLO.
In ogni caso rimane accertato che, almeno sino al 2005, questo legame societario era operante e che grazie ad esso il CATANIA - il quale, non va dimenticato, sino a poco tempo prima, versava in condizioni economiche tali da non potere sostenere gli oneri di un investimento del genere - aveva potuto iniziare e proseguire sino ad oggi l'attività in questione.
Alla luce degli elementi evidenziati pertanto deve ritenersi poco attendibili le dichiarazioni spontanee rese dal CATANIA all'Ufficio in data 4 maggio 2009 circa la inesistenza del rapporto societario con BONANNO, atteso che la consulenza contabile dallo stesso depositata non consente di ricostruire tutti i movimenti finanziari necessari per l'avviamento del centro estetico in parola. Inoltre l'ufficio ha anche verificato le dichiarazioni rese dal CATANIA nel procedimento a carico di Romeo Giuseppe per il delitto di usura145 accertando che i prestiti da costui forniti all'indagato erano avvenuti fra il 2007 e il 2008, mentre il rapporto societario con il BONANNO, come si è visto, risale ad un'epoca di gran lunga antecedente (2005).
Gli elementi acquisiti inoltre legittimano anche la richiesta di sequestro preventivo ai sensi dell'art. 321 c.p.p. della ditta individuale attraverso la quale il CATANIA gestisce il predetto centro estetico nonché l'universalità dei beni aziendali di cui dispone.
 
6. CORRAO Giovanni
CORRAO Giovanni, nei cui confronti si procede per il delitto di cui all'art.416 bis c.p., è un pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, tentato omicidio ed altro. Significativi, ai fini che verranno di seguito precisati, risultano anche i precedenti penali per incendio doloso ed estorsione.
Dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia emerge che il CORRAO Giovanni, inteso ―il testone‖, era stato affiliato alla famiglia mafiosa di Passo di Rigano, alle dirette dipendenze di GRECO Vincenzo, uomo d‘onore di quella famiglia mafiosa, per essere utilizzato come esattore del pizzo. Tuttavia, in considerazione della scarsa affidabilità del CORRAO lo stesso venne poi sostituito da altri soggetti.
Che il CORRAO Giovanni fosse inserito nell‘organizzazione mafiosa lo si rileva, inoltre, anche dalla vicenda che lo vede coinvolto nella gestione della latitanza di FRANZESE Francesco e nel reperimento dei documenti falsi utilizzati dal medesimo, oggetto dell'informativa dello SCO del 25 ottobre 2008, che sarà oggetto di analisi anche nella parte relativa alla posizione del coindagato NICOLETTI.


8.1 Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia
Sulla posizione di CORRAO Giovanni riferisce ampiamente il collaboratore di giustizia Antonino NUCCIO. In particolare nel corso dell‘interrogatorio del 7-12-2007, visionando un album fotografico, in relazione alla foto di GRECO Vincenzo il collaboratore dichiarava di aver proposto a quest‘ultimo la cooptazione del CORRAO per la zona del CEP.
Si riporta di seguito il relativo stralcio di verbale

Interrogatorio del 7.12.2007 di NUCCIO Antonino
Conosco personalmente GRECO ma non lo riconosco in questa foto. Confermo le dichiarazioni in precedenza rese sullo stesso.
In particolare è uomo d‘onore della famiglia di Boccadifalco-Passo di Rigano con padrino di battesimo Salvatore LO PICCOLO. Mi fece avere degli orologi per i LO PICCOLO. Come attività di copertura lavorava presso tale PENNAFORTE.
Non so indicare estorsioni specifiche ma naturalmente era sua competenza occuparsene.
In una occasione quando dovevano riorganizzare la zona del CEP ne parlai con GRECO per segnalargli un mio amico CORRAO e GRECO fu d‘accordo, per sostituire Andrea PENSABENE, detto faccia tagliata.
Erano sorti dei problemi con alcuni dei SANSONE, in particolare credo con MIMMO, che si era detto che se continuava a creare problemi doveva essere eliminato.
Sulla vicenda il collaboratore ritorna in un successivo interrogatorio allorquando racconta le dinamiche che hanno condotto ―all‘arruolamento‖ del CORRAO per la consumazione delle attività estorsive.
Si riporta di seguito il relativo stralcio di verbale:   

Dal verbale del 23.01.2008 di NUCCIO Antonino
Dopo l‘arresto di Caliddu, che era il reggente di Uditore, c‘erano due persone del quartiere CEP che si muovevano in quella zona, Andrea PENSABENE (detto faccia tagliata) e Giuseppe GENNARO (detto il nanetto) sotto la direzione di tale Baldo. Noi avevamo il compito di controllare queste due persone per vedere se si muovevano ancora nel quartiere CEP, perché dovevano essere messi da parte e sostituiti da CORRAO Giovanni persona in quel momento di nostra fiducia. Ciò effettivamente avvenne, ma ben presto anche il CORRAO fu messo da parte perché abusava di alcool.
Successivamente NUCCIO ritorna a parlare di CORRAO con riferimento alle attività di favoreggiamento di Francesco FRANZESE. In particolare, nel corso dell‘interrogatorio del 10 aprile 2008, il collaboratore riferisce:
Interrogatorio del 10.04.2008 di NUCCIO Antonino
Mi ero riservato nel verbale di interrogatorio del 6 dicembre 2007 di riferire in merito a tutti i soggetti che mi hanno fornito un contributo nella gestione della latitanza di FRANZESE. Mi sono avvalso per gli spostamenti dei familiari del latitante di Roberto LA VARDERA, giardiniere di Partanna Mondello, di Alessandro BOLOGNA, bidello del CEP, di Giovanni CORRAO del Cep. In sede di verbalizzazione sintetica preciso che ho utilizzato quale messaggero di ―pizzini‖ del FRANZESE Salvatore SCOZZARI di Pallavicino.
In un successivo interrogatorio Antonino NUCCIO effettua anche un positivo riconoscimento fotografico del CORRAO e ne ripercorre le attività di favoreggiamento nei confronti di Francesco FRANZESE:
Interrogatorio del 16.04.2008 di NUCCIO Antonio
Adr: Foto nr.10. E' Giovanni CORRAO, detto il testone, che mi ha assistito in uno spostamento dei familiari del FRANZESE. Il predetto CORRAO mi ha presentato Giuseppe NICOLETTI al quale mi ero rivolto per creare dei falsi documenti a nome di FRANZESE. L‘Ufficio da atto che si tratta di CORRAO Giovanni, inteso " il testone", nato a Palermo il 6 aprile 1965.
Anche il collaboratore Francesco FRANZESE conosce il CORRAO e ne riferisce allorquando commenta un ―pizzino‖ che gli viene esibito ove è riportato il soprannome di testone. Il documento esibito al collaboratore è una missiva che viene rinvenuta nella sua disponibilità e sequestrata il giorno del suo arresto (2 agosto 2007).
Il FRANZESE riferisce che la missiva era da lui scritta ed indirizzata a suo figlioccio ovvero Enzo GRECO, indica poi chi sono i soggetti menzionati nella lettera:
Interrogatorio del 21.11.2007 di FRANZESE Francesco
Il Piero menzionato nel pizzino è tale PINNAFORTE che lavora nello stesso posto del GRECO. Nino NUCCIO ha diversi amici nella zona di Viale Michelangelo; il testone citato nel pizzino è tale CORRAO Giovanni che aveva avuto una lite con un parente di Enzo GRECO; il cognato BASTIANO è molto amico di Nino NUCCIO. Né CORRAO né Bastiano appartengono per quelle che sono le mie conoscenze appartengono alla famiglia mafiosa; il primo è un ubriacone, il secondo invece è persona seria.
Nel corso di un successivo interrogatorio il FRANZESE effettua un positivo riconoscimento fotografico di CORRAO Giovanni:

Interrogatorio del 14.04.2008 di FRANZESE Francesco
Adr: Foto nr.10. E' Giovanni CORRAO, detto il testone. L‘Ufficio da atto che si tratta di CORRAO Giovanni, inteso " il testone", nato a Palermo il 6 aprile 1965. Ho parlato di lui con riferimento a dei problemi che aveva avuto con dei parenti di Enzo GRECO. E ciò perchè era solito ubriacarsi. E' anche un rapinatore che operava autonomamente. Ha un cognato, che si chiama Bastiano, molto amico di Nino NUCCIO.
Anche il collaboratore BONACCORSO Andrea conosce il CORRAO e ne riferisce allorquando gli viene fatto visionare un album fotografico contenente la sua foto.
Si riporta il relativo stralcio di verbale:
Interrogatorio del 15.05.2008 di BONACCORSO Andrea
Nella foto nr. 10 riconosco le sembianze di una persona che mi pare di conoscere, ma di cui in questo momento non so indicare il nome.
L‘Ufficio dà atto che si tratta di CORRAO Giovanni, inteso "il testone", nato a Palermo il 6 aprile 1965.
Adesso che ne sento il nome dichiaro che conosco il soggetto in questione, che però nella foto è molto più giovane di come me lo ricordi io. Il CORRAO, che è di Cruillas, firmava con me al Commissariato ―Zisa‖ fino all‘anno scorso. Mi era stato presentato da Nino NUCCIO circa un anno fa. Il NUCCIO gli cedeva la cocaina, che egli rivendeva a Cruillas. Mi risulta che, tramite la conoscenza con NUCCIO e con FRANZESE, i LO PICCOLO stavano cercando di inserirlo nella famiglia mafiosa di Passo di Rigano e che per tale motivo avevano parlato con Enzo GRECO, reggente di quella famiglia.
Il CORRAO si occupò di individuare una persona che potesse fare avere, come in effetti fece, un documento falso per FRANZESE; si tratta del documento che poi fu trovato nel possesso di quest‘ultimo al momento del suo arresto.
L‘ho visto un paio di volte da Giuseppe GERACI.
Sul CORRAO riferisce anche il collaboratore Angelo CHIANELLO che lo conosce bene e lo riconosce in fotografia. Si riporta di seguito il relativo stralcio di verbale.

Interrogatorio del 05.06.2008 di CHIANELLO Angelo
Nella foto nr. 10 riconosco Giovanni CORRAO, che è stato mio coimputato nel 1999 in un processo per rapina, relativamente a fatti commessi in danno di una banca di Modena. Da minorenni siamo stati detenuti insieme presso il carcere di Ucciardone. Erano detenuti pure con noi FRANZESE Francesco, unico ad essere rimasto al carcere minorile di Malaspina, CHIANCHIANO Fabio e PALAZZOTTO Gaetano.
L‘Ufficio dà atto che si tratta di CORRAO Giovanni, inteso "il testone", nato a Palermo il 6 aprile 1965.
Il medesimo durante una rapina, nel 1981, fu raggiunto da un colpo d‘arma da fuoco.
L‘ho rivisto per l‘ultima volta nel 2006, in via Cardillo, in un bar, ove egli si trovava con Nino NUCCIO, che vidi pure in quell‘occasione, unitamente a Mimmo SERIO e a Rosolino DI MAIO, il quale ultimo poi accompagnò altrove il CORRAO che aveva forato una ruota.
A D.R.: nulla so dire in ordine al coinvolgimento del CORRAO in fatti criminali. NUCCIO mi aveva riferito che il CORRAO andava spesso a cercarlo per chiedergli forniture di droga, in particolare di cocaina, che non so però dire se furono realmente effettuate. Non ho avuto altre occasioni di contatto diretto con il CORRAO.
Un importante riscontro a quanto riferito dai collaboratori circa dei diverbi avuti dal CORRAO Giovanni, inteso il ―testone‖, con Vincenzo GRECO, uomo d‘onore della famiglia di Passo di Rigano, e reggente in quel periodo della medesima famiglia, è possibile rinvenirlo della missiva sopra menzionata, datata 1 agosto 2007, che FRANZESE Francesco doveva inviare a suo figlioccio ―E.‖, ovvero il citato Enzo GRECO, sequestrata all‘atto del suo arresto.
In un tratto, si fa riferimento alla "bile" che proprio il ―testone‖ stava facendo fare al GRECO. Nella circostanza il FRANZESE suggerisce a suo figlioccio di rivolgersi al cognato del ―testone‖, tale Bastiano, che sarebbe stato più serio.

Si riporta, il tratto di missiva in questione.
X MIO FIGLIOCCIO E.
Omissis
So che il testone vi ha fatto fare un po di bile, comunque non credere a tutto quello che ti dicono. In ogni caso c‟è suo cognato, che si chiama BASTIANO che è serio al 100% e poi mi è molto vicino. Quindi se serve fatti presentare a lui che non facciamo nessuna brutta figura. Adesso mio caro figlioccio ti saluto, appena puoi mi scrivi, lo sai quanto mi fa piacere sentirti. Sei sempre nel mio cuore e ti voglio tanto bene.
N.B. Per cercare Nino Partanna glielo puoi dire a Mimmo tramite la nostra strada. Ciao tuo padrino.
01 – Agosto- 07"
Quanto scritto dal FRANZESE, prima del suo arresto, conferma l‘esistenza di rapporti tra Vincenzo GRECO e CORRAO Giovanni. Trova altresì riscontro la circostanza che quest‘ultimo aveva creato diversi problemi all‘uomo d‘onore di Passo di Rigano dovuti, secondo le parole del NUCCIO, alla sua scarsa affidabilità.
Del resto FRANZESE si rivolge a suo figlioccio usando il plurale, ―vi ha fatto fare un pò di bile‖, come se i rapporti con il CORRAO ed i problemi che questi stava creando non riguardassero soltanto Vincenzo GRECO, ma invece una pluralità di persone, in tal caso i compartecipi alla famiglia mafiosa di Passo di Rigano. 186
Del reclutamento di CORRAO Giovanni, seppur per un breve periodo, nella famiglia mafiosa di Passo di Rigano, ne è a conoscenza anche il collaboratore BONACCORSO Andrea, il quale ha riferito che, tramite la conoscenza con NUCCIO e con FRANZESE, i LO PICCOLO stavano cercando di inserirlo nella famiglia mafiosa di Passo di Rigano e che per tale motivo avevano parlato con Enzo GRECO, reggente di quella famiglia.
Anche CHIANELLO Angelo, seppur non riferendo fatti particolari su CORRAO Giovanni, fatta eccezione per la circostanza appresa dal NUCCIO che questi si riforniva da lui di cocaina, fornisce delle indicazioni utili ad inquadrarne l‘ambito criminale del CORRAO. Infatti CHIANELLO Angelo riferiva di avere incontrato nell‘anno 2006, in via Cardillo, il citato CORRAO Giovanni mentre era assieme a NUCCIO Antonino, DI MAIO Rosolino e Mimmo SERIO.
Per quanto concerne la conoscenza e la frequentazione tra NUCCIO Antonino e CORRAO Giovanni, ma anche tra quest‘ultimo ed altri soggetti affiliati all‘organizzazione mafiosa, si rileva che le stesse sono state ampiamente accertate e si fa rinvio pertanto alle annotazioni redatte da personale della Sezione Catturandi della Squadra Mobile, allorquando tra gli altri soggetti sottoposti ad indagine per la cattura dei latitanti LO PICCOLO, investigava pure sul citato CORRAO Giovanni146


146 cfr. all.ti nr. 18, 19, 20, e 21 alla informativa della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Palermo DEL 15-1-2009.


Per quanto attiene ai soggetti citati dai collaboratori si riferisce che:
 ―Andrea Pensabile inteso faccia tagghiata‖ è stato identificato per PENSABENE Andrea di Giuseppe e CROCILLA Virginia, nato a Palermo il 26.04.1949 coniugato con GERACI Rosalia nata a Palermo il 03.09.1950, ivi residente in via Filippo Brunelleschi nr. 22/B, scala B. Lo stesso, inteso ―faccia tagghiata‖ che ha precedenti di polizia per furto, oltre ad essere titolare della macelleria sita in via questo Viale Michelangelo è socio, unitamente alla madre CROCILLA Virginia ed ai fratelli Pietro, Domenico e Giovanni della S.a.S. ―ratelli Pensabene di Pensabene Pietro e &.‖con sede in questa via Generale Luigi Cadorna nr. 28, che si occupa della gestione di un panifico con annesso un minimarket.
 ―Bastiano, cognato di CORRAO Giovanni‖è stato identificato per SCOPERTO Sebastiano di Filippo e Arnone Rosalia, nato a Palermo il 10.03.1963, coniugato con PALERMO Maria nata a Palermo il 22.10.1965, ivi residente in via Vincenzo Fici nr. 15. Lo stesso, che annovera precedenti di polizia per rapina, tentato omicidio, porto abusivo e detenzione di armi, è fratello di SCOPERTO Antonina, moglie del sopra generalizzato CORRAO Giovanni.
Alla luce degli elementi raccolti ed evidenziati ed anche in considerazione dell'aiuto prestato al FRANZESE durante la sua latitanza deve ritenersi che, sia pure per un periodo limitato - circoscritto tra il 2006 ed il mese di agosto 2007 - il CORRAO abbia fatto parte dell'organizzazione mafiosa, operando tra le famiglie di Passo di Rigano e Tommaso Natale.   

7. D‟NNA SALVATORE
D‘ANNA Salvatore risulta dapprima tratto in arresto il 27.1.2001, poi processato ed assolto, con sentenza divenuta definitiva il 19.4.2004, dal delitto di partecipazione all‘organizzazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente alla famiglia mafiosa di Terrasini, nell‘ambito del procedimento nr°15047/2001 R.G. (cfr. sentenza in atti). D‘ANNA risulta libero dal 15.4.2003 come si evince dalla scheda biografica in atti.
Le motivazioni della sentenza della Corte di Appello di Palermo, emessa il 15 aprile 2003, attestano che la prova a carico di D‘ANNA sia insufficiente o comunque contraddittoria, sussistendo notevoli incertezze in merito all‘intervento dell‘indagato nella fase di aggiudicazione dell‘appalto dei lavori per l‘adeguamento della discarica di Terrasini.
Innanzitutto, in ordine alla questione del ne bis in idem, va, intanto, premesso che, come costantemente affermato dal S.C., da ultimo con sentenza Sez. 6 n. 12302 del 29.11.2000 – ud. 4.10.2000 – Pres. Trojano, rel Di Noto ―i fini della verifica, nell'ipotesi di reato permanente, dei presupposti di operativita' del divieto di un secondo giudizio (art. 649 cod. proc. pen.), qualora la contestazione del fatto oggetto del giudicato rechi soltanto l'indicazione della data di inizio della consumazione, il termine finale della condotta criminosa deve essere individuato con riferimento alla data di pronuncia della sentenza di primo grado prescindendo dalla circostanza che l'esito del giudizio sia stato di condanna o di assoluzione, atteso che detta decisione contiene pur sempre un accertamento fattuale il quale, per la natura del reato che ne costituisce l'oggetto, non puo' aver riguardo al solo momento iniziale della condotta ma deve necessariamente tenere conto della sua durata nel tempo. (Fattispecie in tema di associazione di stampo mafioso).
Nella nota sentenza S.U. n. 11021 del 22.10.1998 la Corte di Cassazione affermava il principio che ―oiche' la contestazione del reato permanente, per l'intrinseca natura del fatto che enuncia, contiene gia' l'elemento del perdurare della condotta antigiuridica, qualora il pubblico ministero si sia limitato ad indicare esclusivamente la data iniziale (o la data dell'accertamento) e non quella finale, la permanenza - intesa come dato della realta' - deve ritenersi compresa nell'imputazione, sicche' l'interessato e' chiamato a difendersi nel processo in relazione ad un fatto la cui essenziale connotazione e' data dalla sua persistenza nel tempo, senza alcuna necessita' che il protrarsi della condotta criminosa formi oggetto di contestazioni suppletive da parte del titolare dell' azione penale. Nell' affermare detto principio la Corte ha precisato che la contestazione del reato permanente assume una sua "vis expansiva" fino alla pronuncia della sentenza, e cio' non perche' in quel momento cessi o si interrompa naturalisticamente o sostanzialmente la condotta, sibbene solo perche' le regole del processo non ammettono che possa formare oggetto di contestazione, di accertamento giudiziale e di sanzione una realta' fenomenica successiva alla sentenza, pur se legata a quella giudicata da un nesso inscindibile per la genesi comune,l'omogeneita' e l'assenza di soluzione di continuita', la quale potra' essere eventualmente oggetto di nuova contestazione).‖
Applicando il riferito principio al caso in esame si desume che mentre nel primo procedimento al D‘ANNA venne contestato il mero delitto di cui all‘art. 416 bis 1° co. c.p., con le ipotizzate aggravanti, commesso dal marzo 1996 sino al 23 gennaio 2001, nel presente procedimento è stata contestata l‘imputazione, con riferimento al diverso ruolo apicale e organizzativo assunto dall‘indagato nel tempo nella medesima associazione di stampo mafioso, dal febbraio 2001 sino alla data odierna.
Trattandosi, quindi, di fatti diversi non può certo ritenersi sussistente alcun problema di ne bis in idem.
Le nuove emergenze gravi ed univoche derivano dalle precise e convergenti dichiarazioni dei collaboratori di giustizia SEIDITA Michele, PULIZZI Gaspare e BRIGUGLIO Francesco, tutti soggetti con un ruolo di rilievo nell‘organizzazione mafiosa Cosa Nostra e pertanto fonte di conoscenza di assoluto valore indiziario.
SEIDITA Michele, reggente del mandamento mafioso di Partinico, sin dall‘interrogatorio del 28 novembre 2002 ha indicato D‘ANNA Salvatore quale reggente della famiglia mafiosa di Terrasini con il quale si era personalmente incontrato su sollecitazione di Salvatore LO PICCOLO:
SEIDITA Michele – 28 novembre 2002
―ERRASINI: Sono a conoscenza che il reggente é D‘ANNA Salvatore (imprenditore).
TRASCRIZIONE
SEIDITA: Terrasini siamo allo stesso post…allo stesso punto del discorso di Balestrate, Terrasini c‘era il D‟NNA negli ultimi tempi, Salvatore se non penso male…
P.M.: Che lavoro faceva, se se lo ricorda?
SEIDITA: L‘imprenditore. E il Salvatore D‟NNA io l‘ho conosciuto per mezzo di Michele VITALE, cugino di Vito VITALE.
P.M.: Ho capito, quindi l‘ha organizzato il VITALE Michele questo incontro con il D‟NNA Salvatore o vi siete conosciuti per caso?
SEIDITA: No, no ci siamo conosciuti…non è stato un incontro…non è stato un incontro programmato con il VITALE cioè noi, noi diciemu che eravamo…
P.M.: Sì, sì
SEIDITA: …oi eravamo a Terrasini …
P.M.: Lei e VITALE Michele. 
SEIDITA: …o e VITALE Michele. Il VITALE Michele avendo una barca, una barca dicemu di mare…
P.M.: Sì, una barca.
SEIDITA: …osteggiava questa situazione, questo…
P.M.: Al porticciolo di Terrasini.
SEIDITA: …l porticciolo di Terrasini e si rivolgeva al D‟NNA per…parlavano di certe situazioni di non pagare il posteggio, c‘era…
P.M.: (inc.) pagare…quando si attracca…
SEIDITA: …na volta che si conoscevano, si parlava di questa cosa. In questo bar insomma ci siamo eeh e ci siamo presentati e ho conosciuto questo D‟NNA così però, formalmente, non sotto un‘altra forma. In seguito, in seguito…
P.M.: Cioè formalmente intende una normale presentazione…
SEIDITA: Una normale.
P.M.: …on come Cosa Nostra?
SEIDITA: No, no, no, così. In secondo tempo, in secondo tempo dopo che io avevo avuto un appuntamento con il Salvatore LO PICCOLO e gli ho un pochettino specificato la mia situazione per il fatto che io avevo da poco dicemu che c‘era il discorso di questo mandamento e che Terrasini faceva mandamento Partinico, il LO PICCOLO mi ha detto in consiglio nel…parla, dice: mandati a chiamare il Salvatore D‟NNA e gli parli, così almeno ti metti in una situazione che sai…
P.M.: Quindi fu una discussione come Cosa Nostra stavolta.
SEIDITA: … sai che c‘è il D‟NNA che poi se c‘è qualche lavoro, se c‘è qualche cosa per il fatto dicemu dell‘attracco…
P.M.: Per VITALE?
SEIDITA: …elle barchette…no per il VITALE, ora si parla…
P.M.: Di tutti.
SEIDITA: …i tutti, ora si parla…
P.M.: Quindi se ho bern capito il Totò LO PICCOLO le ha detto di rivolgersi a D‟NNA Salvatore per Terrasini o no? 
SEIDITA: Cioè di mandarlo a chiamare io a questo Salvatore D‟NNA e parlargli dicemu per metterlo, per metterlo a Terrasini perché prima…
P.M.: Quindi come reggente, lei come reggente si chiama a D‟NNA Salvatore
SEIDITA: …rima Terrasini non…non c‘era proprio in sé e per sé, come nomina si sentiva sempre questi D‟NNA, questi D‟NNA però c‘era un altro dicemu, un vecchio che comandava a Terrasini.
P.M.: Chi era?
SEIDITA: Paolo DI MAGGIO. Poi essendo Paolo DI MAGGIO che era vecchio agli arresti domiciliari e allora si è pensato che questo D‟NNA essendo dicemu del paese, essendo…
P.M.: E lei l‘ha incontrato poi il D‟NNA Salvatore?
SEIDITA: Sì.
P.M.: E che discorsi avete avuto?
SEIDITA: Abbiamo avuto, abbiamo avuto…l‘ho mandato a chiamare, abbiamo avuto un appuntamento…
P.M.: Dove?
SEIDITA: Da Totò IMPERIALE.
P.M.: A Partinico?
SEIDITA: A Partinico e abbiamo parlato della situazione di farmi sapere eventualmente c‘era qualche lavoro, qualche cosa…insomma per la qualsiasi cosa che lo doveva fare sapere a Partinico e lui…
P.M.: Che ha detto, va bene o non va bene?
SEIDITA: Mi ha detto va bene e il discorso è stato chiuso.
Le indagini hanno accertato che:
 VITALE Michele si identifica in VITALE Michele, nato a Partinico il 28.5.68, attualmente detenuto per i delitti di cui agli artt. 416 bis c.p., 629 c.p., art. 7 d.l. 152/91, in quanto condannato con sentenza della IV Sezione del Tribunale di Palermo per i suddetti reati (cfr sentenza in atti);
 Totò IMPERIALE si identifica in IMPERIALE Salvatore, nato a Partinico il 3 gennaio 1966, condannato con sentenza ex art. 444 c.p.p. del 22.3.2001, divenuta irrevocabile, per il delitto di cui all‘art. 416 bis c.p..

In data 15 maggio 2003 il collaboratore, in sede di individuazione fotografia, riconosceva D‘ANNA, ribadendone il ruolo apicale all‘interno del sodalizio mafioso di Terrasini.

interrogatorio di SEIDITA Michele – 15 MAGGIO 2003
TRASCRIZIONE
P.M.: 99.
SEIDITA: D‟NNA Salvatore.
P.M.: Chi è questo?
SEIDITA: D‟NNA Salvatore è stata quella persona che ho parlato io quando c‘è stato il discorso della reggenza che io, mi interessava sapere il discorso dei lavori, di tutto ciò che rappresentava…
P.M.: E‘ uomo d'onore questo?
SEIDITA: …he rappresentava Terrasini, doveva diciamo…
P.M.: Dico, é uomo d'onore stu D‟NNA Salvatore?
SEIDITA: Io…nel periodo che c‘ero io era il rappresentante di…
P.M.: Di Terrasini, va bene. 100.
SEIDITA: (inc.) io dopo il colloquio con, cioè che ho avuto con LO PICCOLO abbiamo…ho stabilito che (inc.) il paesetto di Terrasini doveva essere…
OMISSIS
foto nr. 99 D‟NNA Salvatore nato il 17.07.1960 individuato compiutamente dal SEIDITA in D‟NNA Salvatore rappresentante di Terrasini;
La propalazione accusatoria di SEIDITA risulta integralmente confermata dalle dichiarazioni di PULIZZI Gaspare, reggente della famiglia mafiosa di Carini.
Sin dal primo interrogatorio del 16 gennaio 2008 il collaboratore non esitava ad indicare il ruolo di rilievo di D‘ANNA Salvatore nel sodalizio mafioso di Terrasini, nonché i suoi rapporti epistolari direttamente con Salvatore LO PICCOLO che aveva inserito il territorio di Terrasini nell‘ambito del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo, sotto il suo controllo, sottraendolo a quello tradizionale della famiglia mafiosa di Partinico, come era avvenuto in precedenza sino alla reggenza di Michele SEIDITA:
interrogatorio di PULIZZI Gaspare – 16 gennaio 2008
Adr: Del mandamento di San Lorenzo fanno parte la famiglia di Cinisi. Salvatore LO PICCOLO ha anche inserito la famiglia di Terrasini - che originariamente era sotto Partinico – nel mandamento da lui diretto. LO PICCOLO ha portato la famiglia di Terrasini sotto Cinisi sotto la reggenza di Gaspare DI MAGGIO. Responsabile della famiglia di Terrasini è, però, Salvatore D‘ANNA, che comunque so che non era combinato.
TRASCRIZIONE   
- P.M.: E allora andiamo alla struttura…ei ha detto che faceva parte della famiglia di Carini,…el mandamento di San Lorenzo…di quali famiglie fanno parte del mandamento di San Lorenzo?
- PULIZZI: 5…ndiamoci diciamo…
- P.M.: si…
- PULIZZI: e oggi c‘è pure Terrasini, che l‘ha cambiato Salvatore LO PICCOLO questo…perché? Terrasini faceva parte di Partinico…
- P.M.: si…
- PULIZZI: precedentemente…
- P.M.: si…
- PULIZZI: ma quando poi ho saputo che lui diciamo, si è richiamato i diritti su Terrasini, come mandamento di San Lorenzo…erché anticamente…i raccontava che Terrasini faceva parte del mandamento…i San Lorenzo mi dice lui,
- P.M.: uh…
- PULIZZI: comunque la realtà è che lui Cinisi…h…errasini l‘ha messo sotto Cinisi…el senso che: Cinisi …h…errasini faceva riferimento a Partinico …oi lui ha cambiato, il reggente di Cinisi, è Gaspare DI MAGGIO, a Terrasini c‘è un responsabile, che non è combinato…omunque di quello che so io,
- P.M.1) e chi è?
- PULIZZI: è Salvatore D‘ANNA…toricamente sono i D‘ANNA a Terrasini …o a Salvatore D‘ANNA non l‘ho mai conosciuto, né con Salvatore LO PICCOLO, perché non si sono mai visti con loro, e manco io fisicamente magari a Terrasini, avere il piacere di conoscerlo mai…omunque, so il contatto di biglietti che avevano, il tramite era sempre Gaspare DI MAGGIO, per quanto riguarda Salvatore D‘ANNA, Lui ha preso i contatti…alvatore LO PICCOLO con Salvatore D‘ANNA… Salvatore D‘ANNA era a disposizione…
- P.M.: ma era chiamato in qualche modo nei biglietti Salvatore D‘ANNA, o…
- PULIZZI: ma no…on…ossibilmente Terrasini…
- P.M.: Terrasini.
- PULIZZI: possibilmente…
- P.M.: lei la riconoscerebbe la scrittura eventualmente? Di Salvatore D‘ANNA… o
- PULIZZI: di Salvatore D‘ANNA, la scrittura no…a magari nel senso qualche biglietto…osso capire se è lui oppure no…
- P.M.: certo…
- PULIZZI: si questo sì…
- P.M.: eh…uindi…raticamente era sotto Cinisi, significa che era sotto tutela di Cinisi?
- PULIZZI: allora devo dire che: Terrasini, una volta che faceva riferimento a Partinico e Salvatore LO PICCOLO, ha cambiato…iciamo che se l‘è tirato lui questo paese di Terrasini,…a detto a Salvatore D‘ANNA, ha fatto sapere da oggi…n poi, per qualsiasi cosa di cui hai bisogno o per rivolgerti a me, devi prima parlare con Gaspare DI MAGGIO, quindi di tutto ciò che hai bisogno è Gaspare DI MAGGIO…iciamo che Gaspare , alla fine era il reggente di Cinisi, e di Terrasini.
- P.M.: eh…
- PULIZZI: il succo alla fine è questo…
- P.M.: si… 
- PULIZZI: il responsabile a Terrasini è Salvatore D‘ANNA che ripeto io…o che non è combinato…alvatore come uomo d‘onore…
- P.M.: si…o capito. E tutte queste cose chi gliele ha dette, queste su Salvatore D‘ANNA?
- PULIZZI: eh…ottore io abitavo con Salvatore LO PCCOLO…
- P.M.: Salvatore LO PICCOLO…
- PULIZZI: si…
- P.M.: ah …
- PULIZZI: quindi…utte queste cose…
- P.M.: il problema è come lo spiega…
- PULIZZI: no, no, no…
- P.M.: la domanda…
- PULIZZI: è normale…
- P.M.: lei…i dice una cosa e mi deve dire la fonte…erché…
- PULIZZI: sempre Salvatore LO PICCOLO…
- P.M.: è come se non me lo avesse detto.
PULIZZI: diciamo che io ero uno dei pochi uomini di fiducia, alla fine…llora dottore alla fine…li uomini di fiducia di Salvatore LO PICCOLO, eravamo io e l‘Andrea ADAMO.
Il 31 gennaio 2008, esibito il reperto catalogato dalla P.G. Z3 in riferimento all‘indicazione ―sconticino Cala Rossa‖ PULIZZI ricordava che Sandro LO PICCOLO aveva richiesto di ottenere per alcune persone di sua fiducia un trattamento economico di favore in occasione del ricevimento nuziale organizzato presso l‘hotel Cala Rosa di Terrasini. In tale circostanza Sandro LO PICCOLO si era rivolto a GALLINA Ferdinando che, a sua volta, aveva interessato Salvatore D‘ANNA, referente della zona, che però non era intervenuto, avendo dimenticato di avvicinare il responsabile della struttura alberghiera
Si riporta di seguito il passo di interesse:

PULIZZI Gaspare – 31 gennaio 2008
P.M.: Uhm! ..Altra cosa. Tutti questi ―er Freddy‖lei non ne sa niente?
PULIZZI: Sì, certo.
Dott.: ―conticino a Cala Rossa ( incomprensibile)‖di cosa si tratta?
PULIZZI: Perfetto. Allora: ―conticino a Cala Rossa‖è stato un altro matrimonio all‘hotel Cala Rossa a Terrasini, però non so chi. Questa cosa di qua gli abbiamo chiesto a Freddy, sempre amici di Sandro questi erano, e Freddy gliel‘ha comunicato a Salvatore D‟NNA a Terrasini. ..Ma in questa situazione è successo che Salvatore D‟NNA gli disse, poi ci disse a noi Freddy, dice ―utto a posto, gliel‘ho detto a Salvatore D‟NNA di fargli fare uno sconticino a questi tizi‖ che non ricordo come si chiamano, che si spostavano all‘hotel Cala Rossa. Poi invece è successo.. abbiamo saputo che Salvatore D‟NNA se lo dimenticò sta cosa di dirgli e quello non gli fece manco lo sconto di 10 € quindi poi Sandro dice ―a come, gliel‘hai detto?‖ dice ―o gliel‘ho detto‖ Poi successivamente abbiamo saputo, sempre da Freddy, che si incontrò con Salvatore D‟NNA e Salvatore D‟NNA gli disse ―reddy, scusami ma io l‘ho dimenticato a dirgli a quello di Cala Rossa sta cosa‖194
Ulteriore riscontro di natura individualizzante nei confronti di D‘ANNA Salvatore è offerto dalle precise dichiarazioni di BRIGUGLIO Francesco, persona di assoluta fiducia dei LO PICCOLO per il territorio di Cinisi, avendone curato e gestito la latitanza in quella zona per lungo tempo.

Interrogartorio di BRIGUGLIO Francesco – 20 gennaio 2009
― Terrasini opera Salvatore D‘ANNA con il quale non ho mai avuto rapporti diretti per vicende di Cosa Nostra atteso che ciò competeva a Gaspare DI MAGGIO‖
TRASCRIZIONE
P.M. DEL BENE A Terrasini chi c‘era?
BRIGUGLIO Francesco Terrasini, io quello, credo che già lo sapete pure voi, Salvatore D‟NNA. Io, diciamo, che in particolar modo non ho avuto mai modo di avere discorsi diretti con lui, anche perché se ne occupava Gaspare in prima persona.
P.M. DEL BENE Gaspare, chi?
BRIGUGLIO Francesco Gaspare DI MAGGIO parliamo.
P.M. PACI Ma lei lo ha conosciuto a Salvatore D‟NNA?
BRIGUGLIO Francesco Ma io Salvatore lo conosco da bambino. Da ragazzi ci conoscevamo, quindi avevamo un rapporto, sempre, quando ci vedevamo, ci parlavamo, ci rispettiamo. Ma entrare nel merito di certe discorsi non era, diciamo non ero autorizzato io a entrarci perché li aveva lui i rapporti quindi io non so in merito
Nell‘interrogatorio del 28 gennaio 2009, in sede di individuazione fotografica, BRIGUGLIO riconosceva senza incertezza D‘ANNA Salvatore, ribadendone il ruolo di reggente nella famiglia mafiosa di Terrasini.


BRIGUGLIO Francesco – 28 gennaio 2009

FOTO n.5 Riconosco Salvatore D‘ANNA, reggente attuale della famiglia di Terrasini con il quale Gaspare DI MAGGIO era in contatto, anche perché io non ho mai avuto rapporti afferenti a cosa nostra, pur conoscendolo da diversi anni.
L‘Ufficio da atto che si tratta di D‟NNA Salvatore nato a Terrasini il 17.07.1960;
TRASCRIZIONE
P.M. Foto numero 5.
BRIGUGLIO Francesco Salvatore D‟NNA, Terrasini. Io, come dissi già l‘altra volta, diciamo, lo conosco perché so che è lui, diciamo, a Terrasini, ma rapporti di portare discorsi e cose li 195
intratteneva Gaspare DI MAGGIO direttamente con lui. Lo conosco sin da ragazzo io a lui, da bambino a Salvatore.
P.M. Foto numero 5: effettivamente ritrae D‟NNA Salvatore, nato a Terrasini il 17 luglio del 1960. Foto numero 6
Nel corso dell‘interrogatorio del 4 febbraio 2009 BRIGUGLIO precisava che Salvatore D‘ANNA custodiva il denaro provento delle estorsioni nel territorio di Terrasini come avveniva per gli esercizi commerciali SISA della zona. Si riporta il relativo stralcio di verbale.

Interrogatorio di BRIGUGLIO Francesco – 4 febbraio 2009
A D.R.: Lo SGROI pagava il pizzo, se non ricordo male tremila euro l'anno, per i due punti vendita che aveva aperto a Terrasini. SGROI faceva avere il denaro a Salvatore LO PICCOLO il quale provvedeva attraverso Gaspare DI MAGGIO a farli avere a Salvatore D'ANNA, responsabile della famiglia mafiosa di Terrasini.
TRASCRIZIONE
P.M.: Da quello che lei ha potuto capire.. c‘erano interessi economici dei PIPITONE.. nel.. con..
BRIGUGLIO: Dottore..
P.M.: ..Lino SGROI?
BRIGUGLIO: ..io.. alla verità devo dire che ultimamente.. quando.. eh.. PULIZZI mi fa pervenire l‘ultimo bigliettino che io riesco a consegnare a Paolo SGROI.. PULIZZI allora era latitante.. praticamente aveva assunto lui il ruolo di.. questo..
P.M.: Di reggente a Carini, diciamo..
BRIGUGLIO: Sì, perfetto.. e si parla in questo bigliettino di conti.. eh.. di conteggi e cose.. prima mi dice a me: ―o per scrivere come risposta a lui.. io non scrivo niente.. mi risse.. facci sapere che io già.. eh.. co.. eh.. li ho fatti avere questi conti chi dice lui.. io dice.. già li ho fatti avere..‖. capisci..
P.M.: Quindi aspetti..
BRIGUGLIO: ..quindi si fanno i conteggi..
P.M.: ..si trattava.. allora si trattava di un pizzino..
BRIGUGLIO: ..che dove..
P.M.: ..che PULIZZI.. che PULIZZI..
BRIGUGLIO: ..diceva..
P.M.: ..vuole fare avere a lei?
BRIGUGLIO: Sì, sì.
P.M.: Come? Direttamente?
BRIGUGLIO: E lui.. si però..
(Sovrapposizione voci.)
BRIGUGLIO: ..no.. con suo fratello me lo mandò..
P.M.: Suo fratello chi? 196
BRIGUGLIO: Suo fratello Gianmaria..
P.M.: Gianmaria..
BRIGUGLIO: ..vinni (inc.) e mi rissi.. mi rissi me frati.. dice: ―acci queste cose..‖
P.M.: Queste cose? Lei lo lesse?
BRIGUGLIO: No, io non l‘ho letto.. lui l‘ha letto..
P.M.: Lo ha letto Paolo?
BRIGUGLIO: In presenza.. si è messo.. a letto eh.. dice: ―o capito‖.
P.M.: Che conteneva una contabilità..
BRIGUGLIO: Sì, una contabilità che avevano a quanto ho capito.. non lui personalmente.. eh.. come si chiama..
P.M.: PULIZZI..
BRIGUGLIO: PULIZZI..
P.M.: ..ma i LO PICCOLO..
BRIGUGLIO: ..ma in quanto rappresentante ovviamente.. erano contabilità dei carinisi..
P.M.: Mh..
BRIGUGLIO: ..credo..
P.M.: Mh..
BRIGUGLIO: ..ma i LO PICCOLO.. se erano cose i LO PICCOLO avrebbe agito diciamo lo stesso.. avrebbe detto.. Questo fatto di agire.. PULIZZI.. ri sti conteggi.. erano conteggi che riguardavano propria..
P.M.: I carinesi..
BRIGUGLIO: ..la famiglia di Carini.
P.M.: ..i carinesi.
BRIGUGLIO: Sì.
P.M.: Ho capito. E questo lo dice lui..
BRIGUGLIO: Lui può essere più preciso di me perché l‘ha scritto lui.. il pizzino..
P.M.: Certo, l‘ha scritto PULIZZI.. quindi.. ce ne.. ce ne dovrà parlare. Ehm.. e la reazione di Paolo SGROI quando legge questo pizzino qual è?
BRIGUGLIO: No, no, innanzitutto perché io ci rissi.. mi diede il biglietto e ci rissi: ―e lo legga.. e poi gentilmente mi fa avere.. la risposta che la devo consegnare..‖―o, no, un parramu ri scriviri.. io non scrivo a nessuno.. mi rissi.. t‘a rugnu ora a risposta e ci fai sapere che io già questi conteggi.. già sono apposto.. perché l‘ha fatti già precedentemente.‖
P.M.: Mah.. mi faccia capire.. sono..
BRIGUGLIO: Non devo dare..
P.M.: ..di compartecipazione societaria.. o di messa a posto a livello estorsivo?
BRIGUGLIO: Dottore.. ripeto può essere più preciso il PULIZZI perché l‘ha scritto.. so di conteggi.. e iddu mi rissi: ―o già sugnu apposto picchì già.. rici.. ci faccio aviri accussì..‖Quindi.. megghiu r‘iddu.. eh.. in merito il discorso com‘è.. e che cosa riguarda non c‘è.. anche perché poi si trova nella posizione in cui si trova.. non vedo perché non deve chiarire stu riscursu..‖
P.M.: Certo.. 
BRIGUGLIO: ..io non.. non sono in condizione di.. di dirglielo.. è giusto? Si trattava di conteggi.. se a livello di mezza a posto.. a livello di conteggi di fatti r‘iddi.. però lui.. deve essere sicuramente a conoscenza ri.. (inc.)
P.M.: Comunque lei ricorda bene la risposta di Paolo..
BRIGUGLIO: Sì, sì, sì..
P.M.: ..SGROI che dice: ―o..‖. che dice?
BRIGUGLIO: ―o, dice, io già rice.. sti.. ero per quanto riguarda sti.. rici.. sti conti io già li ho fatti avere..‖dici..
P.M.: Quindi: ―ià io li ho fatti avere..‖
BRIGUGLIO: Penso io si trattava ri cose.. ri.. ehm.. di messe a posto.. penso.. poi si c‘erano avutri conteggi non lo so.. questo potrà essere più preciso..
P.M.: Mh.. E lei.. e lei che cosa fece quindi? Questa risposta poi la..
BRIGUGLIO: Questa risposta io la smistai poi attraverso un biglietto che scrissi io personalmente a Gaspare.. l‘ho fatta avere sempre attraverso il fratello.. dicendoci.. ―ino.. viri ca.. eh.. m‘ha detto così.. così.. picchì non vuole scrivere personalmente picchì si scanta!‖Quindi poi.. e lui poi non m‘ha detto più niente.. eh..
P.M.: E già Gaspare PULIZZI era latitante?
BRIGUGLIO: PULIZZI era latitante.. certo.
P.M.: Quindi siamo oltre al gennaio del 2007?
BRIGUGLIO: Sì. Eh.. PULIZZI già era latitante in quel periodo.
P.M.: Va bene.
BRIGUGLIO: Poi.. eh..
P.M.: E interessi dei LO PICCOLO?
BRIGUGLIO: Mah.. tranne.. farmi capire diciamo ca.. per me lui diciamo aveva.. eh.. rice: ―hu.. tu quello che vuoi fare fai.. per dire un bisogno dice.. io chiossai dice.. è per l‘altri.. dice.. che è (inc.) però.. dice.. se tu vuoi stare cca.. un vò travagghiari.. basta ca un ti (inc.) io più di questo.. dice.. un ci pozzu riri..‖và.. aveva un riguardo nei miei confronti particolare. Ma io ripeto.. non approfittai.. picchì eramu 100 persone là dentro.. e io un puteva fare anche picchì.. ma pur questo.. lo notarono che io veniva incoraggiato.. và.. picchì.. uscivo per dire.. m‘a ghiri a pigghiari il caffè.. e cose.. e andavo al bar a Capaci.. mi iava a pigghiari il caffè.. i cornetti.. tu.. insumma nessuno mi diceva..
P.M.: Sì, ho capito.
BRIGUGLIO: ―ntri.. non entri..‖
P.M.: No, ma io.. a parte.. dico.. diciamo la sua posizione personale..
BRIGUGLIO: ..interessi..
P.M.: ..interessi economici del (inc.) nelle attività?
BRIGUGLIO: Nel no.. LO PICCOLO nna sti riscursi non si è mai aperto con me.. ehm.. anzi nelle cose di cui parlava.. ca ddi supermercati ca c‘erano a Terrasini.. c‘i facia aviri dire.. direttamente.. tramite i carinisi ci arrivavano a Totuccio LO PICCOLO sti soldi.. ma una cifra irrisoria.. qualche 3.000 euro all‘anno pagava.. per tutti e due punti vendita.
P.M.: E questo lei come lo sa?
BRIGUGLIO: Come lo so.. picchì.. 
P.M.: Cioè glielo dice Paolo..
BRIGUGLIO: No, no..
P.M.: ..glielo dice Totuccio?
BRIGUGLIO: Una giornata.. eh.. Totu.. Totuccio ci cuntò i picciuli.. avianu a essere 3.000 euro.. erano 2.500 e mi rissi a mia.. dice: ―inchia, talè chi c‘è cca.. dice.. ma ti n‘adduni.. dice.. può essere mai ca squagliau.. accussì 500 euro? I mannò a me.. (inc.) e ci l‘a mettere io.. rice.. chi ci pozzu mannare n‘arrere!‖
P.M.: E questi soldi a chi li doveva dare.. eh..
BRIGUGLIO: A Terrasini.. andavano..
P.M.: Perché andavano alla famiglia territorialmente competente.
BRIGUGLIO: Sì, a Terrasini..
P.M.: Che era Terrasini, quindi?
BRIGUGLIO: Rappresentata da Salvatore D‘ANNA.. per quanto infatti..
P.M.: Da Salvatore D‘ANNA.. per quanto infatti..
BRIGUGLIO: Da Salvatore D‘ANNA.. però ci arrivavano attraverso Gaspare.. picchì.. se voi dice..
P.M.: Gaspare DI MAGGIO o PULIZZI?
BRIGUGLIO: DI MAGGIO.
P.M.: DI MAGGIO.
BRIGUGLIO: ..picchì se voi liggiti in un passaggio ri un pizzinu c‘è scritto: ―li ho fatto avere a Salvatore il pizzino e l‘altra cosa.. o l‘altra cosa.. un avutra involucro..‖e sarebbero..
P.M.: Ma chi è che scrive? Sempre Ga.. eh.. Gaspare?
BRIGUGLIO: Soldi, sì.
Ancora, nel corso dell‘interrogatorio del 27 marzo 2009, BRIGUGLIO riferiva del coinvolgimento di D‘ANNA in merito alla ―essa a posto‖di una impresa di San Giuseppe Jato che stava realizzando nel 2005 dei lavori ad una scuola di Terrasini e che aveva subito, in corso d‘opera, dei danneggiamenti.
In particolare, il collaboratore dichiarava che, allorquando era stato contattato da alcuni esponenti mafiosi del mandamento di San Giuseppe Jato, aveva organizzato un incontro con D‘ANNA, quale referente mafioso del territorio di Terrasini, al quale il titolare della ditta aveva versato una somma di denaro.
Si riporta il verbale di interrogatorio nella parte di interesse:

BRIGUGLIO Francesco – 27 marzo 2009
―el territorio di San Giuseppe Jato operano BRUSCA Giuseppe ed il genero Tommaso, titolare di alcuni mezzi meccanici, del quale non ricordo il nome. Ricordo di avere incontrato nell‘estate del 2005 il predetto Tommaso che era interessato a mettere a posto una impresa di San Giuseppe Jato che stava eseguendo dei lavori ad una scuola di Terrasini e che aveva subito dei danneggiamenti. Il contatto con il predetto Tommaso fu avviato da LO DUCA Giuseppe, dipendente del Cedi Sisa, originario di San Giuseppe Jato. Ho organizzato per tale motivo un incontro a Terrasini con il Tommaso, il titolare dell‘impresa e Salvatore D‘ANNA, reggente della famiglia mafiosa di Terrasini. In tale occasione, fu raggiunto l‘accordo che la ditta di San Giuseppe Jato avrebbe versato una somma di denaro per la famiglia di Terrasini. L‘impresa ha versato a LO DUCA la somma di 2 mila €che mi è stata consegnata ed io ho recapitato a D‘ANNA.
L‘Ufficio mostra a BRIGUGLIO un album fotografico, redatto dal Gruppo dei Carabinieri di Monreale, depositato in data 16 marzo 2009, contenente le foto di 11 soggetti la cui identità non è nota al collaboratore perché posta in una rubrica non visibile allo stesso.
Nella foto nr°1 riconosco BRUSCA Giuseppe del quale ho parlato sopra, zio dei collaboratori di giustizia.
L‘Ufficio dà atto che:
La foto nr°1 ritrae BRUSCA Giuseppe, nato a San Giuseppe Jato (PA), il 02.11.1931, ivi residente in via Spatafora nr. 19;
Nella foto nr°6 riconosco il Tommaso genero di BRUSCA
L‘Ufficio dà atto che:
La foto nr°6 ritrae LO FORTE Tommaso, nato a San Giuseppe Jato il 20.10.1966, ivi residente in c.da Traversa s.n.c.;
Le indagini esperite hanno identificato i soggetti menzionati ed accertato le circostanze indicate:
 BRUSCA Giuseppe, nato a San Giuseppe Jato il 2.11.1931, è effettivamente lo zio dei fratelli BRUSCA Giovanni ed BRUSCA Enzo Salvatore, in quanto la sorella Antonina ha sposato BRUSCA Bernardo, deceduto, padre dei predetti collaboratori di giustizia. BRUSCA Giuseppe effettivamente risiede a San Giuseppe Jato in via Spadafora nr°19, nonché risulta già condannato con sentenza definitiva per il delitto di cui all‘art. 416 bis c.p. in quanto affiliato alla famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato;
 LO FORTE Tommaso, nato a San Giuseppe Jato il 20.10.1966, è effettivamente il genero di BRUSCA Giuseppe, avendone sposato la figlia Giovanna, nonché esercita l‘attività di imprenditore edile e stradale;
 LO DUCA Giuseppe , nato a San Cipirello il 5.1.1963 ed ivi residente, è è dipendente presso il CE.DI. SISA di Carini;
Conclusivamente, il complesso gravemente indiziario esaminato consente di delineare il ruolo ricoperto da D‘ANNA Salvatore nell‘ambito della famiglia mafiosa di Terrasini e causalmente finalizzato a realizzare gli interesse illeciti del sodalizio mafioso, dimostrativo di una consapevole compenetrazione associativa nel senso previsto dall‘art. 416 bis c.p. che si evince nello svolgimento in comune del programma criminoso, nonché nella correlativa fiducia riposta nell‘operato di D‘ANNA dagli altri associati in particolare Salvatore e Sandro LO PICCOLO. 200

8. DI BELLA Giuseppe
La partecipazione di DI BELLA all‘organizzazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente alla famiglia mafiosa di Montelepre, inserita nel mandamento di Partinico, è asseverata dalla sentenza irrevocabile ex art. 444 c.p.p. emessa dal GIP del Tribunale di Palermo, nell‘ambito del procedimento penale nr° 514/98 R.G. (acquisita agli atti) per il delitto di cui all‘art. 416 bis c.p..
L‘attualità e la permanenza del vincolo associativo dell‘indagato deriva dalle precise dichiarazioni del collaboratore di giustizia PULIZZI, riscontrate dalla documentazione sequestrata il 5 novembre 2007 in occasione dell‘arresto dei latitanti Salvatore e Sandro LO PICCOLO.
Il predetto collaboratore ha riferito della qualità di uomo d‘onore dell‘indagato e la sua permanente disponibilità al servizio dell‘organizzazione mafiosa a porre in essere attività delittuose necessarie per il perseguimento dei fini del sodalizio mafioso.
In specie, PULIZZI Gaspare ha riferito che DI BELLA era presente, in rappresentanza della famiglia di Montelepre, alla sua cerimonia di iniziazione (cui possono partecipare, è utile ricordare, solo uomini d‘onore):
PULIZZI Gaspare – 16 gennaio 2008
―ono stato inserito in Cosa Nostra, ed in particolare nel gruppo dei soggetti facente capo ai LO PICCOLO, e sono stato formalmente combinato il 23 giugno 2006 a Montelepre. Mio padrino in questa occasione è stato Salvatore LO PICCOLO, che ha officiato il tradizionale rito dell‘affiliazione, con la santina ed il giuramento. In quella occasione erano presenti Sandro e Salvatore LO PICCOLO, Andrea ADAMO, reggente della famiglia di Brancaccio, e Pippo DI BELLA, appartenente alla famiglia di Montelepre. Questa famiglia non ha un vero e proprio reggente, ne fanno parte il padre del DI BELLA (Salvatore DI BELLA) e Salvatore LOMBARDO. Pippo DI BELLA era, comunque, il punto di riferimento dei LO PICCOLO sul territorio‖
TRASCRIZIONE
PULIZZI: sì, dal 23 giugno 2006…ono stato combinato…on…
P.M.: chi è stato il suo padrino?
PULIZZI: Salvatore LO PICCOLO. …ico lo sapete…uindi,
P.M.: va bè però lei le dica…n ogni caso…
PULIZZI: che chi è che ti fa da padrino, con un ago…i punge il dito, e poi il sangue lo sparge in una santina…oi da fuoco alla santina, un immagine sacra…u te lo giri in mano… per tre volte ripeti: ―iuro di essere fedele a Cosa Nostra, che se un giorno tradirò le mie carni, dovranno bruciare come brucia questa immagine…‖questo per tre volte lo devi dire.   
P.M.: si…
PULIZZI: Dopo aver fatto questo, diventi uomo d‘onore. Io sono stato combinato…
P.M.: chi? Chi altro era presente a questa cerimonia?
PULIZZI: era presente…alvatore e Sandro LO PICCOLO, Andrea ADAMO,
P.M.: ah…h…
PULIZZI: Pippo DI BELLA, di Montelepre…
P.M.: ah ah…
PULIZZI: Antonino PIPITONE, di Carini…
P.M.: quale?
PULIZZI: che sarebbe il figlio di Angelo Antonino…
P.M.: detto il ―ncompr.‖…
PULIZZI: sì, Nino PIPITONE…etto il ―ncompr.‖Bravissimo. Siamo stai combinati io e lui, tutti e due alla pari come reggenti di Carini… successo subito dopo gli arresti del 20 giugno del 2006…
O M I S S I S
Nel corso dell‘interrogatorio del 18 gennaio 2008 PULIZZI, dopo avere riconosciuto in fotografia LO NIGRO Antonino, uomo d‘onore di Corso dei Mille (cfr. decreto di fermo del P.M. del 16 gennaio 2008, nell‘ambito del procedimento penale nr°38/08 R.G., denominato ―Addipizzo‖ ricordava la presenza di DI BELLA alla sua cerimonia di affiliazione avvenuta il 23 giugno 2006, a conferma del ruolo e della fiducia che l‘indagato riscuoteva nei confronti di Salvatore e Sandro LO PICCOLO, tratti in arresto a Giardinello, territorio prossimo a Montelepre.
Interrogatorio di PULIZZI Gaspare – 18 gennaio 2008
Foto n.4: si tratta di Tonino LO NIGRO, anche se si tratta di una foto un po‘ diversa da come l‘ho conosciuto.
L‘Ufficio da atto che si tratta di LO NIGRO Antonio, nato a Palermo il 27 giugno 1979.
―‘ uomo d‘onore della famiglia di Corso dei Mille e persona di fiducia di Andrea ADAMO.
Lo conobbi in occasione della scomparsa e dell‘omicidio di Giovanni BONANNO, allorché con Giuseppe PECORARO, su ordine di Vincenzo PIPITONE, ci recammo in una zona di campagna di Cinisi, ove, in una casa, c‘erano Sandro LO PICCOLO ed il LO NIGRO con il cadavere del BONANNO.
Questo fatto si verificò lo stesso giorno dell‘omicidio. Dopo quella occasione lo rividi anche il giorno in cui fui combinato, il 23 maggio 2006, a Montelepre, e in altre due o tre circostanze in occasione di incontri con i LO PICCOLO e l‘ADAMO.
Dall‘inizio della mia latitanza non lo rividi più‖
TRASCRIZIONE
P.M.: (…. Andiamo alla foto 4.
PULIZZI: Allora, la foto 4 è un po‘ cambiato qui, ma se non erro è Tonino LO NIGRO.
P.M.: Eh! E in effetti lei ha visto bene perché la foto 4 ritrae LO NIGRO Antonio, nato a Palermo il 27 giugno 1979, detto ―iolla‖
PULIZZI: Detto ―iolla‖ perfetto. ..Uomo di fiducia di Andrea ADAMO; uomo d‘onore di Corso dei mille. 
P.M.: Sì.
PULIZZI: Io l‘ho conosciuto a.. in una circostanza, così di fila (fonetico), non ci siamo nemmeno presentati, in occasione che io andai a prendere a.. nelle campagne di Cinisi andai a prendere Giovanni BONANNO,…
P.M.: Uhm!
PULIZZI: andai a prendere nel senso che lo avevano ucciso,…
P.M.: Ah! Quindi il cadavere di Giovanni BONANNO…
PULIZZI: Il cadavere, sì, il cadavere.
P.M.: che era seppellito…
PULIZZI: No, non era seppellito. Io ero stato incaricato di andarlo a prendere…
P.M.: Ah!
PULIZZI: e trovai a Tonino LO NIGRO, che ripeto non lo conoscevo io, e nemmeno ci presentammo, e a Sandro LO PICCOLO,…
P.M.: Ah!
PULIZZI: in quella casupola di campagna, le campagne di Cinisi, che per arrivarci…
P.M.: E quindi era difficile arrivarci.
PULIZZI: Sì, per arrivarci era un po‘ difficile. Mi hanno indicato la strada.
P.M.: Lei ci andò da solo?
PULIZZI: No, io ci sono andato con un mio paesano, Giuseppe PECORARO.
P.M.: Uhm! ..Lei ha detto ―i dissero di andare a prendere‖quindi immagino venne incaricato da qualcuno? Poi ne parleremo, dell‘omicidio…
PULIZZI: Sì, sì, PIPITONE Vincenzo.
P.M.: Ah! Vincenzo PIPITONE, perfetto. Quindi era libero ancora in quel momento Vincenzo PIPITONE.
PULIZZI: Sì.
P.M.: Benissimo. D‘altra parte scompare Giovanni BONANNO l‘11 gennaio 2006…
PULIZZI: Ma non ricordo io, però…
P.M.: Sì, sì, è questa la data
PULIZZI: all‘inizio dell‘anno fu.
P.M.: Sì. ..Quindi subito dopo, immagino, la sua soppressio.. la sua scomparsa.
PULIZZI: No, no, la stessa giornata fu.
P.M.: La stessa giornata in cui lui scomparve.
PULIZZI: Sì, perché non è che lo potevamo tenere lì!
P.M.: Uhm! Quindi allora lei arriva in questa casa di Cinisi,…
PULIZZI: Sì.
P.M.: difficoltosa da raggiungere, e trova Sandro LO PICCOLO…
PULIZZI: E Tonino LO NIGRO.
P.M.: e Tonino LO NIGRO.
PULIZZI: Che, ripeto, a quel tempo io non sapevo nemmeno chi fosse.
P.M.: Sì.
PULIZZI: E niente, poi…Va bene, di questo poi ne riparliamo, di quello del fatto…
P.M.: Sì, sì, sì, poi ne parliamo. Per quanto riguarda la vicenda di BONANNO poi noi faremo un verbale a parte.
PULIZZI: Ah! Quindi Tonino LO NIGRO poi l‘ho rivisto…
P.M.: Sì.
PULIZZI: il giorno in cui io fui combinato…203
P.M.: Quindi il 23 di giugno del 2000…
PULIZZI: 2006.
P.M.: E 6?
PULIZZI: E 6.
P.M.: Sì.
PULIZZI: A Montelepre.
P.M.: Nella casa della quale ci ha parlato.
PULIZZI: Sì. ..Eravamo, che già ne ho parlato, io, ADAMO, i LO PICCOLO, DI BELLA…
P.M.: Sì.
In data 11 febbraio 2009 PULIZZI riconosceva con certezza, in sede di individuazione fotografica, l‘indagato ribadendo la sua qualità di uomo d‘onore.
PULIZZI Gaspare – 11 febbraio 2009
Foto nr.4: Riconosco Pippo DI BELLA, uomo d‘onore della famiglia mafiosa di Montelepre, presente alla mia cerimonia di iniziazione.
L‘Ufficio da atto che si tratta di DI BELLA Giuseppe, nato a Montelepre (PA) il 24.06.1958.
La disponibilità di DI BELLA nei confronti di Salvatore e Sandro LO PICCOLO è confermata dalla documentazione loro sequestrata il 5 novembre 2007.
Infatti, il ―pizzino‖catalogato dalla P.G. come ZE8, redatto da Salvatore LO PICCOLO secondo le conclusioni della relazione di consulenza tecnica di natura grafologica del dott. CATALANO, indica il coinvolgimento dell‘indagato ( ―DI BELLA G‖ nella consegna di denaro per lavori eseguiti a Capaci da ―‘ARRIGO‖che si identifica nell‘imprenditore D‘ARRIGO Leonardo, nato a Borgetto il 27.10.1945, già condannato con sentenza definitiva per il delitto di cui agli artt. 110, 416 bis c.p. in quanto vicino alla famiglia mafiosa di Borgetto.




E‘ ancora PULIZZI che, decifrando il reperto D 12 esibitogli nell‘interrogatorio del 30 giugno 2008, ha confermato i rapporti fra DI BELLA e D‘ARRIGO: 204

interrogatorio di PULIZZI Gaspare - 30 giugno 2008
"SPIGA E D'ARRIGO": me ne sono occupato io. Mentre ero libero avevo parlato con Nino SPICA, il quale faceva parte di un consorzio di Messina che svolgeva dei lavori in aeroporto.
L'importo della messa a posto l'avevo stabilita in 80.000 euro dei quali mi vennero corrisposti una prima parte di 7000 euro. Dopo che era iniziata la mia latitanza i soldi li portava Giancarlo SEIDITA.
D'ARRIGO di Borgetto forniva materiali a questa ditta ed aveva pagato, forse tramite Pippo DI BELLA di Montelepre.
Può dirsi, dunque, che la chiamata in correità di PULIZZI trova chiaro ed in equivoco riscontro individualizzante nel pizzino appena riportato (che dimostra in maniera certa l‘appartenenza alla associazione di DI BELLA ed il disbrigo di compiti per conto dei LO PICCOLO, in specie nella raccolta di pizzo) che dimostra quale grande fiducia nutrissero i medesimi LO PICCOLO nei confronti di DI BELLA.
Può ritenersi, dunque, raggiunta piena prova sulla responsabilità di DI BELLA in ordine al reato di cui all‘art. 416 bis c.p..

9. DI MAGGIO Giuseppe
DI MAGGIO Giuseppe, è figlio di DI MAGGIO Lorenzo147, inteso ―Lorenzino‖, uomo d‘onore della famiglia mafiosa di ―Torretta‖, nonché cugino di LO PICCOLO Salvatore, condannato per il delitto di cui all'art. 416 bis con sentenza della Seconda Sezione penale del Tribunale di Palermo resa in data 29 luglio 2009 ( processo c.d. " Gotha", contro MERCADANTE Giovanni ed altri ).

147 DI MAGGIO Lorenzo, nato a Torretta il 23.09.1951
148 Cfr. all.to nr. 22 alla informativa del 15-1-2009 della Squadra Mobile di Palermo

Sul conto di DI MAGGIO Giuseppe emergono gravi indizi di reato in ordine alla sua partecipazione all‘organizzazione mafiosa ed in particolare alla cosca capeggiata dai LO PICCOLO.
L‘indagato è titolare della omonima impresa individuale, con sede a Carini (PA) in contrada Ciachea S.S.113148, e risulta essere, dal complesso delle indagini, particolarmente attivo nel settore dell‘edilizia ove la propria impresa sovente assume una posizione di vantaggio per volontà dell‘organizzazione mafiosa.
Il DI MAGGIO Giuseppe, sia dalle dichiarazioni dei collaboratori, sia dall‘esame della documentazione sequestrata è risultato in contatto epistolare con LO PICCOLO Salvatore.
Sono inoltre stati acquisiti significativi elementi per sostenere che DI MAGGIO Giuseppe, dopo l‘arresto del padre Lorenzino, avrebbe preso il suo posto, adoperandosi per portare a termine le questioni lasciate in sospeso e per riscuotere il pizzo da alcuni operatori economici.
Si riportano di seguito le dichiarazioni dei collaboratori e la documentazione sequestrata inerente l‘indagato in parola.

Le dichiarazioni dei collaboratori   
Sul conto del DI MAGGIO Giuseppe riferiscono diversi collaboratori di giustizia. Fra questi il PULIZZI Gaspare che lo conosce personalmente e che in data 3 aprile 2008 ne effettua un positivo riconoscimento fotografico:
interrogatorio di PULIZZI Gaspare del 3.04.2008
Nella foto nr.8 riconosco Giuseppe DI MAGGIO, che ha fatto lavori di scavo nel cantiere della CALLIOPE. Sono a conoscenza che Giuseppe DI MAGGIO aveva un rapporto epistolare con i LO PICCOLO, tramite ―pizzini‖, anche perché mi risulta che sono imparentati tra loro. DI MAGGIO Giuseppe sicuramente è favorito dai LO PICCOLO nell‘aggiudicazione dei lavori. In sede di verbalizzazione riassuntiva preciso che, poco prima di essere tratti in arresto, vi era stato uno scambio di ―pizzini‖ tra Giuseppe DI MAGGIO e Salvatore LO PICCOLO in merito ad una ―messa a posto‖ per la compravendita di un terreno di proprietà VIRGA, situato tra Carini e Torretta. Mi risulta che la messa a posto a favore della famiglia di Carini ammontava a 60.000 €, versati ad Enzo PIPITONE, che unitamente a Lorenzo DI MAGGIO avevano curato l‘affare. Salvatore LO PICCOLO chiedeva informazioni a DI MAGGIO Giuseppe in merito alla rimanente somma di 40.000 €. DI MAGGIO Giuseppe riferì che se ne sarebbe occupato personalmente ed, una volta riscossa la somma, l‘avrebbe consegnata a Salvatore LO PICCOLO che infine me l‘avrebbe recapitata.
L‘ufficio da atto che la foto nr.8 ritrae DI MAGGIO Giuseppe, nato a Carini (PA) il 28.06.1973;
Nel corso di un successivo interrogatorio il PULIZZI procede anche alla lettura di parte della documentazione sequestrata il 5 novembre all‘atto del suo arresto onde consentire una migliore comprensione di alcuni pizzini su cui sono annotati sigle e cifre di difficile comprensione. In proposito nel corso dell‘interrogatorio del 16-9-08 il PULIZZI così dichiara:


interrogatorio di PULIZZI Gaspare del 16.09.2008 ore 13.30
―riconosco la mia grafia. ―TR: 10 bif‖ sta per TRIOLO, imprenditore che doveva costruire 10 ville bifamiliari a Carini; ―Pers 6 bif‖ sta per PERSICO, imprenditore che doveva costruire 6 ville bifamiliari a Carini;‖ G.Lor. 40 rest. Virg.‖ indica Giuseppe DI MAGGiO, figlio di Lorenzo DI MAGGIO, per avere notizie in merito alla restituzione di circa 40 mila € relativi alla compravendita di un terreno di proprietà Virga a Carini-Torretta.‖
Anche il collaboratore Francesco FRANZESE conosce l‘indagato DI MAGGIO Giuseppe e ne riferisce in data 4 aprile 2008. Si riporta il relativo stralcio dell‘interrogatorio:

interrogatorio di FRANZESE Francesco del 4.04.2008
Nella foto nr. 8 non riconosco nessuno.
L‘ufficio dà atto che la foto nr.8 ritrae DI MAGGIO Giuseppe, nato a Carini (PA) il 28.06.1973;
A.D.R.: non so se si tratti del figlio di Lorenzo DI MAGGIO, detto ―Lorenzino‖, della famiglia mafiosa di Torretta, di nome Giuseppe. Su tale ultimo soggetto sono in grado di fornire indicazioni. Si interessava di movimento terra e di scavi e, dopo l‘arresto del padre, ha mantenuto i suoi contatti. 206
L‘indagato DI MAGGIO Giuseppe è noto anche al collaboratore SPATARO Maurizio che ne riferisce nel corso dell‘interrogatorio del 17-12-2008. Si riporta di seguito lo stralcio di interesse:

interrogatorio di SPATARO Maurizio del 17.12.2008
Riconosco nella foto nr. 13 Giuseppe DI MAGGIO, figlio di Lorenzo. L'ho conosciuto a Carini insieme al padre. Si occupa di scavi unitamente al cognato ed è sempre stato vicino a Salvatore LO PICCOLO. Il padre, infatti, gli gestiva la latitanza. Me lo disse Giulio CAPORRIMO. Non mi risulta che fosse inserito in Cosa Nostra. L'ufficio da atto che la foto nr. 13 ritrae DI MAGGIO Giuseppe nato a Carini 28.06.1973.
Le dichiarazioni dei collaboratori sopra riportate hanno trovato plurimo e compiuto riscontro.
Per quanto concerne le indicazioni fornite da PULIZZI Gaspare, si è già sopra riferito della parentela che lega Lorenzo DI MAGGIO, padre di Giuseppe, ai LO PICCOLO. Più specificatamente, la madre di Lorenzo DI MAGGIO, MANNINO Mattea di Lorenzo e CAROLLO Francesca, nata a Torretta il 01.01.1922, è cugina diretta di LO PICCOLO Salvatore in quanto i due sono figli di due sorelle .

Considerati i pochi elementi a disposizione, allo stato non è risultato possibile individuare il terreno ubicato tra Carini e Torretta, di proprietà di tale VIRGA, in relazione al quale la famiglia di Carini doveva esigere 60.000 euro per la ―messa a posto‖ dovuta alla compravendita dell‘immobile.
PULIZZI Gaspare riferiva che inizialmente era stato DI MAGGIO Lorenzo ad operare la ―messa a posto‖ e, dopo il suo arresto era stato interessato della questione il figlio Giuseppe, il quale si era impegnato con i LO PICCOLO a fare pervenire alla famiglia mafiosa di Carini i restanti 40.000 euro.
Va detto che DI MAGGIO Lorenzo è stato tratto in arresto in data 20.06.2006 in esecuzione del provvedimento di fermo di indiziato di delitto nr. 2474/05 R.G.N.R. D.D.A. emesso in data 15.06.2006 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo (c.d. Operazione ―Gotha‖).
In relazione a tali dichiarazioni un eccezionale riscontro è dato dal contenuto del ―pizzino‖ catalogato "O3" scritto dallo stesso PULIZZI Gaspare, prima che venisse catturato in data 5.11.2007.
In uno degli appunti del citato documento si legge:
G.Lor. 40 rest. Virg.

In merito il PULIZZI, nel corso dell‘interrogatorio del 16.08.2008, riferiva trattarsi di una annotazione che stava ad indicare che Giuseppe DI MAGGIO, figlio di Lorenzo DI MAGGIO, avrebbe dovuto portare notizie in merito alla restituzione di 40 mila € relativi alla compravendita di un terreno di proprietà Virga a Carini-Torretta.
Il PULIZZI fornisce appunto la chiave di lettura delle sue abbreviazioni che è la seguente: ―Giuseppe Lorenzino 40 mila euro resto VIRGA‖, dove il nome ―Giuseppe‖ e messo in relazione con quello di ―Lorenzo‖ per l‘esistente rapporto figlio-padre. 207
Ancora più indiziante per Giuseppe DI MAGGIO, ed elemento atto a riscontrare, tra l‘altro, la circostanza che questi fosse in contatto epistolare con i LO PICCOLO, è il ―pizzino‖ catalogato come reperto ZE8 Bis che di seguito si riporta.

ZE8bis

BONO – Montelepre per i lavori di Capaci
Altri 4 mila euro – la chiusura è il 2%
Bretella autostrada (gallerie) per i lav
ori di protezioni a questa ditta c’è
L’aveva nelle mani Lorenzino, quindi chie
Dere al figlio G.
Chiedere a Vincenzo se INCHILLERI L.
Di Partinico ha dato soldi x Termini
Ovviamente x la costruzione di case.
8 – 10 Appartamenti che Giovanni N.
Voleva fare in società a che punto
Siete x costruirli.
Chiedere al figlio di Lorenzino
X la costruzione degli appartamenti
Di Monte Bianco cugino. In più
X 4 ville accanto di FERDICO (Ca
rdillo – e inoltre x i soldi della
Nissan.
70 – mila euro lavori di enel a cu
Stonaci(tp) chiedere sempre al fig…

Va premesso che il pizzino ZE8 Bis è attribuibile, secondo la perizia grafologica del dott. CATALANO, alla mano di LO PICCOLO Salvatore, il quale, come si evince da tutta la documentazione sequestrata ed al medesimo riferibile, aveva la consuetudine di annotare tutte le incombenze di natura criminale da delegare ai propri accoliti.
Nel documento in questione si legge:
Bretella autostrada (gallerie) per i lav
ori di protezioni a questa ditta c’è
l’aveva nelle mani Lorenzino, quindi chie
dere al figlio G.

Come già detto, ―Lorenzino‖ è il nomignolo con cui da tutti è conosciuto DI MAGGIO Lorenzo cl.51, così come emerge dalle pregresse indagini effettuate sul medesimo da questo Ufficio.

Dalla lettura del breve tratto sopra riportato emergono due circostanze rilevanti: la prima ha riguardo al fatto che una ditta che stava effettuando lavori in autostrada, dopo avere ricevuto pressioni, si era mostrata, con ogni probabilità, ―disponibile‖ a pagare il pizzo o ad accettare imposizioni di altra natura, tanto che il LO PICCOLO, con riferimento a ―Lorenzino‖, scriveva la tipica espressione mafiosa ―l‘aveva nelle mani‖; la seconda indica che LO PICCOLO Salvatore, dopo l‘arresto di ―Lorenzino‖ non aveva più 208
avuto notizie della questione e pertanto annotava di chiedere notizie al figlio di questi, del quale scriveva l‘iniziale G..

In merito va detto che DI MAGGIO Lorenzo ha tre figli: DI MAGGIO Giuseppe, in rubrica generalizzato, DI MAGGIO Antonio, nato a Carini il 19.06.1979 e DI MAGGIO Mariella nata a Carini il 16.06.1970.
Pertanto, l‘iniziale del nome annotata dal LO PICCOLO sul pizzino sopra riportato non può che essere riferita all‘indagato Giuseppe DI MAGGIO.
Dalla lettura del pizzino in esame si evince che LO PICCOLO Salvatore intendeva assegnare gli altri incarichi contenuti nel documento allo stesso figlio di Lorenzino, ovvero Giuseppe DI MAGGIO:

Chiedere al figlio di Lorenzino
X la costruzione degli appartamenti
Di Monte Bianco cugino. In più
X 4 ville accanto di FERDICO (Ca
rdillo – e inoltre x i soldi della
Nissan.
70 – mila euro lavori di enel a cu
Stonaci(tp) chiedere sempre al fig…

Altro documento, tra quelli sequestrati, utile a delineare la responsabilità penale del DI MAGGIO Giuseppe è quello catalogato con la sigla G9, attribuibile alla mano di GIOE‘ Andrea detto Chiù chiù.
In un tratto della missiva, indirizzata a Sandro LO PICCOLO, GIOE‘ Andrea nello scrivere dei lavori da effettuare ad Isola delle Femmine per la costruzione di alcuni capannoni destinati alla concessionaria BMW, fa riferimento espressamente a ―Giuseppe DI MAGGIO‖ come uno dei soggetti che, contrariamente a precedenti accordi presi con il committente, si era aggiudicato parte dei lavori.

Si riporta di seguito la trascrizione della missiva, limitatamente alla parte che riguarda l‘indagato Giuseppe DI MAGGIO.
―…per quanto riguarda il discorso di Isola frate questo ARCH. ARLUIDA non lo conosce ne GIANNI ne altri e nemmeno la BIMA di isola - mi fa sapere meglio x favore ma forse frate vediamo se e' quello che penso io perche' ad Isola c'e una ditta che si chiama ―ARMEIDA‖ ed e' dell'arch. PUCCIO e sta facendo dei capannoni x la BMW mi dici se e questo che ti interessa e che cosa ti interessa, perche io avrei un conto in sospeso con questo arch. PUCCIO, perche tramite PUCCIO deposito mi sono interessato per fargli prendere il lavoro, perche' aveva paura che non gli accettavano il preventivo , questo parlo con il PUCCIO ROSARIO e ROSARIO parlo con me dicendomi che se gli faceva prendere il lavoro ci dava in appalto tutte cose, tanto e vero che mi ero visto con NINO di CARINI figlio e avevamo parlato di questa cosa che gia lui conosceva questo arch. PUCCIO che i mezzi li doveva portare lui e si poteva far lavorare un mezzo del P. ROSARIO visto che faceva da tramite il discorso sa com'e finito frate, che questo Arch. muto muto si e' fatta un altra strada e ando a quanto so nello zio ―Caliddu‖ lo zio di SCIALI, io a mio avviso ho lasciato perdere la cosa non ho voluto fare discorsi ora che anche NINO non c'e, GIUSEPPE DI MAGGIO si viene a lamentare con me di questo ARCH., i prezzi sono bassi mi fa, facci parlare da ROROSARIO PUC??? che lui ci sta bene e lo sente, comunque frate il discorso e' un po lungo, fatto sta che questo i lavori se li sta facendo lui, ma a GIUSEPPE lo detto vedi che se non mi lascia acqua luce e coloritura ci vado io direttamente, diglelo allo zio CALOGERO il lavoro e' molto grosso frate , il padrone e' l'ingegnere FERRARELLO e noi lo possiamo contattare quando vogliamo, a come mi dice GIUSEPPE ora si deve fermare perche' sta facendo una parte dei lavori questo arch. PUCCIO, poi viene tutto il resto, fammi sapere...‖
GIOE‘ Andrea nella lettera scritta a Sandro LO PICCOLO riferisce che inizialmente l‘architetto PUCCIO, aveva richiesto l‘intervento di PUCCIO Rosario, affinché lo agevolasse per aggiudicarsi i lavori ed, in cambio, era disponibile a cedere ―tutti‖ i sub-appalti‖. Della vicenda il GIOE‘ ne aveva parlato con Nino di Carini il quale, a sua volta, era già informato di tutto, tant‘è che aveva proposto, quale ricompensa per l‘intermediazione, che il PUCCIO Rosario venisse inserito nei lavori attraverso la fornitura di un mezzo. Il GIOE‘ scriveva anche che successivamente, contravvenendo agli impegni presi, l‘architetto PUCCIO, senza dir nulla, si sarebbe rivolto allo ―zio Caliddu lo zio di Sciali‘‖, e che, alla fine, parte dei lavori se li era aggiudicati Giuseppe DI MAGGIO, il quale tra l‘altro si lamentava per i prezzi troppo bassi stabiliti dal committente.

In merito al documento sopra citato, si è accertato che l‘Architetto PUCCIO, si identifica in PUCCIO Giuseppe di Matteo Pietro e SGROI Genoveffa, nato a Palermo il 03.09.1969, residente a Palermo in Via Alla Falconara Nr.102, iscritto all‘Albo degli Architetti della provincia di Palermo al nr. 3524. Effettivamente l‘architetto PUCCIO Giuseppe, risulta essere Amministratore Delegato della ditta ―ALMEIDA S.p.A.‖, con sede a Palermo in questo Viale della Regione Siciliana N.O. nr. 751. Ragione sociale della ditta è la realizzazione di lavori edili, industriali ed altri connessi.

Sul sito web della ―Almeida costruzioni s.p.a.‖ è possibile verificare che la citata impresa sta effettivamente realizzando la costruzione della ―Concessionaria BMW/Mini di Isola delle Femmine. Sono riportate altresì alcune foto datate 28.03.2008 che ritraggono l‘immobile in fase di costruzione149.

149 Cfr. all.to nr. 23 alla informativa del 15-1-2009 della Squadra Mobile di Palermo
150 Cfr sul punto la sentenza emessa nel giudizio abbreviato dal GUP di Palermo dott. ZIINO del 7-8-2008

Il ―Nino di Carini figlio‖, si identifica in PIPITONE Antonino, nato a Palermo il 02.05.1969, residente a Carini in via Misseri nr. 139, tratto in arresto nel gennaio 2007 per associazione mafiosa, estorsioni aggravate, ed altro nell‘ambito del procedimento penale nr.4006/06 R.G.N.R., (c.d. operazione ―Occidente‖)150. Questi è figlio del noto PIPITONE Angelo Antonino arrestato nella medesima operazione di Polizia.

Lo zio ―Caliddu‖ lo zio di SCIALI, si identifica invece in CARUSO Calogero, di Francesco e di MIGNANO Olimpia, nato a Torretta il 01.10.1937, tratto in arresto nell‘agosto del 2007 per concorso esterno in associazione mafiosa, nell‘ambito del p.p. nr. 3605/06 R.G.N.R.. 210
Si perviene alla certa identificazione in quanto CARUSO Calogero è fratello di CARUSO Rosario, nato a Torretta il 28/08/1926. Il CARUSO Rosario, a sua volta, è padre di CARUSO Olimpia, nata a New York il 04.05.1957, moglie di MANNINO Calogero, nato a Torretta il 01.08.53, ivi residente in via Pirandello 3, inteso ― SCIALI‘ ―, come è emerso da precedenti indagini a suo carico. Pertanto CARUSO Calogero è zio acquisito di MANNINO Calogero inteso ― SCIALI‘ ―.

Va detto che la missiva di Andrea GIOE‘ è datata 16.07.2007, precedente quindi all‘arresto di CARUSO Calogero avvenuto nel successivo mese di agosto. Risulta possibile, pertanto, dal punto di vista dei tempi, che l‘architetto PUCCIO Giuseppe si fosse rivolto a CARUSO Calogero per essere favorito circa i lavori di Isola delle Femmine.
La circostanza che CARUSO Calogero appartenga alla famiglia mafiosa di Torretta e che, a seguito dell‘incontro con costui, l‘architetto PUCCIO avesse affidato parte dei lavori a Giuseppe DI MAGGIO, fornisce un utile elemento di conferma alla identificazione di quest‘ultimo per il DI MAGGIO Giuseppe, in rubrica generalizzato.

La ricostruzione della vicenda appena proposta viene pienamente confermata dalle dichiarazioni di PULIZZI Gaspare, nel corso dell‘interrogatorio reso il 16.06.2008, ore 13.20, allorquando gli veniva data lettura della missiva catalogata G9.
 
In relazione al tratto preso in esame, PULIZZI dichiarava:

Interrogatorio di PULIZZI Gaspare del 16.06.2008, ore 13.20
ADR: In riferimento alle frasi della pagina nr°1 ―FARAONE‖, ditta di Messina‖, ―ARCH.ARLUIDA‖, non sono in grado di riferire nulla, mentre in merito ad ―armeida‖ si tratta dell‘impresa Almeida il cui titolare è Puccio. Sono a conoscenza che la predetta ditta stava eseguendo i lavori di costruzione dei capannoni della BMW di FERRARELLO ad Isola delle Femmine. I lavori di scavo per conto di Almeida erano realizzati con alcuni mezzi meccanici di Nino PIPITONE e Giuseppe DI MAGGIO, figlio di Lorenzo DI MAGGIO di Torretta. ―SCIALI‘‖ è Calogero MANNINO, soggetto vicino alla famiglia mafiosa di Torretta; ―CALIDDU ―dovrebbe essere Calogero CARUSO, uomo d‘onore della famiglia di Torretta. Dalla lettura della missiva emerge che Puccio e Ferrarello per i suddetti lavori si erano messi a posto con la famiglia mafiosa di Torretta.
Quanto sopra esposto, pone in evidenza come Giuseppe DI MAGGIO potesse contare sui favori dell‘organizzazione mafiosa per aggiudicarsi lavori edili a discapito di altri operatori del settore. Tale posizione di favore aveva suscitato le lamentele anche di altri soggetti intranei all‘organizzazione quali, nel capo di specie, Andrea GIOE‘.
Per completezza si riferisce che in un tratto successivo della lettera, catalogata come reperto G9, GIOE‘ Andrea scrive a Sandro LO PICCOLO di un orologio consegnato a tale zio Pinuzzu di Carini, in merito al quale il GIOE‘ si riservava di informarsi meglio presso Giuseppe DI MAGGIO:
vedi che L'orologio la dato a un certo zu PINUZZU di carini con la VESPA mi dice, ma ne devo parlare meglio con GIUSEPPE DI MAGGIO
Tenuto conto che con ogni probabilità si trattava di un orologio destinato a Sandro LO PICCOLO, dalla vicenda si rileva che Giuseppe DI MAGGIO era a conoscenza dell‘identità di alcuni dei soggetti ―riservati‖ che per anni hanno tutelato la latitanza dei LO PICCOLO.

Un altro pizzino in cui si fa riferimento a GIUSEPPE di maggio è costituito dal reperto catalogato D22. Si tratta di una lettera dattiloscritta datata 06.08.2007 firmato Alfa, che come si è ampiamente commentato in precedenza151 è lo pseudonimo utilizzato da CINA‘ Pietro nella quale, sotto la voce entrate, il CINA‘ scrive:
GIUSEPPE DI LORENZINO;
MI HA DETTO CHE HA DELLE DIFFICOLTA’ ECONOMICHE, PRESTO SI FARA’ SENTIRE. SONO CIRCA 7.500,00 €

Inoltre, nel documento datato 22.10.2007 indirizzato da Sandro LO PICCOLO a SERIO Nunzio, tratto dalla perizia sul nastro da macchina da scrivere in sequestro, si fa riferimento a ―Giuseppe di Lorenzino (Torretta)‖, da intendersi Giuseppe figlio di Lorenzino DI MAGGIO di Torretta, come il soggetto che avrebbe potuto risolvere dei problemi a SERIO Nunzio per delle questioni che attenevano alla famiglia mafiosa di Isola Delle Femmine, con la quale evidentemente il DI MAGGIO Giuseppe era in contatto.
Si riporta di seguito il tratto di trascrizione ricavata dalla perizia sul nastro in sequestro:
Per quanto riguarda il Gustosità, più il problema del tabacchino di tuo zioG. Mandati a chiamare a Giuseppe di Lorenzino (Torretta) etramite lui, come megliopuoi sistemare sia il discorsodi tuo zio G. che il discorso del Gustosità. Che io.oraallo zio Roccoglielo facciosapere che quando cimandì a dire qualcosa tu, di mettersi a disposizione. Peròpoi informami di come stabilite le cose, in modo che ne sparlare pure io.
 
151 Vedi la parte di trattazione relativa a CINA‘ Pietro e alla estorsione in danno di RIZZACASA Vincenzo

Il ―Gustosita‖ è il nome dell‘omonimo ristorante sito ad Isola delle Femmine in V.le Dei Saraceni nr.123, il cui titolare risulta ZAPPULLA Tiziana.
Per quanto concerne ―il problema del tabacchino di tuo zio G.‖, si ritiene possibile che Sandro LO PICCOLO si riferisca a BOSCO Giovanni (zio G.), nato a Palermo il 25.03.1959, ivi residente in via S. Isidoro nr. 21/A, gestore nell‘anno 2007 della gelateria ―Kent‖ a Capaci (PA), così come si rileva dai servizi di intercettazione effettuati in quel periodo da personale della Sezione Catturandi della questa Squadra Mobile.

Il citato BOSCO Giovanni è zio di SERIO Nunzio in quanto fratello della madre BOSCO Elisabetta, nata a Palermo il 17.09.1957.
E‘ possibile che il citato BOSCO Giovanni avesse interesse ad acquisire una tabaccheria in territorio di Capaci dove insisteva già altra sua attività commerciale.

Infine, DI MAGGIO Giuseppe risulta avere avuto un ruolo, unitamente al padre Lorenzo nell‘estorsione in danno dell‘imprenditore SPALLINA, sulla quale si rifeerirà nel capitolo dedicato alle singole estorsioni.
Conclusivamente, il complesso gravemente indiziario esaminato consente di delineare il ruolo ricoperto da DI MAGGIO Giuseppe nell‘ambito della famiglia mafiosa di Torretta e 212
causalmente finalizzato a realizzare gli interesse illeciti del sodalizio mafioso, dimostrativo di una consapevole compenetrazione associativa nel senso previsto dall‘art. 416 bis c.p. che si evince nello svolgimento in comune del programma criminoso, nonché nella correlativa fiducia riposta nell‘operato di DI MAGGIO dagli altri associati in particolare Salvatore e Sandro LO PICCOLO.

Parte 4° continua......

Arena,Bruno,Spataro,Franzese,Razzanelli,Mafia,Ergastolo,Copacabana,Badalamenti,Isola
delle Femmine,Pulizzi,Seidita,Lo Piccolo,Resuttana,Capaci,Pipitone,Mosca,Moma,Spataro,Serio  


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