Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 4 febbraio 2011

Fini a Barbareschi: «I pagliacci non fanno sempre ridere»

Fini a Barbareschi: «I pagliacci non fanno sempre ridere»

Il deputato chiede presidenza commissione cultura Fli, il leader dice no. Ieri aveva detto: Alemanno mi ha offerto il Valle

 
 ROMA – I tormenti di Luca Barbareschi, deputato di Futuro e libertà incerto se tornare con Silvio Berlusconi o rimanere con Gianfranco Fini continuano a far discutere.
Oggi c’è stato un battibecco tra il presidente della Camera e il deputato ex Pdl nel corso di una riunione del comitato promotore dell’Assemblea costituente di Futuro e libertà, che si svolgerà il prossimo fine settimana a Milano. Barbareschi, secondo quanto racconta chi era presente alla riunione, avrebbe chiesto la presidenza della commissione Cultura di quell’Assemblea. E Fini gliela avrebbe negata, spiegandogli di non potergli affidare, in questa fase, nessuna responsabilità.
Una frase che dai presenti è stata interpretata come un riferimento alle posizioni critiche assunte ultimamente dal deputato finiano e al ventilato abbandono di Fli per tornare alla maggioranza, che Barbareschi ha smentito, ma senza sciogliere del tutto l’incognita.
Lo scambio di battute con il presidente della Camera, è però proseguito. E, di fronte alle rimostranze di Barbareschi, a un certo punto Fini avrebbe sbottato: «Ti dico qui, davanti a tutti, quello che ti avevo già detto in privato. Ci sono attori e pagliacci. I pagliacci non fanno sempre ridere, a volte fanno anche piangere».
«Crede che mi serva un cambio di casacca perché il cda della Rai sta discutendo due fiction della mia casa di produzione?», aveva risposto ieri Barbareschi alla domanda di Annozero che in un’intervista gli faceva notare che il piano fiction – all’ordine del giorno della prossima riunione del consiglio – contiene anche due fiction della sua casa di produzione, la Casanova. «È vero nel piano ci sono. Si tratta di due fiction – ha spiegato lo stesso Barbareschi – la prima di 10 milioni e la seconda di 3. Ma non ho mai avuto nessun favore della Rai».
Barbareschi ha confermato poi anche l’indiscrezione sulla proposta di una sua direzione del Teatro Valle: «Alemanno – ha detto – mi ha promesso il Valle. Mi ha chiamato lui. Mi ha chiamato due settimane fa chiedendomi se la cosa mi interessava».
«Vorrei smentire qualsiasi voce rispetto ad un eventuale voto di scambio per avere in cambio il Teatro Valle di Roma», ha poi precisato Barbareschi. «Come imprenditore – ha spiegato – ho dato solo la mia disponibilità ad investire in un teatro romano come ha fatto Della Valle sul Colosseo e come spero possano fare altri colleghi in altri teatri per rilanciarli. Ma tutto questo da imprenditore, sono io che investo. Poi ci sarà una gara, come è avvenuto per il Teatro Quirinale a Roma o per il Lirico a Milano, ma tutto ciò nulla ha a che vedere con la mia attività di politico».
«Ringrazio Luca Barbareschi per la precisazione. In effetti il teatro Valle sarà assegnato a lui o ad un altro imprenditore solo in base al progetto economico e culturale che sarà presentato in una evidenza pubblica. E la nostra valutazione sarà del tutto indipendente dalle scelte politiche che l’on. Barbareschi assumerà dentro e fuori il Parlamento. I miei rapporti con Luca Barbareschi rimangono da anni di amicizia e di rispetto a prescindere dalle diverse scelte politiche che ognuno di noi fa», ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Venerdì 04 Febbraio 2011 – 15:19    Ultimo aggiornamento: 15:27

Schiaffo alla democrazia, Berlusconi allontana voto



«Con me 316 deputati su 630. Avete visto? La maggioranza tiene. Si è allargata anzi...». Berlusconi non partecipa alla conta di Montecitorio sul caso Ruby. Ma «l’ottava fiducia da settembre in poi» che amplia di un voto - di due con l’astensione del Fli Barbareschi - le cifre su cui poggiava l’asse Pdl-Lega, annebbia le ricadute politiche dello stop inferto ieri al federalismo dalla commissione bicamenale.
Che - con un 15 a 15 - ha bocciato il parere di maggioranza su uno dei decreti della riforma prediletta dalla Lega. «Chi conosce il regolamento, sa che un pareggio significa respinto e non c'è un testo alternativo - sostieneil presidente della Camera, Gianfranco Fini - Siamo in una situazione senza precedenti».
Per superare l’impasse premier e Senatur non si sono fatti scrupoli e hanno messo il Parlamento fuori gioco. Già ieri mattina - durante un vertice convocato dopo il no della bicamerale - Berlusconi aveva garantito a Bossi un Consiglio dei ministri straordinario per «sanare la situazione».
«Andiamo avanti lo stesso, la legge lo consente», aveva esortato il Cavaliere. Grazie a questa rassicurazione Bossi aveva riposto nel cassetto la minaccia di crisi di poche ore prima. «Non penso ci sarà un ritorno immediato alle urne», aveva corretto il leader della Lega dopo un vertice con il Presidente del Consiglio, convocato in seguito allo stop al decreto sul fisco municipale.
«Berlusconi vuole vedere l'esito della votazione sul caso Ruby», aveva chiarito. E il premier, nel pomeriggio, si dichiarava «soddisfatto» per «quei 316 e passa» che avevano rispedito alla procura di Milano la richiesta di perquisizione degli uffici del suo amministratore privato, citato più volte dalle ragazze che frequentavano le notti di Villa San Martino.
«Avevo garantito a Bossi i numeri per andare avanti e i fatti mi hanno dato ragione», spiegava il Cavaliere ai suoi dopo il risultato della Camera. A Palazzo Grazioli adesso si fanno i conti: 315, più il voto non espresso dal premier «per motivi di opportunità», più l’astensione di Luca Barbareschi, più l’assenza dall’Aula dell’ex Mpa Latteri, più quella del finiano Rosso, più quella dei liberaldemocratici, Tanoni e Melchiorre.
Dai «4 agli 8 nuovi ingressi nel centrodestra - spiegano i fedelissimi - Altri ne arriveranno». Le elezioni anticipate? «Si allontanano - assicurano - Tutto dipenderà solo dagli sviluppi del caso Ruby».
La maggioranza ottenuta ieri sera alla Camera, e preventivamente annunciata a Bossi, aveva permesso a Berlusconi di garantire alla Lega che «una soluzione» per il fisco municipale si sarebbe trovata anche con un decreto legislativo. Bicamerale bypassata e cancellata? Parlamento mortificato?
Per evitare il voto anticipato e rabbonire Bossi, Berlusconi ha dato via libera al colpo di mano sul federalismo. Nonpiù tardi dell’altro ieri lo stesso premier aveva incensato l’appello di Napolitano per riforme condivise.
Sul caso Ruby, poi, il Cavaliere ha costretto il Senatur a prendere atto che «la maggioranza possiede i numeri per andare avanti». Trecentoquindici voti contro 298: la Camera non ha autorizzato la procura di Milano a perquisire l’ufficio dell’amministratore privato del Cavaliere.
Esito dato per scontato dal Pdl, quest’ultimo. Da giorni si annunciavano «nuovi arrivi » nella magigoranza. E ieri è stato l’ex Mpa, Aurelio Misiti, a regalare al Cavaliere la prima stampella «scoperta » che serviva a tenere buono Bossi e le suggestioni di Maroni sul dopo Berlusconi.
Adesso «la legislatura potrà andare avanti - spiegano gli uomini del Cavaliere - il voto anticipato è stato scongiurato». Le incognite, tuttavia, riguardano l’inchiesta milanese che vede il premier indagato per sfruttamento della prostituzione minorile e concussione. Se venisse accolta dal gip la richiesta di rito immediato? L’eventualità viene considerata alla stregua di un «golpe» dai berluscones. Il Cavaliere «perseguitato», a quel punto, «potrebbe scegliere lui le urne, rivolgendosi al popolo».
 

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