Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 9 ottobre 2011

Consiglio Comunale giugno 2006





Caricato da isolapulita




Isola delle Femmine 8 giugno 2006




LA RINASCITA DI ISOLA DELLE FEMMINE: Una precisazione a proposito de “la spina nel fianco”.
Mi si permetta prima di tutto, chiedere scusa a tutti quei cittadini che pensano di essersi sentiti offesi dai CONTENUTI di quanto riportato nel citato articolo. Ciò che ancora una volta mi preme sottolineare e rivendicare: il DIRITTO di cittadinanza a tutte le istanze politiche presenti nel Nostro Paese, il loro DIRITTO DOVERE di proporsi, esprimersi e confrontarsi. Liberare le energie sane del Nostro Paese, questo vuole essere il mio piccolo e sincero contributo. D’altronde il ruolo de “la spina nel fianco” o “coscienza critica” è una posizione che in tempi non sospetti ho esplicitato e condiviso con gli amici della lista “ INSIEME”.

PIANO REGOLATORE UN’OCCASIONE DI CRESCITA

Premessa
Sono trascorsi diversi anni da quando, un Amministratore del nostro Paese, allora in carica, dall’alto della Sua saggezza contadina ebbe a domandarsi “… come mai, quando in quest’aula comunale si discute di Piano Regolatore Generale, si vede sempre tanta gente? ….”. La domanda lasciata a metà, non lasciava intravedere la composizione sociale di detta “gente”. Come è ormai acclarato, il Piano Regolatore Generale, ha fatto le fortune di politici speculatori ed affaristi di ogni risma (ad esempio, la cronaca giudiziaria, arriva a parlare addirittura di una sorta di “ministro incaricato ai lavori pubblici”). Le lotte sociali per l’affermazione, il diritto di partecipazione della tutela e salvaguardia del territorio, hanno avuto un ruolo determinante nella formulazione di leggi e provvedimenti legati alla gestione urbanistica del territorio. Il Piano Regolatore Generale ripartisce, riqualifica il territorio con l’obiettivo di rendere qualitativamente vivibile il nostro Paese. Riqualificare non vuol dire solo migliorare l’ambiente urbano, né solo attuare politiche sociali fornendo servizi quantitativamente e qualitativamente necessari, vuol dire, soprattutto, riconoscere i Cittadini abitanti come protagonisti portatori di capacità progettuali, dar loro la possibilità di avere accesso su piano decisionale. Significa insomma rinunciare a versioni, burocratiche, amministrative o tecniche per puntare su un’azione partecipata alfine di ridare il senso di cittadinanza e ottimi motivi per sentire il Paese come proprio. Ciò che qui si propone è un’inversione di tendenza di quella che è ormai prassi consolidata. Ciò che si richiede è un diverso approccio e fondamentalmente, una convinzione culturale e politica niente affatto scontata, tenuto conto che il più delle volte gli atti amministrativi importanti si costruiscono nei U.T.C. e solo successivamente passano al vaglio dei cittadini. Da parte degli amministratori, vi deve essere una sorta di “INVESTIMENTO POLITICO” nella “PARTECIPAZIONE”, come parte integrante di un programma amministrativo. Se si riesce a coinvolgere i cittadini nel processo di sviluppo della comunità, affinché acquistino una maggiore consapevolezza dei loro problemi e dei loro bisogni impiegando le loro capacità per il miglioramento delle condizioni di vita e acquistando fiducia in ciò che si ottiene dall’azione unitaria finalizzata al raggiungimento degli obiettivi comuni. La PARTECIPAZIONE non può limitarsi al semplice chiedere o informare di decisioni già prese a monte. La PARTECIPAZIONE non è una decisione spontanea che arriva da una improvvisa “illuminazione”, ma è il faticoso e incessante, frutto di un lavoro quotidiano, continuo ed intenso che non può non coinvolgere tutta la macchina amministrativa.
Questo è l’ invito! Il momento dell’elaborazione del Piano Regolatore Generale è un’occasione che non possiamo perdere, per sviluppare economicamente e socialmente la nostra comunità, nel rispetto della democrazia e della legalità.

ART. 5 DELLO STATUTO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE TUTELA DELL'AMBIENTE E GESTIONE DEL TERRITORIO

1. Il Comune di Isola delle Femmine promuove ed attua un ordinato ed organico assetto del territorio, nel quadro di un equilibrato sviluppo degli insediamenti abitativi, produttivi e sociali, con particolare attenzione alla tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico.
2. Il Comune organizza, all'interno del territorio, un sistema coordinato di viabilità, circolazione e parcheggi idoneo alle esigenze della collettività e garantisce il superamento delle barriere architettoniche.
3. Il Comune adatta tutti quei provvedimenti che sono necessari per garantire la tutela dell'ambiente naturale, per conservarlo e migliorarlo, per difenderlo contro qualsiasi tentativo di deturpazione o di impoverimento.
4. Si impegna, altresì, al fine di assicurare le aspettative delle generazioni attuali e future, a ricercare modalità e forme adeguate per l'uso corretto del territorio e delle sue risorse, salvaguardando l'integrità del patrimonio marino e delle sue coste, la flora e la fauna in esso esistenti, le attrattive del paesaggio e la sicurezza degli abitanti.
5. Si impegna ad una politica di difesa e valorizzazione della pesca, allo scopo di salvaguardare questa importante fonte economica della comunità ed i livelli occupazionali ad essa collegati.

ART. 13 DIRITTO DI INFORMAZIONE

1. Al fine di assicurare la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita sociale e politica, il Comune assicura e garantisce il diritto all'informazione, rendendo pubblici, anche attraverso proprie pubblicazioni distribuite gratuitamente ai richiedenti, dati, criteri, indirizzi e programmi relativi alla gestione concreta delle risorse finanziarie del Comune, agli appalti di opere pubbliche, alle forniture di beni e servizi, alla concessione di strutture, beni strumentali, contributi o servizi ad associazioni o altri organismi privati.
2. Il Comune, inoltre, provvederà ad informare, nelle stesse forme, dei criteri e delle modalità di accesso ai servizi e alle prestazioni resi dal Comune o dagli organismi da esso dipendenti o controllati, nonché termini e tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi.
3. L'ente deve di norma avvalersi, oltre che dei sistemi tradizionali della notificazione e della pubblicazione all'albo pretorio, anche dei mezzi di comunicazione ritenuti più idonei ad assicurare il massimo della conoscenza degli atti, tipo TV locali.
4. L'informazione deve essere tempestiva e completa e, per gli atti aventi una pluralità indistinta di destinatari, deve avere carattere di generalità.
5. La giunta comunale adotta i provvedimenti organizzativi interni ritenuti idonei a dare concreta attuazione al diritto di informazione, anche con stipula di apposite convenzioni con TV locali.
6. Il regolamento sul diritto di accesso detta norme atte a garantire l'informazione ai cittadini, nel rispetto dei principi sopra enunciati.


Il ragazzo della via Gluck Adriano Cementano
(coro) là dove c'era l'erba ora c'e una città.
Questa e' la storia di uno di noi
anche lui nato per caso in via Gluck
in una casa fuori città gente tranquilla che lavorava.
Là dove c'era l'erba ora c'e una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà questo ragazzo della via Gluck
si divertiva a giocare con me
ma un giorno disse: "vado in città"
e lo diceva mentre piangeva
io gli domando: "amico non sei contento?
vai finalmente a stare in città
là troverai le cose che non hai avuto qui.
Potrai lavarti in casa senza andar giù nel cortile".
"Mio caro amico" disse "qui sono nato
e in questa strada ora lascio il mio cuore
ma come fai a non capire
che e' una fortuna per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati
mentre là in centro io respiro il cemento
ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui
e sentirò l'amico treno che
fischia così.... ua ua".
passano gli anni ma otto son lunghi
però quel ragazzo ne ha fatta di strada
ma non si scorda la sua prima casa
ora coi soldi lui può comperarla
torna e non trova gli amici che aveva
solo case su case catrame e cemento
là dove c'era l'erba ora c'e una città
e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà
non so no so perché continuano a costruire le case
e non lasciano l'erba, non lasciano l'erba
non lasciano l'erba e non se andiamo avanti così
chissà come si farà
chissà chissà come si farà.
VENERDI’ 9 GIUGNO ORE 17 RIUNIONE CONSIGLIO COMUNALE
Pino Ciampolillo











Legge Regionale 78 del 12.6.76

ART. 31 FORMAZIONE ED APPROVAZIONE

Ai fini della formazione dei programmi pluriennali il comune dovrà sentire le forze sociali, culturali, imprenditoriali e i consigli di quartiere ove esistano.
I programmi pluriennali, la cui spesa è obbligatoria, sono adottati dal consiglio comunale e pubblicati all'albo pretorio per un periodo di quindici giorni.
Chiunque può presentare osservazioni entro i quindici giorni successivi alla data di scadenza della pubblicazione.
Entro i successivi trenta giorni, il consiglio comunale è tenuto ad adottare le proprie determinazioni in ordine alle osservazioni, presentare e procedere quindi all'approvazione definitiva del programma che diventa esecutivo dopo il riscontro della commissione provinciale di controllo.

ART. 37 CONTROLLO PARTECIPATIVO

Chiunque ha diritto di prendere visione presso gli uffici comunali delle domande e delle concessioni edilizie.
I comuni sono tenuti, a richiesta, a fornire copie dei relativi atti, ponendo a carico dei richiedenti le spese per la riproduzione.
L'estratto delle concessioni dovrà essere esposto per quindici giorni all'albo del comune.
Art. 46 Vigilanza

Il sindaco esercita la vigilanza sull'attività edilizia, sulle modifiche di destinazione degli immobili, e in generale, sulle opere di modificazione del suolo.
Controlli ispettivi possono essere disposti anche dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente cui spetta la vigilanza sull'attività urbanistica di cui all'art. 1 della legge 17 agosto 1942, n. 1150.
I funzionari, agenti e incaricati del controllo del comune possono accedere ai cantieri, alle costruzioni e ai fondi nei casi previsti dalle norme vigenti.
Art. 49 Sanzioni principali

Le opere eseguite in totale difformità o in assenza della concessione devono essere demolite, a cura e spese del proprietario, entro il termine fissato dal sindaco con ordinanza.
Art. 51 Altre sanzioni

Per il mutamento della destinazione d'uso degli immobili senza la prescritta concessione si applica una sanzione pecuniaria di lire 10.000 al metro cubo.
Per l'apertura di strade senza la prescritta concessione si applica una sanzione di lire 20.000 al metro quadro.
Per il taglio abusivo di boschi si applica una sanzione di lire 20.000 al metro quadro. Per l'abbattimento di alberi, comunque tutelati, di pregio ambientale o paesaggistico si applica una sanzione da lire 200.000 a lire 500.000 ad albero.
Per l'apertura di pozzi, discariche, cave o per la realizzazione di altre opere comportanti manomissioni del territorio, si applica una sanzione da lire 500.000 a lire 50.000.000.
Per la demolizione abusiva di opere si applica una sanzione di lire 5.000 al metro cubo.

Nel caso di demolizione abusiva di immobili di interesse artistico o ambientale, oltre alla sanzione prevista dal comma precedente, il comune procede alla espropriazione dell'area su cui insiste il fabbricato, comprese le relative pertinenze.
Per la mancata richiesta di autorizzazione di abitabilità o agibilità si applica una sanzione pari al 10 per cento del contributo dovuto per costo di costruzione, fissato con decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico dell'11 novembre 1977.
Per chi si sottrae all'obbligo di consentire l'accesso ai cantieri nel caso di cui all'art. 46 della presente legge, si applica una sanzione di lire 1.000.000.
La sanzione di cui al comma precedente si applica anche nel caso di rimozione dei sigilli.
Gli atti giuridici aventi per oggetto unità edilizie costruite in assenza di concessione sono nulli, ove da essi non risulti che l'acquirente era a conoscenza della mancanza della concessione. La medesima disposizione vale nel caso di compravendita di terreni abusivamente lottizzati. In quest'ultimo caso a carico dell'alienante si applica una sanzione pecuniaria di lire 20.000 al metro quadro.
In tutte le ipotesi previste dal precedente art. 49, per gli immobili realizzati abusivamente - anche se non ancora ultimati - si applica, dal giorno in cui l'infrazione è stata perpetrata fino al giorno in cui il provvedimento definitivo (demolizione, confisca, pagamento della penale) trova effettiva esecuzione, una sanzione pecuniaria annuale pari al 20 per cento del contributo afferente al costo di costruzione, fissato con decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico dell'11 novembre 1977.
La sanzione è disposta con ordinanza del sindaco e la sua mancata applicazione costituisce danno nei confronti del comune.

1)LA STORIA INFINITA DEL PIANO REGOLATORE GENERALE DI ISOLA DELLE FEMMINE DELLE AMMINISTRAZIONI DEGLI ULTIMI 10 ANNI

2)LEGGE REGIONALE SICILIA 27 DICEMBRE 1978, N. 71 G.U.R.S. 30 DICEMBRE 1978, N. 57

3)COPIA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE 71 DEL 29.9.2000 SESSIONE STRAORDINARIA URGENTE ADOZIONE DELLE DIRETTIVE GENERALI DI CUI ALL’ART 3, COMMA 7 DELLA L.R. 15/91 PER LA REVISIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE, DEL REGOLAMENTO EDILIZIO E DELLE NORME DI ATTUAZIONE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE.

4)COPIA DI DELIBERAZIONE 11 3.3.03 DEL CONSIGLIO COMUNALE:APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI MASSIMA DEL PRG ED INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI DA SOTTOPORRE A PRESCRIZIONI ESECUTIVE DISCUSSIONE

4a)GRUPPO CONSILIARE NUOVA TORRE TRATTAZIONE DEL PUNTO 2 POSTO ALL’ORD DEL GIORNO DELL’ODIENA SEDUTA CONSILIARE, QUESTO GRUPPO RAPPRESENTA QUANTO SEGUE:

4C)xQUESTO GRUPPO NON CONDIVIDE QUANTO PRESENTATO E PROSPETTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:

5)x COPIA DI DELIBERAZIONE 21 4.4.03 DEL CONSIGLIO COMUNALE:APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI MASSIMA DEL PRG ED INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI DA SOTTOPORRE A PRESCRIZIONI ESECUTIVE PROSEGUIMENTO DISCUSSIONE.5a)xDICHIARAZIONE DEL GRUPPO NUOVA TORRE RESA NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 4.4.03 DA INSERIRE A VERBALE

6)CIRCOLARE 2/2003 DEL 12.6.03 ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE REGIONE SICILIA SCHEDA RIEPILOGATIVA DELLA DOCUMENTAZIONE E DEI CONTENUTI DEL PRG E VARIANTI AL PRG CON ANNESSA LA SCHEDA RIEPILOGATIVAhttp://www.artasicilia.it/web/circdru/circolari/circdru/2003-02.htm

7) xCOPIA DI DELIBERAZIONE 39 16.6.03 DEL CONSIGLIO COMUNALE:APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI MASSIMA DEL PRG ED INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI DA SOTTOPORRE A PRESCRIZIONI ESECUTIVE PROSEGUIMENTO DISCUSSIONE
7a)xMOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE NUOVA TORRE NELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 16.6.03 DELIBERA 39

8)xGRUPPO CONSILIARE NUOVA TORRE : AL PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE, AL SINDACO, ON ASSESSORATO REGIONALE EE.LL. PALERMO, ON ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE PALERMO.

RICHIESTA CONVOCAZIONE C.C. IN SEDUTA STRAORDINARIA URGENTE.prot 8836 18.6.03

Oggetto : richiesta convocazione c.c. in seduta straordinaria urgente.

9) DELIBERA DI CONSIGLIO 11.4.06 N 19 AUTOCONVOCAZIONE DEL C.C. RICHIESTA DAI CONSIGLIERI COMUNALI APPARTENENTI AL GRUPPO CONSILIARE "INSIEME ISOLA DELLE FEMMINE": DISCUSSIONE ITER P.R.P. - RINVIO - http://www.comune.isoladellefemmine.pa.it/prima_pagina/search/docs/DCC00019.DOC1)  LA STORIA INFINITADEL PIANO REGOLATORE GENERALE DI ISOLA DELLE FEMMINEDELLE AMMINISTRAZIONI DEGLI ULTIMI 10 ANNI

25.01.1994 Il Consiglio Comunale con le deliberazioni nn. 2 – 3 – 36 adotta il P.R.G. redatto
29.01.1994 dall’Ing. Enrico Mangiardi
30.03.1994

10.10.1995 Il Consiglio Comunale con le deliberazioni nn. 55 – 56 – 57 – 58 – 67 – 72 respinge
11.10.1995 in toto tutte le opposizione e/o osservazioni presentate al progetto P.R.G. dai cittadini di Isola delle Femmine
02.11.1995
03.11.1995
17.11.1995
01.12.1995

02.08.1996 L’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente chiede chiarimenti sul P.R.G.
e sulle Prescrizioni Esecutive
Il Consiglio Comunale approva le prescrizioni esecutive (Piani Particolareggiati


28.02.1997
18.03.1997 zone B – D – E) e li trasmetti all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente
24.03.1997
25.03.1997
21.04.1997
Il Sindaco pro-tempore con propria ordinanza prot. n. 2667 rende efficace “ope legis”
25.02.1999
il P.R.G. redatto dall’Ing. Enrico Mangiardi per decorrenza dei termini (più di 270 giorni dalla trasmissione all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente ai sensi dell’art. 4 comma 1 L.R. n. 71/78). Durante la validità di detto P.R.G. vengono rilasciate concessioni edilizie per edificazione di immobili su aree trasformate da “non edificabili” ad “edificabili”



15.06.1999
“Nuova Torre” vince il Consiglio Comunale per 6 voti e conquista 9 Consiglieri, mentre alla lista “Isola per Tutti” vanno 6 Consiglieri.

11.10.1999 Al Comune di Isola delle Femmine perviene il voto del C.R.U. (Comitato Regionale Urbanistico) prot. n. 12227 con il quale viene restituito il P.R.G. “reso esecutivo” per la rielaborazione totale secondo le indicazioni riportate in detto documento.


04.11.1999


11.11.1999


12.11.1999

19.11.1999 Il Presidente del Consiglio Comunale pro-tempore riunisce urgentemente il Consiglio (vedi deliberazione n. 63) per discutere sulla restituzione del P.R.G. da parte dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente. Il Consiglio impegna il Sindaco e la Giunta a conferire incarico ad un legale per impugnare il voto del C.R.U.. Il Sindaco e la Giunta disattendono “volutamente” l’indirizzo del Consiglio Comunale.


10.12.1999

01.03.2000 Con sentenza del T.A.R. alla Lista “Isola per Tutti” vengono assegnati 9 Consiglieri e 6 Consiglieri alla lista “Nuova Torre”.

29.09.2000 Il Consiglio Comunale, con deliberazione n. 71, ai sensi dell’art. 3 comma 7 della L.R. n. 15/91, dà all’Arch. Angelo Aliquò le direttive generali per la redazione dello schema di massima del P.R.G..


02.04.2002


16.06.2003

26.06.2003 Il Capo dell’Ufficio Tecnico esprime parere favorevole a n. 10 emendamenti del Gruppo Consiliare “Isola per Tutti” e n. 1 non favorevole.

04.07.2003 Il Gruppo Consiliare “Nuova Torre” presenta n. 22 emendamenti allo schema di massima del P.R.G..

30.07.2003 Il Capo dell’Ufficio Tecnico esprime parere favorevole a n. 8 emendamenti del Gruppo Consiliare “Nuova Torre”, su n. 1 emendamento esprime parere non favorevole e su n. 12 emendamenti non si esprime. N.B. : La verità è che i 12 emendamenti stravolgono totalmente lo schema di massima del P.R.G..


12.08.2003

17.08.2003 Sul Giornale di Sicilia il Sindaco pro-tempore dichiara : “lo schema di massima del P.R.G. tra due mesi, dal 12.08.2003, dovrebbe tornare in aula per l’approvazione definitiva in virtù degli emendamenti presentati. N.B. : Tale dichiarazione non è stata mai seguita dai fatti. Dichiara inoltre : “Contiamo di arrivare alla definizione dell’iter entro il 31.12.2003”. N.B. : Siamo al 2006 e siamo in alto mare. Perché ? Forse per proteggere gli speculatori ?


30.08.2003

20.09.2003 Il Gruppo Consiliare “Nuova Torre” con un altro comunicato informa la cittadinanza che si era in attesa di conoscere l’accoglimento o meno, da parte del progettista del Piano, degli emendamenti presentati che miravano ad una modifica sostanziale dello schema di massima secondo logica e legge. N.B. : Questo iter non si è mai voluto fare. Qual è il vero motivo ? E’ giusto che diano una risposta il Sindaco e Presidente del C.C. pro-tempore.

15.01.2004 Il Gruppo Consiliare “Nuova Torre”, preso atto che il P.R.G. non ritornava in Consiglio Comunale, inviava al Sindaco ed al Presidente del C.C. un’interrogazione urgente (prot. n. 375) per sapere quando doveva ritornare in Consiglio lo schema di massima del P.R.G. rielaborato secondo gli emendamenti dei consiglieri comunali. N.B. : A detta interrogazione non hanno mai risposto né il Sindaco, né il Presidente del C.C..

17.02.2004 L’Arch. Angelo Aliquò trasmette al Comune lo schema di massima rielaborato e non si ha notizie delle valutazioni inerenti gli emendamenti. N.B. : Tutti gli elaborati trasmessi vengono tenuti ben nascosti dal Sindaco. Perché ?

08.03.2004 Il Gruppo Consiliare “Nuova Torre”, preso atto della mancata risposta all’interrogazione del 15.01.2004, invia una nota al Presidente del C.C. (prot. n. 2730) affinchè solleciti il Sindaco a rispondere. Con la stessa nota si chiede al Presidente del C.C. di inserire nel prossimo Consiglio utile la trattazione dell’argomento P.R.G.. N.B. : Non ha fatto nulla.

19.03.2004 Il Presidente del C.C. e un Consigliere Comunale (Nevoloso) in Consiglio Comunale comunicano di abbandonare la maggioranza consiliare “Isola per Tutti”. N.B. : Due mesi prima delle Elezioni comunali del Giugno 2004.

19.03.2004 Nella seduta consiliare di tale data viene trattata l’interrogazione del 08.03.2004 presentata dal Gruppo Consiliare “Nuova Torre” alla quale sia il Sindaco che il Presidente del C.C. non hanno risposto. Il Presidente assicurava il Gruppo “Nuova Torre” che, visto che il P.R.G. era stato depositato il 17.02.2004, sarebbe intervenuto sul Sindaco affinchè il P.R.G. venisse messo a disposizione dei gruppi consiliari. N.B. : Non si sa quale tipo di intervento abbia effettuato. Il tempo passava, le elezioni si avvicinavano e il P.R.G. non si doveva toccare. Forse il Presidente del C.C., in virtù dei “vantaggi e/o favori edilizi” ricevuti dal Sindaco, aveva più l’obbligo di insabbiare che agire ?

23.03.2004 Il Consigliere Dionisi Vincenzo, essendo certo che il Presidente del C.C. non si sarebbe adoperato per mettere a disposizione dei gruppi il P.R.G., con nota prot. n. 3349 richiedeva al Sindaco e al Capo dell’Ufficio Tecnico tutto il carteggio del Piano presentato il 17.02.2004 dall’Arch. Angelo Aliquò.

28.03.2004 Il Gruppo Consiliare “Nuova Torre” emette un altro comunicato alla cittadinanza per sapere quando il Sindaco e Presidente del C.C. avrebbero portato in Consiglio lo schema di massima del P.R.G. visti gli impegni presi sia sul Giornale di Sicilia che nella seduta consiliare del 19.03.2004. N.B. : A detto comunicato non hanno mai risposto.

31.03.2004 Il Consigliere Dionisi Vincenzo, visto che dopo tre giorni (dal 23.03.2004), così come previsto dal Regolamento Comunale, non gli venivano forniti i documenti richiesti con nota prot. n. 3349, sollecita e reitera la richiesta con la nota prot. n. 3846.

01.04.2004 Il Segretario Comunale risponde alla richiesta del 23.03.2004 presentata dal Consigliere Dionisi Vincenzo affermando che “gli elaborati del P.R.G. non spettano ai consiglieri”. N.B. : Sicuramente gli speculatori edilizi avranno visto gli elaborati, gli eletti dal popolo non ne avevano titolo.

07.04.2004 Considerata la netta resistenza a farci vedere gli elaborati del P.R.G., il Gruppo Consiliare “Nuova Torre” con un’interrogazione urgente prot. n. 4226 chiede al Presidente del C.C. se intende o meno portare in Consiglio l’esame del P.R.G..

13.04.2004 Il Presidente del C.C. scrive una nota al Capo dell’Ufficio Tecnico, sollecitando la stesura della delibera di adozione del P.R.G. e comunica ai consiglieri della “Nuova Torre”, come risposta all’interrogazione del 07.04.2004, che gli elaborati del P.R.G. potevano essere visti solamente dopo il deposito in Segreteria della proposta di deliberazione. N.B. : Significato della risposta “MAI”. Alla faccia della trasparenza e dell’impegno preso nella seduta del 19.03.2004. E’ giusto far sapere ai cittadini di Isola delle Femmine che, grazie al comportamento ostativo del Presidente del C.C., i Consiglieri della Nuova Torre non hanno mai potuto vedere lo schema di massima del P.R.G. e l’esito degli emendamenti presentati, mentre al Presidente del C.C. venivano rilasciate dal Sindaco e dal Capo dell’Ufficio Tecnico i seguenti atti più o meno illegittimi :


 autorizzazione edilizia in sanatoria per una piscina abusiva;
 concessione edilizia (al padre) per completamento di un fabbricato abusivo nei 150 metri dalla battigia (nel rilievo aerofotogrammetrico del 1977 il fabbricato non esiste);
 concessione edilizia per la costruzione di un villino bifamiliare in “lotto intercluso” ove già aveva realizzato una villa unifamiliare e piscina con un’altra concessione edilizia.


CONSIDERAZIONE FINALE : ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E DELLE SFINGE DI SAN GIUSEPPE.

15.04.2004 Il Gruppo Consiliare “Nuova Torre”, preso atto della “ridicola” risposta data dal Presidente del C.C. all’interrogazione del 07.04.2004, con nota prot. n. 4533 ha nuovamente sollecitato il Presidente a convocare il Consiglio per discutere il P.R.G..

27.04.2004 Il Presidente del C.C. convoca il Consiglio Comunale non per verificare se il progettista del Piano aveva recepito o meno gli emendamenti dei gruppi consiliari, ma per discutere dell’iter procedurale del P.R.G.. Altra perdita di tempo. Nella seduta il Presidente si litiga con il Sindaco e la seduta viene sciolta.
N.B. : Il P.R.G. non si è più discusso. Il Presidente ha avuto anche il coraggio di candidarsi a Sindaco di Isola delle Femmine.


MORALE DELLA FAVOLA : ANCORA ISOLA DELLE FEMMINE E’ SENZA UN P.R.G. E LA STORIA CONTINUA


2)LEGGE REGIONALE SICILIA 27 DICEMBRE 1978, N. 71 G.U.R.S. 30 DICEMBRE 1978, N. 57

3)COPIA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE 71 DEL 29.9.2000 SESSIONE STRAORDINARIA URGENTE ADOZIONE DELLE DIRETTIVE GENERALI DI CUI ALL’ART 3, COMMA 7 DELLA L.R. 15/91 PER LA REVISIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE, DEL REGOLAMENTO EDILIZIO E DELLE NORME DI ATTUAZIONE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE.
Presenti in aula Bologna Sindaco Aiello Paolo Vice sindaco Rubino Antonino Assessore Scrutatori i Consiglieri Favaloro Giuseppe, Virga Maria, Cutino Maria Grazia. Presenti in aula Micali Maria Letizia che presiede la seduta in qualità di Vicepresidente del Consiglio, essendo assente Cataldo Erasmo. Inoltre sono presenti Sansonini Orazio, Nuvoloso Salvatore, Palazzolo Antonino. Sono assenti i consiglieri Billeci Orazio, Ferrante Giuseppe, Vermiglio Felice, Aiello Giuseppe, Dionisi Vincenzo e Pagano Erasmo.
Assistente il Segretario Dr. Scafidi Manlio.
Il Responsabile del X Settore UTC avanza la seguente Proposta di deliberazione: ADOZIONE DELLE DIRETTIVE GENERALI DI CUI ALL’ART 3, COMMA 7 DELLA L.R. 15/91 PER LA REVISIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE, DEL REGOLAMENTO EDILIZIO E DELLE NORME DI ATTUAZIONE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE.
Vista la nota prot 10249 del 6.10.99, assunta al protocollo da questo Comune al n 12227 del 11.10.99, con la quale l’Assessore regionale territorio e Ambiente, ai sensi dell’art 4 della L.R. 71/78, ha notificato al sindaco il voto n 187 del 23.09.99 con il quale il C.R.U. ha restituito il P.R.G., adottato con deliberazioni del Consiglio Comunale n2 del 25.1.94, n 3 del 29.1.94 e n 36 del 30.4.94 ed integrato a seguito della elaborazione delle Prescrizioni Esecutive con deliberazioni del C.C. 27 del 18.3.97, n 28 del 24.3.97 e n 33 del 25.3.97, la rielaborazione totale;
Considerato, pertanto, che il P.R.G. approvato con D.A. n 83/77 è diventato inefficace per la parte che riguarda i vincoli preordinati all’espropriazione, essendo, ormai, trascorsi più di dieci anni dalla data di approvazione, senza che siano state approvate le realative prescrizioni esecutive delle zone B D E;
Considerato che, stante la necessità di procedere alla rielaborazione totale dello strumento urbanistico secondo le indicazioni ed i rilievi contenuti nel predetto voto C.R.U. 187 del 23.9.99 entro i termini di legge, l’Amministrazione Comunale con deliberazioni 150 del 10.12.99 e n 157 del 21.12.99, riscontrate legittime dal CO.RE.CO. Sez provinciale di Palermo, nella seduta del 9.2.2000, ha conferito l’incarico di rielaborazione totale del P.R.G. e del Regolamento Edilizio del Comune di isola delle Femmine all’arch Angelo Aliquò, nato a Palermo il 16.1.68, domiciliato a Palermo, via XX Settembre 69, codice fiscale LQA NGL 68°16G273V, regolarmente iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo al n 2946, libero professionista, approvando, altresì, il disciplinare di incarico redatto in conformità allo schema di disciplinare approvato con D.A. 17.5.79 n 91 ed integrato con D.A. 1.2.92 n 64;
Considerato che l’art 3 comma 7 della L.R. 15/91 dispone che, ai fini della formazione dei piani regolatori generali, i comuni sono tenuti ad adottare le direttive generali da osservarsi nella stesura del piano;
Vista la circolare 1/92 del 3.2.92 pubblicata sulla G.U.R.S. n 18 del 4.4.92;
Vista l’allegata “Relazione di base” prot 8591 del 24.7.2000 redatta dall’ing Francesca Usticano, Responsabile del X Settore UTC, sulla scorta delle indicazioni fornite dall’Amministrazione ed in conformità alle disposizioni dell’art 3, comma 7 della L.R. 15/91, in base alla quale il Consiglio Comunale potrà adottare le “Direttive Generali” cui il progettista incaricato dovrà attenersi nella stesura del P.R.G.;
Ritenuto di dovere adottare le direttive generali di cui all’allegata realazione predisposta dall’UTC;
Viste la L.1150/42, L 10/77, L.R. 71/78 e successive modifiche ed integrazioni;
Visto l’art 3 della L.R. 15/91;
Vista la legge 142 del 8.6.90, recepita con modifiche dell’art 1 della L.R: 48/91;
Visto il vigente O.A.EE.LL. in Sicilia;
delibera
1)Adottare le direttive generali per la redazione del P.R.G. del Comune di isola delle Femmine previste dall’art 3 della L.R. 15/91 di cui all’allegata relazione predisposta dall’UTC prot 8591 del 24.7.2000.
“ Notificare la presente delibera al progettista incaricato per la redazione del PRG e annessi regolamento edilizio e norme di Attuazione.
Pareri ed attestazioni resi ai sensi degli art 53 e 55 comma 5 della legge 142/90 recepita con l’art 1 della L.R. 48/91.
Si esprime parere favorevole sula regolarità tecnica della superiore deliberazione.
Il responsabile X settore Ing Francesca Usticano
Si esprime parere favorevole sulla regolarità sotto il profilo della legittimità della superiore deliberazione.
Il segretario dr Scafidi Manlio
Il sindaco illustra la proposta di deliberazione in esame, evidenziando tutti gli aspetti che il progettista dovrà valutare in sede di redazione del PRG
Il Consiglio Comunale: udita la relazione del Sindaco, esaminata la superiore proposta di deliberazione nonché la relazione di base per le direttive generali a firma del Responsabile del X Settore; con voti unanimi, palesemente espressi per alzata di mano DELIBERA Approvare la superio proposta di deliberazione corredata dei pareri prescritti.
A questo punto il Presidente invita l’Ammi9nistrazione Comunale a dare la massima diffusione alle direttive testè approvate, al fine di acquisire ulteriori elementi di interesse collettivo che consentano al progettista di valutare, nel rispetto delle direttive impartite, le esigenze di questa collettività (ad esempio il Piano Regolatore del Porto, il recupero della spiaggia e delle zone limitrofe alle fasce costiere, lo sviluppo delle case albergo, il verde pubblico, etc).

Oggetto: Adozione di base per la adozione delle direttive generali di cui all’art 3, comma 7 della L.R. 15/91 per la revisione del Piano Regolatore Generale, del Regolamento Edilizio e delle Norme di Attuazione del Comune di isola delle Femmine.
Si trasmette, allegata alla presente, la relazione prot 8591 del 24.7.2000, predisposta dalla scrivente Ing Francesca Usticano nella qualità di Responsabile del X Settore UTC, ai sensi dell’art 3 comma 7 della L.R. 15/91, per essere sottoposta all’esame del Consiglio Comunale ai fini della adozione delle direttive generali cui il progettista incaricato dovrà attenersi nella stesura del Piano regolatore Generale, del Regolamento Edilizio e delle Norme di Attuazione.
Il responsabile del X Settore In Francesca Usticano.
Prot 8591 del 24.7.2000 Relazione di base per le direttive generali (art 3 comma 7 L.R. 15/91)
Con nota prot 10249 del 6.10.99, assunta al protocollo di questo Comune al n 12227 dell’11.10.99, l’Assessore Regionale territorio e Ambiente, ai sensi dell’art 4 della L.R. 71/78 ha notificato al Sindaco il voto n 187 del 23.09.99 con il quale il C.R.U. ha restituito il P.R.G., adottato con deliberazioni del Consiglio Comunale 2 del 25.1.94 3 del 29.1.94 e n 36 del 30.4.94 ed integrato a seguito della elaborazione delle Prescrizioni Esecutive con deliberazioni di C.C. 27 del 18.3.97, 28 del 24.3.97 e 33 del 25.3.97, per la rielaborazione totale.
Pertanto, essendo, ormai, trascorsi più di dieci anni dalla data di approvazione, lo strumento urbanistico approvato con D.A. 83/77 è diventato inefficace per la parte che riguarda i vincoli preordinati di espropriazione.
Preso atto della necessità di procedere alla rielaborazione totale dello strumento urbanistico secondo le indicazioni ed i rilievi contenuti nel predetto voto C.R.U. 187 del 23.9.99 entro i termini di legge, l’Amministrazione Comunale ha conferito a libero professionista l’incarico per la rielaborazione totale del P.R.G. e del regolamento Edilizio del Comune di Isola delle Femmine, approvando il relativo disciplinare di incarico redatto in conformità alo schema di disciplinare approvato con D.A. 17.5.79 n 91 ed integrato con D.A. 1.2.92 n 64 e riservandosi di provvedere con successivo atto deliberativo ad integrare l’incarico di redazione del P.R.G. e del Reg Edilizio con quello relativo alle Prescrizioni Esecutive di cui all’art 2 L.R. 71/78, rapportate ai fabbisogni residenziali pubblici, privati, turistici, produttivi e dei servizi connessi di un decennio così come previsto dall’art 3 comma 8 della L:R. 15/91.
Ciò premesso, sulla scorta delle indicazioni fornite dall’Amministrazione ed in conformità alle disposizioni dell’art 3 comma 7 della L.R. 15/91, la sottoscritta Ing Francesca Usticano, Responsabile del X settore UTC ha predisposto la presente relazione sulla base della quale il Consiglio Comunale potrà adottare le “Direttive Generali” cui il progettista incaricato dovrà attenersi nella stesura del Piano Regolatore Generale. In tal modo l’Amministrazione comunale committente potrà fornire al progettista le indicazioni in base alle quali elaborare una progettazione commisurata alle scelte di pianificazione del proprio territorio, mentre il progettista, seppur nei limiti delle anzidette direttive cui dovrà necessariamente uniformarsi, avrà garanzia di potere esplicare la propria attività professionale al riparo da eventuali stravolgimenti delle scelte progettuali. La presente relazione è volta, pertanto, ad individuare le problematiche urbanistiche di rilievo per il comune ed i criteri di ordine tecnico-urbanistico da seguire nella elaborazione del P.R.G.
DESCRIZIONE DEI CARATTEI DEL TERRITORIO
Il territorio di isola delle Femmine si estende per Ha 354 circa lungo la fascia costiera e confina con il Mare Tirreno e con i territori dei Comuni di Palermo, Capaci e Torretta. Dal punto di vista morfologico il territorio in esame si compone di una parte pianeggiante che comprende tutta la fascia costiera e di una parte sub-pianeggiante che si raccorda bruscamente con i rilievi montuosi di Pizzo Mollica (m.533s.l.m) sovrastanti l’intero paese.
Il territorio, attraversato longitudinalmente dall’autostrada Palermo-Mazara, dalla strada statale 113 e dalla linea ferrata Palermo-Trapani, risulta nettamente suddiviso in tre fasce:
1) la fascia costiera, compresa fra il mare Tirreno, la ferrovia PA-TP ed il confine con il territorio di capaci;
2) la zona intermedia, delimitata a valle dalla predetta ferrovia e a monte dall’autostrada;
3) la fascia che si sviluppa a monte dell’autostrada e risulta delimitata dai rilievi montuosi che fanno da coronamento all’intero territorio comunale.
L’abitato di isola delle Femmine si compone di un nucleo centrale dal tessuto urbanistico ancora individuabile a maglia regolare con stecche di case disposte ortogonalmente alla costa.
Intorno al nucleo centrale sopra descritto si è sviluppato l’attuale centro urbano edificato ed urbanizzato, corrispondente alle cosiddette Zone B.
L’abitato si completa con gli insediamenti residenziali realizzati nelle zone C già disciplinate da piani particolareggiati esecutivi e piani di lottizzazioni convenzionati ed, infine, con una serie di costruzioni abusive distribuite un po’ su tutto il territorio comunale, ma caratterizzate anche da alcuni nuclei di concentrazione (ad esempio nell’area compresa tra l’autostrada e la ferrovia, a valle della Via dell’Agricoltura). Il tessuto edilizio si compone inoltre, di insediamenti industriali ed artigianali prevalentemente ubicati in parte nella fascia compresa tra la ferrovia e l’autostrada ed in parte a monte dell’autostrada.
Tra gli insediamenti industriali spicca per imponenza e rilevanza lo stabilimento della Italcementi, nonché l’area adibita a cava (Raffo Rosso).
Non vanno trascurati, infine, gli insediamenti turistico-alberghieri esistenti lungo la fascia costiera.
In base ai caratteri del territorio e degli abitati descritti, nonché dell’ambiente fisico del territorio, delle caratteristiche ambientali e del patrimonio edilizio, il progettista dovrà individuare le esigenze di assetto e di sviluppo degli stessi, rappresentando l’adeguatezza dello stato di attuazione degli strumenti urbanistici comunali vigenti, in rapporto alla situazione demografica del comune.
VINCOLI TERRITORIALI IL TERRITORIO COMUNALE RISULTA GRAVATO DAI SEGUENTI VINCOLI:
Riferimento Normativo L.R. 78/76, art 15 Vincolo Fascia costiera compresa entro i 150 metri dalla linea della battigia; Fascia costiera compresa entro i 500 metri dalla linea di battigai; Fascia costiera compresa entro i 1000 metri dalla linea della battigia.
Riferimento Normativo L.431/85, art 1 Vincolo Fascia costiera compresa entro i 300 metri dalla linea della battigia; Decreto di istituzione D.A. Beni Culturali e Ambientali e della Pubblica Istruzione 151 del 30.06.1989.
Riferimento Normativo L.1089/39, Vincolo Vincolo archeologico (Isola di fuori);
Riferimento Normativo L.64/74, Vincolo Vincolo sismico di 2 categoria; Decreto di istituzione D.M.LL.PP. 23.9.81 G.U.R.I. 314 del 14.11.81

Riferimento Normativo R.D. 3267/23, Vincolo Vincolo idrogeologico ; Decreto di istituzione Delibera C.C.I.A.A. 131 del 30.4.1960
Riferimento Normativo art 54 e 55 C.N., Vincolo Vincolo Fascia costiera di rispetto demaniale marittimo
Riferimento Normativo D.M:LL.PP.1.4.68 n 1404 D.P.R. 16.12.92 495 D.Lgs 10.9.93 360, Vincolo Fascia di rispetto stradale (S.S.113) fascia di rispetto autostradale
Riferimento Normativo D.P.R. 753/80, Vincolo Fascia di rispetto ferroviario
Riferimento Normativo R.D. 27.7.34 n 1265, art 338 D.P.R. 10.9.90 285 art 57, Vincolo Fascia di rispetto cimiteriale
Riferimento Normativo L.R. 98/81 L.R. 14/88, Vincolo R.N.O. dell’isola di Fuori Decreto di istituzione D.A. 10.6.91, 970 D.A. 1.9.97.
SITUAZIONE URBANISTICA IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE È DOTATO DEI SEGUENTI STRUMENTI URBANISTICI:
1) P.R.G. approvato, con stralci, con D.A. n 83 del 14.5.77 e relativo alle zone omogenee B-D-E-;
2) P.R.G. delle zone stralciate, approvato con D.A. 121 del 24.3.83;
3) Piano Particolareggiato delle zone C approvato con delibera di C.C. 127 del 7.8.90 (comparti da 1 a 6 ad esclusione del comparto 1);
4) Variante al P.R.G. relativa alla fascia costiera approvata con D.A. 585 del 11.4.91
OBIETTIVI DELLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE- PROBLEMATICHE DA APPROFONDIRE
Ciò premesso, si elencano di seguito le principali problematiche connesse alla pianificazione urbanistica del territorio comunali le quali, così come peraltro sottolineato nel voto C.R.U. 187 del 23.9.99, dovranno formare oggetto di adeguato approfondimento.
Per quanto riguarda le zone B, occorre rivedere la previsione di attrezzature, definite, nel voto C.R.U., carenti sotto il profilo quantitativo e qualitativo in quanto mal distribuite e molto frazionate.
Una attenzione particolare merita il problema connesso al recupero degli agglomerati abusivi: nel passato infatti, il territorio ha subito il manifestarsi di abusivismo diffuso sviluppatosi intorno ai pochi nuclei che necessitano, ormai di un energico intervento di pianificazione mirata al recupero del patrimonio edilizio suscettibile di sanatoria.
Occorre esaminare le problematiche connesse all’adozione del Piano Regolatore del Porto, prevedendo il rapporto tra il porto, le aree a ridosso dello stesso e le infrastrutture ferroviaria e autostradale nell’ottica di favorire, attraverso la razionalizzazione dei collegamenti, l’incremento dell’attività turistico-alberghiera che già costituisce una solida presenza nel territorio.
Particolare rilevanza riveste il tema della viabilità, fortemente condizionato dalla presenza dell’autostrada e della ferrovia, nonché dalle condizioni di stabilità del costone roccioso a monte e dal vincolo di inedificabilità ex art 15 a) L.R. 78/76 nei 150 m. dalla battigia. E’ innegabile, tuttavia, che il corretto sviluppo urbanistico ed economico di un territorio non può prescindere da un adeguato sistema di infrastruttureb e servizi di cui la viabilità rappresenta nodo centrale e volano di sviluppo. Grande attenzione va posta alla questione dello svincolo autostradale nonché allo sblocco definitivo dello svincolo ASI con il collegamento alla rete viabile comunale. Occorre inoltre che siano inserite nel PRG le previsioni inerenti il raddoppio ferroviario e l’eliminazione dei passaggi a livello.
Sussiste, infine, un rilevante e decisivo interesse nella realizzazione di alcuni progetti di importanza prioritaria per Isola delle Femmine e che potranno diventare, se correttamente indirizzati, uno strumento di sviluppo fondamentale: si tratta dei progetti relativi alla riqualificazione della fascia costiera e al recupero della cava Raffo Rosso.
A seguito della creazione della Riserva naturale Orientata dell’Isola di fuori è opportuno prevedere occasioni di sviluppo connesse all’attività della riserva.
Occorre procedere alla verifica della compatibilità delle previsioni del PRG con programmi di sviluppo ed iniziative di ambito sovracomunale-comprensoriale.
Infine, si pone l’attenzione alla necessità che la revisione del PRG sia adeguatamente supportata da un Regolamento Edilizio e da Norme di Attuazione che siano in grado di indirizzare correttamente l’attività edilizia nelle sue molteplici sfaccettature, ponendosi certamente come strumento di indirizzo e controllo ma nello stesso tempo come utile sussidio sufficientemente flessibile e lungimirante in aderenza alle rinnovate esigenze di una moderna utilizzazione del patrimonio edilizio, nell’ambito del disegno complessivo ed articolato che il nuovo strumento urbanistico andrà a delineare.
Da quanto sopra sinteticamente evidenziato, emerge chiaramente la necessità di fare in modo che la revisione dello strumento urbanistico diventi una preziosa occasione per incidere significativamente sulle direttive dello sviluppo del Comune, e per compiere una svolta decisiva nel tentativo di valorizzare la peculiare vocazione turistica di Isola delle Femmine, attraverso la tutela del patrimonio ambientale e la riscoperta delle tradizioni locali legate alla pesca, senza, tuttavia, perdere di vista le opportunità collegate al potenziale indotto di alcune iniziative ormai in corso di realizzazione (raddoppio ferroviario, approvazione del piano regolatore del porto, asse metropolitano Palermo-aeroporto, ecc).
Isola delle Femmine ha, oggi l’occasione di rivendicare un ruolo decisivo nell’ambito dell’area metropolitana di Palermo grazie alla propria vicinanza strategica con il capoluogo ed alla capacità manifestata di preservare, tuttavia, una precisa identità di piccolo centro autonomo per tradizioni e cultura. La revisione del P.R.G. si pone, pertanto, come momento cruciale nel complesso percorso verso un più alto livello di qualità della vita che sia, al tempo stesso, patrimonio da tutelare e obiettivo da perseguire.
Il Responsabile del X Settore Ing. Francesca Usticano
4)COPIA DI DELIBERAZIONE 11 3.3.03 DEL CONSIGLIO COMUNALE:APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI MASSIMA DEL PRG ED INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI DA SOTTOPORRE A PRESCRIZIONI ESECUTIVE DISCUSSIONE
Presenti in aula Bologna Sindaco Aiello Paolo Assessore Salvatore Lucido Assessore Gaspare Portobello Vicesindaco Scrutatori i Consiglieri Sansonini Orazio Palazzolo Antonino Dionisi Vincenzo . Presenti in aula Cataldo Orazio Presidente Micali Maria Letizia Cutino Maria Grazia Virga Maria, Billeci Orazio, Favaloro Giuseppe Lo Piccolo Giuseppe Ferrante Giuseppe, Vermiglio Felice, Aiello Giuseppe, Spanò Giuseppe. Assente Nevoloso Salvatore
Assistente il Segretario Dr. Scafidi Manlio.
Consigliere Dionisi ad avvio di discussione presenta una nota del Gruppo consiliare Nuova Torre che si allega alla presente per costituirne parte integrante e sostanziale. Ferrante chiede che il Consiglio si esprima sulle richieste contenute nella nota.
Il Presidente prefigura una possibile articolazione dei lavori consiliari nel cui ambito prima di pervenire all’approvazione definitiva verrà tenuta anche una conferenza cittadina di mera informazione. Invita quindi, i Consiglieri a non volersi nascondere dietro richieste di documenti, peraltro ampiamente concessi, né dietro il riesame di atti precedenti di cui i Consiglieri possono prendere ampiamente visione presso gli Uffici ove gli stessi risultano depositati. Ritiene, comunque, utile la lettura in aula della parere della C.E.C. e della relazione dell’UTC a cui, dopo ampia discussione, dovrà seguire la presentazione degli emendamenti da parte dei Consiglieri.
Il consigliere Ferrante, facendo riferimento a quanto richiesto con la nota depositata agli atti, evidenzia la non strumentalità della richiesta; invita a tenere una conferenza dei Capograppo che individui il percorso per l’esame dello schema di Piano Regolatore.
Il consigliere Gradino ricorda come la precedente seduta si fosse conclusa con l’approvazione della proposta avanzata dal Consigliere Lo Piccolo, tendente allo svolgimento di una conferenza cittadina. In merito alla richiesta di cui alla nota allegata, evidenzia come la minoranza non voglia ostacolare l’esame del PRG, bensì conoscere meglio i dati di partenza per valutare il piano in esame. Ricorda come il voto del CRU risulti espressamente citato nelle premesse della proposta e come, pertanto, sia necessario valutare la rispondenza tra le previsioni ivi contenute e quanto proposto nell’atto in esame. Entra il Cons Billeci Presenti in aula 14
Il presidente preannuncia un possibile ordine di lavori da seguire sino all’approvazione definitiva della proposta, che prevede:
-Nella presente seduta, relazione del progettista, lettura del parere CEC, lettura del parere UTC, lettura del voto CRU da pag 28 in poi.
-Nella seduta successiva, interventi dei consiglieri così come regolamentati sullo schema del PRG e presentazione di emendamenti da parte dei Gruppi e dei singoli Consiglieri.
Il consigliere Ferrante chiede una breve sospensione dei lavori che viene approvata ad unanimità di vori espressi per alzata di mano.
I lavori sospesi alle 20,50 per essere ripresi alle 21,10 Presenti 12 Assenti Aiello e Spanò.Il Consigliere Dionisi presenta una nota che richiama in parte e sostituisce per il resto la precedente nota depositata agli atti e che si allega alla presente per farne parte integrante e sostanziale. Il presidente, in merito a quanto richiesto al punto 2 della nota testè presentata, precisa che la Circolare dell’Assessorato Regionale territorio e Ambiente n 2/2000 prevede che il PRG (www.lex.unict.it/eurolabor/dossier/ sic/circolari_assessoriali/circolare2-2000.pdf )- prevede che il PRG venga elaborato su cartografia a scala 1:10.000 o superiore, per cui quanto già consegnato ai consiglieri risponde alle previsioni normative. Precisa, comunque, che la cartografia a scala 1:2000 verà consegnata all’atto dell’esame della proposta definitiva.
Si dà atto che rientrano in aula i Consiglieri Aiello e Spanò Presenti 14.
Il consigliere Cutino afferma come a suo giudizio, vada prima votata la proposta del Presidente in ordine alla modulazione dei lavori e solo successivamente si passi alla votazione delle richieste contenute nella nota del Gruppo Nuova Torre.
Il Sindaco invita a integrare la proposta del Presidente con la precisazione che il responsabile dell’UTC relazionerà anche sul punto 3 della richiesta del Gruppom Nuova Torre.
Il consigliere Ferrante chiede che il documento del Gruppo Nuova Torre venga votato punto per punto.
Il presidente, facendo propria la proposta del Sindaco, invita il Consiglio a votare per l’ordine dei lavori da lui proposto integrato così come suggerito dal Sindaco.
Si allontana il Cons Spanò Presenti 13.
Messa i voti, la proposta del Presidente viene approvata con n 8 voti favorevoli espressi per alzata di mano 4 contrari (Billeci, Dionnisi, Ferrante e Gradino) e n 1 Astenuto Aiello. Si dà atto che rientra in aula il Consigliere Spanò Presenti 14.
Proseguendo la discussione in ordine alla cartografia da consegnare ai Gruppi consiliari, l’Arc Aliquò precisa di essersi attenuto alle disposizioni emanate dall’Assessorato regionale territorio e Ambiente, si impegna a correggere alcune inesattezze riscontrate nella cartografia già consegnata e si dichiara disponibile a produrre una cartografia in scala più dettagliata entro quindici giorni. Su richiesta del Presidente i lavori vengono brevemente sospesi alle 21,30 per essere rispresi alle 21,40 Presenti 13 Assente Spanò.
Il presidente propone che al punto 2 del documento del Gruppo Nuova Torre venga cassata la frase “come previsto dall’art 5 del disciplinare d’incarico” e ciò in considerazione di quanto accertato nel disciplinare stesso ed evidenziato dal progettista. Poiché detta affermazione viene condivisa dai consiglieri del Gruppo richiedente, il Presidente pone in votazione il documento invitando a votare sui singoli punti Per il punto 1 (richiesta conferenza cittadina) Voti favorevoli espressi per alzata di mano 4 (Billeci Dionisi Ferrante Gradino) voti contrari 8 astenuto 1 (Aiello). La richiesta viene pertanto respinta.
Per il punto 2 così come modificato (consegna elaborati tecnici) Voti favorevoli espressi per alzata di mano 13. la richiesta viene pertanto accolta.
Per il puntto 3 ( Pronuncia preliminare del Responsabile UTC) Voti favorevoli espressi per alzata di mano 4 (Billeci Dionisi Ferrante Gradino) astenuti 9 La richiesta viene pertanto respinta.
A questo punto, il Presidente, dichiara chiusi i lavori e rinvia la discussione a data da destinarsi. Sono le ore 21,50.
4a)GRUPPO CONSILIARE NUOVA TORRE TRATTAZIONE DEL PUNTO 2 POSTO ALL’ORD DEL GIORNO DELL’ODIENA SEDUTA CONSILIARE, QUESTO GRUPPO RAPPRESENTA QUANTO SEGUE:

1)Preliminarmente, sia dato corso a quanto deliberato nella seduta del 12.2.03 giusta deliberazione 6 (pubblicata 2.3.03) per quanto nella stessa riportato nella parte finale: Al termine della relazione del progettista, il Consigliere Lo Piccolo chiede che, comunque, venga convocata una conferenza cittadina. Messa ai voti, per alzata di mano, la proposta del consigliere Lo Piccolo viene approvata con 8 voti favorevoli e 4 astenuti.
La richiesta è dare corso alla delibera nell’immediato e senza rinvio sine die.
2) Si chiede il rilascio delle tavole tecniche (consegnate nel corso della seduta del 24.2.03 atto CC 7) relative allo schema di massima del PRG, munite di visto e firma del Responsabile di Settore e con la dicitura : Per Copia Conforme All’Originale, perché in quelle consegnate- rispetto a quelle munite di firma del progettista e timbro della CEC- sono state riscontrate difformità grafiche.
3) Sia data lettura del voto CRU 187 del 23.9.99, da pag 28 in poi;
4) Sia data lettura della Delibera di C.C. 71.2000;
5) Sia data lettura delle Osservazioni ed Opposizioni al PRG precedente;
6) Siano forniti chiarimenti sull’iter pendente per l’approvazione del P.P. Zone c Comparto 1;
7) Siano forniti chiarimenti in ordine alla realazione del Responsabile UTC prot. 6976 del 18.6.2002;
8) Siano forniti chiarimenti in ordine al parere emesso dalla CEC nella seduta dell’11.7.2002;
9) Siano forniti chiarimenti in ordine alla Relazione integrativa del Responsabile UTC dell’8.10.2002.

Isola 3.3.2002 Firmato Billeci Dionisi Ferrante Gradino

4C)QUESTO GRUPPO NON CONDIVIDE QUANTO PRESENTATO E PROSPETTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:In prima battuta si chiede che il CC si pronunci sul primo punto della nostra richiesta, mediante votazione;
Sul secondo punto ribadiamo e reiteriamo la fornitura di planimetria scala 1:200 come previsto dall’art 5 sul disciplinare d’incarico, in quanto le planimetrie fornite (scala 1:5000) non consentono la pronuncia corretta di questo Gruppo: Parimenti, si chiedono i tempi tecnici di cui ha bisogno il tecnico-progettista per revisionare le tavole di cui ha dato atto di riporti grafici errati; è necessaria la pronuncia preliminare del Responsabile dell’UTC e professionista incaricato, in ordine al comparto 1 delle Zone C in quanto ancora in corso (si chiede pronuncia definitiva del CC prima di approvare lo schema di massima. Per il resto delle nostre proposte, poiché accettate, si rimanda alla loro trattazione.
Isola delle Femmine 3.3.03 Firmato Billeci Dionisi Ferrante Gradino

5) COPIA DI DELIBERAZIONE 21 4.4.03 DEL CONSIGLIO COMUNALE:APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI MASSIMA DEL PRG ED INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI DA SOTTOPORRE A PRESCRIZIONI ESECUTIVE PROSEGUIMENTO DISCUSSIONE.Presenti in aula Bologna Sindaco Aiello Paolo Assessore Rubino Antonino Assessore Gaspare Portobello Vicesindaco Scrutatori i Consiglieri Lo Piccolo Palazzolo Antonino Dionisi Vincenzo . Presenti in aula Cataldo Orazio Presidente Micali Maria Letizia Sansonini Orazio Cutino Maria Grazia Virga Maria, Billeci Orazio, Favaloro Giuseppe Dionisi Vincenzo Ferrante Giuseppe, Aiello Giuseppe, Assente Nevoloso Salvatore Spanò Giuseppe
Assistente il Segretario Dr. Scafidi Manlio.
Si dà atto che entrano in aula i Consiglieroi Sansonini e Billeci.
Entra in aula altresì l’arch Aliquò progettista del PRG.
Il presidente prosegue nella lettura del Regolamento Edilizio che viene ultimata e sul quale vengono apportate, concordemente alcune modifiche tecniche. Vengono altresì consegnate ai consiglieri le copie delle tavole in scala 1:200. Il consigliere Ferrante fa alcune osservazioni.
A) Dichiara di ritenere superato il problema inerente il Piano Regolatore del Porto.
B) Continua a sollecitare la relazione sul comparto 1;
C) Evidenzia che a pag 40 della relazione del progettista viene previsto un sottopasso in via Trapani che non corrisponde a quanto deliberato dal CC e non previsto nel progetto dell’aITALFERR;
D) Contesta la previsone della strada a valle della stazione ferroviaria, prevista a pag 41 in quanto la stessa non consentirebbe un transito veicolare stante la differenza esistente tra i livelli stradali tra la via Sicilia e la via Stazione;
E) Invita a restringere la zona A di cui a pag 42 al fine di non penalizzare la cittadinanza;
F) Afferma che la destinazione a zona b2 di cui a pag 43 sarebbe in contrasto con quanto contenuto nel voto del CRU;
G) Invita a definire i parametri di dotazione di servizi e di aree pubbliche attrezzate previste dal DM 2.4.68 (http://cartogis.provincia.genova.it/cartogis/ptc/documenti/f10_cap10.4%20-%20Standard.pdf.) di cui a pag 44 al fine di una quantificazione dei futuri fabbisogni;
H) Condivide la stima tra abitanti e capacità ricettiva di cui a pag 46;
I) Afferma che l’Apollo 11 di cui a pag 57 non ha mai avuto la caratteristica di albergo;
J) Sostiene che vengono disattese le prescrizioni del CRU e gli indirizzi del CC nell’ambito dell’analisi del fabbisogno delle attività produttive, di cui a pag 58 in quanto si prevede una riconversione dell’esistente senza un contemporaneo allargamento della zona industriale.
L’arch Aliquò in risposta alle osservazioni del Cons ferrante pur riservandosi di fornire ulteriori chiarimenti precisa, in questa sede alcune valutazioni poste a base della relazione.
a)per il fabbisogno delle attività produttive si è inteso realizzare una zona omogenea a precipuo carattere artigianale nel cui ambito prevedere anche particolari attività commerciali. Ritiene in tal senso di aver interpretato correttamente la direttiva del CRU condivide tuttavia la necessità di approfondimenti e specificazioni.
b)per la zona A ha basato le proprie valutazioni su una planimetria del 1959 fornitagli dall’UTC si dichiara comunque d’accordo ad un restringimento deòòa zona A che va comunque deliberata dal CC Si impegna a fornire i dati richiesti in ordine alla dotazione di servizi ed aree pubbliche attrezzate.
Su richiesta del consigliere Gradino la seduta viene brevemente sospesa ad unanimità di voti favorevoli espressi per alzata di mano alle ore 22,40 per essere ripresa alle ore 22,45. Si constata l’assenza del consigliere Billeci Presenti 11.
Il presidente alla riapertura dei lavori precisa l’intendimento di rinviare l’esame del successivo punto al giorno 8 alle ore 18 mentre per il PRG si procederà ad una nuova convocazione e nella nuova seduta si passerà alla trattazione degli emendamenti che verranno presentati dai Gruppi consiliari.
Il cons Dionisi sollecita una risposta in ordine alla situazione del comparto 1.
Il sindaco precisa che nella prossima seduta si potranno anche fornire dei chiarimenti ma si dovrà comunque passare all’esame degli emendamenti.
Il cons Dionisi presenta quindi una dichiarazione a nome del Gruppo Nuova Torre che chiede che venga inserita a verbale.
Il Presidente dichiara chiusa la seduta sono le 22,50.
5a)DICHIARAZIONE DEL GRUPPO NUOVA TORRE RESA NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 4.4.03 DA INSERIRE A VERBALE
PREMESSO:
-CHE DI RECENTE IL Sindaco ha richiesto, per la trasparenza, ed ottenuto dal Ministero della Difesa l’immediata visita della dimessa caserma della Marina Militare;
-che questo Comune ha aderito al Progetto per la legalità, predisposto da altri Comuni della Provincia e sponsorizzato dal Ministero dell’Interno;
-che sulla scia della conclamata trasparenza e legalità della civica Amministrazione, in relazione all’approvazione dello schema di massima del PRG è doveroso conoscere quanti e quali trasferimenti di terreni si sono verificati nel periodo intercorrente dalla restituzione del PRG da parte dell’A.R.T.A. al Comune e fino ai nostri giorni,
con la presente dichiarazione
i sottoscritti Consiglieri Comunali invitano il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale, prima di trattare la nuova pianificazione del territorio locale in termini di zonizzazione. Di mettere a disposizione del Consiglio medesimo:
1)gli atti di vendita dei terreni stipulati dall’1.1.2000 al 31.3.2003, (che per legge i Notai sono obbligati a notificare al Comune dove è ubicato il bene ceduto, ai fini della fiscalità locale);
2)le richieste pervenute all’UTC del Comune in ordine a certificazioni di destinazione urbanistica dal 1.1.2000 al 31.3.2003 e copia delle certificazioni rilasciate da detto UTC nello stesso periodo.
La presente, affinché il Consiglio Comunale sia messo nelle condizioni di proporre ed approntare scelte ponderate e non essere coinvolto in cambi di destinazione urbanistica di tipo speculativo, presumibilmente posti in essere nel periodo: 1.1.2000- 31.3.2003
Isola 4.4.03 Firmato Gradino Ferrante Dionisi Billeci




6)CIRCOLARE 2/2003 DEL 12.6.03 ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE REGIONE SICILIA SCHEDA RIEPILOGATIVA DELLA DOCUMENTAZIONE E DEI CONTENUTI DEL PRG E VARIANTI AL PRG CON ANNESSA LA SCHEDA RIEPILOGATIVA

7) COPIA DI DELIBERAZIONE 39 16.6.03 DEL CONSIGLIO COMUNALE:APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI MASSIMA DEL PRG ED INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI DA SOTTOPORRE A PRESCRIZIONI ESECUTIVE PROSEGUIMENTO DISCUSSIONEPresenti in aula Bologna Sindaco Rubino Antonino Assessore Salvatore Lucido Assessore Gaspare Portobello Vicesindaco Scrutatori i Consiglieri Sansonini Orazio Palazzolo Antonino Dionisi Vincenzo . Presenti in aula Cataldo Orazio Presidente Micali Maria Letizia Cutino Maria Grazia Virga Maria, Billeci Orazio, Favaloro Giuseppe Lo Piccolo Giuseppe Ferrante Giuseppe, Vermiglio Felice, Aiello Giuseppe, Assenti Nevoloso Salvatore Spanò Giuseppe.
Assistente il Segretario Dr. Scafidi Manlio.
Il Presidente sulla base degli accordi intervenuti in precedenza, evidenzia come la presente seduta vada riservata alla presentazione degli emendamenti che verrano inoltrati al progettista e all’UTC per l’espressione dei pareri di competenza.
Il consigliere Ferrante contesta quanto affermato dal Presidente, affermando, a sua volta, che la precedente seduta era stata rinviata in attesa che venissero fornite risposte a numerose richieste avanzate dal gruppo di minoranza; risposte che in parte, erano di competenza del progettista. Il sindaco, chiesta e ottenuta la parola, afferma che il progettista si era impegnato a fornire risposte e detto impegno verrà mantenuto. Il presidente ribadisce le affermazioni fatte in precedenza sull’ordine dei lavori da seguire. Il consigliere Dionisi afferma che il Gruppo Nuova Torre aveva presentato e allegato a verbale una richiesta di documentazione da fornirsi prima dell’resame del PRG. Il Sindaco, in risposta al consigliere Dionis, afferma che l’esame dei documenti. Laddove consentito dalla legge, può essere effettuato direttamente presso gli Uffici Comunali. Il consigliere Dionisi aserisce che, a suo giudizio, il PRG è ben confezionato, come del resto. È abitudine del Sindaco. Ribadisce la richiesta di acquisizione degli atti di vendita di terreni avvenuti dal 2000 al 2003 e chiede che tutti gli atti inerenti al PRG vengano trasmessi all’autorità giudiziaria. Il consigliere Ferrante chiede una breve sospensione dei lavori; la richiesta viene accordata dal Presidente. I lavori vengono sospesi alle ore 20,45 per essere ripresi alle 21,05. Alla ripresa, si constata l’assenza dall’aula del consigliere Aiello Presenti 12.
Il consigliere Ferrante esibisce e chiede che venga acquisita a verbale una mozione del gruppo Consiliare Nuova Torre in ordine ai lavori d’aula.
Di detta mozione viene data lettura, A seguito di detta lettura, si innesca un dibattito tra i Cons. Favaloro, Gradino e Lo Piccolo in ordine alle decisioni assunte nei precedenti lavori consiliari per lo svolgimento della conferenza cittadina. Il presidente pone quindi in votazione la mozione e accerta il seguente esito: Voti favorevoli espressi per alzata di mano 4 (Billeci Dionisi Ferrante e Gradino) Voti contrari 8. Per effetto della superiore votazione, il Presidente proclama che la mozione non è stata accolta.
I consiglieri Billeci Dionisi Ferrante e Gradino si allontanano dall’aula. Presenti 8.
Il cons Favaloro, a nome del Gruppo Isola per Tutti dà lettura di 10 emendamenti che si allegano alla presente per farne parte integrante e sostanziale. Si dà atto che entra in aula il cons Spanò Presenti 9 Il presidente preso atto degli emendamenti presentati e considerato che gli stessi risultano proposti esclusivamente dal gruppo Isola per Utti, anche a causa dell’assenza dei gruppi di minoranza, assegna il termine di giorni 4 dalla data della presente seduta per la presentazione di ulteriori emendamenti, con l’avvertenza che non potranno essere ammessi emendamenti presentati oltre detto termine. Dà mandato, quindi al Segretario Comunale di dare comunicazione ai Capigruppo Consiliari di quanto testè disposto. Precisa, infine, che la successiva seduta consiliare sull’argomento verrà convocata non appena saranno stati acquisiti i pareri di rito sugli emendamenti presentati. Esaurita la trattazione degli argomenti all’OdG il Presidente dichiara chiusa la seduta. Sono le ore 21,20.
7a) MOZIONE PRESENTAT DAL GRUPPO CONSILIARE NUOVA TORRE NELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 16.6.03 DELIBERA 39 Mozione sull’ordine dei lavori d’aula. Sui lavori consiliari di cui al punto 3 (approvazione schema di massima PRG) dell’odierna seduta:
Il consiglio Comunale premesso
-che nella precedente seduta è stata deliberata la convocazione di CONFERENZA CITTADINA sul PRG senza esito;
-che nella seduta consiliare del 4.4.03 sono state chieste notizie al progettista del PRG in ordine a scelte operate che, contrastano le direttive del CRU ed A.R.T.A.;
-che in detta seduta del 4.4.03 i consiglieri comunali di minoranza hanno invitato il SINDACO ed il PRESIDENTE del Consiglio comunale a mettere a disposizione del consesso:
1)atti di vendita terreni stipulati dal 2000 al 2003;
2)copia certificati di destinazione urbanistica dal 2000 al 2003;
-che oggi 16.6.03 il Sindaco in corso di seduta ha informato il Consiglio che i documenti di cui sopra devono essere richiesti all’Ufficio di Segreteria in base alla legge sulla trasparenza;
-che tale risposta è lesiva della carica che ciascuno riveste in CC, perché per legge i Consiglieri Comunali devono essere messi nelle condizioni di conoscere correttamente e con documenti gli atti propedeutici su cui esprimersi liberamente.
Per quanto sopra, si impegna il Sindaco ed il Presidente del CC di fornire gli atti sopra richiesti nella prossima seduta consiliare con trattazione PRG.
Isola 16.6.03 Firmato Ferrante Dionisi Gradino Billeci
8)GRUPPO CONSILIARE NUOVA TORRE : AL PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE, AL SINDACO, ON ASSESSORATO REGIONALE EE.LL. PALERMO, ON ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE PALERMO. RICHIESTA CONVOCAZIONE C.C. IN SEDUTA STRAORDINARIA URGENTE.prot 8836 18.6.03Oggetto : richiesta convocazione c.c. in seduta straordinaria urgente.
Premesso.
-che nel corso della seduta di C.C. del 16.6.03, la S.V. ha informato il consesso che occorreva procedere alla trattazione degli emendamenti allo schema di massima del PRG richiamando l’atto consiliare n 21/2003;
-che da lettura di detto atto 21/2003 è evidente che per completare l’iter informativo sullo schema di massima del PRG proposto, il professionista incaricato- a seguito di espresse richieste di componenti del consesso- si è riservato di fornire i chiarimenti richiesti che sono propedeutici alla formulazione d’emendamenti da parte dei Consiglieri comunali e/o capigruppo;
-che, in particolare, è necessario ed obbligatorio per legge, conoscere preliminarmente i parametri prescritti dal D.M. 1444/68, http://www.comune.aosta.it/instit/comune.aosta/admin/pianoregolatore/norserv.htm di cui il professionista incaricato si è impegnato a fornire per tempo tabella, sulla scorta di schema fornito da questo gruppo consiliare;
-che ad oggi in ordine alla nuova pianificazione del territorio e più specificatamente sulle nuove ZONIZZAZIONI proposte, quest’ultime non sono state oggetto di discussione, approfondimenti e chiarimenti da parte del progettista incaricato;
-che, a mente dell’art 6 della L.R. 30/2000 (http://www.regione.sicilia.it/presidenza/ull/Pareri/P030308.HTM )“Il Presidente del consiglio comunale assicura un’adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari e ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio” e, pertanto il Presidente è obbligato per legge a farsi carico di una corretta informazione e documentazione, specie sull’argomento PRG, ed in particolare all’invito formulato da questo gruppo in data 4.4.2003 (v atto CC 21/03) sui contratti di vendita aree e certificazioni di destinazione urbanistica intercorsi dal 2000 al 2003;
Stante l’importanza primaria che assume lo strumento di pianificazione urbanistica per la collettività locale e per le responsabilità ed implicazioni cui è chiamato ogni singolo consigliere, prima di procedere a proposizione d’emendamenti in pendenza di molteplici aspetti da approfondire – per una libera determinazione compiutamente documentata – con la presente si chiede alla S.V. la convocazione del Consiglio Comunale in sessione straordinaria urgente, ai sensi di legge e Regolamento, con il seguente Ordine del Giorno:
1)Esame atti di vendita terreni e certificazioni di destinazioni urbanistica intercorsi dal 2000 al 2003.
2)Relazione del progettista incaricato alla redazione dello schema di massima del PRG in ordine:
-ai parametri di dotazione delle aree pubbliche per servizi ed attrezzature di cui al D.M. 1444/68;
-ai quesiti posti nella seduta consiliare del 4.4.2003;
-alle scelte di ZONIZZAZIONE nel territorio proposte.
Si resta in attesa di urgente riscontro Distinti saluti.
Isola delle Femmine 18.6.2003 I Consiglieri richiedenti : Ferrante Dionisi Billeci Gradino
www.assr.it/monitor/monitor

9) DELIBERA DI CONSIGLIO 11.4.06 N 19 AUTOCONVOCAZIONE DEL C.C. RICHIESTA DAI CONSIGLIERI COMUNALI APPARTENENTI AL GRUPPO CONSILIARE "INSIEME ISOLA DELLE FEMMINE": DISCUSSIONE ITER P.R.P. - RINVIO –

Il cons. Cutino chiede se siano stati invitati i progettisti del PRG e PRP.
Il Presidente precisa di aver invitato i succitati liberi professionisti ad intervenire alla presente seduta, sia mediante trasmissione di invito formale che mediante contatto telefonico, al fine di consentire agli stessi di relazionare sui piani dagli stessi redatti. Afferma che entrambi i progettisti avevano assicurato la propria partecipazione ma successivamente per motivi di salute hanno comunicato di non poter intervenire. Evidenzia, altresì, l’assenza del responsabile del settore tecnico di cui invita a prendere atto. Il Sindaco precisa che l’assenza del responsabile del settore tecnico risulta giustificata in quanto, in presenza di comunicazioni formali dell’impossibilità di partecipare alla seduta consiliare da parte dei progettisti del PRG e PRP, egli ha autorizzato il funzionario ad assentarsi. Invita a fissare seduta stante una data in cui riconvocare la seduta. Il cons. Rubino afferma che la richiesta di convocazione da parte del gruppo INSIEME scaturisce dall’affermazione fatta in passate sedute dal Sindaco che aveva messo in dubbio la volontà del Consiglio di procedere all’esame del PRG, si intendeva, pertanto, contraddire detta affermazione avviando ad un tempo la discussione per arrivare all’adozione di atti fondamentali. Evidenzia come, ancora, manchi la proposta di deliberazione da parte dell’UTC. Ricorda, altresì, come il Sindaco si fosse impegnato ad illustrare il PRG alla cittadinanza ed a tal fine è necessaria la collaborazione dei progettisti che illustrando i piani chiariscano eventuali dubbi. Il Sindaco afferma che l’arch. Aliquò è in grado di fornire tutte le spiegazioni necessarie anche al di là degli aspetti puramente tecnici, ma il percorso da seguire deve essere individuato dal Consiglio sulla base della normativa vigente. Il progettista può solo limitarsi a fornire chiarimenti, con particolare riferimento agli adempimenti conseguenti all’esame dello schema di massima già esaminato dal Consiglio, indicando quali indicazioni siano state recepite. Successivamente, sulla base delle previsioni normative, va individuato l’iter da seguire anche in considerazione delle possibili incompatibilità di consiglieri. Precisa che la proposta di deliberazione di adozione del PRG risulta già definita e sarà a breve messa a disposizione dei consiglieri. Stante la corposità degli argomenti invita il Presidente ad trattarli in sedute separate. Il cons. Rubino concorda che il dibattito sul PRG debba partire dalla delibera n. 71/2004 mentre per il PRP si rende necessario valutare l’iter seguito e comprendere lo stato di attuazione dello stesso. Invita a dibattere gli argomenti in assoluta tranquillità. Preso atto dell’assenza dei progettisti e del responsabile del settore tecnico propone il rinvio della seduta. Il cons. Cutino chiede che venga invitato a prendere parte alla seduta anche il geologo che ha redatto lo studio geologico facente parte del PRG stante l’indispensabilità di partire dalla conoscenza del territorio. Il Presidente dichiarata la propria disponibilità a separare la trattazione dei due piani regolatori, invita a votare la proposta di rinvio della seduta, ed assistito dagli scrutatori nominati ad inizio di seduta accerta il seguente esito: Consiglieri presenti e votanti n. 14 voti favorevoli, espressi per alzata di mano n. 14. Per effetto della superiore votazione il Presidente dichiara chiusa la seduta. Sono le ore 20,35.




4)LEGGE REGIONALE SICILIA 27 DICEMBRE 1978, N. 71 G.U.R.S. 30 DICEMBRE 1978, N. 57 http://www.librieprofessioni.it/ecomlp/catalogo/volumi.php?volume=345

Norme integrative e modificative della legislazione vigente nel territorio della Regione Siciliana in materia urbanistica.

(vedi testo coordinato)

Vedi titoli regionali collegati:
Circ. 1/1979 ASS. TERRITORIO - (Norme integrative e modificative della legislazione vigente nel territorio della Regione Siciliana in materia urbanistica)

Circolare 2/1979 ASS. TERRITORIO - (Applicazione della presente)

Circolare 3/1979 ASS. TERRITORIO - (Applicazione della presente)

Circ. 4/1979 ASS. TERRITORIO - (Applicazione della presente)

Circolare 5/79 ASS. TERRITORIO - (Convenzione-tipo per la concessione relativa agli interventi di edilizia abitativa)

Circolare 6/79 prot. 8601 ASS. TERRITORIO - (Applicazione della presente)

Integrazione L 159/80

Circolare 3/80 ASS. TERRITORIO - (Criteri per la determinazione dei contributi)

Decr. Ass. 10 marzo 1980 TERRITORIO - (Applicazione art. 45 della presente)
Integrazione L 65/81
Circolare 1/1981 ASS. TERRITORIO - (Norme integrative alla presente)
L 66/84 - (Modifica alla presente)
Circ. prot. 1719/1985 ASS. TERRITORIO - (Ulteriori chiarimenti e direttive in merito alla applicazione degli artt. 36 e 51 della presente)
Circolare 2/90 ASS. TERRITORIO - (Applicazione della presente)
Modifica L 15/91 Decr. Pres. 16 gennaio 1997, n. 15 - Applicazione art. 25 della presente


REGIONE SICILIANA L'ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE REGIONALE PROMULGAla seguente legge:

Titolo I Finalità
Art. 1 Finalità
Sino alla emanazione di una organica disciplina regionale, la legislazione statale e regionale in materia urbanistica si applica con le modifiche e le integrazioni della presente legge che sono dirette anche al conseguimento delle seguenti finalità:
a) potenziamento del ruolo delle comunità locali nella gestione del territorio;
b) crescita della conoscenza del territorio in tutti i suoi aspetti fisici, storici, sociali ed economici, da realizzare anche mediante una opportuna attività promozionale della Regione;
c) salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturale e dell'ambiente;
d) piena e razionale utilizzazione delle risorse valorizzando e potenziando il patrimonio insediativo e infrastrutturale esistente, evitando immotivati usi del suolo.
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 1643/96)

Titolo II Strumenti urbanistici Capo I Strumenti urbanistici generali

Art. 2 Criteri di formazione dei piani regolatori generali
Dopo l'entrata in vigore della presente legge nella formazione di nuovi piani regolatori generali e nella revisione di quelli esistenti dovranno essere dettate prescrizioni esecutive concernenti i fabbisogni residenziali pubblici, privati, turistici, produttivi e dei servizi connessi, rapportati ad un periodo di cinque anni.
Le prescrizioni esecutive di cui al comma precedente, che costituiscono a tutti gli effetti piani particolareggiati di attuazione, devono uniformarsi alle indicazioni dell'art. 9 della presente legge.
I comuni obbligati alla formazione dei programmi pluriennali procedono alla delimitazione delle aree d'intervento preferibilmente in armonia con le prescrizioni esecutive del piano regolatore generale.
Contestualmente all'adozione del piano regolatore generale i comuni sono tenuti a deliberare il regolamento edilizio di cui all'art. 33 della legge 17 agosto 1942, n. 1150.
Nella formazione degli strumenti urbanistici generali non possono essere destinati ad usi extra agricoli i suoli utilizzati per colture specializzate, irrigue o dotati di infrastrutture ed impianti a supporto dell'attività agricola, se non in via eccezionale, quando manchino ragionevoli possibilità di localizzazioni alternative. Le eventuali eccezioni devono essere congruamente motivate.
Nei comuni dotati di piano regolatore generale, non ancora reso conforme alle prescrizioni della legge 6 agosto 1967, n. 765, l'edificazione nelle zone residenziali non può avvenire con indice di densità fondiaria superiore a 7 mc/mq, ove il piano non preveda prescrizioni più limitative. Nel verde agricolo, per le abitazioni, l'indice di densità fondiaria non può superare 0,03 mc/mq. Sono fatte salve le lottizzazioni già approvate e le concessioni già rilasciate.
Nei nuovi strumenti urbanistici dei comuni di cui al comma precedente le zone destinate dagli strumenti urbanistici vigenti a verde agricolo possono essere destinate, per non più del 40 per cento, ad insediamenti di edilizia economica e popolare secondo le disposizioni vigenti e, per la parte rimanente, ad edificazione per edilizia residenziale, con indici di densità fondiaria comunque non superiori a quelli previsti per il verde agricolo nelle destinazioni degli strumenti urbanistici vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 302/97)

Art. 3 Pubblicazione, osservazioni e opposizioni
Il progetto di piano regolatore generale e quello di piano particolareggiato devono essere depositati, non oltre il decimo giorno dalla data della deliberazione di adozione, presso la segreteria comunale, a libera visione del pubblico, per venti giorni consecutivi.
L'effettuato deposito è reso noto al pubblico, oltre che a mezzo di manifesti murali, mediante pubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale della Regione e su almeno un quotidiano a diffusione regionale.
Fino a dieci giorni dopo la scadenza del periodo di deposito chiunque può presentare osservazioni al progetto di piano regolatore generale.
In ordine ai piani particolareggiati e alle prescrizioni esecutive dei piani regolatori che costituiscono a tutti gli effetti piani particolareggiati, possono essere presentate opposizioni dai proprietari di immobili compresi nei piani e osservazioni da parte di chiunque.
Sulle osservazioni ed opposizioni, che dovranno, ove necessario e possibile, essere visualizzate, a cura del comune, in apposite planimetrie di piano, il consiglio comunale è tenuto a formulare le proprie deduzioni entro un mese dalla scadenza del termine di presentazione delle osservazioni ed opposizioni medesime.
Entro dieci giorni dal termine stabilito nel comma precedente il comune trasmette il piano regolatore e, nei casi previsti dalla presente legge, il piano particolareggiato unitamente agli atti deliberativi ed alle osservazioni ed opposizioni, comprese quelle che non sono state oggetto di deduzioni nei modi e nei termini previsti dal quinto comma del presente articolo, all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.

(vedi T.A.R. PALERMO, SEZ. I, 902/93) (vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 1514/97) (vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 1668/97) (vedi C.G.A., SEZ. GIURISDIZIONALE, 35/98)

Art. 4 Approvazione del piano regolatore generale

Il piano regolatore generale è approvato con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente. L'Assessore adotta le proprie determinazioni entro centottanta giorni dalla presentazione del piano all'Assessorato.
Con il decreto di approvazione possono essere apportate al piano le modifiche di cui all'art. 3 della legge 6 agosto 1967, n. 765, quelle necessarie per assicurare l'osservanza delle vigenti disposizioni statali e regionali, ivi comprese quelle della presente legge (si omette la parte finale del presente comma in quanto impugnata, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).
(Si omette il terzo comma in quanto impugnato, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).
Nel caso previsto dal quinto comma del precedente art. 3, sulle opposizioni e osservazioni l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente adotta proprie determinazioni.
A tal fine l'Assessore porta a conoscenza del comune interessato le proprie determinazioni in ordine al piano, alle osservazioni ed opposizioni.
Il comune è tenuto, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data di comunicazione di cui al precedente comma, ad adottare le proprie controdeduzioni.
L'Assessore, entro i successivi trenta giorni, emana il decreto di approvazione introducendo di ufficio le modifiche indicate nel presente articolo.
L'Assessore, in caso di inerzia del comune, provvede alla emanazione del decreto di approvazione, intendendo accettate tutte le modifiche proposte.
Nel caso di restituzione del piano per la rielaborazione parziale, il comune è tenuto ad effettuarla entro novanta giorni. Entro i successivi novanta giorni l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente adotta le proprie determinazioni.
Nelle more della rielaborazione parziale, nei comuni sprovvisti di strumenti urbanistici l'edificazione è disciplinata dalla legge regionale 26 maggio 1973, n. 21 e dalla presente legge, con eccezione per le zone del territorio comunale soggette alla rielaborazione, nelle quali nessuna concessione può essere rilasciata.
Il termine per la rielaborazione totale del piano regolatore generale è fissato in centottanta giorni dalla data di restituzione al comune.
Nelle more della rielaborazione totale l'edificazione resta disciplinata dalla normativa preesistente.
Ove il comune, tenuto alla rielaborazione totale del piano regolatore generale, risulti dotato della sola perimetrazione dell'abitato definita ai sensi dell'art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765, l'edificazione al di fuori del centro abitato si svolgerà nel rispetto dell'indice di densità edilizia fondiaria dello 0,03 mc/mq.
Scaduti infruttuosamente i termini assegnati per la rielaborazione del piano regolatore, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente provvede in via sostitutiva, con un commissario ad acta, in caso di rielaborazione parziale ad introdurre le modifiche, e, in caso di rielaborazione totale, provvede alla redazione del piano, alla sua adozione ed ai successivi adempimenti conseguenziali entro il termine di centottanta giorni.

(N.d.R. La Corte Costituzionale con sentenza 12 febbraio 1980, n. 13, ha dichiarato la illegittimità costituzionale del comma 2 e 3, del presente articolo, limitatamente alle parti come sopra omesse)

(vedi C.G.A., SEZ. RIUNITE, 238/96)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 1643/96)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 1666/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 506/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 147/98)
(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. II, 1997/98)

Art. 5 Approvazione del programma di fabbricazione

Il regolamento edilizio ed il programma di fabbricazione sono approvati con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro novanta giorni dalla loro presentazione all'Assessorato.
Con il decreto di approvazione possono essere apportate al programma di fabbricazione le modifiche di cui all'art. 12 della legge 6 agosto 1967, n. 765, nonchè quelle necessarie per assicurare l'osservanza delle vigenti disposizioni statali e regionali, ivi comprese quelle della presente legge, e le modifiche che non comportino sostanziali innovazioni.
Nel caso di richiesta di controdeduzioni o di restituzione per rielaborazione totale o parziale, si applicano le disposizioni contenute nel precedente art. 4, salvo per quanto concerne i termini, che sono ridotti a giorni sessanta per la rielaborazione parziale e a giorni novanta per la rielaborazione totale.
Nelle more della rielaborazione parziale o totale l'attività edilizia si svolgerà nella osservanza delle disposizioni contenute nel precedente art. 4.
Si applica altresì l'ultimo comma del predetto art. 4.
Dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni non possono più affidare incarichi per la formazione di programmi di fabbricazione, ma sono tenuti a formare il piano regolatore generale.

Art. 6 Termine per l'adozione dei piani regolatori generali e dei programmi di fabbricazione

I comuni che hanno ottenuto il contributo della Regione per la formazione del piano regolatore generale o dei piani intercomunali anche se non inclusi nel decreto interassessoriale 12 marzo 1956, n. 255 sono obbligati ad adottare il piano medesimo, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, ove risultino inadempienti.
I comuni che hanno ottenuto il contributo della Regione per la formazione del regolamento edilizio e del programma di fabbricazione, sono obbligati ad adottare gli stessi nel termine di quattro mesi dall'entrata in vigore della presente legge, ove risultino inadempienti.
In caso di inerzia l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente provvede direttamente a mezzo di commissario ad acta alla adozione e ai successivi adempimenti sino all'approvazione del piano.
Possono essere richieste per una sola volta proroghe motivate per un periodo non superiore a mesi tre.

Art. 7 Commissione comunale edilizia

Le commissioni comunali edilizie devono essere rinnovate ogni cinque anni e nella loro composizione dev'essere garantita la presenza della minoranza, mediante elezione con voto limitato.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 690/97)

Art. 8 Varianti ai piani comprensoriali. Scioglimento delle assemblee consortili

Le varianti ai piani comprensoriali, che riguardino situazioni di esclusivo interesse comunale, sono adottate dal comune interessato, sono trasmesse al relativo consorzio per conoscenza, e sono approvate con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, nel rispetto del procedimento previsto per la formazione e per l'approvazione dei piani regolatori generali.
Sulle predette varianti il consorzio può presentare proprie osservazioni nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione.
Le varianti ai piani comprensoriali devono essere preventivamente autorizzate dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, previo parere del consiglio regionale dell'urbanistica.
La procedura per la formazione delle varianti di cui al precedente comma è quella indicata negli articoli 2 e 3.
Le varianti ai piani comprensoriali sono approvate con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, previo parere del consiglio regionale dell'urbanistica e nel rispetto delle norme di cui all'art. 4.
I piani urbanistici comprensoriali, restituiti ai consorzi dall'Assessorato per rielaborazione totale o per adeguamenti e prescrizioni, non hanno più corso.
I comuni interessati dai piani di cui al precedente comma sono tenuti a dotarsi di strumenti urbanistici generali in applicazione delle disposizioni contenute nella presente legge.
Le assemblee consortili dei comprensori urbanistici di cui al sesto comma del presente articolo, sono sciolte.
Le competenze tecniche per la redazione dei piani comprensoriali di cui al comma sesto del presente articolo sono corrisposte ai professionisti incaricati nell'intero ammontare, salvo i casi di rielaborazione totale per i quali nessun ulteriore compenso, oltre a quello corrisposto, è dovuto.

Capo II Strumenti urbanistici di attuazione

Art. 9 Contenuto dei piani particolareggiati e dei piani di lottizzazione

I piani particolareggiati devono indicare:
a) la rete viaria, suddivisa in percorsi pedonali e carrabili, con la indicazione dei principali dati altimetrici nonchè degli allineamenti;
b) gli spazi di sosta e di parcheggio;
c) la progettazione di massima della rete fognante, idrica, telefonica, del gas, di distribuzione di energia elettrica e della pubblica illuminazione, nonchè di ogni altra infrastruttura necessaria alla destinazione dell'insediamento;
d) gli spazi per le attrezzature di interesse pubblico;
e) gli edifici destinati a demolizione ovvero soggetti a restauri o a bonifica edilizia;
f) la suddivisione delle aree in isolati e lo schema planivolumetrico degli edifici previsti;
g) gli elenchi catastali delle proprietà da espropriare o vincolare;
h) le norme tecniche di attuazione e le eventuali prescrizioni speciali;
i) la previsione di massima delle spese necessarie per l'attuazione del piano.
I piani di lottizzazione devono contenere le indicazioni di cui alle lettere a), b), c), d), e), h), nonchè l'indicazione relativa alla suddivisione delle aree in lotti e lo schema planivolumetrico degli edifici previsti.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 506/97)

Art. 10 Definizione di isolato

Si definisce isolato ogni porzione del territorio edificabile circondata dagli spazi pubblici indicati dal piano particolareggiato o dagli strumenti urbanistici generali.
L'edificazione può avvenire secondo le prescrizioni del successivo art. 11.

Art. 11 Formazione dei comparti

Nelle zone soggette ad interventi di conservazione, risanamento, ricostruzione e migliore utilizzazione del patrimonio edilizio secondo le prescrizioni degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati, ovvero dei piani di recupero di cui al titolo IV della legge 5 agosto 1978, n. 457, al fine di assicurare il rispetto di esigenze unitarie nella realizzazione degli interventi, nonchè una equa ripartizione degli oneri e dei benefici tra i proprietari interessati, i comuni, con delibera consiliare, possono disporre di ufficio o su richiesta dei proprietari in numero idoneo a costituire il consorzio, ai sensi del comma successivo, la formazione di comparti che includano uno o più edifici e/o aree inedificate.
Formato il comparto, il sindaco deve invitare i proprietari a dichiarare, entro un termine fissato nell'atto di notifica, se intendano procedere da soli, se proprietari dell'intero comparto, o riuniti in consorzio, all'attuazione delle previsioni contenute nello strumento urbanistico.
A costituire il consorzio basterà il concorso dei proprietari rappresentanti, in base all'imponibile catastale, la maggioranza assoluta del valore dell'intero comparto. I consorzi così costituiti conseguiranno la piena disponibilità del comparto mediante l'espropriazione delle aree e delle costruzioni dei proprietari non aderenti (si omette la parte finale del presente comma in quanto impugnata, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).
Quando sia decorso inutilmente il termine stabilito nell'atto di notifica, il comune procederà all'espropriazione del comparto a norma della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modifiche ed integrazioni.
(Si omette il quinto comma in quanto impugnato, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).
La deliberazione consiliare con cui si dispone la formazione del comparto equivale a dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità e urgenza.
Per l'assegnazione del comparto il comune procederà a mezzo gara.

(N.d.R. La Corte Costituzionale con sentenza 12 febbraio 1980, n. 13, ha dichiarato la illegittimità costituzionale del comma 5, del presente articolo, mentre ha ritenuto non fondata la questione di legittimità del comma 3, limitatamente alle parole "corrispondendo ad essi un'indennità pari al valore venale dell'immobile da acquisire")

Art. 12 Approvazione dei piani particolareggiati

Salvo quanto stabilito dai commi settimo e seguenti del presente articolo, i piani particolareggiati di attuazione degli strumenti urbanistici generali sono approvati dai comuni, con delibera consiliare. Per l'adozione e la pubblicazione dei piani particolareggiati predetti, nonchè per l'esame delle opposizioni e delle osservazioni, si osservano i termini fissati dal precedente art. 3.
I piani diventano esecutivi dopo il riscontro di legittimità dell'organo di controllo sulla deliberazione relativa alle decisioni sulle opposizioni e osservazioni.
Qualora i piani particolareggiati interessino immobili sottoposti ai vincoli di cui alle leggi 1 giugno 1939, n. 1089 e 29 giugno 1939, n. 1497, è necessario, ai fini dell'approvazione, il parere della competente soprintendenza, che deve essere emesso entro due mesi dalla richiesta.
Trascorso infruttuosamente detto termine, il parere si intende espresso favorevolmente.
Copia dei piani approvati dai comuni deve essere trasmessa all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, che può esercitare controlli, anche a campione, sui medesimi.
Qualora vengano riscontrate inosservanze alle disposizioni contenute nel presente articolo o violazioni di altre prescrizioni urbanistiche si applicano le norme di cui al successivo art. 53.
Resta di competenza dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente l'approvazione dei piani particolareggiati i quali:
a) interessino centri storici, artistici e di interesse ambientale;
b) comportino varianti agli strumenti urbanistici generali ad eccezione di quelle discendenti dal rispetto delle disposizioni del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444;
c) costituiscano attuazione di strumenti urbanistici generali adottati dai comuni ma non ancora approvati dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente;
d) costituiscano attuazione di programmi di fabbricazione approvati dopo l'entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765 e non adeguati alla legge regionale 31 marzo 1972, n. 19. I piani sono approvati con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro quattro mesi dalla loro presentazione.
Con il decreto di approvazione possono essere apportate al piano particolareggiato le modifiche di cui all'art. 16 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive integrazioni, e quelle necessarie per assicurare l'osservanza delle vigenti disposizioni statali e regionali, ivi comprese quelle della presente legge.
Le proposte di modifica vengono portate a conoscenza del comune il quale, entro il termine di trenta giorni successivi alla data di comunicazione, adotta le proprie controdeduzioni con deliberazione del consiglio comunale e le trasmette all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente entro dieci giorni.
Trascorsi infruttuosamente tali termini, l'Assessore provvede all'emanazione del decreto di approvazione, introducendo di ufficio le modifiche proposte.
In caso di restituzione per rielaborazione totale o parziale il comune è tenuto a provvedere nel termine, rispettivamente, di novanta e di sessanta giorni dalla data di restituzione.
In sede di formazione dei piani particolareggiati possono essere introdotte varianti allo strumento urbanistico generale, dirette ad adeguare il medesimo ai limiti e ai rapporti fissati dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444.
La disposizione di cui al precedente comma si applica anche ai comuni forniti di piani regolatori generali approvati anteriormente alla entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765.

(vedi C.G.A., SEZ. RIUNITE, 238/96)
(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 1668/97)

Art. 13 Piani particolareggiati di risanamento.

Obblighi dei comuni

I piani particolareggiati di risanamento degli abitati dei comuni dei quali sia stato disposto, con decreto del Presidente della Repubblica, il trasferimento parziale, possono essere adottati in variante ai piani comprensoriali, purchè redatti in osservanza del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, e delle disposizioni regionali vigenti.
I piani di cui al comma precedente sono approvati con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
I contenuti dei piani particolareggiati redatti o in corso di redazione all'atto dell'entrata in vigore della presente legge, sono quelli indicati dall'art. 13 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche ed integrazioni, nonchè quelli stabiliti nei disciplinari di incarico stipulati tra l'Amministrazione regionale e i progettisti.
I comuni che hanno ottenuto contributo dalla Regione per la formazione dei piani particolareggiati sono tenuti ad adottarli entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge ovvero entro tre mesi dalla data di consegna da parte dei progettisti.
I termini di cui al comma precedente si applicano, altresì, per l'adozione, da parte dei comuni delle zone colpite dai terremoti, dei piani particolareggiati per cui sia intervenuta la Regione, ai sensi delle leggi regionali 18 luglio 1968, n. 20 e 30 luglio 1969, n. 28.
Decorsi infruttuosamente i termini precedentemente indicati, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente provvede in via sostitutiva a tutti gli adempimenti necessari fino all'approvazione.
I piani particolareggiati redatti in via sostitutiva dalla Regione, ai sensi della legge regionale 5 novembre 1973, n. 38, sono adottati dai comuni entro sessanta giorni dall'invio da parte dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.
Trascorso infruttuosamente tale termine, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente provvede in via sostitutiva alla nomina di un commissario ad acta per l'adozione del piano e alle successive incombenze sino all'approvazione dello stesso.

Art. 14 Piani di lottizzazione - Convenzione

I piani di lottizzazione sono approvati con delibera del consiglio comunale, entro novanta giorni dalla loro presentazione.
Per i piani di lottizzazione che ricadono nei casi previsti dalle lettere a), c) e d) del precedente art. 12 è prescritto il nulla osta dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, il quale adotta le proprie determinazioni entro novanta giorni dalla richiesta.
In tutti i casi in cui i piani di lottizzazione interessino immobili sottoposti ai vincoli di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497, è necessario il parere della soprintendenza, che deve essere reso nel termine di due mesi dalla richiesta. Trascorso infruttuosamente detto termine il parere si intende espresso favorevolmente.
La convenzione di cui al quinto comma dell'art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 dovrà prevedere:
a) la cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria indicate dall'art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847 e dall'art. 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865. Ove lo strumento urbanistico generale preveda in sede propria l'ubicazione delle aree relative alle opere di urbanizzazione secondaria ed esse ricadano al di fuori della lottizzazione, l'aliquota delle aree da cedere al comune può essere monetizzata con i criteri previsti dall'art. 14 della legge 28 gennaio 1977, n. 10;
b) l'assunzione a carico del proprietario degli oneri relativi alle opere di urbanizzazione primaria di cui alla precedente lettera a) da eseguire in conformità alle prescrizioni comunali e da cedere al comune;
c) la corresponsione della quota di contributo di cui all'art. 5 della legge 28 gennaio 1977, n. 10 riguardante le opere di urbanizzazione secondaria, stabilita dai comuni in base alle tabelle parametriche di cui al decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico 31 maggio 1977 all'atto del rilascio della concessione relativa ai fabbricati da realizzare;
d) termini - non superiori a dieci anni per i comuni non obbligati alla formazione dei programmi pluriennali e non superiori al periodo di validità di questi ultimi per i comuni obbligati - per la cessione delle aree e delle relative opere;
e) congrue garanzie finanziarie per l'adempimento degli obblighi derivanti dalle convenzioni.
Il rilascio delle concessioni edilizie nell'ambito dei singoli lotti è subordinato all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria relative ai lotti stessi.
Per i piani di lottizzazione approvati prima dell'entrata in vigore della presente legge sono fatti salvi gli oneri di urbanizzazione convenzionata.
Il rilascio delle singole concessioni edilizie è subordinato soltanto al pagamento della quota di contributo relativa al costo di costruzione secondo la tabella di cui al decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico dell'11 novembre 1977.

(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 359/98)

Art. 15 Piani di lottizzazione per complessi insediativi chiusi ad uso collettivo

Per i piani di lottizzazione che riguardino complessi insediativi autonomi in ambito chiuso ad uso collettivo, la convenzione di cui al precedente art. 14 non dovrà prevedere l'obbligo della cessione gratuita delle aree e delle relative opere di urbanizzazione primaria e secondaria indicate nell'art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847 e nell'art. 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, ricadenti all'interno del complesso. Rimane a carico del lottizzante l'esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e dei servizi ed impianti necessari all'insediamento, nonchè il pagamento dei contributi sul costo di costruzione di cui alla legge 28 gennaio 1977, n. 10.
Restano salve le altre disposizioni contenute nel precedente art. 14.

Art. 16 Obblighi dei comuni di dotarsi di piani di edilizia economica e popolare

I comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti sono tenuti, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, all'adozione di piani per l'edilizia economica e popolare ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167 e successive modifiche ed integrazioni.
All'adozione di detti piani sono tenuti, altresì, i comuni indicati con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, allorchè ricorrano le condizioni previste dal terzo comma dell'art. 1 della legge 18 aprile 1962, n. 167.
L'estensione delle zone da includere nei piani è determinata in relazione alle esigenze dell'edilizia economica e popolare per un decennio e non può essere inferiore al 40 per cento e superiore al 70 per cento di quella necessaria a soddisfare il fabbisogno complessivo di edilizia abitativa del periodo considerato.
Nei rimanenti comuni i fabbisogni di edilizia residenziale pubblica, convenzionata e agevolata, da realizzare a favore dei soggetti previsti dall'art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, devono essere soddisfatti mediante programmi costruttivi da attuare con la procedura di cui all'art. 51 della predetta legge 22 ottobre 1971, n. 865, salvo quanto disposto dal comma seguente.
Nell'ambito della Regione Siciliana, la disposizione di cui al terzo comma dell'art. 51 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è sostituita dalla seguente:
“La deliberazione del consiglio comunale è adottata entro trenta giorni dalla richiesta formulata dagli aventi diritto e diventa esecutiva dopo che sia stata riscontrata legittima da parte della commissione provinciale di controllo”.
I piani per l'edilizia economica e popolare redatti in conformità delle previsioni degli strumenti urbanistici generali, e salvi i casi previsti alle lettere a), b), c), d) del precedente art. 12 sono approvati dai comuni e diventano esecutivi dopo il riscontro di legittimità della commissione provinciale di controllo.
In tutti gli altri casi l'approvazione dei piani è demandata all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, che provvede nel termine massimo di tre mesi dalla presentazione dei piani.

(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 625/97)

Art. 17 Riserva di aree

Nell'ambito dei piani di zona e dei programmi costruttivi, previsti dal precedente art. 16, potrà essere riservata un'aliquota, non inferiore al 10 per cento e non superiore al 40 per cento, dell'area complessiva destinata a residenza da assegnare, con diritto di superficie, agli aventi titolo ai sensi dell'art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni, anche se non soci di cooperative o beneficiari di contributi statali o regionali, per la realizzazione di case unifamiliari.
Gli interventi per le singole costruzioni di cui al comma precedente potranno avvenire in deroga alla tipologia prevista per l'edilizia popolare, salvo l'osservanza delle prescrizioni contenute nell'ultimo comma dell'art. 16 della legge 5 agosto 1978, n. 457.

Art. 18 Obblighi dei comuni in ordine ai piani per insediamenti produttivi

I comuni sprovvisti di piani per insediamenti produttivi sono obbligati, su richiesta degli operatori economici, alla loro formazione ai sensi e per gli effetti dell'art. 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modifiche ed integrazioni, procedendo alla individuazione delle aree relative nell'ambito delle zone industriali o artigianali previste negli strumenti urbanistici. In ogni caso l'estensione delle aree da includere nel piano non può essere inferiore a quella necessaria a soddisfare il fabbisogno relativo al triennio.
Per l'approvazione dei predetti piani si applicano le disposizioni contenute nel precedente art. 12.

Capo III

Norme comuni agli strumenti urbanistici

Art. 19 Efficacia degli strumenti urbanistici Salvaguardia

Decorsi i termini per l'approvazione del piano regolatore generale, del regolamento edilizio, del programma di fabbricazione e dei piani particolareggiati senza che sia intervenuta alcuna determinazione di approvazione con modifiche di ufficio, di rielaborazione totale o parziale degli stessi, da parte dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, i predetti strumenti urbanistici diventano efficaci a tutti gli effetti.
La susseguente determinazione dell'Assessorato, da effettuarsi nel termine perentorio di novanta giorni, deve fare salvi tutti i provvedimenti emessi dal comune nelle more dell'intervento assessoriale.
In pendenza dell'approvazione degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati l'applicazione delle misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952, n. 1902, e successive modifiche, e alla legge regionale 5 agosto 1958, n. 22, è obbligatoria.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 194/96)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 1643/96)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 1666/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 781/98
(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 36/98)
(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. II, 1997/98)

Art. 20 Definizione degli interventi

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente sono così definiti:
a) interventi di manutenzione ordinaria: quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b) interventi di manutenzione straordinaria: le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonchè per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso;
c) interventi di restauro e di risanamento conservativo: quelli rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio;
d) interventi di ristrutturazione edilizia: quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, la eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti;
e) interventi di ristrutturazione urbanistica: quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale, fermi restando i limiti di densità fondiaria previsti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, per ciascuna delle zone interessate dagli interventi stessi.
Le definizioni del presente articolo prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi. Restano ferme le disposizioni e le competenze previste dalle leggi 1 giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, e successive modificazioni ed integrazioni.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 268/96)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 1962/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 2222/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 300/97)

Art. 21 Attuazione degli strumenti urbanistici nelle zone A e B

Al punto I dell'art. 28 della legge regionale 26 maggio 1973, n. 21, è aggiunto il seguente comma:
“Nei comuni dotati di strumenti urbanistici generali approvati o adottati e presentati all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, l'edificazione nelle aree libere può avvenire a mezzo di singole concessioni”.
Nel secondo comma del punto II dell'art. 28 della legge regionale 26 maggio 1973, n. 21, le parole “mc/mq. 8” sono sostituite con le altre “mc/mq. 9”.
A modifica di quanto prescritto nel punto II dell'art. 28 della legge regionale 26 maggio 1973, n. 21, ferme restando le altre disposizioni agevolative contenute nella predetta norma, l'attuazione degli strumenti urbanistici generali, relativamente alle zone territoriali “ B ”, può effettuarsi a mezzo di singole concessioni, quando esistano le opere di urbanizzazione primaria (almeno rete idrica, viaria e fognante) e risultino previste dallo strumento urbanistico generale quelle di urbanizzazione secondaria.
Nell'ambito delle predette zone “ B ” tutte le aree che si trovino nelle condizioni previste dal precedente comma e per le quali si può procedere ai sensi del medesimo a mezzo di singole concessioni vanno delimitate contestualmente con unica delibera del consiglio comunale, da adottarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
Nelle rimanenti aree non urbanizzate delle zone territoriali omogenee “B” l'edificazione è subordinata alla preventiva approvazione di piani particolareggiati o di piani di lottizzazione.

(vedi C.G.A., SEZ. RIUNITE, 710/96)

Art. 22 Interventi produttivi nel verde agricolo

Al di fuori del perimetro dei centri abitati definito dall'art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765, per i comuni sprovvisti di strumenti urbanistici e nelle zone destinate a verde agricolo dai piani regolatori generali o dai programmi di fabbricazione, sono ammessi impianti o manufatti edilizi destinati alla lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici e allo sfruttamento a carattere artigianale di risorse naturali, secondo le seguenti indicazioni:
a) rapporto di copertura non superiore ad un terzo dell'area di proprietà proposta per l'insediamento;
b) distacchi tra fabbricati non inferiori a metri 20;
c) distacchi dai cigli stradali non inferiori a quelli fissati dal decreto ministeriale 1 aprile 1968, n. 1404;
d) parcheggi in misura non inferiore ad un ventesimo dell'intera area interessata;
e) distanza dagli insediamenti abitativi previsti dagli strumenti urbanistici non inferiore a metri 500.
I suddetti insediamenti devono osservare le limitazioni dell'art. 15 della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78.
Le disposizioni dei commi precedenti si applicano altresì agli insediamenti industriali per la lavorazione dei prodotti agricoli, zootecnici e diretti ad utilizzare risorse naturali, purchè il numero degli addetti non sia superiore a venti unità.
Restano esclusi in ogni caso dall'applicazione del presente articolo gli edifici a destinazione turistico-alberghiera e i complessi ricettivi in genere.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 686/96)
(vedi C.G.A., SEZ. GIURISDIZIONALE, 370/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 154/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 363/97)

Art. 23 Agriturismo

Nell'ambito di aziende agricole, i relativi imprenditori a titolo principale possono destinare parte dei fabbricati adibiti a residenza ad uso turistico stagionale.
Sempre allo stesso fine i predetti fabbricati possono essere ampliati fino ad un massimo del 30 per cento della cubatura esistente e comunque per non più di 300 metri cubi.

Art. 24 Spese per la formazione degli strumenti urbanistici.

Disciplinare-tipo

La spesa necessaria per la redazione degli strumenti urbanistici comunali generali, particolareggiati o ad essi assimilati, ivi compresa quella relativa a rilievo aerofotogrammetrico ed eventuale indagine geologica è obbligatoria.
Gli interventi sostitutivi nei confronti dei comuni inadempienti alle disposizioni contenute nella presente legge sono a carico dei medesimi.
Il disciplinare del conferimento dell'incarico di progettazione di strumenti urbanistici deve essere conforme al disciplinare-tipo predisposto dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, il quale deve indicare:
- la composizione dell'eventuale gruppo di progettazione e la relativa rappresentanza;
- l'indicazione degli elaborati contrattuali, ivi compresi la visualizzazione delle osservazioni ed opposizioni e le eventuali rielaborazioni;
- le modalità di dimensionamento del piano;
- le modalità di pagamento degli onorari e delle spese;
- i termini di consegna, non superiori a cinque mesi;
- la penalità per i ritardi e la rescissione del contratto in danno del progettista ove il ritardo superi di metà il termine assegnato.
Il disciplinare-tipo è approvato con decreto assessoriale entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

Art. 25 Contributi per la rielaborazione degli strumenti urbanistici

L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente concede contributi anche per la rielaborazione di strumenti urbanistici generali o esecutivi, sia per la revisione generale di quelli approvati, sia per la rielaborazione totale di quelli respinti.

Art. 26 Controllo sulle deliberazioni comunali

Il riscontro della commissione provinciale di controllo sulle deliberazioni comunali, adottate ai sensi della presente legge, è esclusivamente di legittimità sulla regolarità delle adunanze degli organi comunali, allorquando dette deliberazioni debbano essere successivamente trasmesse all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente per i provvedimenti di competenza.

Art. 27 Interventi sostitutivi

Nei casi di inosservanza dei termini previsti dalla presente legge da parte dei comuni, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente provvede in via sostitutiva a mezzo di commissari ad acta.

Titolo III Programmi Pluriennali

Art. 28 Programmi pluriennali di attuazione.

Comuni obbligati - Durata

Tutti i comuni aventi popolazione superiore a 10.000 abitanti sono obbligati alla formazione dei programmi pluriennali di attuazione nel rispetto delle seguenti scadenze temporali:
a) comuni con popolazione compresa tra i 10.000 e 15.000 abitanti: entro il 31 dicembre 1980;
b) comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e dotati di strumenti urbanistici generali approvati: entro il 31 dicembre 1979;
c) comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti non ancora dotati di strumenti urbanistici generali: entro 180 giorni dall'approvazione degli strumenti urbanistici medesimi.
Sono tenuti altresì a formare il programma pluriennale negli stessi termini di cui alle lettere b) e c) i comuni che per le loro caratteristiche industriali e turistiche, a prescindere dalla loro popolazione, saranno inclusi in un apposito elenco che sarà approvato dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
La durata dei programmi pluriennali, variabili da tre a cinque anni, è determinata dai comuni.

Art. 29 Contenuto del programma pluriennale di attuazione

Il programma pluriennale di attuazione degli strumenti urbanistici generali approvati o adottati e trasmessi riguarda le parti del territorio comunale oggetto d'intervento pubblico e privato in un periodo di tempo non inferiore a tre e non superiore a cinque anni.
Il programma pluriennale deve indicare:
a) il perimetro dei suoli sui quali, nel rispetto delle prescrizioni dello strumento urbanistico, si intende intervenire;
b) il perimetro e la destinazione delle aree per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria di pertinenza dei vari insediamenti, nonchè delle infrastrutture dei servizi di interesse comunale o intercomunale;
c) il preventivo di spesa per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e per la espropriazione delle aree.
Gli interventi per l'edilizia residenziale devono avvenire nel rispetto di quanto prescritto dall'art. 2 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.
Le aree da includere nel programma sono scelte avendo riguardo alla economicità ed alla funzionalità degli interventi. A tale fine sono scelte con priorità le aree già dotate di opere di urbanizzazione e comunque quelle nelle quali i costi di insediamento risultino più economici.

Art. 30 Dimensionamento - Elaborati del programma

L'estensione delle parti del territorio comunale da includere nel programma pluriennale è determinata in relazione ai fabbisogni strettamente necessari di edilizia residenziale, commerciale, per attività turistiche, direzionali, artigianali ed industriali, nonchè dei relativi servizi, per l'arco temporale di validità del programma, tenendo conto delle concessioni già rilasciate e della situazione di fatto esistente, nonchè della concreta possibilità di recupero del patrimonio edilizio esistente. Non si applicano le disposizioni dell'art. 32 della legge 5 agosto 1978, n. 457.
Gli elaborati del programma sono costituiti da:
a) relazione illustrativa dei criteri adottati in ordine al dimensionamento ed alle scelte operate;
b) delimitazione dei suoli costituenti il perimetro d'intervento effettuata su mappe catastali nelle quali dovranno essere indicate le previsioni degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati;
c) relazione finanziaria riportante le previsioni di spesa occorrenti per l'acquisizione delle aree e per l'esecuzione delle opere di urbanizzazione e dei servizi di interesse generale, nonchè l'indicazione delle previsioni di entrata.

Art. 31 Formazione ed approvazione

Ai fini della formazione dei programmi pluriennali il comune dovrà sentire le forze sociali, culturali, imprenditoriali e i consigli di quartiere ove esistano.
I programmi pluriennali, la cui spesa è obbligatoria, sono adottati dal consiglio comunale e pubblicati all'albo pretorio per un periodo di quindici giorni.
Chiunque può presentare osservazioni entro i quindici giorni successivi alla data di scadenza della pubblicazione.
Entro i successivi trenta giorni, il consiglio comunale è tenuto ad adottare le proprie determinazioni in ordine alle osservazioni, presentare e procedere quindi all'approvazione definitiva del programma che diventa esecutivo dopo il riscontro della commissione provinciale di controllo.
E' fatto obbligo ai comuni di trasmettere all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente i programmi deliberati.
Nella prima attuazione della presente legge si può tenere conto, ai fini della formazione dei programmi pluriennali, delle lottizzazioni convenzionate approvate alla data di entrata in vigore della presente legge.
E' consentita per una sola volta la revisione dei programmi pluriennali entro il primo biennio o triennio dalla loro approvazione ove, a seguito di verifiche effettuate, risultino necessarie modificazioni o nel caso di adeguamento degli strumenti urbanistici generali alle modifiche apportate dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente in sede di approvazione degli stessi.

Art. 32 Attuazione dei programmi pluriennali

L'attività edilizia nelle aree incluse nei programmi pluriennali si svolgerà a mezzo di:
a) concessione singola;
b) piano di lottizzazione convenzionata;
c) piano particolareggiato.
Le singole concessioni potranno essere rilasciate nelle zone territoriali omogenee A e B nei casi previsti dal precedente art. 21 nonchè per gli isolati definiti dal precedente art. 10 o nei comparti definiti dall'art. 23 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, modificato dall'art. 11 della presente legge.
Qualora lo strumento urbanistico generale non contenga previsioni esecutive, il comune è tenuto ad indicare i metodi di intervento o procedendo in tutto o in parte alla redazione di piani particolareggiati o imponendo l'obbligo ai proprietari delle aree di presentare piani di lottizzazione.
Nel caso in cui entro il periodo di validità del programma gli aventi titolo non presentino, singolarmente o riuniti in consorzio, istanza di concessione, il comune procede alla espropriazione delle aree non utilizzate ai sensi dell'art. 13 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.
Nella prima applicazione della presente legge è consentito concedere proroghe non superiori a due anni, purchè le aree non utilizzate ricadano nell'ambito del secondo programma pluriennale.
Il comune utilizza le aree espropriate secondo quanto previsto dall'art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modificazioni, nonchè secondo le disposizioni contenute nell'art 27 della medesima legge.
La disposizione di cui al precedente quarto comma non si applica ai beni immobili di proprietà dello Stato o della Regione.

Art. 33 Opere ammesse al di fuori delle aree incluse nei programmi pluriennali

Al di fuori del perimetro delle aree incluse nei programmi pluriennali sono ammessi gli interventi previsti dall'art. 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, quelli consentiti dallo strumento urbanistico generale nelle zone territoriali omogenee A e B, limitatamente all'edificato esistente, nonchè quelli discendenti dall'attuazione dei piani di recupero di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457.
A decorrere dal 1° luglio 1979 e sino all'approvazione dei programmi pluriennali dei comuni di cui alla lettera b) del precedente art. 28, la concessione è data soltanto su aree dotate di opere di urbanizzazione primaria o per le quali esista l'impegno dei concessionari a realizzarle e semprechè risultino previste dallo strumento urbanistico le opere di urbanizzazione secondaria. Per i comuni di cui alla lettera c) del citato art. 28 le disposizioni indicate nel precedente comma si applicano a decorrere dalla data di approvazione degli strumenti urbanistici generali. Per i comuni di cui alla lettera a) del citato art. 28 le disposizioni previste dal secondo comma del presente articolo si applicano a decorrere dal 1° luglio 1980.
Art. 34 Anticipazione di spesa per l'attuazione dei programmi pluriennali L'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente autorizza anticipazioni di fondi, senza interessi, in favore dei comuni dotati di programmi pluriennali di attuazione, per le seguenti finalità:
a) acquisizione delle aree incluse nei programmi pluriennali per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, di servizi ed infrastrutture di interesse generale;
b) esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, di servizi ed infrastrutture di interesse generale;
c) acquisizione delle aree ricadenti nell'ambito dei programmi pluriennali e per le quali gli aventi titolo non abbiano richiesto la relativa concessione nei termini di validità del programma medesimo.
Le anticipazioni di cui al comma precedente sono commisurate all'ammontare del progetto delle opere occorrenti, contenente l'indicazione delle aree da espropriare, approvato dagli organi competenti secondo le vigenti disposizioni.
Sono ammessi ai benefici previsti dal presente articolo i comuni inclusi in programmi semestrali formulati dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente sulla base delle richieste avanzate, sentito preventivamente il parere della Commissione legislativa competente dell'Assemblea regionale.

Art. 35 Procedure per la concessione delle anticipazioni

Alla concessione delle anticipazioni si provvede con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, previa istanza del comune interessato, diretta all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, corredata da:
a) piano finanziario contenente i fabbisogni di cui alle lettere a), b) e c) dell'art. 34;
b) delibera di impegno a rimborsare le anticipazioni secondo le modalità previste dal presente articolo.
L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente trasmette all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze le istanze di cui al precedente comma unitamente al nulla osta all'accoglimento della istanza medesima, specificando, altresì, l'importo dell'anticipazione autorizzata.
L'accreditamento dell'anticipazione è effettuato a favore del legale rappresentante del comune beneficiario presso gli stabilimenti, siti nei capoluoghi di provincia, degli istituti di credito tesorieri dei fondi regionali.
I prelevamenti devono essere limitati alle somme necessarie per le esigenze previste alle lettere a), b) e c) dell'art. 34 mediante ordinativi di pagamento in favore dei creditori.
Le anticipazioni saranno rimborsate dai comuni utilizzando le somme riscosse a qualsiasi titolo per effetto della presente legge, nonchè quelle provenienti da finanziamenti statali erogati per le finalità previste dal primo comma dell'art. 34.
I rimborsi sopra citati dovranno essere effettuati nel termine di quindici giorni dalla data di riscossione delle predette somme.
I sindaci ed i tesorieri comunali sono personalmente responsabili della puntuale applicazione delle disposizioni del precedente comma.
Le anticipazioni di cui al precedente art. 34, da erogare nel periodo dal 1980 al 1983, sono poste a carico del bilancio della Regione per un ammontare complessivo di lire 100.000 milioni.
Alla spesa relativa si provvede con le entrate previste dalla presente legge.

Titolo IV Norme regolatrici dell'attività edilizia

Capo I

Concessioni edilizie

Art. 36 Concessione

Il proprietario o chi ne ha titolo deve chiedere al sindaco la concessione per l'esecuzione di qualsiasi attività comportante trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio comunale, nonchè il mutamento della destinazione degli immobili.
Possono richiedere la concessione anche coloro che, pur non essendo proprietari, dimostrino di avere un valido titolo che consenta l'uso del bene in relazione alla concessione richiesta.
La qualità di proprietario o di avente titolo deve essere documentata.
L'atto di concessione, nonchè l'atto di impegno unilaterale e la convenzione previsti dall'art. 7 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, debbono essere trascritti, a cura dell'amministrazione comunale e a spese dei richiedenti, nei registri immobiliari, in modo da risultare sia la destinazione dell'immobile sia le aree di pertinenza asservite all'immobile stesso.
La concessione non è richiesta nel caso previsto dal primo comma, lettera a), dell'art. 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, e, nel caso previsto dalla lettera b) dello stesso comma, è sostituita da una autorizzazione del sindaco per l'esecuzione dei lavori con le modalità e procedure previste dall'art. 48 della legge medesima.
Fatti salvi i casi previsti dall'art. 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10 per la concessione gratuita, e quelli di cui all'art. 7 della stessa legge per l'edilizia convenzionata, la concessione è subordinata alla corresponsione di un contributo commisurato alla incidenza delle spese di urbanizzazione primaria e secondaria, nonchè al costo di costruzione.
La concessione è trasferibile ai successori e aventi causa che abbiano titolo sul bene oggetto della concessione stessa.
Le concessioni relative a singoli edifici non possono avere validità complessiva superiore a tre anni dall'inizio dei lavori, che devono comunque essere iniziati entro un anno dal rilascio della concessione.
Un periodo più lungo per la ultimazione dei lavori può essere consentito dal sindaco in relazione alla mole delle opere da realizzare o delle sue particolari caratteristiche costruttive.
Qualora entro i termini suddetti i lavori non siano stati iniziati o ultimati, il concessionario deve richiedere una nuova concessione.
Per ultimazione dell'opera si intende il completamento integrale di ogni parte del progetto confermato con la presentazione della domanda di autorizzazione per l'abitabilità o agibilità.
E' ammessa la proroga del termine per la ultimazione dei lavori con provvedimento motivato e solo per fatti estranei alla volontà del concessionario che siano sopravvenuti a ritardare i lavori durante la loro esecuzione.
La proroga può essere sempre prevista nel provvedimento di concessione del sindaco, quando si tratti di opere pubbliche, il cui finanziamento sia preventivato in più esercizi finanziari.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 180/96)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 839/96)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 308/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 470/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 1535/97)

Art. 37 Controllo partecipativo

Chiunque ha diritto di prendere visione presso gli uffici comunali delle domande e delle concessioni edilizie.
I comuni sono tenuti, a richiesta, a fornire copie dei relativi atti, ponendo a carico dei richiedenti le spese per la riproduzione.
L'estratto delle concessioni dovrà essere esposto per quindici giorni all'albo del comune.

Art. 38 Intervento sostitutivo per mancato rilascio di concessione

Decorsi i termini di cui all'art. 31 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive integrazioni e modificazioni, senza che sia intervenuta la decisione in ordine la rilascio o meno della concessione, i richiedenti possono inoltrare al comune un atto extra-giudiziale di diffida.
Decorso il termine di sessanta giorni dalla notifica della diffida senza che il sindaco abbia provveduto, i richiedenti possono presentare istanza all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, il quale provvede in via sostitutiva entro sessanta giorni, a mezzo di apposito commissario ad acta, dandone comunicazione all'Assessorato regionale degli enti locali.

Art. 39 Cave

Ferme restando le disposizioni minerarie in materia, l'apertura di nuove cave non è soggetta alla concessione prevista dall'art. 1 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, bensì subordinata, previo nulla osta della competente soprintendenza e accertamento da parte del sindaco che la cava non insista su terreni utilizzati per colture specializzate, irrigue o dotati di infrastrutture ed impianti a supporto dell'attività agricola, alla stipula di un atto d'obbligo nei confronti del comune, con il quale il richiedente si impegna ad effettuare, a sua cura e spese, una adeguata sistemazione dei luoghi, espletato lo sfruttamento della cava stessa.

Art. 40 Convenzione tipo o atto d'obbligo unilaterale

I comuni deliberano lo schema di convenzione o atto d'obbligo unilaterale previsti dall'art. 7 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, in conformità alla convenzione tipo di cui all'art. 8 della stessa legge, che l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente è tenuto ad approvare nel termine di novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
La Giunta regionale, sentita la Commissione legislativa competente dell'Assemblea regionale, determina, entro il 30 luglio di ogni anno, il valore del costo teorico base di costruzione da assumere per la determinazione del prezzo di cessione degli alloggi, con riferimento ai costi di costruzione verificati a consuntivo per gli interventi di edilizia sovvenzionata, agevolata e convenzionata.
Il costo teorico base così determinato è aggiornato dai comuni, all'atto della stipula della convenzione, sulla base delle variazioni dei costi per fabbricati di nuova costruzione pubblicati nei bollettini dell'I.S.T.A.T.
In sede di prima applicazione della presente legge si può assumere come costo teorico base di costruzione quello stabilito con decreto ministeriale 3 ottobre 1975, n. 9816, ai sensi del terzo comma dell'art. 8 della legge 1° novembre 1965, n. 1179. Detto costo è comprensivo delle spese generali e degli utili dell'impresa.
Nel deliberare lo schema di convenzione di cui al primo comma del presente articolo i comuni determinano i canoni di locazione che non devono comunque risultare superiori a quelli derivanti dall'applicazione degli articoli da 12 a 21 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Art. 41 Oneri di urbanizzazione

L'incidenza degli oneri di urbanizzazione di cui alla legge 28 gennaio 1977, n. 10, è determinata dai comuni in conformità alle tabelle parametriche regionali approvate con decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico del 31 maggio 1977, in misura non inferiore alle seguenti percentuali:
a) comuni con popolazione non superiore a 10.000 abitanti e frazioni degli altri comuni con popolazione non superiore a 10.000 abitanti: 25 per cento;
b) comuni con popolazione tra i 10.001 e i 30.000 abitanti: 27,50 per cento;
c) comuni con popolazione compresa tra i 30.001 e i 50.000 abitanti: 30 per cento;
d) comuni con popolazione tra i 50.001 e i 100.000 abitanti: 32,50 per cento;
e) comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti: 40 per cento;
f) insediamenti stagionali di comuni montani e collinari: 30 per cento;
g) insediamenti stagionali di comuni costieri: 40 per cento;
h) insediamenti turistici: 30 per cento;
i) insediamenti artigianali e industriali: 25 per cento;
l) insediamenti industriali all'interno delle aree o dei nuclei industriali: 10 per cento.
Per gli insediamenti commerciali e direzionali le tabelle parametriche si applicano integralmente.
I comuni sono obbligati ad adeguare l'incidenza degli oneri di urbanizzazione almeno alle percentuali come sopra stabilite entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

Art. 42 Esenzioni dagli oneri

Il contributo di cui all'art. 6 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, non è dovuto da coloro che chiedono la concessione per fabbricati destinati a residenza stabile per uso proprio, quando questi hanno caratteristiche dell'edilizia economica e popolare e i richiedenti non risultino proprietari di altri immobili, nonchè dalle cooperative a proprietà indivisa di cui al primo comma dell'art. 4 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 95.
Nessun concorso negli oneri di urbanizzazione è dovuto nei casi previsti dalla lettera b) del primo comma dell'art. 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10 e dall'ultimo comma dell'art. 27 della legge 5 agosto 1978, n. 457.
Gli oneri previsti dall'art. 5 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, per gli edifici unifamiliari destinati a residenza stabile, che hanno le caratteristiche di superficie di cui all'ultimo comma dell'art. 16 della legge 5 agosto 1978, n. 457, nonchè per le cooperative a proprietà indivisa di cui al primo comma dell'art. 4 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 95, sono ridotti del 20 per cento rispetto a quelli determinati dai comuni sulla base delle tabelle parametriche approvate con decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico del 31 maggio 1977 ed in conformità di quanto disposto dal precedente art. 41.




Art. 43 Riduzione degli oneri

La quota degli oneri relativi al costo di costruzione, di cui all'art. 6 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, è ridotta al 60 per cento della misura medesima per le istanze di concessione presentate entro il 31 dicembre 1979 e all'80 per cento per le istanze presentate entro il 31 dicembre 1981.

Art. 44 Ratizzazione del contributo per opere di urbanizzazione

Il contributo di cui all'art. 5 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, può essere ratizzato per un periodo non superiore a 24 mesi. In tal caso il concessionario deve prestare le idonee garanzie finanziarie anche a mezzo di fidejussione bancaria o polizza cauzionale rilasciata da imprese di assicurazione.

Art. 45 Contributo per opere di urbanizzazione per insediamenti turistici, industriali ed artigianali

I criteri per la determinazione dei contributi previsti dall'art. 10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, relativamente agli insediamenti artigianali, industriali e turistici, saranno determinati entro novanta giorni con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentita la competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale.

Capo II Vigilanza e sanzioni

Art. 46 Vigilanza

Il sindaco esercita la vigilanza sull'attività edilizia, sulle modifiche di destinazione degli immobili, e in generale, sulle opere di modificazione del suolo.
Controlli ispettivi possono essere disposti anche dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente cui spetta la vigilanza sull'attività urbanistica di cui all'art. 1 della legge 17 agosto 1942, n. 1150.
I funzionari, agenti e incaricati del controllo del comune possono accedere ai cantieri, alle costruzioni e ai fondi nei casi previsti dalle norme vigenti.

Art. 47 Sospensione dei lavori

Qualora sia constatata l'inosservanza di norme, prescrizioni di strumenti urbanistici, programmi di attuazione, modalità esecutive della concessione e, più in generale, di qualsiasi altra prescrizione gravante sul costruttore, il sindaco ordina l'immediata sospensione dei lavori, con riserva di emanare, entro i successivi sessanta giorni, i provvedimenti che risultino necessari per la modifica delle costruzioni o per la rimessa in pristino.
L'ordinanza viene notificata al proprietario e al titolare della concessione, se diverso dal proprietario, nonchè all'assuntore e al direttore dei lavori che risultino dalla domanda di concessione e dai documenti in possesso del comune.
Detta ordinanza, annotata nel registro delle concessioni, è comunicata all'intendenza di finanza, agli enti, agli uffici ed alle aziende di credito competenti per la erogazione dei contributi o di altre provvidenze, agli uffici competenti per la cessazione delle forniture o dei servizi pubblici che siano stati ottenuti o che siano erogati in funzione della regolarità della posizione del titolare della concessione; nonchè, nelle zone vincolate ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e della legge 2 febbraio 1974, n. 64, rispettivamente alla soprintendenza e all'ufficio del genio civile competenti.
Copia dell'ordinanza deve inoltre essere trasmessa all'autorità giudiziaria competente.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 474/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 513/97)

Art. 48 Sigilli

Nel caso di accertata inadempienza all'ordinanza di sospensione dei lavori, il sindaco provvede all'apposizione di sigilli al cantiere e al macchinario impiegato per lo svolgimento dei lavori.
Il relativo verbale è notificato agli stessi soggetti di cui al precedente articolo, ove non presenti alle operazioni.
I sigilli sono sottoposti a periodiche verifiche che potranno essere effettuate anche a cura di un custode da nominare tra persone estranee alle attività abusive.
Le spese per le misure cautelari e per la custodia sono addebitate, in solido, ai soggetti cui è stata notificata l'ordinanza.
Le relative somme vengono riscosse a norma del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 474/97)

Art. 49 Sanzioni principali

Le opere eseguite in totale difformità o in assenza della concessione devono essere demolite, a cura e spese del proprietario, entro il termine fissato dal sindaco con ordinanza.
In mancanza, le predette opere sono gratuitamente acquisite, con l'area su cui insistono, al patrimonio indisponibile del comune, che le utilizza a fini pubblici, compresi quelli di edilizia residenziale pubblica. Le pertinenze degli immobili stessi sono espropriate dai comuni ai sensi e per gli effetti dell'art. 14 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.
Qualora l'opera contrasti con rilevanti interessi urbanistici o ambientali ovvero non possa essere utilizzata per fini pubblici, la stessa, dopo l'acquisizione al patrimonio del comune, viene demolita a cura di quest'ultimo e a spese del suo costruttore. L'area di impianto potrà successivamente essere utilizzata nei modi che saranno stabiliti dal consiglio comunale. Il comune provvede al recupero delle spese di demolizione ai sensi del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.
L'acquisizione di cui ai precedenti commi si effettua con ordinanza motivata del sindaco che, vidimata e resa esecutiva dal pretore nella cui giurisdizione ricade il comune interessato, costituisce titolo per la trascrizione nei registri immobiliari e per la immissione in possesso.
Le opere realizzate in parziale difformità dalla concessione devono essere demolite o modificate a spese del concessionario entro il termine stabilito dal sindaco nella stessa ordinanza di demolizione o di modifica.
Nel caso in cui le opere difformi non possano essere rimosse senza pregiudizio della parte conforme, il sindaco applica una sanzione pari al doppio del valore venale della parte dell'opera realizzata in difformità dalla concessione.
Non si procede alla demolizione ovvero all'applicazione della sanzione di cui al comma precedente nel caso di realizzazione di varianti, purchè esse non siano in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti e non modifichino la sagoma, le superfici utili e la destinazione d'uso delle costruzioni per le quali è stata rilasciata la concessione. Le varianti dovranno comunque essere approvate prima del rilascio del certificato di abitabilità.
Le opere eseguite da terzi, in totale difformità dalla concessione o in assenza di essa, sui suoli di proprietà dello Stato o di enti territoriali sono gratuitamente acquisite, rispettivamente, al demanio dello Stato o al patrimonio indisponibile degli enti stessi, salvo il potere di ordinare la demolizione, da effettuarsi a cura e spese del costruttore entro sessanta giorni, qualora l'opera contrasti con rilevanti interessi urbanistici ed ambientali. In caso di mancata esecuzione dell'ordine, alla demolizione provvede il comune, con recupero delle spese ai sensi del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.
In caso di annullamento della concessione, qualora non sia possibile la rimozione dei vizi delle procedure amministrative, il sindaco, in base a valutazioni discrezionali, ordina la demolizione o l'applicazione di una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite valutato dall'ufficio tecnico erariale; l'ordinanza è notificata alla parte dal comune e diviene definitiva decorsi i termini di impugnativa.
Nel caso di inadempienza all'ordine di demolizione o di mancato pagamento della sanzione pecuniaria, si applicano le norme sull'acquisizione gratuita stabilite dal presente articolo. I provvedimenti di annullamento della concessione e i provvedimenti sanzionatori di cui al presente articolo devono essere annotati nei registri immobiliari a cura dell'autorità che li adotta e a spese del trasgressore.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 1134/96)

Art. 50 Sanzioni amministrative per mancato o ritardato pagamento del contributo per la concessione

Il mancato o ritardato versamento del contributo per la concessione comporta:
a) la corresponsione degli interessi legali di mora se il versamento avviene nei successivi trenta giorni;
b) la corresponsione di una penale pari al doppio degli interessi legali qualora il versamento avvenga negli ulteriori trenta giorni;
c) l'aumento di un terzo del contributo dovuto, quando il ritardo si protragga oltre il termine di cui alla precedente lettera b).

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 2530/97)

Art. 51 Altre sanzioni

Per il mutamento della destinazione d'uso degli immobili senza la prescritta concessione si applica una sanzione pecuniaria di lire 10.000 al metro cubo.
Per l'apertura di strade senza la prescritta concessione si applica una sanzione di lire 20.000 al metro quadro.
Per il taglio abusivo di boschi si applica una sanzione di lire 20.000 al metro quadro. Per l'abbattimento di alberi, comunque tutelati, di pregio ambientale o paesaggistico si applica una sanzione da lire 200.000 a lire 500.000 ad albero.
Per l'apertura di pozzi, discariche, cave o per la realizzazione di altre opere comportanti manomissioni del territorio, si applica una sanzione da lire 500.000 a lire 50.000.000.
Per la demolizione abusiva di opere si applica una sanzione di lire 5.000 al metro cubo.
Nel caso di demolizione abusiva di immobili di interesse artistico o ambientale, oltre alla sanzione prevista dal comma precedente, il comune procede alla espropriazione dell'area su cui insiste il fabbricato, comprese le relative pertinenze.
Per la mancata richiesta di autorizzazione di abitabilità o agibilità si applica una sanzione pari al 10 per cento del contributo dovuto per costo di costruzione, fissato con decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico dell'11 novembre 1977.
Per chi si sottrae all'obbligo di consentire l'accesso ai cantieri nel caso di cui all'art. 46 della presente legge, si applica una sanzione di lire 1.000.000.
La sanzione di cui al comma precedente si applica anche nel caso di rimozione dei sigilli.
Gli atti giuridici aventi per oggetto unità edilizie costruite in assenza di concessione sono nulli, ove da essi non risulti che l'acquirente era a conoscenza della mancanza della concessione. La medesima disposizione vale nel caso di compravendita di terreni abusivamente lottizzati. In quest'ultimo caso a carico dell'alienante si applica una sanzione pecuniaria di lire 20.000 al metro quadro.
In tutte le ipotesi previste dal precedente art. 49, per gli immobili realizzati abusivamente - anche se non ancora ultimati - si applica, dal giorno in cui l'infrazione è stata perpetrata fino al giorno in cui il provvedimento definitivo (demolizione, confisca, pagamento della penale) trova effettiva esecuzione, una sanzione pecuniaria annuale pari al 20 per cento del contributo afferente al costo di costruzione, fissato con decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico dell'11 novembre 1977.
La sanzione è disposta con ordinanza del sindaco e la sua mancata applicazione costituisce danno nei confronti del comune.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 360/96)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 786/96)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 351/97)
(vedi C.G.A., SEZ. GIUR. 277/98)

Art. 52 Poteri sostitutivi della Regione

I provvedimenti repressivi di cui ai precedenti articoli costituiscono atti dovuti per il sindaco.
Nel caso di inerzia comunale e salve le responsabilità penali e amministrative del sindaco, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente può, nelle ipotesi di grave danno urbanistico, intervenire in via sostitutiva, previa diffida al comune, adottando le sanzioni principali ed accessorie previste dai precedenti articoli.

Art. 53 Annullamento di provvedimenti comunali

Nel territorio della Regione Siciliana, l'art. 27 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modificazioni, è sostituito dalle seguenti disposizioni.
Entro dieci anni dalla loro adozione le deliberazioni ed i provvedimenti comunali che consentono esecuzione di opere in violazione delle leggi vigenti, delle prescrizioni degli strumenti urbanistici o delle norme dei regolamenti edilizi, possono essere annullati dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, su parere del consiglio regionale dell'urbanistica.
Il provvedimento di annullamento è preceduto dalla contestazione delle violazioni stesse al titolare della licenza o della concessione, al proprietario della costruzione, al progettista, nonchè al sindaco, con l'invito a presentare controdeduzioni entro un termine all'uopo stabilito.
Il provvedimento di annullamento è emesso entro 18 mesi dalla data delle contestazioni.
In pendenza delle procedure di annullamento l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente ordina la sospensione cautelativa dei lavori, con provvedimento da notificare nelle forme e con le modalità previste dal codice di procedura civile, ai soggetti di cui al precedente comma e da comunicare all'amministrazione comunale.
L'ordine di sospensione cessa di avere efficacia se non sia emesso il decreto di annullamento entro i termini di cui al quarto comma del presente articolo.
Intervenuto il decreto di annullamento si applicano le disposizioni contenute nel precedente art. 49.
I provvedimenti di sospensione dei lavori ed il decreto di annullamento vengono resi noti al pubblico mediante l'affissione nell'albo pretorio del comune.

(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 252/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 1674/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 1676/97)

Art. 54 Obbligo del sindaco

Intervenuto il decreto di annullamento il sindaco ha l'obbligo di dare esecuzione alla pronuncia di annullamento adottando, entro il termine all'uopo fissato dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, i provvedimenti stabiliti con lo stesso decreto.
Qualora il sindaco non provveda, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente provvede in via sostitutiva a mezzo di commissario ad acta.

Titolo V Centri storici e tutela dell'ambiente

Art. 55 Centri storici

Gli interventi nei centri storici, nonchè negli agglomerati di antica o recente formazione contraddistinti da valori storici, urbanistici, artistici ed ambientali, anche se manomessi o degradati o non presenti tutti contestualmente, si attuano con l'osservanza delle finalità indicate nell'art. 1 della legge regionale 7 maggio 1976, n. 70.
Gli strumenti urbanistici attuativi relativi alle zone sopra indicate sono redatti secondo le finalità previste dall'art. 2 della legge regionale 7 maggio 1976, n. 70, anche in variante del piano regolatore generale o del programma di fabbricazione.
Le nuove costruzioni ammissibili nelle aree libere o che si rendano libere dovranno inserirsi nell'ambiente circostante rispettandone la tipologia e le caratteristiche.
I piani di recupero di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457, relativi alle zone di cui al primo comma, dovranno avere carattere prevalentemente conservativo.
Essi sono approvati dal consiglio comunale, a sensi del secondo comma dell'art. 28 della legge 5 agosto 1978, n. 457, e trasmessi all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente entro dieci giorni dalla data del riscontro di legittimità dell'organo di controllo.
La delibera di cui al comma precedente diviene esecutiva se, entro il termine di trenta giorni dal ricevimento, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente non adotta alcuna determinazione.
Quando i predetti piani di recupero prevedono gli interventi di cui alla lettera e) dell'art. 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, la loro approvazione resta di competenza dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, che vi provvede ai sensi del precedente art. 12.
Le concessioni relative a costruzioni non comprese in zone o piani di recupero e ricadenti nelle zone di cui al primo comma del presente articolo non sottoposte alle prescrizioni del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, sono rilasciate, previo nulla-osta della competente soprintendenza, che dovrà valutarne l'ammissibilità in relazione alle esigenze di tutela naturale, ambientale, paesaggistica e dei beni culturali.

(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 1531/97)
(vedi C.G.A., SEZ. GIURISDIZIONALE, 86/99)

Art. 56

(Si omette l'art. 56 in quanto impugnato, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).

(N.d.R. La Corte Costituzionale con sentenza 12 febbraio 1980, n. 13, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità del presente articolo, nella parte in cui "consente l'espropriazione degli edifici del centro storico di interesse artistico e monumentale in stato di degrado senza la previa diffida ai proprietari a provvedere alle opere di restauro")

Art. 57 Disposizioni di tutela particolare

Con l'osservanza delle procedure previste dall'art. 16 della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma dell'art. 15 della legge stessa, limitatamente:
a) alle opere connesse a servizi pubblici;
b) alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse a complessi produttivi e alberghieri esistenti;
c) agli ammodernamenti e agli ampliamenti dei complessi di cui alla precedente lettera b);
d) alle opere relative ai porti ed alle opere connesse per servizi ed infrastrutture.

Titolo VI Consiglio regionale dell'urbanistica

Art. 58 Istituzione del consiglio regionale dell'urbanistica

E' istituito presso l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente il consiglio regionale dell'urbanistica, cui sono demandati i seguenti compiti:
a) esprimere parere sul piano urbanistico regionale, sui piani comprensoriali, sui piani regolatori generali, sui piani di sviluppo economico ed urbanistico delle comunità montane, nonchè sui piani settoriali, comunque denominati, che concernano la materia urbanistica;
b) esprimere parere su tutte le questioni di interesse urbanistico che l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente intenda sottoporre al consiglio stesso.
La denominazione “commissione regionale urbanistica” contenuta nella rubrica “Assessorato regionale dello sviluppo economico” di cui all'art. 8 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28, e successive modificazioni, è sostituita con “consiglio regionale dell'urbanistica”.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 692/96)


Art. 59 Composizione del consiglio regionale dell'urbanistica

Il consiglio regionale dell'urbanistica è composto:
1) dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, che lo presiede, o da un suo delegato;
2) dal direttore regionale dell'urbanistica;
3) dal direttore regionale del territorio e dell'ambiente;
4) da quattro dirigenti tecnici in servizio presso l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente con almeno dieci anni di anzianità;
5) dall'avvocato distrettuale dello Stato di Palermo;
6) dal soprintendente per i beni culturali e ambientali competente per territorio;
7) da tre docenti universitari, di cui due di materie urbanistiche ed uno di materie geologiche, scelti dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente su terne proposte dalle università dell'Isola;
8) da un ingegnere e da un architetto, liberi professionisti, iscritti ai relativi albi professionali, nonchè da un geologo, scelti dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente su terne proposte dalle consulte regionali dei rispettivi ordini professionali;
9) da sei urbanisti designati dalle tre principali associazioni degli enti locali.
Possono essere sentiti, di volta in volta, dal consiglio, per la trattazione di problemi particolari, i direttori regionali degli Assessorati interessati, esperti di chiara fama, rappresentanti di pubbliche amministrazioni.
Deve essere sentito il rappresentante dell'amministrazione di cui si esamini il piano.
I componenti di cui ai numeri 7), 8) e 9) sono nominati con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, durano in carica quattro anni e non possono essere riconfermati.
Ai medesimi, compatibilmente con le leggi in vigore, spetta, in quanto dovuto, il trattamento di missione a norma delle vigenti disposizioni, nonchè gettoni determinati con decreto del Presidente della Regione, sentita la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
Per la validità delle sedute del consiglio è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti.
Per la emissione dei pareri di competenza, è necessario il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Le funzioni di segretario del consiglio sono espletate da un dirigente amministrativo dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.
In materia di urbanistica, il parere del consiglio regionale dell'urbanistica sostituisce ogni altro parere di amministrazione attiva o corpi consultivi.

(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 251/97)

Titolo VII

(Si omettono gli articoli 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66 e 67 in quanto impugnati, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).

(N.d.R. La Corte Costituzionale con sentenza 12 febbraio 1980, n. 13, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità delle norme del presente titolo)



Titolo VIII Norme varie, finali, transitorie e finanziarie

Art. 68 Destinazione dei proventi

I proventi dei contributi e delle sanzioni pecuniarie previsti dalla legge 28 gennaio 1977, n. 10, e dalla presente legge sono versati in favore del comune in un conto corrente vincolato presso uno degli istituti di credito indicati dall'art. 1 della legge regionale 6 maggio 1976, n. 45, con preferenza per quello tesoriere del comune, e sono destinati esclusivamente alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento dei complessi edilizi compresi nei centri storici, all'acquisizione delle aree da espropriare per la realizzazione dei programmi pluriennali, dei programmi costruttivi, dei piani di zona, nonchè, prioritariamente, al rimborso delle anticipazioni di cui al precedente art. 34.
Per i comuni nei quali gli istituti di credito suindicati non abbiano propri sportelli i conti correnti vincolati potranno essere accesi presso altra azienda di credito presente sulla piazza.
Per i comuni dove non esistano sportelli bancari, gli stessi conti potranno essere accesi presso il tesoriere comunale o, alternativamente, presso azienda di credito che abbia uno sportello in comune viciniore. Gli istituti di credito, le aziende ed i tesorieri di cui ai precedenti commi dovranno trasmettere agli Assessorati regionali del bilancio e delle finanze, degli enti locali, del territorio e dell'ambiente, con periodicità annuale e comunque quando ne siano richiesti, dettagliate informazioni sulla consistenza e sui movimenti dei conti correnti vincolati, di cui al presente articolo. E' fatto obbligo ai comuni di tenere separata gestione dei proventi di cui al primo comma.

Art. 69 Norme per la pianificazione regionale

Al fine di dotare l'Amministrazione regionale degli strumenti operativi di conoscenza del territorio e dell'ambiente per un aggiornamento continuo nel quadro delle pertinenti iniziative di programmazione, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente è autorizzato a stipulare convenzioni con enti di ricerca di importanza nazionale, con istituzioni universitarie, società ed enti privati altamente specializzati. Tali convenzioni, una volta perfezionate, sono comunicate alla competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana. Le convenzioni devono consentire altresì la realizzazione di un sistema informativo territoriale e ambientale per il rilevamento, coordinamento e programmazione della fotocartografia del territorio regionale.
I comuni, prima di deliberare eventuali spese per il rilevamento aerofotogrammetrico ai fini della formazione dei propri strumenti urbanistici, sono tenuti a richiedere all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente il materiale esistente presso lo stesso e per i medesimi fini. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente fornisce, altresì, direttamente, ai comuni che ne facciano richiesta, le fotografie aeree aggionate del loro territorio.
Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa complessiva di lire 3.500 milioni, ripartita negli esercizi finanziari 1979 e 1980.




Art. 70 Comitato tecnico-scientifico

Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, è costituito un comitato tecnico-scientifico al fine di collaborare con l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente nelle attività preparatorie necessarie per la redazione del piano urbanistico regionale.
Il comitato, nominato con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, che lo presiede, dura in carica due anni ed è composto da sei docenti universitari di discipline urbanistiche, economiche e scientifiche.
Ai componenti il comitato sono corrisposti i compensi previsti dal quinto comma dell'art. 59.

Art. 71 Consulenti dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente

L'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente per l'espletamento di attività connesse con le materie di sua competenza può conferire incarichi a tempo determinato, che non costituiscono rapporto di pubblico impiego, ad esperti estranei all'Amministrazione, in numero non superiore a tre. Agli stessi è attribuito il trattamento economico previsto dall'art. 16 della legge regionale 10 aprile 1978, n. 2.

Art. 72 Utilizzazione di dipendenti statali

I funzionari tecnici che prestano servizio presso la sezione urbanistica del provveditorato alle opere pubbliche, a loro richiesta e previo nulla osta dell'amministrazione di appartenenza, possono essere comandati presso l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.

Art. 73 Piani comprensoriali. Interpretazione autentica della legge regionale 3 febbraio 1968, n. 1

In materia di piani comprensoriali tra i poteri dell'Assessorato regionale competente previsti dagli articoli 3, 4 e 5 della legge regionale 3 febbraio 1968, n. 1, sono compresi quelli istruttori ed esecutivi.

Art. 74 Frazione Marina di Melilli

Ai fini dell'attuazione del piano regolatore dell'area di sviluppo industriale di Siracusa, il consorzio ASI è autorizzato ad espropriare tutte le costruzioni esistenti, comprese le aree, nella frazione di Marina di Melilli in deroga al disposto del comma nono dell'art. 16 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni e integrazioni.

Art. 75 Norma transitoria

Sino a quando non sarà costituito il consiglio regionale dell'urbanistica, il comitato tecnico-amministrativo del provveditorato alle opere pubbliche continuerà ad esplicare le proprie funzioni in materia urbanistica.




Art. 76 Disposizioni transitorie

Dopo l'entrata in vigore della presente legge, i piani particolareggiati, ancora in corso di istruttoria presso l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, la cui approvazione ai sensi del precedente art. 12 è demandata ai comuni, ferma restando l'applicazione obbligatoria delle misure di salvaguardia, sono restituiti ai comuni stessi. I predetti piani devono essere adeguati alle disposizioni contenute nella presente legge e, comunque, deliberati dai consigli comunali.
L'atto deliberativo che adotta il piano particolareggiato diviene esecutivo dopo il riscontro della commissione provinciale di controllo ai sensi della legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive modificazioni ed integrazioni.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai comuni obbligati alla formazione dei piani di zona, ai sensi del precedente art. 16.
I piani di lottizzazione restituiti privi di determinazione da parte dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente dopo l'entrata in vigore della presente legge, devono essere uniformati alle disposizioni contenute nella legge medesima e comunque deliberati dai consigli comunali con atto che diviene esecutivo dopo il riscontro della commissione provinciale di controllo ai sensi della legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni.

Art. 77

Copertura finanziaria

Per le finalità di cui alla presente legge è autorizzata, per l'anno finanziario 1979, la spesa complessiva di lire 1.890 milioni, di lire 1.750 milioni per le finalità previste dall'art. 69, lire 50 milioni per le finalità degli articoli 59 e 70 e lire 90 milioni per le finalità di cui all'art. 71.
All'onere di lire 1.890 milioni ricadente nell'esercizio 1979 si fa fronte utilizzando parte dell'incremento delle entrate regionali relative all'anno medesimo.
Per gli esercizi finanziari successivi l'onere sarà determinato in relazione a quanto previsto dall'art. 4, secondo comma, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47.

Art. 78

La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.
Palermo, 27 dicembre 1978.
MATTARELLA

Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, in materia urbanistica e proroga di vincoli in materia di parchi e riserve naturali.
(vedi testo coordinato)

Vedi titoli regionali collegati:
Circolare 5000/91 ASS. BB.CC. - (Applicazione art. 5 della presente - Vincoli di inedificabilità)

Circolare 1/92 ASS. TERRITORIO - (Applicazione della presente)

Circolare 2/92 D.R.U. ASS. TERRITORIO - (Applicazione ex art. 3 della presente)
Circolare 1/94 D.R.U. ASS. TERRITORIO - (Applicazione ex art. 3 della presente)

LEGGE REGIONALE 27 dicembre 1978, n. 71
G.U.R.S. 30 dicembre 1978, n. 57

Norme integrative e modificative della legislazione vigente nel territorio della Regione Siciliana in materia urbanistica.
TESTO COORDINATO (aggiornato al Decr. Ass. Terr. 30 ottobre 1997)
(vedi atto legislativo)
REGIONE SICILIANA L'ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE REGIONALE PROMULGA

la seguente legge:

Titolo I Finalità

Art. 1 Finalità

Sino alla emanazione di una organica disciplina regionale, la legislazione statale e regionale in materia urbanistica si applica con le modifiche e le integrazioni della presente legge che sono dirette anche al conseguimento delle seguenti finalità:
a) potenziamento del ruolo delle comunità locali nella gestione del territorio;
b) crescita della conoscenza del territorio in tutti i suoi aspetti fisici, storici, sociali ed economici, da realizzare anche mediante una opportuna attività promozionale della Regione;
c) salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturale e dell'ambiente;
d) piena e razionale utilizzazione delle risorse valorizzando e potenziando il patrimonio insediativo e infrastrutturale esistente, evitando immotivati usi del suolo.

Titolo II

Strumenti urbanistici
Capo I Strumenti urbanistici generali
Art. 2 Criteri di formazione dei piani regolatori generali
Dopo l'entrata in vigore della presente legge nella formazione di nuovi piani regolatori generali e nella revisione di quelli esistenti dovranno essere dettate prescrizioni esecutive concernenti i fabbisogni residenziali pubblici, privati, turistici, produttivi e dei servizi connessi, rapportati ad un periodo di cinque anni. (1)
Le prescrizioni esecutive di cui al comma precedente, che costituiscono a tutti gli effetti piani particolareggiati di attuazione, devono uniformarsi alle indicazioni dell'art. 9 della presente legge.
I comuni obbligati alla formazione dei programmi pluriennali procedono alla delimitazione delle aree d'intervento preferibilmente in armonia con le prescrizioni esecutive del piano regolatore generale.
Contestualmente all'adozione del piano regolatore generale i comuni sono tenuti a deliberare il regolamento edilizio di cui all'art. 33 della legge 17 agosto 1942, n. 1150.
Nella formazione degli strumenti urbanistici generali non possono essere destinati ad usi extra agricoli i suoli utilizzati per colture specializzate, irrigue o dotati di infrastrutture ed impianti a supporto dell'attività agricola, se non in via eccezionale, quando manchino ragionevoli possibilità di localizzazioni alternative. Le eventuali eccezioni devono essere congruamente motivate.
Nei comuni dotati di piano regolatore generale, non ancora reso conforme alle prescrizioni della legge 6 agosto 1967, n. 765, l'edificazione nelle zone residenziali non può avvenire con indice di densità fondiaria superiore a 7 mc/mq, ove il piano non preveda prescrizioni più limitative. Nel verde agricolo, per le abitazioni, l'indice di densità fondiaria non può superare 0,03 mc/mq. Sono fatte salve le lottizzazioni già approvate e le concessioni già rilasciate.
Nei nuovi strumenti urbanistici dei comuni di cui al comma precedente le zone destinate dagli strumenti urbanistici vigenti a verde agricolo possono essere destinate, per non più del 40 per cento, ad insediamenti di edilizia economica e popolare secondo le disposizioni vigenti e, per la parte rimanente, ad edificazione per edilizia residenziale, con indici di densità fondiaria comunque non superiori a quelli previsti per il verde agricolo nelle destinazioni degli strumenti urbanistici vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 3 Pubblicazione, osservazioni e opposizioni

Il progetto di piano regolatore generale e quello di piano particolareggiato devono essere depositati, non oltre il decimo giorno dalla data della deliberazione di adozione, presso la segreteria comunale, a libera visione del pubblico, per venti giorni consecutivi.
L'effettuato deposito è reso noto al pubblico, oltre che a mezzo di manifesti murali, mediante pubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale della Regione e su almeno un quotidiano a diffusione regionale.
Fino a dieci giorni dopo la scadenza del periodo di deposito chiunque può presentare osservazioni al progetto di piano regolatore generale.
In ordine ai piani particolareggiati e alle prescrizioni esecutive dei piani regolatori che costituiscono a tutti gli effetti piani particolareggiati, possono essere presentate opposizioni dai proprietari di immobili compresi nei piani e osservazioni da parte di chiunque.
Sulle osservazioni ed opposizioni, che dovranno, ove necessario e possibile, essere visualizzate, a cura del comune, in apposite planimetrie di piano, il consiglio comunale è tenuto a formulare le proprie deduzioni entro un mese dalla scadenza del termine di presentazione delle osservazioni ed opposizioni medesime. (2)
Entro dieci giorni dal termine stabilito nel comma precedente il comune trasmette il piano regolatore e, nei casi previsti dalla presente legge, il piano particolareggiato unitamente agli atti deliberativi ed alle osservazioni ed opposizioni, comprese quelle che non sono state oggetto di deduzioni nei modi e nei termini previsti dal quinto comma del presente articolo, all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.

Art. 4 Approvazione del piano regolatore generale (19)

Il piano regolatore generale è approvato con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente. L'Assessore adotta le proprie determinazioni entro centottanta giorni dalla presentazione del piano all'Assessorato.
Con il decreto di approvazione possono essere apportate al piano le modifiche di cui all'art. 3 della legge 6 agosto 1967, n. 765, quelle necessarie per assicurare l'osservanza delle vigenti disposizioni statali e regionali, ivi comprese quelle della presente legge (si omette la parte finale del presente comma in quanto impugnata, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).
(Si omette il terzo comma in quanto impugnato, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).
Nel caso previsto dal quinto comma del precedente art. 3, sulle opposizioni e osservazioni l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente adotta proprie determinazioni.
A tal fine l'Assessore porta a conoscenza del comune interessato le proprie determinazioni in ordine al piano, alle osservazioni ed opposizioni.
Il comune è tenuto, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data di comunicazione di cui al precedente comma, ad adottare le proprie controdeduzioni.
L'Assessore, entro i successivi trenta giorni, emana il decreto di approvazione introducendo di ufficio le modifiche indicate nel presente articolo.
L'Assessore, in caso di inerzia del comune, provvede alla emanazione del decreto di approvazione, intendendo accettate tutte le modifiche proposte.
Nel caso di restituzione del piano per la rielaborazione parziale, il comune è tenuto ad effettuarla entro novanta giorni. Entro i successivi novanta giorni l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente adotta le proprie determinazioni.
Nelle more della rielaborazione parziale, nei comuni sprovvisti di strumenti urbanistici l'edificazione è disciplinata dalla legge regionale 26 maggio 1973, n. 21 e dalla presente legge, con eccezione per le zone del territorio comunale soggette alla rielaborazione, nelle quali nessuna concessione può essere rilasciata.
Il termine per la rielaborazione totale del piano regolatore generale è fissato in centottanta giorni dalla data di restituzione al comune.
Nelle more della rielaborazione totale l'edificazione resta disciplinata dalla normativa preesistente.
Ove il comune, tenuto alla rielaborazione totale del piano regolatore generale, risulti dotato della sola perimetrazione dell'abitato definita ai sensi dell'art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765, l'edificazione al di fuori del centro abitato si svolgerà nel rispetto dell'indice di densità edilizia fondiaria dello 0,03 mc/mq.
-----------------------(11)

(N.d.R. La Corte Costituzionale con sentenza 12 febbraio 1980, n. 13, ha dichiarato la illegittimità costituzionale del comma 2 e 3, del presente articolo, limitatamente alle parti come sopra omesse)

Art. 5 Approvazione del programma di fabbricazione

Il regolamento edilizio ed il programma di fabbricazione sono approvati con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro novanta giorni dalla loro presentazione all'Assessorato. (19)
Con il decreto di approvazione possono essere apportate al programma di fabbricazione le modifiche di cui all'art. 12 della legge 6 agosto 1967, n. 765, nonchè quelle necessarie per assicurare l'osservanza delle vigenti disposizioni statali e regionali, ivi comprese quelle della presente legge, e le modifiche che non comportino sostanziali innovazioni.
Nel caso di richiesta di controdeduzioni o di restituzione per rielaborazione totale o parziale, si applicano le disposizioni contenute nel precedente art. 4, salvo per quanto concerne i termini, che sono ridotti a giorni sessanta per la rielaborazione parziale e a giorni novanta per la rielaborazione totale.
Nelle more della rielaborazione parziale o totale l'attività edilizia si svolgerà nella osservanza delle disposizioni contenute nel precedente art. 4.
-----------------------(11)
Dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni non possono più affidare incarichi per la formazione di programmi di fabbricazione, ma sono tenuti a formare il piano regolatore generale.

Art. 6 Termine per l'adozione dei piani regolatori generali e dei programmi di fabbricazione

I comuni che hanno ottenuto il contributo della Regione per la formazione del piano regolatore generale o dei piani intercomunali anche se non inclusi nel decreto interassessoriale 12 marzo 1956, n. 255 sono obbligati ad adottare il piano medesimo, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, ove risultino inadempienti.
I comuni che hanno ottenuto il contributo della Regione per la formazione del regolamento edilizio e del programma di fabbricazione, sono obbligati ad adottare gli stessi nel termine di quattro mesi dall'entrata in vigore della presente legge, ove risultino inadempienti.
-----------------------(11)
Possono essere richieste per una sola volta proroghe motivate per un periodo non superiore a mesi tre.

Art. 7 Commissione comunale edilizia

Le commissioni comunali edilizie devono essere rinnovate ogni cinque anni e nella loro composizione dev'essere garantita la presenza della minoranza, mediante elezione con voto limitato.

Art. 8 Varianti ai piani comprensoriali. Scioglimento delle assemblee consortili (sostituito dall'art. 1 della L.R. 66/84)

I consorzi costituiti ai sensi dell'art. 4 della legge regionale 3 febbraio 1968, n. 1 e successive modifiche, cessano di esistere.
Le assemblee consortili sono sciolte.
I comuni partecipanti ai consorzi dotati di piani urbanistici comprensoriali possono adottare strumenti urbanistici generali a termini della presente legge.
I piani comprensoriali già in vigore restano operanti per la parte riguardante il territorio di ciascuno dei comuni di cui al precedente comma fino all'eventuale adozione, da parte degli stessi, di strumenti urbanistici generali nei confronti dei quali i piani comprensoriali già in vigore assolvono alla funzione di orientamento specie ai fini delle infrastrutture consortili e dei servizi di interesse generale.
I comuni di cui al terzo comma possono adottare varianti ai piani urbanistici comprensoriali nel rispetto delle procedure previste dagli articoli 2 e 3.
Dette varianti sono approvate con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, previo parere del Consiglio regionale dell'urbanistica e nel rispetto delle norme di cui all'art. 4.
Le varianti ai piani urbanistici comprensoriali non approvate con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente non hanno più corso, tranne quelle di esclusivo interesse comunale.
Le competenze tecniche per la redazione delle varianti ai piani comprensoriali sono corrisposte ai professionisti incaricati nell'intero ammontare, salvo i casi di rielaborazione totale per le varianti richieste per le quali nessun ulteriore compenso, oltre a quello corrisposto, è dovuto.
Gli elaborati tecnici delle varianti ai piani comprensoriali redatti dai professionisti di cui al comma precedente sono acquisiti dai comuni interessati per una loro eventuale utilizzazione.

Capo II Strumenti urbanistici di attuazione

Art. 9 Contenuto dei piani particolareggiati e dei piani di lottizzazione

I piani particolareggiati devono indicare:
a) la rete viaria, suddivisa in percorsi pedonali e carrabili, con la indicazione dei principali dati altimetrici nonchè degli allineamenti;
b) gli spazi di sosta e di parcheggio;
c) la progettazione di massima della rete fognante, idrica, telefonica, del gas, di distribuzione di energia elettrica e della pubblica illuminazione, nonchè di ogni altra infrastruttura necessaria alla destinazione dell'insediamento;
d) gli spazi per le attrezzature di interesse pubblico;
e) gli edifici destinati a demolizione ovvero soggetti a restauri o a bonifica edilizia;
f) la suddivisione delle aree in isolati e lo schema planivolumetrico degli edifici previsti;
g) gli elenchi catastali delle proprietà da espropriare o vincolare;
h) le norme tecniche di attuazione e le eventuali prescrizioni speciali;
i) la previsione di massima delle spese necessarie per l'attuazione del piano.
I piani di lottizzazione devono contenere le indicazioni di cui alle lettere a), b), c), d), e), h), nonchè l'indicazione relativa alla suddivisione delle aree in lotti e lo schema planivolumetrico degli edifici previsti.

Art. 10 Definizione di isolato

Si definisce isolato ogni porzione del territorio edificabile circondata dagli spazi pubblici indicati dal piano particolareggiato o dagli strumenti urbanistici generali.
L'edificazione può avvenire secondo le prescrizioni del successivo art. 11.

Art. 11 Formazione dei comparti

Nelle zone soggette ad interventi di conservazione, risanamento, ricostruzione e migliore utilizzazione del patrimonio edilizio secondo le prescrizioni degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati, ovvero dei piani di recupero di cui al titolo IV della legge 5 agosto 1978, n. 457, al fine di assicurare il rispetto di esigenze unitarie nella realizzazione degli interventi, nonchè una equa ripartizione degli oneri e dei benefici tra i proprietari interessati, i comuni, con delibera consiliare, possono disporre di ufficio o su richiesta dei proprietari in numero idoneo a costituire il consorzio, ai sensi del comma successivo, la formazione di comparti che includano uno o più edifici e/o aree inedificate.
Formato il comparto, il sindaco deve invitare i proprietari a dichiarare, entro un termine fissato nell'atto di notifica, se intendano procedere da soli, se proprietari dell'intero comparto, o riuniti in consorzio, all'attuazione delle previsioni contenute nello strumento urbanistico.
A costituire il consorzio basterà il concorso dei proprietari rappresentanti, in base all'imponibile catastale, la maggioranza assoluta del valore dell'intero comparto. I consorzi così costituiti conseguiranno la piena disponibilità del comparto mediante l'espropriazione delle aree e delle costruzioni dei proprietari non aderenti (si omette la parte finale del presente comma in quanto impugnata, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).
Quando sia decorso inutilmente il termine stabilito nell'atto di notifica, il comune procederà all'espropriazione del comparto a norma della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modifiche ed integrazioni.
(Si omette il quinto comma in quanto impugnato, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).
La deliberazione consiliare con cui si dispone la formazione del comparto equivale a dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità e urgenza.
Per l'assegnazione del comparto il comune procederà a mezzo gara.

(N.d.R. La Corte Costituzionale con sentenza 12 febbraio 1980, n. 13, ha dichiarato la illegittimità costituzionale del comma 5, del presente articolo, mentre ha ritenuto non fondata la questione di legittimità del comma 3, limitatamente alle parole "corrispondendo ad essi un'indennità pari al valore venale dell'immobile da acquisire")

Art. 12 Approvazione dei piani particolareggiati (19)

Salvo quanto stabilito dai commi settimo e seguenti del presente articolo, i piani particolareggiati di attuazione degli strumenti urbanistici generali sono approvati dai comuni, con delibera consiliare. Per l'adozione e la pubblicazione dei piani particolareggiati predetti, nonchè per l'esame delle opposizioni e delle osservazioni, si osservano i termini fissati dal precedente art. 3.
I piani diventano esecutivi dopo il riscontro di legittimità dell'organo di controllo sulla deliberazione relativa alle decisioni sulle opposizioni e osservazioni.
Qualora i piani particolareggiati interessino immobili sottoposti ai vincoli di cui alle leggi 1 giugno 1939, n. 1089 e 29 giugno 1939, n. 1497, è necessario, ai fini dell'approvazione, il parere della competente soprintendenza, che deve essere emesso entro due mesi dalla richiesta.
Trascorso infruttuosamente detto termine, il parere si intende espresso favorevolmente.
Copia dei piani approvati dai comuni deve essere trasmessa all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, che può esercitare controlli, anche a campione, sui medesimi.
Qualora vengano riscontrate inosservanze alle disposizioni contenute nel presente articolo o violazioni di altre prescrizioni urbanistiche si applicano le norme di cui al successivo art. 53.
Resta di competenza dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente l'approvazione dei piani particolareggiati i quali:
a) interessino centri storici, artistici e di interesse ambientale;
b) comportino varianti agli strumenti urbanistici generali ad eccezione di quelle discendenti dal rispetto delle disposizioni del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444;
c) costituiscano attuazione di strumenti urbanistici generali adottati dai comuni ma non ancora approvati dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente;
d) costituiscano attuazione di programmi di fabbricazione approvati dopo l'entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765 e non adeguati alla legge regionale 31 marzo 1972, n. 19. I piani sono approvati con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro quattro mesi dalla loro presentazione.
Con il decreto di approvazione possono essere apportate al piano particolareggiato le modifiche di cui all'art. 16 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive integrazioni, e quelle necessarie per assicurare l'osservanza delle vigenti disposizioni statali e regionali, ivi comprese quelle della presente legge.
Le proposte di modifica vengono portate a conoscenza del comune il quale, entro il termine di trenta giorni successivi alla data di comunicazione, adotta le proprie controdeduzioni con deliberazione del consiglio comunale e le trasmette all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente entro dieci giorni.
Trascorsi infruttuosamente tali termini, l'Assessore provvede all'emanazione del decreto di approvazione, introducendo di ufficio le modifiche proposte.
In caso di restituzione per rielaborazione totale o parziale il comune è tenuto a provvedere nel termine, rispettivamente, di novanta e di sessanta giorni dalla data di restituzione.
In sede di formazione dei piani particolareggiati possono essere introdotte varianti allo strumento urbanistico generale, dirette ad adeguare il medesimo ai limiti e ai rapporti fissati dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444.
La disposizione di cui al precedente comma si applica anche ai comuni forniti di piani regolatori generali approvati anteriormente alla entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765.

Art. 13 Piani particolareggiati di risanamento. Obblighi dei comuni (modificato dall'art. 15 della L.R. 86/81)

I piani particolareggiati di risanamento degli abitati dei comuni dei quali sia stato disposto, con decreto del Presidente della Repubblica, il trasferimento parziale, possono essere adottati in variante ai piani comprensoriali, purchè redatti in osservanza del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, e delle disposizioni regionali vigenti.
I piani di cui al comma precedente sono approvati con deliberazione del consiglio comunale e diventano esecutivi dopo il riscontro di legittimità dell'organo di controllo.
I contenuti dei piani particolareggiati redatti o in corso di redazione all'atto dell'entrata in vigore della presente legge, sono quelli indicati dall'art. 13 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche ed integrazioni, nonchè quelli stabiliti nei disciplinari di incarico stipulati tra l'Amministrazione regionale e i progettisti.
I comuni che hanno ottenuto contributo dalla Regione per la formazione dei piani particolareggiati sono tenuti ad adottarli entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge ovvero entro tre mesi dalla data di consegna da parte dei progettisti.
I termini di cui al comma precedente si applicano, altresì, per l'adozione, da parte dei comuni delle zone colpite dai terremoti, dei piani particolareggiati per cui sia intervenuta la Regione, ai sensi delle leggi regionali 18 luglio 1968, n. 20 e 30 luglio 1969, n. 28.
-----------------------(11)
I piani particolareggiati redatti in via sostitutiva dalla Regione, ai sensi della legge regionale 5 novembre 1973, n. 38, sono adottati dai comuni entro sessanta giorni dall'invio da parte dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.
-----------------------(11)

Art. 14 Piani di lottizzazione - Convenzione

I piani di lottizzazione sono approvati con delibera del consiglio comunale, entro novanta giorni dalla loro presentazione.
Per i piani di lottizzazione che ricadono nei casi previsti dalle lettere a), c) e d) del precedente art. 12 è prescritto il nulla osta dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, il quale adotta le proprie determinazioni entro novanta giorni dalla richiesta. (19)
In tutti i casi in cui i piani di lottizzazione interessino immobili sottoposti ai vincoli di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497, è necessario il parere della soprintendenza, che deve essere reso nel termine di due mesi dalla richiesta. Trascorso infruttuosamente detto termine il parere si intende espresso favorevolmente.
La convenzione di cui al quinto comma dell'art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 dovrà prevedere:
a) la cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria indicate dall'art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847 e dall'art. 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865. Ove lo strumento urbanistico generale preveda in sede propria l'ubicazione delle aree relative alle opere di urbanizzazione secondaria ed esse ricadano al di fuori della lottizzazione, l'aliquota delle aree da cedere al comune può essere monetizzata con i criteri previsti dall'art. 14 della legge 28 gennaio 1977, n. 10;
b) l'assunzione a carico del proprietario degli oneri relativi alle opere di urbanizzazione primaria di cui alla precedente lettera a) da eseguire in conformità alle prescrizioni comunali e da cedere al comune;
c) la corresponsione della quota di contributo di cui all'art. 5 della legge 28 gennaio 1977, n. 10 riguardante le opere di urbanizzazione secondaria, stabilita dai comuni in base alle tabelle parametriche di cui al decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico 31 maggio 1977 all'atto del rilascio della concessione relativa ai fabbricati da realizzare; (20)
d) termini - non superiori a dieci anni per i comuni non obbligati alla formazione dei programmi pluriennali e non superiori al periodo di validità di questi ultimi per i comuni obbligati - per la cessione delle aree e delle relative opere;
e) congrue garanzie finanziarie per l'adempimento degli obblighi derivanti dalle convenzioni.
Il rilascio delle concessioni edilizie nell'ambito dei singoli lotti è subordinato all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria relative ai lotti stessi.
Per i piani di lottizzazione approvati prima dell'entrata in vigore della presente legge sono fatti salvi gli oneri di urbanizzazione convenzionata.
Il rilascio delle singole concessioni edilizie è subordinato soltanto al pagamento della quota di contributo relativa al costo di costruzione secondo la tabella di cui al decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico dell'11 novembre 1977.

Art. 15 Piani di lottizzazione per complessi insediativi chiusi ad uso collettivo

Per i piani di lottizzazione che riguardino complessi insediativi autonomi in ambito chiuso ad uso collettivo, la convenzione di cui al precedente art. 14 non dovrà prevedere l'obbligo della cessione gratuita delle aree e delle relative opere di urbanizzazione primaria e secondaria indicate nell'art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847 e nell'art. 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, ricadenti all'interno del complesso.
Rimane a carico del lottizzante l'esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e dei servizi ed impianti necessari all'insediamento, nonchè il pagamento dei contributi sul costo di costruzione di cui alla legge 28 gennaio 1977, n. 10.
Restano salve le altre disposizioni contenute nel precedente art. 14.

Art. 16 Obblighi dei comuni di dotarsi di piani di edilizia economica e popolare (15) (19)

I comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti sono tenuti, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, all'adozione di piani per l'edilizia economica e popolare ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167 e successive modifiche ed integrazioni.
All'adozione di detti piani sono tenuti, altresì, i comuni indicati con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, allorchè ricorrano le condizioni previste dal terzo comma dell'art. 1 della legge 18 aprile 1962, n. 167.
L'estensione delle zone da includere nei piani è determinata in relazione alle esigenze dell'edilizia economica e popolare per un decennio e non può essere inferiore al 40 per cento e superiore al 70 per cento di quella necessaria a soddisfare il fabbisogno complessivo di edilizia abitativa del periodo considerato.
Nei rimanenti comuni i fabbisogni di edilizia residenziale pubblica, convenzionata e agevolata, da realizzare a favore dei soggetti previsti dall'art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, devono essere soddisfatti mediante programmi costruttivi da attuare con la procedura di cui all'art. 51 della predetta legge 22 ottobre 1971, n. 865, salvo quanto disposto dal comma seguente.
Nell'ambito della Regione Siciliana, la disposizione di cui al terzo comma dell'art. 51 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è sostituita dalla seguente:
“La deliberazione del consiglio comunale è adottata entro trenta giorni dalla richiesta formulata dagli aventi diritto e diventa esecutiva dopo che sia stata riscontrata legittima da parte della commissione provinciale di controllo”.
I piani per l'edilizia economica e popolare redatti in conformità delle previsioni degli strumenti urbanistici generali, e salvi i casi previsti alle lettere a), b), c), d) del precedente art. 12 sono approvati dai comuni e diventano esecutivi dopo il riscontro di legittimità della commissione provinciale di controllo.
In tutti gli altri casi l'approvazione dei piani è demandata all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, che provvede nel termine massimo di tre mesi dalla presentazione dei piani.

Art. 17 Riserva di aree (sostituito dall'art. 6 della L.R. 86/81)

Nell'ambito dei piani di zona e dei programmi costruttivi, previsti dal precedente art. 16, dovrà essere riservata un'aliquota, non inferiore al 10 per cento e non superiore al 40 per cento, dell'area complessiva destinata a residenza da assegnare, con diritto di superficie, agli aventi titolo ai sensi dell'art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni, anche se non soci di cooperative o beneficiari di contributi statali o regionali, per la realizzazione di case unifamiliari.
Gli interventi per le singole costruzioni di cui al comma precedente potranno avvenire in deroga alla tipologia prevista per l'edilizia popolare, salvo l'osservanza delle prescrizioni contenute nell'ultimo comma dell'art. 16 della legge 5 agosto 1978, n. 457.

Art. 18 Obblighi dei comuni in ordine ai piani per insediamenti produttivi (19)

I comuni sprovvisti di piani per insediamenti produttivi sono obbligati, su richiesta degli operatori economici, alla loro formazione ai sensi e per gli effetti dell'art. 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modifiche ed integrazioni, procedendo alla individuazione delle aree relative nell'ambito delle zone industriali o artigianali previste negli strumenti urbanistici.
In ogni caso l'estensione delle aree da includere nel piano non può essere inferiore a quella necessaria a soddisfare il fabbisogno relativo al triennio.
Per l'approvazione dei predetti piani si applicano le disposizioni contenute nel precedente art. 12.

Capo III Norme comuni agli strumenti urbanistici

Art. 19 Efficacia degli strumenti urbanistici Salvaguardia (19) (modificato dall'art. 33 della L.R. 37/85)

Decorsi i termini per l'approvazione del piano regolatore generale, del regolamento edilizio, del programma di fabbricazione e dei piani particolareggiati senza che sia intervenuta alcuna determinazione di approvazione con modifiche di ufficio, di rielaborazione totale o parziale degli stessi, da parte dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, i predetti strumenti urbanistici diventano efficaci a tutti gli effetti. (3)
La susseguente determinazione dell'Assessorato, da effettuarsi nel termine perentorio di 180 giorni, deve fare salvi tutti i provvedimenti emessi dal comune nelle more dell'intervento assessoriale.
In pendenza dell'approvazione degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati l'applicazione delle misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952, n. 1902, e successive modifiche, e alla legge regionale 5 agosto 1958, n. 22, è obbligatoria.

Art. 20 Definizione degli interventi

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente sono così definiti:
a) interventi di manutenzione ordinaria: quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti; (4)
b) interventi di manutenzione straordinaria: le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonchè per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso; (4) (14)
c) interventi di restauro e di risanamento conservativo: quelli rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio; (4) (14)
d) interventi di ristrutturazione edilizia: quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, la eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti; (14)
e) interventi di ristrutturazione urbanistica: quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale, fermi restando i limiti di densità fondiaria previsti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, per ciascuna delle zone interessate dagli interventi stessi.
Le definizioni del presente articolo prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi. Restano ferme le disposizioni e le competenze previste dalle leggi 1 giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, e successive modificazioni ed integrazioni.

Art. 21 Attuazione degli strumenti urbanistici nelle zone A e B

Al punto I dell'art. 28 della legge regionale 26 maggio 1973, n. 21, è aggiunto il seguente comma:
“Nei comuni dotati di strumenti urbanistici generali approvati o adottati e presentati all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, l'edificazione nelle aree libere può avvenire a mezzo di singole concessioni”.
Nel secondo comma del punto II dell'art. 28 della legge regionale 26 maggio 1973, n. 21, le parole “mc/mq. 8” sono sostituite con le altre “mc/mq. 9”.
A modifica di quanto prescritto nel punto II dell'art. 28 della legge regionale 26 maggio 1973, n. 21, ferme restando le altre disposizioni agevolative contenute nella predetta norma, l'attuazione degli strumenti urbanistici generali, relativamente alle zone territoriali “ B ”, può effettuarsi a mezzo di singole concessioni, quando esistano le opere di urbanizzazione primaria (almeno rete idrica, viaria e fognante) e risultino previste dallo strumento urbanistico generale quelle di urbanizzazione secondaria.
------------------------ (13)
Nelle rimanenti aree non urbanizzate delle zone territoriali omogenee “B” l'edificazione è subordinata alla preventiva approvazione di piani particolareggiati o di piani di lottizzazione.

Art. 22 Interventi produttivi nel verde agricolo (16) (sostituito dall'art. 6 della L.R. 17/94 e modificato dall'art. 6 della L.R. 34/94)

1. Nelle zone destinate a verde agricolo dai piani regolatori generali sono ammessi impianti o manufatti edilizi destinati alla lavorazione o trasformazione di prodotti agricoli o zootecnici locali ovvero allo sfruttamento a carattere artigianale di risorse naturali locali tassativamente individuate nello strumento urbanistico.
2. Le concessioni edilizie rilasciate ai sensi del comma 1 devono rispettare le seguenti condizioni:
a) rapporto di copertura non superiore a un decimo dell'area di proprietà proposta per l'insediamento;
b) distacchi tra fabbricati non inferiori a m. 20;
c) distacchi dai cigli stradali non inferiori a quelli fissati dall'articolo 26 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495;
d) parcheggi in misura non inferiore ad un quinto dell'area interessata;
e) rispetto delle distanze stabilite dall'articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, come interpretato dall'articolo 2 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15. (12)

Art. 23 Agroturismo

Nell'ambito di aziende agricole, i relativi imprenditori a titolo principale possono destinare parte dei fabbricati adibiti a residenza ad uso turistico stagionale.
Sempre allo stesso fine i predetti fabbricati possono essere ampliati fino ad un massimo del 30 per cento della cubatura esistente e comunque per non più di 300 metri cubi.

Art. 24

Spese per la formazione degli strumenti urbanistici. Disciplinare-tipo (5)

La spesa necessaria per la redazione degli strumenti urbanistici comunali generali, particolareggiati o ad essi assimilati, ivi compresa quella relativa a rilievo aerofotogrammetrico ed eventuale indagine geologica è obbligatoria.
-----------------------(11)
Il disciplinare del conferimento dell'incarico di progettazione di strumenti urbanistici deve essere conforme al disciplinare-tipo predisposto dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, il quale deve indicare:
- la composizione dell'eventuale gruppo di progettazione e la relativa rappresentanza;
- l'indicazione degli elaborati contrattuali, ivi compresi la visualizzazione delle osservazioni ed opposizioni e le eventuali rielaborazioni;
- le modalità di dimensionamento del piano;
- le modalità di pagamento degli onorari e delle spese;
- i termini di consegna, non superiori a cinque mesi;
- la penalità per i ritardi e la rescissione del contratto in danno del progettista ove il ritardo superi di metà il termine assegnato.
Il disciplinare-tipo è approvato con decreto assessoriale entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

Art. 25 Contributi per la rielaborazione degli strumenti urbanistici (18) (sostituito dall'art. 5 della L.R. 66/84 e successivamente dall'art. 11 della L.R. 17/94)

1. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente concede contributi nelle spese per la redazione, revisione e rielaborazione degli strumenti urbanistici generali, particolareggiati o ad essi assimilati, nonché per indagini geologiche, studi agricolo-forestali, rilievi aerofotogrammetrici anche su supporto magnetico (cartografia numerica digitalizzata).
2. Qualora l'Ufficio tecnico dell'Amministrazione si avvalga di consulenze esterne, il contributo per i soli onorari è ridotto al 50 per cento della spesa.
3. Le modalità per la concessione dei contributi assessoriali, che possono raggiungere il 100 per cento della spesa ritenuta ammissibile, saranno disciplinate con apposito regolamento approvato con decreto del Presidente della Regione su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
4. I contributi possono essere richiesti dagli organi ordinari delle amministrazioni dei comuni, province e consorzi per le aree di sviluppo industriale (ASI), nonché dai commissari sostitutivamente nominati.
5. I contributi sono concessi anche per le revisioni generali dei piani approvati nonché per le rielaborazioni di quelli respinti.
6. Sono abrogati il comma 12 dell'articolo 3 e l'articolo 7 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15.
7. Nel regolamento di cui al comma 3 sono altresì determinati i compensi spettanti ai progettisti per la redazione o la revisione dei piani urbanistici, in funzione dell'estensione del territorio comunale e della complessità dei piani urbanistici da approntare, nonché le indennità speciali spettanti ai componenti degli uffici tecnici degli enti locali, qualora essi provvedano direttamente alla redazione o alla revisione del piano.

Art. 26 Controllo sulle deliberazioni comunali

Il riscontro della commissione provinciale di controllo sulle deliberazioni comunali, adottate ai sensi della presente legge, è esclusivamente di legittimità sulla regolarità delle adunanze degli organi comunali, allorquando dette deliberazioni debbano essere successivamente trasmesse all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente per i provvedimenti di competenza.

Art. 27 Interventi sostitutivi (sostituito dall'art. 2 della L.R. 66/84)

Quando gli organi dell'amministrazione dei comuni omettano, sebbene previamente diffidati, o non siano in grado di compiere atti obbligatori in virtù della presente legge e di altre leggi attinenti alla materia urbanistica, vi provvede l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente a mezzo di un commissario ad acta la cui durata in carica non può eccedere il termine di tre mesi, salvo proroga fino a dodici mesi per giustificati motivi in rapporto alla complessità degli atti da compiere.
Non si fa luogo alla diffida di cui al primo comma qualora si tratti di scadenza di termini previsti espressamente dalla presente legge o da altre leggi attinenti alla materia urbanistica.
Alle spese per il commissario provvede il comune per il quale è stato nominato, salvo rivalsa a carico degli amministratori eventualmente responsabili.
I commissari nominati ai sensi del primo comma decadono dall'incarico nel caso di rinnovazione del consiglio comunale e comunque possono essere sempre revocati, con provvedimenti motivati, dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.

Titolo III Programmi Pluriennali

Art. 28 Programmi pluriennali di attuazione. Comuni obbligati – Durata (modificato dall'art. 1 della L.R. 159/80, dall'art. 33 della L.R. 37/85 e dall'art. 1 della L.R. 15/91)

Tutti i comuni aventi popolazione superiore a 10.000 abitanti sono obbligati alla formazione dei programmi pluriennali di attuazione nel rispetto delle seguenti scadenze temporali:
a) comuni con popolazione compresa tra i 10.000 e 15.000 abitanti: entro il 31 dicembre 1994;
b) comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e dotati di strumenti urbanistici generali approvati: entro il 31 dicembre 1994;
c) comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti non ancora dotati di strumenti urbanistici generali: entro un anno dall'approvazione degli strumenti urbanistici medesimi.
Sono tenuti altresì a formare il programma pluriennale negli stessi termini di cui alle lettere b) e c) i comuni che per le loro caratteristiche industriali e turistiche, a prescindere dalla loro popolazione, saranno inclusi in un apposito elenco che sarà approvato dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro il 31 dicembre 1994.
La durata dei programmi pluriennali, variabili da tre a cinque anni, è determinata dai comuni.

Art. 29 Contenuto del programma pluriennale di attuazione

Il programma pluriennale di attuazione degli strumenti urbanistici generali approvati o adottati e trasmessi riguarda le parti del territorio comunale oggetto d'intervento pubblico e privato in un periodo di tempo non inferiore a tre e non superiore a cinque anni.
Il programma pluriennale deve indicare:
a) il perimetro dei suoli sui quali, nel rispetto delle prescrizioni dello strumento urbanistico, si intende intervenire;
b) il perimetro e la destinazione delle aree per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria di pertinenza dei vari insediamenti, nonchè delle infrastrutture dei servizi di interesse comunale o intercomunale;
c) il preventivo di spesa per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e per la espropriazione delle aree.
Gli interventi per l'edilizia residenziale devono avvenire nel rispetto di quanto prescritto dall'art. 2 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.
Le aree da includere nel programma sono scelte avendo riguardo alla economicità ed alla funzionalità degli interventi. A tale fine sono scelte con priorità le aree già dotate di opere di urbanizzazione e comunque quelle nelle quali i costi di insediamento risultino più economici.

Art. 30 Dimensionamento - Elaborati del programma

L'estensione delle parti del territorio comunale da includere nel programma pluriennale è determinata in relazione ai fabbisogni strettamente necessari di edilizia residenziale, commerciale, per attività turistiche, direzionali, artigianali ed industriali, nonchè dei relativi servizi, per l'arco temporale di validità del programma, tenendo conto delle concessioni già rilasciate e della situazione di fatto esistente, nonchè della concreta possibilità di recupero del patrimonio edilizio esistente. Non si applicano le disposizioni dell'art. 32 della legge 5 agosto 1978, n. 457.
Gli elaborati del programma sono costituiti da:
a) relazione illustrativa dei criteri adottati in ordine al dimensionamento ed alle scelte operate;
b) delimitazione dei suoli costituenti il perimetro d'intervento effettuata su mappe catastali nelle quali dovranno essere indicate le previsioni degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati;
c) relazione finanziaria riportante le previsioni di spesa occorrenti per l'acquisizione delle aree e per l'esecuzione delle opere di urbanizzazione e dei servizi di interesse generale, nonchè l'indicazione delle previsioni di entrata.

Art. 31 Formazione ed approvazione

Ai fini della formazione dei programmi pluriennali il comune dovrà sentire le forze sociali, culturali, imprenditoriali e i consigli di quartiere ove esistano.
I programmi pluriennali, la cui spesa è obbligatoria, sono adottati dal consiglio comunale e pubblicati all'albo pretorio per un periodo di quindici giorni.
Chiunque può presentare osservazioni entro i quindici giorni successivi alla data di scadenza della pubblicazione.
Entro i successivi trenta giorni, il consiglio comunale è tenuto ad adottare le proprie determinazioni in ordine alle osservazioni, presentare e procedere quindi all'approvazione definitiva del programma che diventa esecutivo dopo il riscontro della commissione provinciale di controllo.
E' fatto obbligo ai comuni di trasmettere all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente i programmi deliberati.
Nella prima attuazione della presente legge si può tenere conto, ai fini della formazione dei programmi pluriennali, delle lottizzazioni convenzionate approvate alla data di entrata in vigore della presente legge.
E' consentita per una sola volta la revisione dei programmi pluriennali entro il primo biennio o triennio dalla loro approvazione ove, a seguito di verifiche effettuate, risultino necessarie modificazioni o nel caso di adeguamento degli strumenti urbanistici generali alle modifiche apportate dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente in sede di approvazione degli stessi.

Art. 32 Attuazione dei programmi pluriennali

L'attività edilizia nelle aree incluse nei programmi pluriennali si svolgerà a mezzo di:
a) concessione singola;
b) piano di lottizzazione convenzionata;
c) piano particolareggiato.
Le singole concessioni potranno essere rilasciate nelle zone territoriali omogenee A e B nei casi previsti dal precedente art. 21 nonchè per gli isolati definiti dal precedente art. 10 o nei comparti definiti dall'art. 23 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, modificato dall'art. 11 della presente legge.
Qualora lo strumento urbanistico generale non contenga previsioni esecutive, il comune è tenuto ad indicare i metodi di intervento o procedendo in tutto o in parte alla redazione di piani particolareggiati o imponendo l'obbligo ai proprietari delle aree di presentare piani di lottizzazione.
Nel caso in cui entro il periodo di validità del programma gli aventi titolo non presentino, singolarmente o riuniti in consorzio, istanza di concessione, il comune procede alla espropriazione delle aree non utilizzate ai sensi dell'art. 13 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.
Nella prima applicazione della presente legge è consentito concedere proroghe non superiori a due anni, purchè le aree non utilizzate ricadano nell'ambito del secondo programma pluriennale.
Il comune utilizza le aree espropriate secondo quanto previsto dall'art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modificazioni, nonchè secondo le disposizioni contenute nell'art 27 della medesima legge.
La disposizione di cui al precedente quarto comma non si applica ai beni immobili di proprietà dello Stato o della Regione.

Art. 33 Opere ammesse al di fuori delle aree incluse nei programmi pluriennali (modificato dall'art. 1 della L.R. 159/80)

Al di fuori del perimetro delle aree incluse nei programmi pluriennali sono ammessi gli interventi previsti dall'art. 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, quelli consentiti dallo strumento urbanistico generale nelle zone territoriali omogenee A e B, limitatamente all'edificato esistente, nonchè quelli discendenti dall'attuazione dei piani di recupero di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457.
A decorrere dal 1° luglio 1981 e sino all'approvazione dei programmi pluriennali dei comuni di cui alla lettera b) del precedente art. 28, la concessione è data soltanto su aree dotate di opere di urbanizzazione primaria o per le quali esista l'impegno dei concessionari a realizzarle e semprechè risultino previste dallo strumento urbanistico le opere di urbanizzazione secondaria.
Per i comuni di cui alla lettera c) del citato art. 28 le disposizioni indicate nel precedente comma si applicano a decorrere da un anno dalla data di approvazione degli strumenti urbanistici generali.
Per i comuni di cui alla lettera a) del citato art. 28 le disposizioni previste dal secondo comma del presente articolo si applicano a decorrere dal 1° luglio 1982.

Art. 34 Anticipazione di spesa per l'attuazione dei programmi pluriennali

L'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente autorizza anticipazioni di fondi, senza interessi, in favore dei comuni dotati di programmi pluriennali di attuazione, per le seguenti finalità:
a) acquisizione delle aree incluse nei programmi pluriennali per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, di servizi ed infrastrutture di interesse generale;
b) esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, di servizi ed infrastrutture di interesse generale;
c) acquisizione delle aree ricadenti nell'ambito dei programmi pluriennali e per le quali gli aventi titolo non abbiano richiesto la relativa concessione nei termini di validità del programma medesimo.
Le anticipazioni di cui al comma precedente sono commisurate all'ammontare del progetto delle opere occorrenti, contenente l'indicazione delle aree da espropriare, approvato dagli organi competenti secondo le vigenti disposizioni.
Sono ammessi ai benefici previsti dal presente articolo i comuni inclusi in programmi semestrali formulati dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente sulla base delle richieste avanzate, sentito preventivamente il parere della Commissione legislativa competente dell'Assemblea regionale.

Art. 35 Procedure per la concessione delle anticipazioni

Alla concessione delle anticipazioni si provvede con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, previa istanza del comune interessato, diretta all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, corredata da:
a) piano finanziario contenente i fabbisogni di cui alle lettere a), b) e c) dell'art. 34;
b) delibera di impegno a rimborsare le anticipazioni secondo le modalità previste dal presente articolo.
L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente trasmette all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze le istanze di cui al precedente comma unitamente al nulla osta all'accoglimento della istanza medesima, specificando, altresì, l'importo dell'anticipazione autorizzata.
L'accreditamento dell'anticipazione è effettuato a favore del legale rappresentante del comune beneficiario presso gli stabilimenti, siti nei capoluoghi di provincia, degli istituti di credito tesorieri dei fondi regionali.
I prelevamenti devono essere limitati alle somme necessarie per le esigenze previste alle lettere a), b) e c) dell'art. 34 mediante ordinativi di pagamento in favore dei creditori.
Le anticipazioni saranno rimborsate dai comuni utilizzando le somme riscosse a qualsiasi titolo per effetto della presente legge, nonchè quelle provenienti da finanziamenti statali erogati per le finalità previste dal primo comma dell'art. 34.
I rimborsi sopra citati dovranno essere effettuati nel termine di quindici giorni dalla data di riscossione delle predette somme.
I sindaci ed i tesorieri comunali sono personalmente responsabili della puntuale applicazione delle disposizioni del precedente comma.
Le anticipazioni di cui al precedente art. 34, da erogare nel periodo dal 1980 al 1983, sono poste a carico del bilancio della Regione per un ammontare complessivo di lire 100.000 milioni.
Alla spesa relativa si provvede con le entrate previste dalla presente legge.

Titolo IV Norme regolatrici dell'attività edilizia

Capo I Concessioni edilizie

Art. 36 Concessione

Il proprietario o chi ne ha titolo deve chiedere al sindaco la concessione per l'esecuzione di qualsiasi attività comportante trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio comunale, nonchè il mutamento della destinazione degli immobili.
Possono richiedere la concessione anche coloro che, pur non essendo proprietari, dimostrino di avere un valido titolo che consenta l'uso del bene in relazione alla concessione richiesta.
La qualità di proprietario o di avente titolo deve essere documentata.
L'atto di concessione, nonchè l'atto di impegno unilaterale e la convenzione previsti dall'art. 7 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, debbono essere trascritti, a cura dell'amministrazione comunale e a spese dei richiedenti, nei registri immobiliari, in modo da risultare sia la destinazione dell'immobile sia le aree di pertinenza asservite all'immobile stesso.
------------------------ (13)
Fatti salvi i casi previsti dall'art. 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10 per la concessione gratuita, e quelli di cui all'art. 7 della stessa legge per l'edilizia convenzionata, la concessione è subordinata alla corresponsione di un contributo commisurato alla incidenza delle spese di urbanizzazione primaria e secondaria, nonchè al costo di costruzione.
La concessione è trasferibile ai successori e aventi causa che abbiano titolo sul bene oggetto della concessione stessa.
Le concessioni relative a singoli edifici non possono avere validità complessiva superiore a tre anni dall'inizio dei lavori, che devono comunque essere iniziati entro un anno dal rilascio della concessione.
Un periodo più lungo per la ultimazione dei lavori può essere consentito dal sindaco in relazione alla mole delle opere da realizzare o delle sue particolari caratteristiche costruttive.
Qualora entro i termini suddetti i lavori non siano stati iniziati o ultimati, il concessionario deve richiedere una nuova concessione.
Per ultimazione dell'opera si intende il completamento integrale di ogni parte del progetto confermato con la presentazione della domanda di autorizzazione per l'abitabilità o agibilità.
E' ammessa la proroga del termine per la ultimazione dei lavori con provvedimento motivato e solo per fatti estranei alla volontà del concessionario che siano sopravvenuti a ritardare i lavori durante la loro esecuzione.
La proroga può essere sempre prevista nel provvedimento di concessione del sindaco, quando si tratti di opere pubbliche, il cui finanziamento sia preventivato in più esercizi finanziari.

Art. 37 Controllo partecipativo

Chiunque ha diritto di prendere visione presso gli uffici comunali delle domande e delle concessioni edilizie.
I comuni sono tenuti, a richiesta, a fornire copie dei relativi atti, ponendo a carico dei richiedenti le spese per la riproduzione.
L'estratto delle concessioni dovrà essere esposto per quindici giorni all'albo del comune.

Art. 38 Intervento sostituitivo per mancato rilascio di concessione (abrogato dall'art. 2 comma 9 della L.R. 17/94)

Art. 39 Cave (19) (sostituito dall'art. 10 della L.R. 127/80 e dall'art. 2 della L.R. 22/82)

L'apertura delle cave non è soggetta alla concessione prevista dall'art. 1 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, bensì subordinata ad un attestato da parte del sindaco di conformità con gli strumenti urbanistici vigenti nonchè all'approvazione da parte del comune dello studio di fattibilità e del progetto di massima di cui alla lett. d dell'art. 12.
Se la cava da aprire ricade su terreni destinati a verde agricolo, l'attestato di conformità è sostituito da un attestato di non incompatibilità con gli strumenti urbanistici vigenti.
Le decisioni, positive o negative, di cui ai commi precedenti, devono essere assunte entro sessanta giorni dalla data di trasmissione della documentazione da parte del distretto minerario. Decorso tale termine, provvede in via sostitutiva, entro i successivi trenta giorni, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente a mezzo di commissario ad acta.

Art. 40 Convenzione tipo o atto d'obbligo unilaterale

I comuni deliberano lo schema di convenzione o atto d'obbligo unilaterale previsti dall'art. 7 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, in conformità alla convenzione tipo di cui all'art. 8 della stessa legge, che l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente è tenuto ad approvare nel termine di novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
Il valore del costo teorico base di costruzione da assumere per la determinazione del prezzo di cessione degli alloggi è rapportato a quello definito annualmente dal Ministero dei lavori pubblici in materia di edilizia agevolata di cui all'art. 9, terzo comma, del decreto legge 6 settembre 1965, n. 1022, convertito con modificazioni nella legge 1 novembre 1965, n. 1179.
------------------------ (13)
In sede di prima applicazione della presente legge si può assumere come costo teorico base di costruzione quello stabilito con decreto ministeriale 3 ottobre 1975, n. 9816, ai sensi del terzo comma dell'art. 8 della legge 1° novembre 1965, n. 1179. Detto costo è comprensivo delle spese generali e degli utili dell'impresa.
Nel deliberare lo schema di convenzione di cui al primo comma del presente articolo i comuni determinano i canoni di locazione che non devono comunque risultare superiori a quelli derivanti dall'applicazione degli articoli da 12 a 21 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Art. 41 Oneri di urbanizzazione (6) (7) (sostituito dall'art. 13 della L.R. 70/81)

L'incidenza degli oneri di urbanizzazione di cui alla legge 28 gennaio 1977, n. 10, è determinata dai comuni in conformità alle tabelle parametriche regionali approvate con decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico del 31 maggio 1977, in misura non inferiore alle seguenti percentuali:
a) comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti e frazioni degli altri comuni con popolazione non superiore a 10.000 abitanti: 20 per cento;
b) comuni con popolazione tra i 10.001 e i 30.000 abitanti: 22,50 per cento;
c) comuni con popolazione compresa tra i 30.001 e i 50.000 abitanti: 25 per cento;
d) comuni con popolazione tra i 50.001 e i 100.000 abitanti: 27,50 per cento;
e) comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti: 35 per cento;
f) insediamenti stagionali di comuni montani e collinari: 25 per cento;
g) insediamenti stagionali di comuni costieri: 35 per cento;
h) insediamenti turistici: 25 per cento;
i) insediamenti artigianali e industriali: 15 per cento.
Gli insediamenti artigianali all'interno dei piani di insediamento produttivo e gli insediamenti industriali all'interno delle aree o dei nuclei industriali sono esonerati dal pagamento degli oneri di urbanizzazione. (8)
Per gli insediamenti commerciali e direzionali le tabelle parametriche si applicano integralmente.
Nella prima applicazione del presente articolo le percentuali come sopra stabilite sono immediatamente operanti salvo che i comuni non deliberino percentuali superiori a quelle indicate nel presente articolo.

Art. 42 Esenzioni dagli oneri (sostituito dall'art. 14 della L.R. 70/81 modificato dall'art. 11 della L.R. 55/82))

Il contributo di cui all'art. 6 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, non è dovuto da coloro che chiedono la concessione per fabbricati destinati a residenza stabile per uso proprio, quando questi hanno caratteristiche dell'edilizia economica e popolare e i richiedenti non risultino proprietari di altri immobili, nonchè dalle cooperative edilizie a proprietà divisa o indivisa che abbiano i requisiti per accedere a finanziamenti previsti dalla legislazione nazionale e regionale in materia di edilizia agevolata o convenzionata, ivi comprese quelle che hanno già firmato le convenzioni con i comuni, e da coloro che richiedono la concessione per alloggi aventi le caratteristiche di superficie di cui all'ultimo comma dell'art. 16 della legge 5 agosto 1978, n. 457, e che siano inseriti nei progetti biennali della predetta legge 5 agosto 1978, n. 457.
Nessun concorso negli oneri di urbanizzazione è dovuto nei casi previsti dalla lett. b del primo comma dell'art. 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, e dall'ultimo comma dell'art. 27 della legge 5 agosto 1978, n. 457.
Nei casi previsti dal precedente primo comma, gli oneri previsti dall'art. 5 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, sono ridotti al 40 per cento rispetto a quelli determinati dai comuni sulla base delle tabelle parametriche approvate con decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico del 31 maggio 1977 ed in conformità di quanto disposto dal precedente art. 41 e successive modificazioni. (9)

Art. 43 Riduzione degli oneri

La quota degli oneri relativi al costo di costruzione, di cui all'art. 6 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, è ridotta al 60 per cento della misura medesima per le istanze di concessione presentate entro il 31 dicembre 1979 e all'80 per cento per le istanze presentate entro il 31 dicembre 1981.

Art. 44 Ratizzazione del contributo per opere di urbanizzazione

Il contributo di cui all'art. 5 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, può essere ratizzato per un periodo non superiore a 24 mesi. In tal caso il concessionario deve prestare le idonee garanzie finanziarie anche a mezzo di fidejussione bancaria o polizza cauzionale rilasciata da imprese di assicurazione.

Art. 45 Contributo per opere di urbanizzazione per insediamenti turistici, industriali ed artigianali

I criteri per la determinazione dei contributi previsti dall'art. 10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, relativamente agli insediamenti artigianali, industriali e turistici, saranno determinati entro novanta giorni con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentita la competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale. (17)

Capo II Vigilanza e sanzioni

Art. 46 Vigilanza (abrogato dall'art. 39 della L.R. 37/85)

Art. 47 Sospensione dei lavori (abrogato dall'art. 39 della L.R. 37/85)

Art. 48 Sigilli

Nel caso di accertata inadempienza all'ordinanza di sospensione dei lavori, il sindaco provvede all'apposizione di sigilli al cantiere e al macchinario impiegato per lo svolgimento dei lavori.
Il relativo verbale è notificato agli stessi soggetti di cui al precedente articolo, ove non presenti alle operazioni.
I sigilli sono sottoposti a periodiche verifiche che potranno essere effettuate anche a cura di un custode da nominare tra persone estranee alle attività abusive.
Le spese per le misure cautelari e per la custodia sono addebitate, in solido, ai soggetti cui è stata notificata l'ordinanza.
Le relative somme vengono riscosse a norma del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.

Art. 49 Sanzioni principali (abrogato dall'art. 39 della L.R. 37/85)

Art. 50 Sanzioni amministrative per mancato o ritardato pagamento del contributo per la concessione

Il mancato o ritardato versamento del contributo per la concessione comporta:
a) la corresponsione degli interessi legali di mora se il versamento avviene nei successivi trenta giorni;
b) la corresponsione di una penale pari al doppio degli interessi legali qualora il versamento avvenga negli ulteriori trenta giorni;
c) l'aumento di un terzo del contributo dovuto, quando il ritardo si protragga oltre il termine di cui alla precedente lettera b).

Art. 51 Altre sanzioni (abrogato dall'art. 39 della L.R. 37/85)

Art. 52 Poteri sostitutivi della Regione (abrogato dall'art. 39 della L.R. 37/85)

Art. 53 Annullamento di provvedimenti comunali (10) (19)

Nel territorio della Regione Siciliana, l'art. 27 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modificazioni, è sostituito dalle seguenti disposizioni.
Entro dieci anni dalla loro adozione le deliberazioni ed i provvedimenti comunali che consentono esecuzione di opere in violazione delle leggi vigenti, delle prescrizioni degli strumenti urbanistici o delle norme dei regolamenti edilizi, possono essere annullati dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, su parere del consiglio regionale dell'urbanistica.
Il provvedimento di annullamento è preceduto dalla contestazione delle violazioni stesse al titolare della licenza o della concessione, al proprietario della costruzione, al progettista, nonchè al sindaco, con l'invito a presentare controdeduzioni entro un termine all'uopo stabilito.
Il provvedimento di annullamento è emesso entro 18 mesi dalla data delle contestazioni.
In pendenza delle procedure di annullamento l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente ordina la sospensione cautelativa dei lavori, con provvedimento da notificare nelle forme e con le modalità previste dal codice di procedura civile, ai soggetti di cui al precedente comma e da comunicare all'amministrazione comunale.
L'ordine di sospensione cessa di avere efficacia se non sia emesso il decreto di annullamento entro i termini di cui al quarto comma del presente articolo.
Intervenuto il decreto di annullamento si applicano le disposizioni contenute nel precedente art. 49.
I provvedimenti di sospensione dei lavori ed il decreto di annullamento vengono resi noti al pubblico mediante l'affissione nell'albo pretorio del comune.

Art. 54 Obbligo del sindaco

Intervenuto il decreto di annullamento il sindaco ha l'obbligo di dare esecuzione alla pronuncia di annullamento adottando, entro il termine all'uopo fissato dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, i provvedimenti stabiliti con lo stesso decreto.
-----------------------(11)

Titolo V Centri storici e tutela dell'ambiente

Art. 55 Centri storici

Gli interventi nei centri storici, nonchè negli agglomerati di antica o recente formazione contraddistinti da valori storici, urbanistici, artistici ed ambientali, anche se manomessi o degradati o non presenti tutti contestualmente, si attuano con l'osservanza delle finalità indicate nell'art. 1 della legge regionale 7 maggio 1976, n. 70.
Gli strumenti urbanistici attuativi relativi alle zone sopra indicate sono redatti secondo le finalità previste dall'art. 2 della legge regionale 7 maggio 1976, n. 70, anche in variante del piano regolatore generale o del programma di fabbricazione.
Le nuove costruzioni ammissibili nelle aree libere o che si rendano libere dovranno inserirsi nell'ambiente circostante rispettandone la tipologia e le caratteristiche.
I piani di recupero di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457, relativi alle zone di cui al primo comma, dovranno avere carattere prevalentemente conservativo.
Essi sono approvati dal consiglio comunale, a sensi del secondo comma dell'art. 28 della legge 5 agosto 1978, n. 457, e trasmessi all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente entro dieci giorni dalla data del riscontro di legittimità dell'organo di controllo.
La delibera di cui al comma precedente diviene esecutiva se, entro il termine di trenta giorni dal ricevimento, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente non adotta alcuna determinazione. (19)
Quando i predetti piani di recupero prevedono gli interventi di cui alla lettera e) dell'art. 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, la loro approvazione resta di competenza dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, che vi provvede ai sensi del precedente art. 12.
Le concessioni relative a costruzioni non comprese in zone o piani di recupero e ricadenti nelle zone di cui al primo comma del presente articolo non sottoposte alle prescrizioni del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, sono rilasciate, previo nulla-osta della competente soprintendenza, che dovrà valutarne l'ammissibilità in relazione alle esigenze di tutela naturale, ambientale, paesaggistica e dei beni culturali.

Art. 56

(Si omette l'art. 56 in quanto impugnato, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).

(N.d.R. La Corte Costituzionale con sentenza 12 febbraio 1980, n. 13, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità del presente articolo, nella parte in cui "consente l'espropriazione degli edifici del centro storico di interesse artistico e monumentale in stato di degrado senza la previa diffida ai proprietari a provvedere alle opere di restauro")

Art. 57 Disposizioni di tutela particolare

Con l'osservanza delle procedure previste dall'art. 16 della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma dell'art. 15 della legge stessa, limitatamente:
a) alle opere connesse a servizi pubblici;
b) alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse a complessi produttivi e alberghieri esistenti;
c) agli ammodernamenti e agli ampliamenti dei complessi di cui alla precedente lettera b);
d) alle opere relative ai porti ed alle opere connesse per servizi ed infrastrutture.

Titolo VI Consiglio regionale dell'urbanistica

Art. 58 Istituzione del consiglio regionale dell'urbanistica (integrato dall'art. 9 della L.R. 40/95)

E' istituito presso l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente il consiglio regionale dell'urbanistica, cui sono demandati i seguenti compiti:
a) esprimere parere sul piano urbanistico regionale, sui piani comprensoriali, sui piani regolatori generali, sui piani di sviluppo economico ed urbanistico delle comunità montane, nonchè sui piani settoriali, comunque denominati, che concernano la materia urbanistica; (19)
b) esprimere parere su tutte le questioni di interesse urbanistico che l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente intenda sottoporre al consiglio stesso.
Il Consiglio regionale dell'urbanistica esprime il parere sulle varianti ai piani di cui alla lettera a) del primo comma limitatamente ai comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti ed a quelli delle isole minori. Per i comuni con popolazione sino ai 10.000 abitanti il parere sulle varianti ai medesimi piani viene reso dai gruppi di lavoro competenti per territorio della Direzione regionale dell'urbanistica. In quest'ultimo caso, qualora le varianti interessino immobili sottoposti ai vincoli di cui alle leggi 1 giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, è necessario, ai fini dell'approvazione, il parere della competente Sovrintendenza, che deve essere emesso entro due mesi dalla richiesta. Trascorso infruttuosamente detto termine, il parere si intende reso favorevolmente.
La denominazione “commissione regionale urbanistica” contenuta nella rubrica “Assessorato regionale dello sviluppo economico” di cui all'art. 8 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28, e successive modificazioni, è sostituita con “consiglio regionale dell'urbanistica”.

Art. 59 Composizione del consiglio regionale dell'urbanistica

Il consiglio regionale dell'urbanistica è composto:
1) dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, che lo presiede, o da un suo delegato;
2) dal direttore regionale dell'urbanistica;
3) dal direttore regionale del territorio e dell'ambiente;
4) da quattro dirigenti tecnici in servizio presso l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente con almeno dieci anni di anzianità;
5) dall'avvocato distrettuale dello Stato di Palermo;
6) dal soprintendente per i beni culturali e ambientali competente per territorio;
7) da tre docenti universitari, di cui due di materie urbanistiche ed uno di materie geologiche, scelti dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente su terne proposte dalle università dell'Isola;
8) da un ingegnere e da un architetto, liberi professionisti, iscritti ai relativi albi professionali, nonchè da un geologo, scelti dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente su terne proposte dalle consulte regionali dei rispettivi ordini professionali;
9) da sei urbanisti designati dalle tre principali associazioni degli enti locali.
Possono essere sentiti, di volta in volta, dal consiglio, per la trattazione di problemi particolari, i direttori regionali degli Assessorati interessati, esperti di chiara fama, rappresentanti di pubbliche amministrazioni.
Deve essere sentito il rappresentante dell'amministrazione di cui si esamini il piano.
I componenti di cui ai numeri 7), 8) e 9) sono nominati con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, durano in carica quattro anni e non possono essere riconfermati.
Ai medesimi, compatibilmente con le leggi in vigore, spetta, in quanto dovuto, il trattamento di missione a norma delle vigenti disposizioni, nonchè gettoni determinati con decreto del Presidente della Regione, sentita la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
Per la validità delle sedute del consiglio è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti.
Per la emissione dei pareri di competenza, è necessario il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Le funzioni di segretario del consiglio sono espletate da un dirigente amministrativo dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.
In materia di urbanistica, il parere del consiglio regionale dell'urbanistica sostituisce ogni altro parere di amministrazione attiva o corpi consultivi.

Titolo VII

(Si omettono gli articoli 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66 e 67 in quanto impugnati, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione Siciliana).

(N.d.R. La Corte Costituzionale con sentenza 12 febbraio 1980, n. 13, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità delle norme del presente titolo)

Titolo VIII Norme varie, finali, transitorie e finanziarie

Art. 68 Destinazione dei proventi

I proventi dei contributi e delle sanzioni pecuniarie previsti dalla legge 28 gennaio 1977, n. 10, e dalla presente legge sono versati in favore del comune in un conto corrente vincolato presso uno degli istituti di credito indicati dall'art. 1 della legge regionale 6 maggio 1976, n. 45, con preferenza per quello tesoriere del comune, e sono destinati esclusivamente alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento dei complessi edilizi compresi nei centri storici, all'acquisizione delle aree da espropriare per la realizzazione dei programmi pluriennali, dei programmi costruttivi, dei piani di zona, nonchè, prioritariamente, al rimborso delle anticipazioni di cui al precedente art. 34.
Per i comuni nei quali gli istituti di credito suindicati non abbiano propri sportelli i conti correnti vincolati potranno essere accesi presso altra azienda di credito presente sulla piazza.
Per i comuni dove non esistano sportelli bancari, gli stessi conti potranno essere accesi presso il tesoriere comunale o, alternativamente, presso azienda di credito che abbia uno sportello in comune viciniore.
Gli istituti di credito, le aziende ed i tesorieri di cui ai precedenti commi dovranno trasmettere agli Assessorati regionali del bilancio e delle finanze, degli enti locali, del territorio e dell'ambiente, con periodicità annuale e comunque quando ne siano richiesti, dettagliate informazioni sulla consistenza e sui movimenti dei conti correnti vincolati, di cui al presente articolo.
E' fatto obbligo ai comuni di tenere separata gestione dei proventi di cui al primo comma.

Art. 69 Norme per la pianificazione regionale

Al fine di dotare l'Amministrazione regionale degli strumenti operativi di conoscenza del territorio e dell'ambiente per un aggiornamento continuo nel quadro delle pertinenti iniziative di programmazione, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente è autorizzato a stipulare convenzioni con enti di ricerca di importanza nazionale, con istituzioni universitarie, società ed enti privati altamente specializzati.
Tali convenzioni, una volta perfezionate, sono comunicate alla competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.
Le convenzioni devono consentire altresì la realizzazione di un sistema informativo territoriale e ambientale per il rilevamento, coordinamento e programmazione della fotocartografia del territorio regionale.
I comuni, prima di deliberare eventuali spese per il rilevamento aerofotogrammetrico ai fini della formazione dei propri strumenti urbanistici, sono tenuti a richiedere all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente il materiale esistente presso lo stesso e per i medesimi fini.
L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente fornisce, altresì, direttamente, ai comuni che ne facciano richiesta, le fotografie aeree aggionate del loro territorio.
Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa complessiva di lire 3.500 milioni, ripartita negli esercizi finanziari 1979 e 1980.

Art. 70 Comitato tecnico-scientifico

Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, è costituito un comitato tecnico-scientifico al fine di collaborare con l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente nelle attività preparatorie necessarie per la redazione del piano urbanistico regionale.
Il comitato, nominato con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, che lo presiede, dura in carica due anni ed è composto da sei docenti universitari di discipline urbanistiche, economiche e scientifiche.
Ai componenti il comitato sono corrisposti i compensi previsti dal quinto comma dell'art. 59.

Art. 71 Consulenti dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente

L'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente per l'espletamento di attività connesse con le materie di sua competenza può conferire incarichi a tempo determinato, che non costituiscono rapporto di pubblico impiego, ad esperti estranei all'Amministrazione, in numero non superiore a tre. Agli stessi è attribuito il trattamento economico previsto dall'art. 16 della legge regionale 10 aprile 1978, n. 2.

Art. 72 Utilizzazione di dipendenti statali

I funzionari tecnici che prestano servizio presso la sezione urbanistica del provveditorato alle opere pubbliche, a loro richiesta e previo nulla osta dell'amministrazione di appartenenza, possono essere comandati presso l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.

Art. 73 Piani comprensoriali. Interpretazione autentica della legge regionale 3 febbraio 1968, n. 1

In materia di piani comprensoriali tra i poteri dell'Assessorato regionale competente previsti dagli articoli 3, 4 e 5 della legge regionale 3 febbraio 1968, n. 1, sono compresi quelli istruttori ed esecutivi.

Art. 74 Frazione Marina di Melilli

Ai fini dell'attuazione del piano regolatore dell'area di sviluppo industriale di Siracusa, il consorzio ASI è autorizzato ad espropriare tutte le costruzioni esistenti, comprese le aree, nella frazione di Marina di Melilli in deroga al disposto del comma nono dell'art. 16 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni e integrazioni.

Art. 75 Norma transitoria

Sino a quando non sarà costituito il consiglio regionale dell'urbanistica, il comitato tecnico-amministrativo del provveditorato alle opere pubbliche continuerà ad esplicare le proprie funzioni in materia urbanistica.

Art. 76 Disposizioni transitorie

Dopo l'entrata in vigore della presente legge, i piani particolareggiati, ancora in corso di istruttoria presso l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, la cui approvazione ai sensi del precedente art. 12 è demandata ai comuni, ferma restando l'applicazione obbligatoria delle misure di salvaguardia, sono restituiti ai comuni stessi. I predetti piani devono essere adeguati alle disposizioni contenute nella presente legge e, comunque, deliberati dai consigli comunali.
L'atto deliberativo che adotta il piano particolareggiato diviene esecutivo dopo il riscontro della commissione provinciale di controllo ai sensi della legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive modificazioni ed integrazioni.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai comuni obbligati alla formazione dei piani di zona, ai sensi del precedente art. 16.
I piani di lottizzazione restituiti privi di determinazione da parte dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente dopo l'entrata in vigore della presente legge, devono essere uniformati alle disposizioni contenute nella legge medesima e comunque deliberati dai consigli comunali con atto che diviene esecutivo dopo il riscontro della commissione provinciale di controllo ai sensi della legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni.

Art. 77 Copertura finanziaria

Per le finalità di cui alla presente legge è autorizzata, per l'anno finanziario 1979, la spesa complessiva di lire 1.890 milioni, di lire 1.750 milioni per le finalità previste dall'art. 69, lire 50 milioni per le finalità degli articoli 59 e 70 e lire 90 milioni per le finalità di cui all'art. 71.
All'onere di lire 1.890 milioni ricadente nell'esercizio 1979 si fa fronte utilizzando parte dell'incremento delle entrate regionali relative all'anno medesimo.
Per gli esercizi finanziari successivi l'onere sarà determinato in relazione a quanto previsto dall'art. 4, secondo comma, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47.

Art. 78

La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.
Palermo, 27 dicembre 1978.
MATTARELLA

NOTE:

(1) Si riporta il testo dell'art. 3, comma 8, L.R. 15/91:
"ART. 3
8. Le prescrizioni esecutive, indicate al primo comma dell'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, devono essere rapportate ai fabbisogni di un decennio."

(2) Si riporta il testo dell'art. 4 L.R. 65/81:
"ART. 4
I commissari ad acta nominati in via sostitutiva dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente per l'adozione di piani regolatori generali e/o piani particolareggiati non formulano controdeduzioni sulle osservazioni ed opposizioni pervenute in seguito alla pubblicazione degli stessi.
Le osservazioni ed opposizioni sono trasmesse dai commissari ad acta al progettista del piano, il quale, entro i termini indicati dal quinto comma dell'art. 3 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, è tenuto a formulare le proprie deduzioni visualizzandole in apposite tavole del piano medesimo.
Le osservazioni e le opposizioni sono decise dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.
Le determinazioni assunte dai commissari ad acta in sostituzione dei consigli comunali non sono soggette al visto della commissione provinciale di controllo."

(3) Si riporta il testo dell'art. 2 L.R. 159/80:
"ART. 2
Fra le determinazioni assessoriali di cui al primo comma dell'art. 19 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, s'intendono comprese anche le richieste di chiarimenti e di documenti integrativi."

(4) Si riporta il testo dell'art. 16, comma 1 della L.R. 61/81:
"ART. 16 - Interventi nelle more dell'approvazione dei piani particolareggiati
Gli interventi di cui alle lettere a, b, c dell'art. 20 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e gli interventi di cui alla lett. c del precedente art. 7 della presente legge possono essere effettuati anche nelle more dell'approvazione dei piani particolareggiati nel rispetto del piano regolatore generale e della vigente normativa urbanistica per i centri storici."

(5) Il disciplinare tipo è stato approvato con Decr. Ass. del Territorio 17/05/79, n. 91, modificato con successivo decreto assessoriale dello 01/02/92.

(6) Si riporta il testo dell'art. 34 L.R. 37/85:
"ART. 34 - Oneri di urbanizzazione - Adeguamento
Gli oneri di urbanizzazione determinati secondo il disposto della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche, devono essere adeguati entro il 31 dicembre di ogni anno ai costi correnti delle opere e dei manufatti edilizi, con deliberazione del consiglio comunale."

(7) Si riporta il testo dell'art. 15 L.R. 61/81:
"ART. 15
Il contributo previsto dall'art. 6 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, non è dovuto nei casi di interventi da parte di privati diretti al consolidamento, al restauro e alla ristrutturazione edilizia purchè non si abbiano aumenti della superficie calpestabile e del volume preesistente maggiori del 10 per cento.
In tutti gli altri casi il contributo è ridotto al 50 per cento della misura prevista dall'art. 41 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71.
Restano salve le disposizioni contenute nella legge 27 dicembre 1978, n. 71, di cui al precedente comma relativamente ai contributi sul costo di costruzione di cui all'art. 6 della legge 28 gennaio 1977, n. 10."

(8) Si riporta il testo dell'art. 24 della L.R. 1/84:
"ART. 24 - Contributi di urbanizzazione e costo di costruzione
Ai sensi del secondo comma dell'art. 13 della legge regionale 18 aprile 1981, n. 70, gli insediamenti industriali realizzati all'interno delle aree e dei nuclei di cui alla presente legge sono esonerati dal pagamento degli oneri di urbanizzazione di cui all'art. 45 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71.
Gli insediamenti industriali di cui al comma precedente sono, altresì, esonerati dal costo di costruzione previsto dall'art. 3 della legge 28 gennaio 1977, n. 10."

(9) Si riporta il testo dell'art. 8 della L.R. 37/84:
"ART. 8
I benefici previsti dall'ultimo comma dell'art. 42 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, così come modificato dall'art. 14 della legge regionale 18 aprile 1981, n. 70, sono applicabili anche a coloro che hanno ottenuto la licenza o la concessione edilizia prima dell'entrata in vigore della legge regionale 18 aprile 1981, n. 70, purchè i lavori non siano a detta data ultimati."

(10) Si riporta il testo dell'art. 2 L.R. 28/91:
"ART. 2
L'articolo 53 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, si applica anche agli strumenti urbanistici attuativi non soggetti all'approvazione dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, se illegittimi."

(11) Comma abrogato dall'art. 7 della L.R. 66/84.

(12) Si riporta il testo dell'art. 2 della L.R. 15/91:
"ART. 2 - Proroga dell'efficacia dei vincoli contenuti negli strumenti urbanistici generali nonché di quelli apposti ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98
1. L'efficacia dei vincoli contenuti negli strumenti urbanistici generali indicati dall'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 1973, n. 38, già decaduti per decorrenza di termini, è prorogata sino al 31 dicembre 1992.
2. Qualora l'efficacia dei vincoli di cui al comma 1 decada entro il 31 dicembre 1992, la stessa è prorogata fino alla predetta data.
3. Le disposizioni di cui all'articolo 15, primo comma, lettera a, d, ed e della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, devono intendersi direttamente ed immediatamente efficaci anche nei confronti dei privati. Esse prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi.
4. I vincoli biennali apposti ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, ancorché scaduti, sono prorogati di un ulteriore biennio a far data dall'entrata in vigore della presente legge."

(13) Comma abrogato dall'art. 39 della L.R. 37/85.

(14) Vedi Decr. Ass. LL.PP. 20/01/95: "Bando di concorso per la concessione di mutui individuali per il recupero edilizio della prima abitazione in comuni siciliani con popolazione inferiore a 25 mila abitanti."

(15) Vedi Decr. Ass. LL.PP. 06/03/95: "Bando di concorso per l'individuazione delle imprese edilizie destinatarie delle agevolazioni di cui all'art. 132 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25."

(16) In ordine all'autorizzazione al mutamento di destinazione d'uso per gli immobili edificati nelle zone a verde agricolo, vedi i commi 2, 3, 4 e 5 dell'art. 6 della L.R. 17/94, nel testo integrato dall'art. 14, comma 3, della L.R. 40/95.

Vedi le disposizioni contenute nell'art. 35 della L.R. 30/97.

(17) Vedi Decr. Ass. Territorio 10/03/80: "Approvazione dei criteri e delle tabelle parametriche relativi agli insediamenti artigianali, industriali e turistici ai sensi dell'art. 45 della legge regionale 27 dicembre 1978 n. 71."

(18) Vedi Decr. Pres. 16/01/97, n. 15: "Regolamento per la concessione di contributi per la redazione di strumenti urbanistici a favore delle Amministrazioni comunali, provinciali e consorzi per le aree di sviluppo industriale - Art. 25 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, sostituito con l'art. 11 della legge regionale 31 maggio 1994, n. 17."

(19) Si riporta il testo dell'art. 6, commi 1 e 2, della L.R. 9/93:
"ART. 6
1. I termini assegnati all'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente per adottare i provvedimenti di sua competenza in materia urbanistica, ivi compresi quelli relativi all'esame ed all'approvazione degli strumenti urbanistici generali e di attuazione, ed all'autorizzazione di opere da realizzare in difformità delle previsioni urbanistiche, sono prolungati di novanta giorni.
2. I termini di cui al comma 1 scaduti successivamente al 12 luglio 1992 sono prorogati fino al novantesimo giorno successivo all'entrata in vigore della presente legge."

Al riguardo, vedi anche, tabella 6 allegata al D.P. 22 agosto 1995, n. 82: "Regolamento concernente disposizioni di attuazione degli articoli 2 e 4 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10, riguardanti i termini e i responsabili dei procedimenti di competenza dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente".

(20) Vedi Decr. Ass. Terr. 30/10/97: "Aggiornamento degli oneri di urbanizzazione determinati dai comuni ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n. 10."




REGIONE SICILIANA L'ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE REGIONALE PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1 Proroga di termini

1. I termini previsti dalla legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, modificati dalle leggi regionali 30 dicembre 1980, n. 159, e 10 agosto 1985, n. 37, per la formazione dei programmi pluriennali di attuazione, sono prorogati al 31 dicembre 1994.

Art. 2 Proroga dell'efficacia dei vincoli contenuti negli strumenti urbanistici generali nonché di quelli apposti ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98

1. L'efficacia dei vincoli contenuti negli strumenti urbanistici generali indicati dall'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 1973, n. 38, già decaduti per decorrenza di termini, è prorogata sino al 31 dicembre 1992.
2. Qualora l'efficacia dei vincoli di cui al comma 1 decada entro il 31 dicembre 1992, la stessa è prorogata fino alla predetta data.
3. Le disposizioni di cui all'articolo 15, primo comma, lettera a, d, ed e della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, devono intendersi direttamente ed immediatamente efficaci anche nei confronti dei privati. Esse prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi.
4. I vincoli biennali apposti ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, ancorché scaduti, sono prorogati di un ulteriore biennio a far data dall'entrata in vigore della presente legge.

(vedi C.G.A., SEZ. GIURISDIZIONALE, 250/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 524/97)
(vedi C.G.A., SEZ. GIURISDIZIONALE, 264/98)
(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. II, 1035/98)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 63/99)

Art. 3 Obblighi dei comuni

1. I comuni sprovvisti di piano regolatore generale o dotati di piano, i cui vincoli, divenuti inefficaci per decorrenza dei termini indicati dall'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 1973, n. 38, siano prorogati ai sensi dell'art. 2, sono obbligati alla formazione dello stesso o alla revisione di quello esistente entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. I comuni di cui al comma 1 che abbiano già in corso la formazione del piano regolatore sono tenuti ad adottare il piano medesimo entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. I comuni dotati di piano regolatore generale sono tenuti alla formazione di un nuovo piano o alla revisione di quello esistente diciotto mesi prima della decadenza dei termini di efficacia dei vincoli.
4. I comuni provvedono alla redazione o revisione degli strumenti urbanistici a mezzo dei propri uffici tecnici; per comprovata inadeguatezza degli stessi uffici possono conferire incarichi a liberi professionisti.
5. L'affidamento dell'incarico per la redazione del piano regolatore generale o per la revisione di quello esistente, da parte dei comuni, deve essere effettuato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge ovvero diciotto mesi prima della decadenza dei termini di efficacia dei vincoli.
6. Le varianti agli strumenti urbanistici introdotte in attuazione di disposizioni legislative per l'esecuzione di opere pubbliche diventano efficaci dopo l'approvazione da parte dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente. Detta approvazione deve avvenire nel termine di novanta giorni trascorsi i quali le varianti si intendono approvate.
7. Ai fini della formazione dei piani regolatori generali i comuni sono tenuti ad adottare le direttive generali da osservarsi nella stesura del piano. Gli estensori del piano regolatore generale devono presentare al comune uno schema di massima, redatto sulla base delle direttive medesime, entro sessanta giorni dalla data dell'incarico. Sullo schema di massima il consiglio comunale adotta le proprie determinazioni entro il termine di trenta giorni.
8. Le prescrizioni esecutive, indicate al primo comma dell'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, devono essere rapportate ai fabbisogni di un decennio.
9. Le disposizioni di cui al comma 8 non si applicano ai piani regolatori adottati dai comuni alla data di entrata in vigore della presente legge.
10. Decorsi i termini indicati nel presente articolo l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente provvede in via sostitutiva entro trenta giorni. Sono fatti salvi gli interventi sostitutivi in corso.
11. Le previsioni dei piani regolatori generali comunali devono essere compatibili con gli studi agricolo-forestali da effettuare, da parte di laureati in scienze agrarie e forestali, ai sensi del quinto comma dell'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, e con le prescrizioni dell'articolo 15, lettera e, della legge regionale 16 giugno 1976, n. 78, che i comuni sono tenuti ad eseguire nell'ambito del proprio territorio.
12. Le spese per gli studi di cui al comma 11 sono a carico dei comuni, che vi provvedono con i fondi previsti dall'articolo 3 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, o con disponibilità del proprio bilancio.

(vedi C.G.A., SEZ. GIURISDIZIONALE, 264/98)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 2152/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 147/98)

Art. 4 Opere di urbanizzazione

1. Con le prescrizioni esecutive di cui al comma 8 dell'articolo 3 deve essere indicato il costo delle opere di urbanizzazione primaria e delle aree da espropriare per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
2. La concessione edilizia per costruzioni da realizzare nell'ambito delle aree oggetto delle prescrizioni esecutive comporta la corresponsione di un contributo pari al costo indicato con le predette prescrizioni in proporzione al lotto interessato, aumentato della quota di contributo di cui all'articolo 5 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, riguardante le opere di urbanizzazione secondaria, stabilita dai comuni in base alle tabelle parametriche, di cui al decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico del 31 maggio 1977.
3. A scomputo totale o parziale di quanto dovuto, il concessionario può obbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione con le modalità e le garanzie stabilite dal comune e a cedere le aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
4. Le aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria comprese nelle zone disciplinate dalle prescrizioni esecutive vanno soggette per il periodo di efficacia dei vincoli urbanistici ed espropriazione e vanno a far parte del patrimonio indisponibile del comune. Alla loro acquisizione sono destinate le somme a tal fine corrisposte all'atto del rilascio della concessione edilizia.
5. Sono fatti salvi i casi previsti dall'articolo 42, terzo comma, della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, e successive integrazioni e modificazioni. In tali ipotesi viene assunto a base del calcolo il contributo di cui al comma 2.
6. Il costo di cui al comma 1 deve essere adeguato entro il 31 dicembre di ogni anno ai prezzi correnti con deliberazione del consiglio comunale.

Art. 5 Tutela del patrimonio paesistico e ambientale

1. Al fine di garantire le migliori condizioni di tutela del patrimonio paesistico e ambientale, l'Assessore regionale per i beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione individua con indicazioni planimetriche e catastali, nell'ambito delle zone elencate dal quinto comma dell'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come integrato dall'articolo 1 della legge 8 agosto 1985, n. 431, nelle altre zone comprese negli elenchi redatti ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e del regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357, ed, inoltre, in altre zone di interesse paesistico, le aree, in cui è vietata, fino all'approvazione dei piani paesistici, ogni modificazione dell'assetto del territorio nonché qualsiasi opera edilizia, con esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici.
2. La notificazione dei provvedimenti predetti avviene secondo le procedure previste dalla legge 29 giugno 1939, n. 1497, e dal relativo regolamento di esecuzione approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 1574/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. III, 2025/97)
(vedi T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 1182/97)

Art. 6 Opere di interesse pubblico da realizzare in difformità dagli strumenti urbanistici

1. I primi tre commi dell'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 65, sono sostituiti dai seguenti:
“Qualora per rilevante interesse pubblico sia necessario eseguire opere di interesse statale o regionale da parte degli enti istituzionalmente competenti in difformità dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici, i progetti di massima o esecutivi, ove compatibili con l' assetto territoriale, possono essere autorizzati dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente sentiti i comuni interessati e il consiglio regionale dell'urbanistica.
I comuni sono obbligati ad esprimere il loro parere su richiesta dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro quarantacinque giorni dalla presentazione del progetto. Trascorso infruttuosamente detto termine, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente nomina, senza diffida, un commissario ad acta per la convocazione del consiglio o dei consigli comunali.
In caso di mancato pronunziamento del consiglio o dei consigli nel termine di trenta giorni dalla data per la convocazione, si prescinde dal parere”.

(vedi C.G.A., SEZ. CONSULTIVA, 137/98)

Art. 7 Contributi per i piani regolatori delle aree di sviluppo industriale

1. I contributi per l'adozione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi di cui alla legge regionale 21 agosto 1984, n. 66, sono estesi ai piani regolatori delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale.

Art. 8

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.
Palermo, 30 aprile 1991.
NICOLOSI

_________

vedi anche:

L 48/91 - Provvedimenti in tema di autonomie locali

Circ. 5000/91 ASS. BB. CC. - Applicazione art. 5 della presente - Vincoli di inedificabilità

Circ. prot. 60691/1991 ASS. TERRITORIO - Concessione contributi per la redazione di strumenti urbanistici - Direttiva

Circ. prot. 60691/1991 ASS. TERRITORIO - Concessione contributi per la redazione di strumenti urbanistici - Direttiva

Decr. Ass. 01 febbraio 1992 Territorio - Disciplina strumenti urbanistici

Circ. 1/92 ASS. TERR. - Applicazione della presente

Circ. 2/92 D.R.U. ASS. TERR. - Applicazione ex art. 3 della presente - Studio agricolo forestale

Circ. 3/92 D.R.U. ASS. TERR. - Spese redazione piano regolatore

L 9/93 - Abrogazione art. 3 della presente Proroga vincoli urbanistici

Circ. 4/93 - D.R.U. ASS. TERR. - Proroga vincoli strumenti urbanistici - Formazione revisione piano regolatore generale

Circ. 6/93 D.R.U. ASS. TERR. - Adeguamento oneri urbanizzazione

Circ. 13/93 ASS. BB. CC. - Prime direttive per applicazione L.R. 10/93

L 4/94 - Proroga adozione piano regolatore generale

L 17/94 - Abrogazione comma 2° art. 3 e art. 7 - Contributi formazione strumenti urbanistici - Abusivismo edilizio

Circ. 1/94 D.R.U. ASS. TERR. - Applicazione ex art. 3 della presente - Studio agricolo forestale

Circ. 2/D.R.U./94 ASS. TERR. - Strumenti urbanistici generali

L 40/95 - Opere pubbliche da realizzare

Circ. 1/95 D.R.U. ASS. TERRITORIO - Direttive in ordine di sanatoria edilizia

Circ. 2/96 ASS. BB.CC. - Applicazione art. 2 della presente

Circ. 6/1996 ASS. EE.LL. - Applicazione della presente

Decr. Pres. 16 gennaio 1997, n. 15 - Conferimento incarico a liberi professionisti

Decr. Ass. 28 maggio 1997 ASS. BB.CC. - Decadenza vincoli temporanei di immodificabilità

Decr. Ass. 12 dicembre 1997 BB.CC. - Decadenza vincoli temporanei di immodificabilità di cui all'art. 5 della presente

Decr. Ass. 2 maggio 1997 TERRITORIO - Autorizzazione progetto Consorzio autostradale Messina - Palermo

Decr. Ass. 30 ottobre 1997 TERRITORIO - Aggiornamento oneri di urbanizzazione

Decr. Ass. 6 aprile 1998 ASS. BENI CULTURALI ED AMBIENTALI - Dichiarazione di notevole interesse pubblico di parte del territorio comunale di Biancavilla

_____________________

vedi GIURISPRUDENZA:

C.G.A., SEZ. GIURISDIZIONALE, 250/97 - (vedi art. 2 p.l.)

T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 1574/97 - (vedi art. 5 p.l.)

T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 524/97 - (vedi art. 2 c. 3° p.l.)

T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 2152/97 - (vedi art. 3 p.l.)

T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. III, 2025/97 - (vedi art. 5 p.l.)

T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. I, 1182/97 - (vedi art. 5 p.l.)

C.G.A., SEZ. CONSULTIVA, 137/98 - (vedi art. 6 p.l)

C.G.A., SEZ. GIURISDIZIONALE, 264/98 - (vedi artt. 2 e 3 p.l.)

T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 147/98 - (vedi art. 3 c. 11° p.l.)

T.A.R. SICILIA - PALERMO, SEZ. II, 1035/98 - (vedi art. 2 p.l.)

T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. I, 63/99 - (vedi art. 2 c. 3° p.l.)
LEGGE REGIONALE 30 aprile 1991, n. 15
G.U.R.S. 4 maggio 1991, n. 22

Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, in materia urbanistica e proroga di vincoli in materia di parchi e riserve naturali.

TESTO COORDINATO (aggiornato al Decr. Ass. BB.CC. 12 dicembre 1997)
(vedi atto legislativo)
REGIONE SICILIANA L'ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE REGIONALE PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1 Proroga di termini

1. I termini previsti dalla legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, modificati dalle leggi regionali 30 dicembre 1980, n. 159, e 10 agosto 1985, n. 37, per la formazione dei programmi pluriennali di attuazione, sono prorogati al 31 dicembre 1994.

Art. 2 Proroga dell'efficacia dei vincoli contenuti negli strumenti urbanistici generali nonché di quelli apposti ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98

1. L'efficacia dei vincoli contenuti negli strumenti urbanistici generali indicati dall'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 1973, n. 38, già decaduti per decorrenza di termini, è prorogata sino al 31 dicembre 1992.
2. Qualora l'efficacia dei vincoli di cui al comma 1 decada entro il 31 dicembre 1992, la stessa è prorogata fino alla predetta data.
3. Le disposizioni di cui all'articolo 15, primo comma, lettera a, d, ed e della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, devono intendersi direttamente ed immediatamente efficaci anche nei confronti dei privati. Esse prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi.
4. I vincoli biennali apposti ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, ancorché scaduti, sono prorogati di un ulteriore biennio a far data dall'entrata in vigore della presente legge.

Art. 3 Obblighi dei comuni (1) (2)

1. I comuni sprovvisti di piano regolatore generale o dotati di piano, i cui vincoli, divenuti inefficaci per decorrenza dei termini indicati dall'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 1973, n. 38, siano prorogati ai sensi dell'art. 2, sono obbligati alla formazione dello stesso o alla revisione di quello esistente entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. (3)
2. I comuni di cui al comma 1 che abbiano già in corso la formazione del piano regolatore sono tenuti ad adottare il piano medesimo entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. I comuni dotati di piano regolatore generale sono tenuti alla formazione di un nuovo piano o alla revisione di quello esistente diciotto mesi prima della decadenza dei termini di efficacia dei vincoli.
4. I comuni provvedono alla redazione o revisione degli strumenti urbanistici a mezzo dei propri uffici tecnici; per comprovata inadeguatezza degli stessi uffici possono conferire incarichi a liberi professionisti. (6)
5. L'affidamento dell'incarico per la redazione del piano regolatore generale o per la revisione di quello esistente, da parte dei comuni, deve essere effettuato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge ovvero diciotto mesi prima della decadenza dei termini di efficacia dei vincoli.
6. Le varianti agli strumenti urbanistici introdotte in attuazione di disposizioni legislative per l'esecuzione di opere pubbliche diventano efficaci dopo l'approvazione da parte dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente. Detta approvazione deve avvenire nel termine di novanta giorni trascorsi i quali le varianti si intendono approvate.
7. Ai fini della formazione dei piani regolatori generali i comuni sono tenuti ad adottare le direttive generali da osservarsi nella stesura del piano. Gli estensori del piano regolatore generale devono presentare al comune uno schema di massima, redatto sulla base delle direttive medesime, entro sessanta giorni dalla data dell'incarico. Sullo schema di massima il consiglio comunale adotta le proprie determinazioni entro il termine di trenta giorni.
8. Le prescrizioni esecutive, indicate al primo comma dell'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, devono essere rapportate ai fabbisogni di un decennio.
9. Le disposizioni di cui al comma 8 non si applicano ai piani regolatori adottati dai comuni alla data di entrata in vigore della presente legge.
10. ----------------- (4)
11. Le previsioni dei piani regolatori generali comunali devono essere compatibili con gli studi agricolo-forestali da effettuare, da parte di laureati in scienze agrarie e forestali, ai sensi del quinto comma dell'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, e con le prescrizioni dell'articolo 15, lettera e, della legge regionale 16 giugno 1976, n. 78, che i comuni sono tenuti ad eseguire nell'ambito del proprio territorio.
12. ----------------- (5)

Art. 4 Opere di urbanizzazione (1)

1. Con le prescrizioni esecutive di cui al comma 8 dell'articolo 3 deve essere indicato il costo delle opere di urbanizzazione primaria e delle aree da espropriare per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
2. La concessione edilizia per costruzioni da realizzare nell'ambito delle aree oggetto delle prescrizioni esecutive comporta la corresponsione di un contributo pari al costo indicato con le predette prescrizioni in proporzione al lotto interessato, aumentato della quota di contributo di cui all'articolo 5 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, riguardante le opere di urbanizzazione secondaria, stabilita dai comuni in base alle tabelle parametriche, di cui al decreto dell'Assessore regionale per lo sviluppo economico del 31 maggio 1977.
3. A scomputo totale o parziale di quanto dovuto, il concessionario può obbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione con le modalità e le garanzie stabilite dal comune e a cedere le aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
4. Le aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria comprese nelle zone disciplinate dalle prescrizioni esecutive vanno soggette per il periodo di efficacia dei vincoli urbanistici ed espropriazione e vanno a far parte del patrimonio indisponibile del comune. Alla loro acquisizione sono destinate le somme a tal fine corrisposte all'atto del rilascio della concessione edilizia.
5. Sono fatti salvi i casi previsti dall'articolo 42, terzo comma, della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, e successive integrazioni e modificazioni. In tali ipotesi viene assunto a base del calcolo il contributo di cui al comma 2.
6. Il costo di cui al comma 1 deve essere adeguato entro il 31 dicembre di ogni anno ai prezzi correnti con deliberazione del consiglio comunale.

Art. 5 Tutela del patrimonio paesistico e ambientale

1. Al fine di garantire le migliori condizioni di tutela del patrimonio paesistico e ambientale, l'Assessore regionale per i beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione individua con indicazioni planimetriche e catastali, nell'ambito delle zone elencate dal quinto comma dell'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come integrato dall'articolo 1 della legge 8 agosto 1985, n. 431, nelle altre zone comprese negli elenchi redatti ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e del regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357, ed, inoltre, in altre zone di interesse paesistico, le aree, in cui è vietata, fino all'approvazione dei piani paesistici, ogni modificazione dell'assetto del territorio nonché qualsiasi opera edilizia, con esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici.
2. La notificazione dei provvedimenti predetti avviene secondo le procedure previste dalla legge 29 giugno 1939, n. 1497, e dal relativo regolamento di esecuzione approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.

Art. 6 Opere di interesse pubblico da realizzare in difformità dagli strumenti urbanistici

1. I primi tre commi dell'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 65, sono sostituiti dai seguenti:
“Qualora per rilevante interesse pubblico sia necessario eseguire opere di interesse statale o regionale da parte degli enti istituzionalmente competenti in difformità dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici, i progetti di massima o esecutivi, ove compatibili con l' assetto territoriale, possono essere autorizzati dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente sentiti i comuni interessati e il consiglio regionale dell'urbanistica.
I comuni sono obbligati ad esprimere il loro parere su richiesta dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente entro quarantacinque giorni dalla presentazione del progetto. Trascorso infruttuosamente detto termine, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente nomina, senza diffida, un commissario ad acta per la convocazione del consiglio o dei consigli comunali.
In caso di mancato pronunziamento del consiglio o dei consigli nel termine di trenta giorni dalla data per la convocazione, si prescinde dal parere”.

Art. 7 Contributi per i piani regolatori delle aree di sviluppo industriale (abrogato dall'art. 11, comma 6 della L.R. 17/94)
Art. 8
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.
Palermo, 30 aprile 1991.
NICOLOSI

NOTE:
(1) Vedasi Decr. Ass. Territorio ed Ambiente 01/02/92, relativo alle "Modifiche al DA. 17 maggio 1979, concernente l'approvazione del disciplinare tipo per la redazione di strumenti urbanistici."
Vedasi Decr. Ass. Terr. 30/10/97: "Aggiornamento degli oneri di urbanizzazione determinati dai comuni ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n. 10."
(2) Vedasi art. 6 della L.R. 9/93.
(3) Si riporta il testo dell'art. 2, commi 2, 3 e 4 della L.R. 4/94:
"ART. 2
2. Per i comuni di cui al comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15, nei quali si siano svolte le elezioni per il rinnovo dell'amministrazione comunale nel corso del 1993, il termine di cui all'articolo 6, comma 3, della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 9, è prorogato di un anno dalla data di insediamento del nuovo consiglio comunale. E', altresì, assegnata la medesima proroga di un anno dalla data di insediamento del nuovo consiglio comunale per i comuni dove si svolgono le elezioni ai sensi della legge regionale 26 ottobre 1993, n. 28, qualora già obbligati all'adozione del piano regolatore generale o alla revisione di quello esistente entro il 31 dicembre 1993.
3. La mancata richiesta di convocazione del consiglio comunale da parte del sindaco almeno 45 giorni prima della scadenza del termine di cui al comma 2, per l'adozione del piano regolatore generale o la revisione di quello esistente, comporta la rimozione del medesimo secondo l'articolo 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto con l'articolo 1, comma 1, lettera g), della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48.
4. Qualora il consiglio comunale convocato non provveda all'adozione del piano regolatore generale o alla revisione di quello esistente entro il termine di cui al comma 3, lo stesso viene sciolto con la procedura di cui al comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 9. Con il decreto di rimozione del sindaco o di scioglimento del consiglio comunale, oltre alla nomina dei commissari, secondo le modalità dell'articolo 16 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7, come modificato dall'articolo 42, comma 1, della legge regionale 1 settembre 1993, n. 26, su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, si procede altresì alla nomina di un commissario provveditore con i compiti di cui al comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 9."
(4) Comma abrogato dall'art. 3, comma 9 della L.R. 9/93.
(5) Comma abrogato dall'art. 11, comma 6 della L.R. 17/94.
(6) Vedi Decr. Pres. 16/01/97, n. 15: "Regolamento per la concessione di contributi per la redazione di strumenti urbanistici a favore delle Amministrazioni comunali, provinciali e consorzi per le aree di sviluppo industriale - Art. 25 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, sostituito con l'art. 11 della legge regionale 31 maggio 1994, n. 17."





PROGRAMMA ELETTORALE LISTA “ISOLA PER TUTTI”


Pag. 5 punto 18 “DEMOLIZIONE Complesso “ARACNE” ex ITAS e recupero dell’area da destinare a verde attrezzato e parcheggio in terra naturale”



Pag. 5 punto 1 “ Recupero e Arredo urbano, di Piano Levante e piano Ponente”
ISOLA DELLE FEMMINE: Piano di emergenza. Zona Elisoccorso con codice ISTA 043 ed un’ampiezza di circa 5.000 metri quadrati la cui RESPONSABILITA’ ricade sulla CAPITANERIA di porto.


Clicca qui per individuazione della zona soccorso : http://www.google.it/maps?f=d&hl=it&geocode=&saddr=38.198571,13.249598&daddr=Via+dei+Villini+%4038.200110,+13.246320&mrsp=0&sz=17&mra=mi&sll=38.199296,13.248096&sspn=0.002285,0.004828&ie=UTF8&ll=38.199296,13.248096&spn=0.002285,0.004828&z=17&om=0


Pag: 5 punto 16 “Valorizzazione della fascia costiera: Completamento di Viale dei Saraceni e di Via Lungomare Vespucci”
Il Gruppo Consiliare “Nuova Torre” con un comunicato alla cittadinanza chiariva l’iter burocratico di approvazione di un P.R.G. e nel caso specifico del nostro Comune eravamo fermi al punto di conoscere le valutazioni del progettista del Piano sugli emendamenti presentati dai gruppi consiliari e quindi il Consiglio Comunale procedere ad una presa d’atto dello schema di massima del P.R.G. più o meno modificato dagli emendamenti accettati dal progettista. Il Consiglio Comunale approva lo schema di massima del P.R.G. inviando al progettista Arch. Angelo Aliquò, per le valutazioni di competenza, tutti gli emendamenti presentati dai gruppi consiliari. Il Gruppo Consiliare “Isola per Tutti” presenta n. 11 emendamenti allo schema di massima del P.R.G.. L’Arch. Angelo Aliquò, dopo ben 16 mesi dall’incarico e quindi in difformità a quanto previsto nell’art. 3 del disciplinare d’incarico, trasmette al Comune lo schema di massima del P.R.G.. N.B. : Come mai tanto ritardo ? Forse si attendeva che qualcuno acquistasse tutte le aree agricole per poi trovarsele cambiate in zone edificabili ? Falsità o Verità ? La Giunta pro-tempore con deliberazione n. 150 conferisce un “nuovo” incarico all’Arch. Angelo Aliquò per la rielaborazione del P.R.G. con una spesa a carico del Comune di circa Lire 150.000.000. N.B. : Si ricorda che all’Ing. Enrico Mangiardi era stati già corrisposti circa Lire 200.000.000. La Giunta pro-tempore con deliberazione n. 137 dà incarico ad un legale per accertare se la “bocciatura” del P.R.G. fosse imputabile all’Ing. Enrico Mangiardi e quindi avviare nei confronti di tale progettista un’azione risarcitoria. N.B. : ad oggi non si conosce l’esito di tale accertamento. L’Ing. Enrico Mangiardi progettista del P.R.G. invia una nota al Sindaco, al Presidente del Consiglio, ai Consiglieri Comunali ed all’A.R.T.A. con cui si dichiara disponibile a provvedere alla rielaborazione del P.R.G., secondo le direttive del C.R.U., sen’altro onere (senza soldi) per il Comune. Il Sindaco pro-tempore informa la cittadinanza che con il voto del C.R.U. il P.R.G. viene restituito per la rielaborazione totale.

Elezioni Comunali.

La Lista “Isola per Tutti” vince il Sindaco per 15 voti. La lista







Aliquò, Consiglio Comunale 2006, Cutino, Dionisi, Isola per Tutti, Mangiardi, Nuova Torre, Pappagallo, prg, Vincoli Urbanistici,Pomiero,calliope,Elauto,Solemar


Consiglio Comunale giugno 2006





Nessun commento:

Posta un commento