Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 11 gennaio 2014

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: PIANO ARIA SICILIA IL COPIATO RIGA DOPO RIGA NON S...

PIANO ARIA SICILIA IL COPIATO RIGA DOPO RIGA NON SOLO DAL PIANO ARIA DEL VENETO BOCCIATO DALLA COMUNITA’ EUROPEA ma……..




AUDIO AUDIZIONE
ASSESSORE LO BELLO DR CAPILLI COMM AMBIENTE SICILIA






Inquinamento, troppi sforamenti
di Rosario Battiato



L’Arpa Sicilia ha pubblicato i dati del 2012: a Melilli, Enna e Trapani i maggiori problemi per i livelli di ozono. Regione in colpevole ritardo sul Piano qualità dell’aria e sul controllo dei Comuni


PALERMO – Sulla qualità dell'aria si gioca una delle sfide più delicate a livello europeo e la Sicilia la sta perdendo su tutti i fronti. Nell'Isola il programma di controllo e riduzione delle emissioni è arenato in perfetto tempismo con la presenza di un piano regionale di risanamento della qualità dell'aria datato 2007 (Decreto Assessoriale n. 176/GAB del 9/8/2007), che appare come documento di riferimento anche sul sito del ministero dell'Ambiente, nonostante sia stato al centro dello scandalo scoppiato in Regione qualche anno fa perché copiato dal piano della Regione Veneto risalente al 2000 e a sua volta sonoramente bocciato dalla Comunità europea. Senza uno strumento di controllo e coordinamento della qualità dell'aria a livello regionale è difficile tenere sotto controllo le emissioni in atmosfera che giungono principalmente dal comparto energetico, dai trasporti e dalle raffinerie. L'aria siciliana, pertanto, continua a essere particolarmente insana per la salute umana e lo dimostrano i dati dell'ultimo monitoraggio Arpa pubblicati a metà maggio.




La presentazione del sistema di monitoraggio dell'aria siciliana si trova sul sito di Sirvia, il sistema informativo regionale per la valutazione integrata della qualità dell’aria in Sicilia, un progetto finanziato dalla misura 1.01 del Programma operativo regionale della Sicilia nell’ambito dei Fondi Strutturali Europei 2000-2006, allo scopo di gestire e valutare la qualità dell’aria nel territorio regionale. L'ultimo report è stato diffuso a metà maggio e copre l'intero 2012. Col bollino rosso ci sono diverse stazioni (si legga tabella per il dettaglio), alcune controllate direttamente dall'Arpa e altre interconnesse con il centro elaborazione dati (Ced) dell'Agenzia, e coinvolgono diversi centri urbani e alcuni tra i principali e più pericolosi inquinanti. Ci sono superamenti oltre il limite consentito per legge che vanno da Trapani a Enna fino alle aree metropolitane di Catania, Palermo e Messina. Gli inquinanti che hanno sforato la soglia di guardia e attentato alla salubrità umana sono diversi e hanno nomi poco rassicuranti: ozono, benzene, biossido di azoto e particolato (Pm10). Il sistema di monitoraggio siciliano, peraltro, non ha sempre una copertura adeguata perché i comuni, anche a causa di una gestione finanziaria non sempre inappuntabile, non mantengono le medesime reti di monitoraggio.




Ad esempio per l'area che copre Gela e Caltanissetta il report non fornisce alcun dato, eppure da quelle parti, come in generale nei pressi nelle aree industriali di Sicilia seppure non è stata attestata alcuna correlazione, ci sono valori abbastanza preoccupanti in termini di qualità della vita (vedi box).




In Italia le cose non vanno come dovrebbero e se ne è accorta anche la comunità europea che sul tema dell'inquinamento atmosferico sta portando avanti l'ennesima procedura d'infrazione (la 2008_2194 Qualità dell'aria: valori limite Pm10). L'ultimo atto si è consumato il 19 dicembre del 2012 quando è arrivata la sentenza da parte della Corte di Giustizia Europea,  che ha accolto il ricorso presentato dalla Commissione europea per l’inadempienza dell’Italia che avrebbe omesso “di provvedere, per gli anni 2006 – 2007, affinché le concentrazioni di Pm10 nell’aria ambiente non superassero, nelle 55 zone e agglomerati italiani considerati nella diffida della Commissione europea del 2 febbraio 2009, i valori limite fissati all’art.5, par. 1, della direttiva 1999/30CE”. Una procedura che la Commissione aveva aperto nel giugno del 2008 sui dati di qualità dell’aria forniti per gli anni 2006 e 2007, visto che i valori limite venivano superati per lunghi periodi e in molte zone.




La storia è proseguita con una lettera di diffida del febbraio del 2009, mentre nel marzo dello stesso anno è stata Stefania Prestigiacomo, all'epoca ministero dell'Ambiente del IV governo Berlusconi, a far pervenire ufficialmente a Raffaele Lombardo, che appena cinque mesi prima si era insediato sullo scranno di comando della Regione siciliana, le procedure d’infrazione avviate dalla Ue perché in alcune zone industriali dei comuni di Palermo, Catania, Messina e Siracusa, tra il 2005 e il 2006, erano state riscontrate concentrazioni di sostanze nocive notevolmente superiori a quelle indicati dalla normativa. L’Italia ha poi presentato 2 istanze di deroga relative rispettivamente a 67 zone (che coinvolgevano 12 regioni e due provincie autonome) e 12 zone (che riguardavano altre 3 regioni). La Commissione europea ha in seguito sollevato delle obiezioni su 62 delle 67 zone segnalate nella prima istanza, e su 11 delle 12 zone segnalate nella seconda istanza. In seconda istanza, tra le regioni coinvolte, figura appunto la Sicilia.




In altri termini la Sicilia rischia grosso, anche perché sulla qualità dell'aria è veramente all'anno zero. Lo sanno anhe all'Ars: a metà aprile è stata presentata un'interpellanza trasmessa al governo il 6 maggio, in merito alle inadempienze “riguardanti il Piano regionale di risanamento della qualità dell'aria”. A firmare l'atto sono stati i deputati del M5S, gli ultimi arrivati a Sala d'Ercole, che evidentemente non vogliono subire il peso di una gestione passata poco attenta. I buchi nel sistema sono diversi. La pattuglia dei grillini chiede, ad esempio, l'effettiva efficacia dei Decreti n. 155/2010 e del 888/17, due norme di riferimento per l'inquinamento atmosferico che però non fissano i limiti di intervento per la maggior parte degli inquinanti di origine petrolchimica. Alla base di tutto risiede, tuttavia, l'assenza di un piano di tutela e risanamento della qualità dell'aria e a tal proposito chiedono che “vengano individuate e censurate le responsabilità politiche e burocratiche", anche perché tale assenza "costituisce una grave 'omissione di soccorso' nei confronti dei cittadini e dell’ambiente intero”.




L'Europa comunque non molla la presa. Proprio sul fronte dello smog la Commissione europea ha intenzione di proseguire “la linea dura” con gli Stati membri e far rispettare le regole sulla qualità dell'aria. Lo ha ribadito il commissario Ue all'ambiente, Janez Potocnik, precisando di voler continuare “con una linea più forte sulle procedure di infrazione rispetto al passato: oggi abbiamo 18 Stati membri che non rispettano i limiti delle Pm10”. Tutto questo in attesa di cominciare con il biossido di azoto (NO2).



Inquinamento, alla sbarra ex amministratori regionali
PALERMO – L'aria siciliana è inguaiata con la magistratura. Il Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione siciliana, il famoso documento dello scandalo, assemblato col metodo del copia e incolla tramite porzioni di altri documenti, tra cui il piano della Regione Veneto che faceva, appunto, riferimento all'aria padana e che era stato comunque già bocciato dalla commissione, risulta ancora tra i documenti di riferimento per il controllo dell'aria presenti sul sito del ministero e dell'assessorato regionale.

A fine dello scorso gennaio questa verità è stata acclarata con la Sentenza n. 5455/2012 emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del 18.10.2012, dove tra le motivazioni di una condanna per diffamazione in una controversia sorta tra Regione e Legambiente, di cui abbiamo parlato diffusamente nei mesi scorsi, si è “accertato” che il piano conteneva se non errori, “comunque vistose copiature di un piano di altra Regione”. 


Ma c'è un altro capitolo della vicenda aria finito in Tribunale, perché lo scorso 13 marzo il Gup del Tribunale di Palermo ha rinviato a giudizio gli ex presidenti della Regione, Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore al Territorio e Ambiente - Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro - perché non avrebbero mai adottato un vero Piano di risanamento della qualità dell’aria, nonostante fossero a conoscenza dei dati allarmanti sulla qualità dell’aria. 
Il processo che si è aperto ad inizio giugno davanti alla terza sezione è stato rinviato a lunedì prossimo per la dichiarazione di astensione di uno dei giudici a latere. Anche il ministero dell'Ambiente si è costituito parte civile al processo.



Le emissioni sono in calo tra crisi e provvedimenti
PALERMO – La Sicilia, a fronte di un tessuto produttivo poco sviluppato, resta una delle regioni sottoposte ai maggiori livelli di impatto ambientale data la presenza delle industrie ad elevata intensità energetica come raffinerie, stabilimenti petrolchimici, cementifici, centrali termoelettriche e industrie di materiali da costruzione. Tuttavia la crisi e una normativa più stringente stanno migliorando le performance ambientali di questi giganti dell'inquinanti. Dal confronto dei dati nel periodo 2009-2011, gli ultimi analizzati nel report di monitoraggio ambientale del Pears, si evince una riduzione del livello di emissioni di CO2, pari a circa il 3,8%. Sempre nel periodo 2009-2011, le emissioni di Nox (ossidi di azoto) nel settore delle raffinerie, presentano una lieve contrazione (-1,75%), con un valore stimato, nel 2011, pari a 10.372,24 t/anno, così come nel settore delle centrali elettriche, dove hanno subito un calo con un valore stimato nel 2011 pari a 5.541,68 t/anno. Nello stesso periodo le emissioni di Sox (ossidi di zolfo) nel settore delle raffinerie, presentano un incremento del 10,9%, con un valore stimato, nel 2011, pari a 35.928,5 t/anno, mentre nel settore delle centrali elettriche, hanno subìto una significativa riduzione del 19,4%, con un valore stimato, nel 2011, pari a 7.284,94 t/anno. 


La Regione, data l’emanazione del Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155, attuazione della Direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, ha compiuto qualche passo in avanti. Dopo aver provveduto a rivedere la zonizzazione in atto, ha redatto un progetto volto ad adeguare la propria rete di misura alle disposizioni comunitarie. 
Gli  adempimenti sono stati avviati e in particolare con D.A n. 97/GAB del 25 giugno 2012 è stata approvata la “Zonizzazione e classificazione del territorio della Regione siciliana ai fini della qualità dell’aria per la protezione della salute umana” ed è stata trasmessa al ministero dell’Ambiente per la valutazione di conformità.


venerdì 10 gennaio 2014

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Esclusivo/ Ecco i 337 deputati che hanno salvato ...

Esclusivo/ Ecco i 337 deputati che hanno 
salvato (ancora una volta) le pensioni d’oro – I 
nomi

10/01/2014
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Niente da fare. Non ci riescono proprio a dare un taglio a quegli odiosissimi privilegi chiamati “pensioni d’oro”, a quegli stratosferici ed esagerati compensi che sono uno schiaffo a milioni d italiani che versano nella povertà e anche a quelli che, lavorando, non arrivano a fine mese. Pensioni, per esempio, come quelle del presidente dell’Inps, Mastropasqua, che ogni anno porta a casa più di un milione di euro. O come quelle delle migliaia di manager pubblici e di politici. Alla faccia dei precari e dei pensionati al minimo.


Già nel maggio del 2012 (come da noi denunciato), in una famosa votazione al Senato, Pd, Pdl e montiani si fecero in quattro per salvarle. E ci riuscirono votando compattamente per salvaguardare le pensioni d’oro. Ne scaturì una grigantesca polemica nel Paese e l’indignazione dell’opinione pubblica fece loro ammettere l’errore. Ebbene, l’hanno rifatto. Due giorni fa alla Camera. In 337 hanno votato contro una mozione del Movimento 5 Stelle (primo firmatario Sorias) che, corretta nel dispositivo alla luce della sentenza della Corte Costituzionale (e dunque ineccepibile sul piano tecnico), consisteva nell’applicare un prelievo alle pensioni d’oro ricavando un miliardo e 140 milioni per aumentare le pensioni minime di 518 euro all’anno. 

A votare due giorni fa -l’8 gennaio 2014- per salvare (ancora una volta) le pensioni d’oro sono stati il Pd di Renzi, il Nuovo Centrodestra di Alfano, Scelta Civica, Udc, Svp e Lega Nord. Con i renziani che, da una parte si propongono come il nuovo e dall’altra non esitano a difendere i privilegi dei paperoni d’Italia: tra chi ha votato più convintamente a favore delle pensioni d’oro figurano infatti esponenti di spicco della nuova segreteria Pd, coma Marianna Madia e Davide Faraone. Ma anche vecchi e nuovi lupi della politica come Fioroni, Orfini, Speranza, Giorgia Meloni o Ivan Scalfarotto.

Abbiamo elaborato quest’elenco (che in questa forma non troverete da nessun’altra parte) su dati della Camera. Un lavoraccio. Che abbiamo voluto fare per due ragioni: uno perché crediamo che i cittadini debbano sapere come agiscono i propri rappresentanti in parlamento al di là dei grandi proclami. E due perché può rappresentare un utile strumento di orientamento per gli elettori: la prossima volta che andremo a votare, infatti, sarà probabilmente con le preferenze. E dunque conservate quest’elenco e tiratelo fuori al momento del voto. E prima di dare fiducia al candidato di turno rileggetelo con attenzione.


Ecco i nomi:
1 Adornato Ferdinando UDC
2 Agostini Luciano PD
3 Agostini Roberta PD
4 Albanella Luisella PD
5 Alfreider Daniel SVP
6 Allasia Stefano LEGA NORD
7 Alli Paolo NCD
8 Amato Maria PD
9 Amendola Vincenzo PD
10 Amici Sesa PD
11 Amoddio Sofia PD
12 Antezza Maria PD
13 Anzaldi Michele PD
14 Argentin Ileana PD
15 Arlotti Tiziano PD
16 Attaguile Angelo NCD
17 Balduzzi Renato SCELTA CIVICA
18 Bargero Cristina PD
19 Baruffi Davide PD
20 Basso Lorenzo PD
21 Bazoli Alfredo PD
22 Bellanova Teresa PD
23 Benamati Gianluca PD
24 Beni Paolo PD
25 Berlinghieri Marina PD
26 Bianchi Dorina NCD
27 Bianchi Mariastella PD
28 Biffoni Matteo PD
29 Binetti Paola UDC
30 Bini Caterina PD
31 Biondelli Franca PD
32 Blazina Tamara PD
33 Bobba Luigi PD
34 Boccuzzi Antonio PD
35 Bolognesi Paolo PD
36 Bombassei Alberto SCELTA CIVICA
37 Bonaccorsi Lorenza PD
38 Bonavitacola Fulvio PD
39 Bonifazi Francesco PD
40 Bonomo Francesca PD
41 Bordo Michele PD
42 Borghesi Stefano LEGA NORD
43 Borghi Enrico PD
44 Bosco Antonino NCD
45 Bossa Luisa PD
46 Bossi Umberto LEGA NORD
47 Braga Chiara PD
48 Bragantini Matteo PD
49 Bragantini Paola LEGA NORD
50 Brandolin Giorgio PD
51 Bratti Alessandro PD
52 Bressa Gianclaudio PD
53 Bruno Bossio Vincenza PD
54 Bruno Franco CENTRO DEMOCRATICO
55 Bueno Renata USEI
56 Buonanno Gianluca LEGA NORD
57 Burtone Giovanni Mario Salvino PD
58 Busin Filippo LEGA NORD
59 Buttiglione Rocco UDC
60 Campana Micaela PD
61 Caon Roberto LEGA NORD
62 Capodicasa Angelo PD
63 Capone Salvatore PD
64 Capozzolo Sabrina PD
65 Capua Ilaria SCELTA CIVICA
66 Carbone Ernesto PD
67 Cardinale Daniela PD
68 Carella Renzo PD
69 Carnevali Elena PD
70 Carocci Mara PD
71 Carra Marco PD
72 Carrescia Piergiorgio PD
73 Caruso Mario UDC
74 Casati Ezio Primo PD
75 Casellato Floriana PD
76 Cassano Franco PD
77 Castricone Antonio PD
78 Catania Mario UDC
79 Causi Marco PD
80 Causin Andrea SCELTA CIVICA
81 Cenni Susanna PD
82 Censore Bruno PD
83 Cera Angelo UDC
84 Cesaro Antimo SCELTA CIVICA
85 Chaouki Khalid PD
86 Cimbro Eleonora PD
87 Cimmino Luciano SCELTA CIVICA
88 Cirielli Edmondo FRATELLI D’ITALIA
89 Civati Giuseppe PD
90 Coccia Laura PD
91 Colaninno Matteo PD
92 Cominelli Miriam PD
93 Coppola Paolo PD
94 Corsaro Massimo Enrico FRATELLI D’ITALIA
95 Coscia Maria PD
96 Cova Paolo PD
97 Covello Stefania PD
98 Crimi’ Filippo PD
99 Crivellari Diego PD
100 Culotta Magda PD
101 Cuperlo Giovanni PD
102 D’agostino Angelo Antonio SCELTA CIVICA
103 D’arienzo Vincenzo PD
104 D’attorre Alfredo PD
105 D’incecco Vittoria PD
106 Dal Moro Gian Pietro PD
107 Dallai Luigi PD
108 Dambruoso Stefano SCELTA CIVICA
109 Damiano Cesare PD
110 De Maria Andrea PD
111 De Menech Roger PD
112 De Mita Giuseppe UDC
113 Decaro Antonio PD
114 Del Basso De Caro Umberto PD
115 Di Lello Marco PD
116 Di Maio Marco PD
117 Donati Marco PD
118 Ermini David PD
119 Fabbri Marilena PD
120 Famiglietti Luigi PD
121 Fanucci Edoardo PD
122 Faraone Davide PD
123 Farina Gianni PD
124 Fauttilli Federico SCELTA CIVICA
125 Fedriga Massimiliano LEGA NORD
126 Ferranti Donatella PD
127 Ferrari Alan PD
128 Ferro Andrea PD
129 Fiano Emanuele PD
130 Fiorio Massimo PD
131 Fioroni Giuseppe PD
132 Fitzgerald Nissoli Fucsia SCELTA CIVICA
133 Folino Vincenzo PD
134 Fontana Cinzia Maria PD
135 Fontanelli Paolo PD
136 Fossati Filippo PD
137 Fragomeli Gian Mario PD
138 Fregolent Silvia PD
139 Gadda Maria Chiara PD
140 Galgano Adriana SCELTA CIVICA
141 Galli Carlo PD
142 Galli Giampaolo PD
143 Gandolfi Paolo PD
144 Garavini Laura PD
145 Garofani Francesco Saverio PD
146 Gasbarra Enrico PD
147 Gasparini Daniela Matilde Maria PD
148 Gebhard Renate SVP
149 Gelli Federico PD
150 Genovese Francantonio PD
151 Ghizzoni Manuela PD
152 Giacobbe Anna PD
153 Giacomelli Antonello PD
154 Gigli Gian Luigi SCELTA CIVICA
155 Ginefra Dario PD
156 Ginoble Tommaso PD
157 Giorgis Andrea PD
158 Giuliani Fabrizia PD
159 Giulietti Giampiero PD
160 Gnecchi Marialuisa PD
161 Gozi Sandro PD
162 Grassi Gero PD
163 Greco Maria Gaetana PD
164 Gribaudo Chiara PD
165 Guerini Giuseppe PD
166 Guerini Lorenzo PD
167 Guerra Mauro PD
168 Guidesi Guido LEGA NORD
169 Gullo Maria Tindara PD
170 Gutgeld Itzhak Yoram PD
171 Iacono Maria PD
172 Iannuzzi Tino PD
173 Impegno Leonardo PD
174 Incerti Antonella PD
175 Invernizzi Cristian LEGA NORD
176 Iori Vanna PD
177 Laforgia Francesco PD
178 Lattuca Enzo PD
179 Lauricella Giuseppe PD
180 Lenzi Donata PD
181 Leone Antonio NCD
182 Leva Danilo PD
183 Locatelli Pia Elda PD
184 Lodolini Emanuele PD
185 Losacco Alberto PD
186 Lotti Luca PD
187 Madia Maria Anna PD
188 Maestri Patrizia PD
189 Magorno Ernesto PD
190 Maietta Pasquale FRATELLI D’ITALIA
191 Malisani Gianna PD
192 Malpezzi Simona Flavia PD
193 Manciulli Andrea PD
194 Manfredi Massimiliano PD
195 Manzi Irene PD
196 Marantelli Daniele PD
197 Marazziti Mario SCELTA CIVICA
198 Marchetti Marco PD
199 Marchi Maino PD
200 Marcolin Marco LEGA NORD
201 Marguerettaz Rudi Franco VALLEE D’AOSTE
202 Mariani Raffaella PD
203 Mariano Elisa PD
204 Marroni Umberto PD
205 Martella Andrea PD
206 Martelli Giovanna PD
207 Martino Pierdomenico PD
208 Marzano Michela PD
209 Matarrese Salvatore SCELTA CIVICA
210 Mattiello Davide PD
211 Mauri Matteo PD
212 Mazziotti Di Celso Andrea SCELTA CIVICA
213 Mazzoli Alessandro PD
214 Melilli Fabio PD
215 Meloni Giorgia FRATELLI D’ITALIA
216 Meloni Marco PD
217 Merlo Ricardo Antonio MOV. ASS. IT. EST.
218 Miccoli Marco PD
219 Minardo Antonino NCD
220 Misiani Antonio PD
221 Misuraca Dore NCD
222 Molea Bruno SCELTA CIVICA
223 Molteni Nicola LEGA NORD
224 Monaco Francesco PD
225 Monchiero Giovanni SCELTA CIVICA
226 Mongiello Colomba PD
227 Montroni Daniele PD
228 Morani Alessia PD
229 Morassut Roberto PD
230 Moretti Alessandra PD
231 Moretto Sara PD
232 Mosca Alessia Maria PD
233 Moscatt Antonino PD
234 Mura Romina PD
235 Murer Delia PD
236 Naccarato Alessandro PD
237 Narduolo Giulia PD
238 Nastri Gaetano FRATELLI D’ITALIA
239 Nesi Edoardo SCELTA CIVICA
240 Nicoletti Michele PD
241 Oliaro Roberta SCELTA CIVICA
242 Oliverio Nicodemo Nazzareno PD
243 Orfini Matteo PD
244 Ottobre Mauro SVP
245 Pagani Alberto PD
246 Pagano Alessandro NCD
247 Palma Giovanna PD
248 Paolucci Massimo PD
249 Paris Valentina PD
250 Parrini Dario PD
251 Pastorelli Oreste PD
252 Pastorino Luca PD
253 Patriarca Edoardo PD
254 Pelillo Michele PD
255 Peluffo Vinicio Giuseppe Guido PD
256 Pes Caterina PD
257 Petitti Emma PD
258 Petrini Paolo PD
259 Piccione Teresa PD
260 Piccoli Nardelli Flavia PD
261 Piccolo Giorgio PD
262 Piccone Filippo NCD
263 Piepoli Gaetano SCELTA CIVICA
264 Pini Gianluca LEGA NORD
265 Pini Giuditta PD
266 Pisicchio Pino CENTRO DEMOCRATICO
267 Piso Vincenzo NCD
268 Pizzolante Sergio NCD
269 Pollastrini Barbara PD
270 Porta Fabio PD
271 Prataviera Emanuele LEGA NORD
272 Preziosi Ernesto PD
273 Quartapelle Procopio Lia PD
274 Rabino Mariano SCELTA CIVICA
275 Rampelli Fabio FRATELLI D’ITALIA
276 Rampi Roberto PD
277 Ribaudo Francesco PD
278 Richetti Matteo PD
279 Rigoni Andrea PD
280 Roccella Eugenia NCD
281 Rocchi Maria Grazia PD
282 Romano Andrea SCELTA CIVICA
283 Rondini Marco LEGA NORD
284 Rosato Ettore PD
285 Rossi Domenico SCELTA CIVICA
286 Rossomando Anna PD
287 Rostan Michela PD
288 Rotta Alessia PD
289 Rubinato Simonetta PD
290 Rughetti Angelo PD
291 Saltamartini Barbara NCD
292 Sanga Giovanni PD
293 Sani Luca PD
294 Sanna Francesco PD
295 Sanna Giovanna PD
296 Santerini Milena SCELTA CIVICA
297 Sberna Mario SCELTA CIVICA
298 Sbrollini Daniela PD
299 Scalfarotto Ivan PD
300 Scanu Gian Piero PD
301 Schiro’ Gea SCELTA CIVICA
302 Schullian Manfred SVP
303 Scopelliti Rosanna NCD
304 Scuvera Chiara PD
305 Senaldi Angelo PD
306 Simoni Elisa PD
307 Sottanelli Giulio Cesare SCELTA CIVICA
308 Speranza Roberto PD
309 Stumpo Nicola PD
310 Tabacci Bruno PD
311 Tancredi Paolo NCD
312 Taranto Luigi PD
313 Taricco Mino PD
314 Tartaglione Assunta PD
315 Tentori Veronica PD
316 Terrosi Alessandra PD
317 Tidei Marietta PD
318 Tinagli Irene SCELTA CIVICA
319 Totaro Achille FRATELLI D’ITALIA
320 Tullo Mario PD
321 Vaccaro Guglielmo PD
322 Valente Valeria PD
323 Valiante Simone PD
324 Vargiu Pierpaolo SCELTA CIVICA
325 Vazio Franco PD
326 Velo Silvia PD
327 Venittelli Laura PD
328 Ventricelli Liliana PD
329 Verini Walter PD
330 Vignali Raffaello NCD
331 Villecco Calipari Rosa Maria PD
332 Vitelli Paolo SCELTA CIVICA
333 Zampa Sandra PD
334 Zanetti Enrico SCELTA CIVICA
335 Zappulla Giuseppe PD
336 Zardini Diego PD
337 Zoggia Davide PD
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Esclusivo/ Ecco i 337 deputati che hanno  salvato (ancora una volta) le pensioni d’oro – I  nomi