Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 11 maggio 2014

GELA ARSENICO INORGANICO NEL SANGUE E NELL'URINA - Video Dailymotion

TGR - Sicilia SERVIZIO A 5.6.











SI BRUCIA PETCOKE A GELA



GELA ARSENICO INORGANICO NEL SANGUE DEI CITTADINI ANCHE NELLE URINE TROVATE DIVERSE SPECIE DI ARSENICO OLTRE LA SOGLIA



Contaminazione da arsenico: rilevata presenza di sostanze  cancerogene negli abitanti di 4 città


giovedì 8 maggio 2014, 13:28 di 



ARSENICO

Viene presentata domani 9 maggio, presso la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche (piazzale Aldo Moro 7 – Roma, ore 10,00-16,30), la pubblicazione scientifica che raccoglie i risultati del Progetto ‘Sepias – Sorveglianza epidemiologica in aree interessate da inquinamento ambientale da arsenico di origine naturale o antropica’. Lo studio del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie del Ministero della salute è coordinato dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr), di cui è responsabile Fabrizio Bianchi, ed è pubblicato sulla rivista ‘Epidemiologia & Prevenzione’ in un supplemento disponibile on line da domani.
La ricerca ha riguardato 282 residenti in aree del Monte Amiata, nel viterbese, a Taranto e Gela. “Nelle urine dei soggetti controllati abbiamo misurato il contenuto di diverse specie organiche e inorganiche di arsenico, alcune delle quali sono riconosciute cancerogene certe per l’uomo”, spiega Fabrizio Bianchi. “Sono stati misurati inoltre parametri di rischio cardiovascolare mediante ecodoppler carotideo e cardiaco e, nel sangue, numerosi biomarcatori di suscettibilità genetica, di danno al DNA, di effetto precoce”. Ad ogni partecipante è stato sottoposto un questionario.
arsenicoDallo studio emergono numerose informazioni di carattere scientifico e sanitario. “Le quattro aree risultano caratterizzate diversamente per distribuzione e tipologia di arsenico assorbito dai partecipanti al biomonitoraggio e anche per alcune caratteristiche genetiche”, prosegue Bianchi. “Per quanto riguarda l’arsenico inorganico sono stati osservati valori medi di concentrazione elevati, sulla base di quelli di riferimento nazionali e internazionali per il biomonitoraggio umano, in un soggetto su quattro sul totale, ma con rilevanti differenze: 40% Gela, 30% Taranto, 15% viterbese, 12% Amiata. Questi dati, da usare con cautela in considerazione dei piccoli campioni, non sono marcatori di malattia ma testimoniano l’avvenuta esposizione”.
Sono emerse alcune associazioni statisticamente significative tra concentrazione di arsenico e fattori di rischio indagati col questionario. “Principalmente con l’uso di acqua di acquedotto e di pozzo, ma anche con esposizioni occupazionali e con consumo di alimenti quali pesci, molluschi o cereali, che dovranno essere indagati con studi specifici”, continua il ricercatore Ifc-Cnr. “La preoccupazione per i rischi ambientali per la salute appare peraltro acutissima, specie nelle due aree industriali. A Taranto e Gela circa il 60% del campione giudica la situazione grave e irreversibile e oltre l’80% ritiene certo o molto probabile che in aree inquinate ci si possa ammalare di tumore o avere un figlio con malformazioni congenite”.
Diversificato il livello di fiducia negli enti locali: “Nel 40% dei casi nell’Amiata e nel 27 a Viterbo, ma solo nel 6% a Taranto e nel 16 a Gela”, conclude Bianchi. “Lo studio ha fornito indicazioni importanti per la definizione di sistemi di sorveglianza nelle aree studiate che includano interventi di prevenzione sulle fonti inquinanti conosciute e la valutazione della suscettibilità individuale all’arsenico. Si suggerisce la prosecuzione del monitoraggio periodico a iniziare dai soggetti con i valori più elevati, per i quali si propone un protocollo di presa in carico, assieme a un’informazione costante e attenta da parte delle autorità, avvalendosi dei ricercatori e degli operatori della sanità pubblica”



NELL'ANNO 2009 








Arsenico da record

Una ricerca del Cnr conferma che il comune di Gela è tra le aeree più inquinate del mondo. Nel sangue dei campioni esaminati ci sono veleni di ogni tipo. Dal piombo al mercurio




Ora avete il petrolio, disse l'ingegnere. "Il petrolio? Mi creda, se lo succhiano - disse il professore - se lo succhiano. E così finisce col petrolio: una canna lunga da Milano a Gela, e se lo succhiano". Leonardo Sciascia aveva capito. Aveva scritto in un racconto del 1966, 'Il mare colore del vino', che il petrolchimico della città siciliana non avrebbe portato una lira nelle tasche dei suoi abitanti. Mai, però, avrebbe potuto immaginare che, dopo 40 anni, la città sarebbe diventata famosa in tutto il mondo per i tassi mostruosi di malformazioni e tumori.


L'area di Gela è una delle più inquinate del mondo, ed è cosa nota. Ma ora l'Oms ha scoperto che nelle vene degli abitanti scorre anche arsenico. Il biomonitoraggio effettuato dal Cnr è durato mesi, e ha dato risultati choccanti: il sangue del 20 per cento del campione, composto in tutto da 262 persone, è pieno di veleno. Oltre all'arsenico ci sono tracce di rame, piombo, cadmio e mercurio. Non si tratta di operai esposti sul lavoro, ma di casalinghe, impiegati, giovani sotto i 44 anni. Residenti a Gela, Niscemi e Butera. Nelle loro urine sono stati trovati livelli di arsenico superiori del 1.600 per cento al tasso-limite. Facendo una proporzione sul totale dei residenti, a rischio avvelenamento potrebbero trovarsi più di 20 mila persone.



Non stupiscono, visti i risultati delle analisi, i nuovi dati sulla mortalità e le malattie, statistiche che arrivano fino al 2007: "Nell'area in studio", si legge nel rapporto pubblicato su 'Epidemiologia&Prevenzione', si osserva una mortalità generale per tutti i tumori significativamente più elevata, sia negli uomini sia nelle donne". Il boom riguarda il cancro alla pleura, ai bronchi e ai polmoni, con eccessi di patologie per lo stomaco, la laringe, il colon e il retto. Un disastro sanitario che è evidente anche nelle tabelle sulle malattie generiche, con troppi ricoveri per malattie psichiatriche e avvelenamenti. Che a Gela si muore d'ambiente sembra provarlo anche un'altro report firmato dall'Istituto superiore di sanità: tra i lavoratori del petrolchimico, i più a rischio sono quelli che, finito il turno, tornano a casa in città. I pendolari non residenti hanno tassi di mortalità per cancro polmonare molto più bassi.



Lo studio è uno spartiacque. Per la prima volta gli scienziati hanno in mano un potenziale nesso tra inquinamento del territorio e mortalità in eccesso. Un legame che dovrebbe indurre le istituzioni a darsi una mossa, mettendo in campo politiche di prevenzione più efficaci: anche se non sappiamo ancora il tipo di arsenico che circola nel corpo dei gelesi (quello inorganico è cancerogeno, quello organico è tossico, ma assai meno pericoloso) gli scienziati chiedono subito maggiori controlli sugli alimenti, in particolare su verdure, pesci e crostacei. 



Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr, ha coordinato la ricerca e non nasconde la sua preoccupazione: "L'impatto ambientale è indubitabile. In mare, nelle acque, sulla terra ci sono concentrazione di metalli superiori fino a un milione di volte i livelli accettabili. L'arsenico non era già presente in forme naturali, come dice qualcuno, ma è stato immesso dall'uomo. La 'pistola fumante'? Diciamo che abbiamo trovato i proiettili, ora dobbiamo capire chi ha sparato".



La procura indaga, ma il compito dei pm non è facile. Oggi a Gela è attiva la grande raffineria dell'Eni, ma nell'area per decenni hanno fabbricato clorosoda, acido cloridico e altri prodotti chimici. Le bonifiche già partite sono poche, la stragrande maggioranza dei veleni resta a terra. "Siamo ancora alle conferenze istruttorie", chiosa Bianchi: "Bisognerebbe accelerare l'iter, anche perché l'arsenico è un composto che non rimane a lungo nel corpo. Le grandi quantità che abbiamo trovato dimostrano che l'esposizione è tutt'ora in corso"


Giovedì 16 luglio 2009 

Sangue all'arsenico per gli abitanti di Gela



Questo è quello che scaturisce da un convegno tenutosi presso la sala multiusi del Cnos-Fap di Gela dove giorno 16 luglio si sono riuniti i responsabili del Progetto Sebiomag ,basato sullo studio epidemiologico e di biomonitoraggio dell’area di Gela . Lo studio finanziato dall’assessorato al territorio ed ambiente della Regione Siciliana è stato realizzato dal IFC-CNR in collaborazione con l’OMS nell’ambito di un lavoro di assistenza tecnica alla Regione Siciliana per il risanamento delle aree ad alto impatto ambientale Siciliane. Tra i relatori Fabrizio Bianchi e Liliana Cori del CNR,Claudio Minoia dell’Istituto Maugeri ,Achille Cirnigliaro dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale,presenti all’assise in rappresentanza del comune l’assessore all’Ecologia ed Ambiente Enrico Vella, mentre per la provincia regionale presente il Presidente della Provincia On Pino Federico. Varie le relazioni che hanno puntualizzato il grave stato di salute dell’ambiente a Gela ma a fare la parte del Leone la relazione del Dott. Fabrizio Bianchi responsabile del progetto Sebiomag che ha posto ai presenti lo studio relativo alla presenza di metalli pesanti nel sangue e nelle urine dei soggetti analizzati, abitanti a Gela ,Niscemi e Butera. I metalli che sono stati oggetto di studio sono l’arsenico,il mercurio,il selenio,il rame,l’antimonio,il tallio,il berillio,il piombo,il cadmio,il vanadio. Semaforo rosso per l’arsenico che nei campioni analizzati(Sangue intero,Plasma,Urine) colpisce una parte diffusa di cittadini di Gela dove si è vista un presenza superiore alla norma(circa 60 micron-grammi litro). Tra gli altri metalli presente anche il mercurio in concentrazione minore. Tra le possibili cause di inquinamento da arsenico ipotizzate sono l’acqua destinata al consumo umano che risulta la principale fonte di arsenico inorganico e l’uso di crostacei pescati in acque inquinate. Ma l’aspetto preoccupante che è scaturito dalle altre relazioni è l’aumento delle patologie tumorali(2001-2007) con netto maggiore appannaggio per i tumori della trachea dei bronchi e dei polmoni. Tra le patologie non tumorali netta la presenza di patologie respiratorie e della vescica e del sistema genito-urinario. Degna di nota la considerazione che l’esposizione ad arsenico inorganico può causare vari effetti sulla salute, quali irritazione dello stomaco e degli intestini, produzione ridotta di globuli rossi e bianchi del sangue, cambiamenti della pelle e irritazione dei polmoni. Si ipotizza anche che l'assorbimento di quantita' specifiche di arsenico inorganico possa intensificare le probabilità di sviluppo del cancro, soprattutto la probabilità di sviluppo di cancro della pelle, di cancro polmonare, di cancro al fegato e di cancro linfatico. Un'esposizione molto alta ad arsenico inorganico può causare sterilità ed false gestazioni nelle donne e può causare disturbi alla pelle, bassa resistenza alle infezioni, disturbi a cuore e danni al cervello sia negli uomini che nelle donne. Per concludere, l'arsenico inorganico può danneggiare il DNA. Generalmente la dose di arsenico considerata letale e' pari a 100 mg. L'arsenico organico non può causare nè cancro, nè danni al DNA. Ma l'esposizione a quantita' elevate può avere certi effetti a salute umana, quali la ferita ai nervi e dolori di stomaco. Certamente una grave situazione, quella dell’area del Gelese, che oggi però non ha i mezzi strutturali e sanitari adeguati per rispondere alle Patologie da industrializzazione ed a cautela della salute della collettività.


http://cirignotta.blogspot.it/2009/07/sangue-allarsenico-per-gli-abitanti-di.html#.U24_ZYF_sV8





IN DATA 30.11.90 le aree dei territori che comprendono i
comuni di Siracusa, Floridia, Augusta, Melilli, Priolo,Solarino e Gela, Butera,
Niscemi sono state dichiarate ad elevato rischio di crisi ambientale con
delibera del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art.7 della legge 349/86.
DECRETO LEGISLATIVO 31 MARZO  1998 N 112

L’art.72 sostituisce l’art.7 dell a
legge 349 e delega alle  regioni le
competenze in campo di aree a rischio.
La Regione Siciliana ai sensi del D.L. 112 nel 2002 ha dichiarato area
ad elevato rischio di crisi ambientale il Comprensorio del Mela.
UFFICIO SPECIALE PER LE AREE AD ELEVATO  RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE
Con Delibera di Giunta di Governo n° 306 del 29.06.2005 è stato
istituito Ufficio Speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale
presso l’Assessorato Regionale territorio e ambiente .
L’Ufficio è caratterizzato da una esclusiva, specifica ed autonoma
incidenza nell’intero comparto, sia dal punto di vista tecnico che gestionale,
organizzativo e finanziario.

ACCORDO QUADRO DI COLLABORAZIONE
World Health Organization - Regional Office  for Europe
Regione Siciliana - Assessorato ambiente e  territorio

CONVENZIONE
€ Regione Siciliana - Assessorato 
ambiente e territorio
€ Ufficio speciale per le aree ad elevato  rischio di crisi ambientale
CUTGANA Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti
Naturali e degli Agroecosistemi 

AGENDA 21
€ Processo strategico per incoraggiare 
e controllare lo sviluppo sostenibile .

L’Agenda XXI pone come elemento centrale per  l’obiettivo di raggiungimento della
sostenibilità il  ruolo ed il
coinvolgimento degli attori sociali e 
delle comunità locali ed in particolare al Capitolo  28 impegna le Autorità locali ad
adottare  un’Agenda 21 Locale, anche
aprendo “un dialogo  con i propri
cittadini, con le associazioni locali e 
con le imprese private”.

BANDO PER IL 
COFINANZIAMENTO DI  PROGRAMMI
D  ATTIVAZIONE E  DI ATTUAZIONE DI AGENDE 21 LOCALI NELLE AREE
AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE

AGENDA 21
I
soggetti che intendono avvalersi del sostegno di  parte Regionale, tramite l’Ufficio Speciale
“Aree ad  elevato rischio di crisi
ambientale”, per l’attivazione, 
l’attuazione e lo sviluppo de i processi di Agenda 21,  debbono impegnarsi ad individuare
apposite  tematiche, da affrontare
nell’ambito dei diversi tavoli  di lavoro
che si andranno a costituire, al fine di 
contribuire all’aggiornamento e/o predisposizione dei  piani di risanamento ambientale delle aree a
rischio,  nell’ottica del perseguimento
di uno sviluppo  sostenibile delle aree
stesse.

RISORSE DISPONIBILI
€ Le risorse disponibili per ciascuna area
a  rischio, per l'attuazione del presente
provvedimento sono così ripartite:
€ € 512.000,00 per l’area del Comprensorio  del Mela (Me)
€ € 896.000,00 per l’area di Augusta – Priolo
 (SR)
€ € 256.000,00 per l’area Gela (CL)

PARTECIPAZIONE
€ Su sedici comuni hanno partecipato quindici
 (il comune mancante è attualmente  commissariato)
CATEGORIA “A” ATTIVAZIONE
Comune di PACE
DEL  MELA

capofila associato  a San Pier Niceto
Importo del progetto  presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di MILAZZO Importo del progetto 
presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di SIRACUSA  Importo del
progetto  presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di AUGUSTA Importo del progetto 
presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di SOLARINO Importo del progetto 
presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di PRIOLO
DI GARGALLO
Importo del progetto  presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di GELA Importo del progetto 
presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di SANTA
LUCIA  DEL MELA GUALTIERI SICAMINÒ E
CONDRÒ
Importo del progetto  presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00
CATEGORIA “B” ATTUAZIONE
Comune di NISCEMI
 Importo
del progetto  presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di MELILLI
 Importo
del progetto  presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00

Comune di SAN
FILIPPO DEL MELA
 Importo del progetto  presentato  € 160.000,00  Importo del 
cofinanz.to accordato € 128.000,00

LEGGE 27.12.2006 COMMA  833 ART.1
€ Assegna alla Regione Siciliana,a valere sul
 gettito delle accisa sui prodotti
petroliferi  immessi in consumo nel
territorio regionale,  l’importo di 60
milioni di euro per ciascuno  degli anni
2008 e 2009 a titolo di contributo  di
solidarietà nazionale di cui all’art.38 dello  Statuto
LEGGE 27.12.2006 COMMA  833 ART.1
€ La medesima norma statale precisa  che”l’ erogazione dei contributi è subordinata
alla redazione di un  piano  economico  finalizzato prevalentemente al  risanamento ambientale dei luoghi di  insediamento degli stabilimenti petroliferi,  nonché ad investimenti infrastrutturali






ARSENICO INORGANICO IMPATTO SULLA SALUTE UMANA SEPIAS_UNICO




 LA TRUFFA DELLE AREE DI CRISI AMBIENTALE DELLA SICILIA FONDAZIONE CUTGANA UNIVERSITA' CATANIA







 AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE MEMORIA GIP PETRUZZELLA





CUSPILICI 15 MAGGIO 2000 CUTGANA LEGGE REG 15 5 2000 N 10 ART 4 COMMA 7 AUTORIZZA LA GIUNTA ISTITUIRE UFFICI SPECIALI









AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE LUGLIO 2005 FLORIDIA AUGUSTA MELILLI PRIOLO SIRACUSA SOLARINO GELA NISCEMI BUTERA ASSESSORE CASCIO NUOVA DICHIARAZIONE AREE A RISCHIO










CUSPILICI 27 APRILE 2007 UFFICIO SPECIALE AFFIDAMENTO COMPETENZE













CUSPILICI OTTOBRE 2007 GUTGANA OLIVERI Ufficio Speciale Revoca Competenze ASSESSORE INTERLANDI












CUSPILICI CUTGANA 19 NOVEMBRE 2009 GELA BUTERA NISCEMI MILAZZO SAN FILIPPO SANTA LUCIA CONDRO GUALTIERI SICAMINO SA PIERO SIRACUSA PRIOLO MELILLI AUGUSTA FLORIDIA SOLARINO UFFICIO SPECIALE ASSESSORE INTERLANDI










CUSPILICI 2 APRILE 2010 CUTGANA OLIVERI UFFICIO SPECIALE_









CUSPILICI CUTGANA OLIVERI 30 12 2010 PRIOLO MELILLI FLORIDIA SOLARINO SIRACUSA GELA BUTERA NISCEMI DELIBERA UFFICIO SPECIALE AMIANTO-AREE A RISCHIO










CUSPILICI CUTGANA ISTITUITO UFFICIO SPECIALE GRANDI RISCHI 10 GEN 2011 DELIBERA UFFICIO SPECIALE AMIANTO-AREE A RISCHIO






CUSPILICI MAGGIO 2011 CUTGANA OLIVERI DECRETO PRESIDENTE REGIONE UFFICIO AREE A RISCHIO





CUSPILICI 16 MAGGIO 2012 UFFICIO SPECIALE SPORTELLO UNICO PER RISANAMENTO AREE DECRETO N 19 INQUINAMENTO ATMOSFERA POLVERI











CUSPILICI MARZO 2013 CUTGANA Inchiesta Procura CT Cutgana Cuspilici_Palermo Oggi 15-03-13











CUSPILICI MARZO 2013 CUTGANA Inchiesta Procura CT Cutgana Cuspilici 15-03-13














CUSPILICI DICEMBRE 2012 CUTGANA Inchiesta Procura CT Cutgana Cuspilici 1° puntata







CUSPILICI DICEMBRE 2012 CUTGANA Inchiesta Procura CT Cutgana Cuspilici 2° puntata






CUSPILICI DICEMBRE 2012 CUTGANA Inchiesta Procura CT Cutgana Cuspilici 3° puntata









INCHIESTA PROCURA 7 DICEMBRE 2012 CUSPILICI CUTGANA MASSIMO OLIVERI T CUTGANA CUSPILICI_PROF CONSULENTE SUA INSAPUTA







 AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE STUDIO EPIDEMIOLOGICO SULLE MALATTIE E TAVOLE DI MORTALITA’




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