Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 12 giugno 2014

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: I dipendenti Arpa Sicilia: “Sopravvivenza a rischi...

I dipendenti Arpa Sicilia: “Sopravvivenza a rischio”















Questo il testo della lettera che i dipendenti di Arpa Sicilia hanno inviato al presidente della Repubblica Italiana, presidente del Consiglio, ministro dell’Ambiente. Ministero della Salute, presidente 13ª Commissione del Senato della Repubblica, presidente VIII Commissione della Camera dei Deputati, presidente della Regione Sicilia, assessore regionale Territorio e Ambiente, assessore regionale Energia, assessore regionale Bilancio, assessore regionale Sanità, presidente Commissione Regionale Ambiente, prefetti siciliani, commissario dello Stato, Ispra, Assoarpa, direttori generali Arpa, Istituto Superiore di Sanità, procure della Repubblica e, per conoscenza, al direttore generale Arpa Sicilia.
La legge 61/94, nel disciplinare l’organizzazione dei controlli ambientali, ha stabilito che l’attività di protezione dell’ambiente, valore autonomo oggetto di tutela unitaria e costituzionalmente garantito, si basa sull’esercizio di attività tecnico scientifiche, di consulenza, controllo, monitoraggio da parte delle Agenzie dotate di autonomia tecnica, giuridica amministrativa e contabile.
La disciplina organizzativa introdotta dalla legge 61, uniforme nei tratti essenziali su tutto il territorio nazionale, assume i caratteri propri delle norme fondamentali di riforma economico sociale, profondamente innovativi a quel tempo, e stabilisce il principio che le funzioni di Governo e i procedimenti amministrativi in materia di ambiente devono trovare il loro fondamento nelle funzioni tecniche che vengono così ad acquisire una specifica rilevanza per i connotati di competenza e indipendenza che le distinguono.
La condizione essenziale per rendere effettiva la normativa è la sussistenza di un’Agenzia in grado di operare in maniera efficace, imparziale, autorevole e indipendente. Tali presupposti sono subordinati alle scelte della Regione che deve assicurare le risorse finanziarie e umane all’Agenzia in modo da permetterle di attuare i compiti statuiti dalla normativa.
ARPA SICILIA è stata istituita con l’art. 90 della legge regionale 6/2001 (dopo 7 anni dalla legge 61/94), in aderenza alle previsioni della normativa nazionale, ed è stata individuata quale ente strumentale della regione per l’esercizio delle funzioni in materia di prevenzione e tutela ambientale.
La legge regionale ha previsto che la Regione e gli enti pubblici per lo svolgimento dei compiti a loro attribuiti dalla legge in materia di prevenzione e controllo ambientale debbano avvalersi delle funzioni tecnico scientifiche esercitate da ARPA.
L’esercizio delle predette funzioni, come già sopra evidenziato, presuppone la disponibilità di risorse finanziarie e umane adeguate ai compiti di prevenzione, di monitoraggio dello stato dell’ambiente, di controllo dei fattori di pressione antropica e di diffusione delle informazioni. Azioni quanto mai indispensabili se si pensa all’alto valore ambientale del territorio Siciliano, caratterizzato al tempo stesso da una estrema fragilità e minacciato da pressioni antropiche, alcune delle quali concentrate in aree ormai riconosciute come aree ad elevato rischio di crisi ambientale.
La legge regionale istitutiva ha individuato risorse finanziarie quantificate in misure non inferiore a 20 miliardi di lire per il 2001 e non inferiore a 40 miliardi di lire per gli anni successivi e con successivo regolamento regionale (2005) era stata definita la dotazione organica pari a 957 unità, che teneva conto delle varie figure professionali necessarie, in linea con le dotazioni organiche di altre regioni che avevano istituito le proprie Agenzie.
Di contro oggi il personale in servizio (359 unità) a qualsiasi titolo (parte del personale è in comando) presso ARPA Sicilia è solo del 37% (di cui 21 unità di personale regionale comandato e 22 unità di personale comandato da altri enti a totale rimborso di ARPA ) della dotazione organica stabilita.
Inoltre non è stato ancora attuato il trasferimento delle risorse umane e finanziarie ancora gestite dal servizio sanitario, come previsto dalla legge istitutiva, che determina notevoli difficoltà ed incertezze sia per il personale ex ASP che per le spese ordinarie sostenute nelle Strutture Territoriali dell’ARPA. A questo si aggiunga che le risorse finanziarie attribuite ad ARPA dalla Regione tramite l’Assessorato Territorio ed Ambiente hanno subito una progressiva diminuzione nel tempo, da circa 16 milioni di euro nel 2010 a poco più di 4 milioni di euro nel 2014, come riportato nella “manovrina” recentemente approvata all’ARS. Ad ARPA Sicilia sono stati applicati tutti i vincoli di carattere finanziario di riduzione della spesa pubblica, al contrario di quanto fatto per gli enti del settore sanitario per i quali sono stati nel tempo previste opportune norme che garantissero la continuità nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali per la cura e la tutela della salute dei cittadini.
Sotto il profilo strettamente contabile, non si comprende, inoltre, per quali motivazioni l’autorizzazione alla spesa per il funzionamento di ARPA è inserita negli allegati alla legge di stabilità regionale, alla stessa stregua di associazioni ed enti non pubblici operanti nel terzo settore, quali, ad esempio contributo a “Taormina Arte” e alle “Orestiadi di Gibellina”, e non, come previsto dalla legge istitutiva (comma 9, art. 90, l.r.n.6 del 2001), con l’apposito capitolo del bilancio della Regione.
E’ infine del 30/5/2014 la nota del Dirigente Generale dell’ARTA che comunica che è stata autorizzata la gestione provvisoria di questa Agenzia non oltre il 31/8/2014 con notevoli limitazioni in ordine alle spese, escludendo in particolare la corresponsione degli emolumenti accessori del comparto e della dirigenza, dello straordinario e della pronta disponibilità per la gestione delle emergenze per i mesi di maggio e giugno. A seguito di ciò il nostro Direttore Generale ha convocato urgentemente un tavolo sindacale per definire le azioni da porre in essere a seguito della gravissima situazione nella quale si ritrova l’Agenzia.
I sottoscritti dipendenti di questa Agenzia, al fine di rafforzare le eventuali azioni che il Direttore Generale porrà in essere, con la presente intendono evidenziare l’orizzonte che sempre più impietosamente si sta prospettando ormai da diversi anni per il futuro di ARPA Sicilia e per la tutela dell’ambiente siciliano e della salute dei cittadini.
A tale proposito, una ricognizione e comparazione dell’assetto organizzativo e delle risorse a disposizione di agenzie ambientali di altre regioni, evidenzia infatti inequivocabilmente l’assoluta inadeguatezza delle risorse umane e finanziarie della nostra Agenzia, che peraltro in atto non sono sufficienti a coprire gli emolumenti previsti dai vigenti CC.CC.NN.LL. (il contratto di riferimento è quello della Sanità) per la retribuzione del personale né a garantire adeguatamente le attività istituzionali obbligatorie. Tale situazione produce e produrrà sempre più pesanti ed evidenti elementi di penalizzazione sulle attività che ARPA può svolgere; già adesso non siamo in grado di garantire lo svolgimento di tutti i Livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali (LEPTA), definiti dal Sistema Agenziale Nazionale in analogia con quanto previsto per il Livelli essenziali di assistenza (LEA) del settore sanitario. ARPA Sicilia non può quindi attualmente ottemperare ai mandati stabiliti dalla normativa con particolare riferimento a quelli della normativa comunitaria, la cui conseguenza è tangibile anche nelle sanzioni previste per le procedure di infrazione a carico della nostra Regione. Procedure di infrazione che porteranno un aggravio economico per il bilancio della Regione Siciliana ben più elevato dei costi del dovuto potenziamento delle risorse di ARPA Sicilia. Si precisa altresì che i dati di ARPA Sicilia vengono utilizzati per gli studi epidemiologici, per le VAS di piani o programmi, in particolare quelli legati alle spese comunitarie (POFESR, PSR).
Il dubbio è che questa progressiva e inarrestabile riduzione delle risorse assegnate ad Arpa sia una scelta che determinerà il blocco delle attività di monitoraggio e controllo, fin oggi svolte dall’Agenzia, che seppur minime e svolte tra mille difficoltà, costituiscono l’unica reale base di conoscenza dello stato dell’ambiente e determinano un’azione di prevenzione e tutela dai reati ambientali nonché di salvaguardia della salute dei cittadini.
Pertanto è necessario che tutti i soggetti in indirizzo siano a conoscenza della situazione conseguente alle scelte che la Regione sta adottando in tema di tutela dell’ambiente e che valutino se i tagli messi in atto siano coerenti anche con le scelte di politica di tutela ambientale nazionale nonché con le esigenze degli organi impegnati, insieme ad ARPA Sicilia, nella protezione dell’ambiente (Province, Comuni, NOE, Procure, ecc.).
Ritenendo invece i sottoscritti che il ruolo di ARPA è centrale e fondamentale in una prospettiva di tutela delle risorse naturali, si chiede di cancellare questo percorso che porterà all’azzeramento del ruolo di ARPA Sicilia e di implementare al contrario un processo di rilancio attraverso un sistema coordinato di interventi di breve e medio periodo, che eliminino o almeno riducano le
ormai storiche criticità, aggravate dalle ultime scelte finanziarie, secondo le azioni descritte di seguito:
- potenziare il personale in servizio attraverso uno specifico piano triennale delle assunzioni- che consenta nel breve-medio periodo un avvicinamento alla consistenza numerica della dotazione organica anche ricorrendo ad un eventuale piano straordinario di assunzioni;
- estendere ad Arpa Sicilia il sistema normativo di deroghe alle norme finanziarie, già stabilito per gli enti del settore sanitario, con riconoscimento formale di ente equiparato del settore sanitario in quanto svolge compiti di prevenzione primaria;
-allineare i fondi regionali previsti per l’agenzia con quelli previsti nelle altre agenzie regionali, recuperando la decurtazione avvenuta negli ultimi anni;
- attuare le previsioni della legge istitutiva ed in particolare il trasferimento della quota di fondo sanitario regionale attualmente inserita nei bilanci delle AA.SS.PP e contestualmente concludere l’iter del trasferimento dalle AA.SS.PP. all’ARPA del personale, dei beni mobili ed immobili secondo le procedure di cui all’art. 90 della Legge 6/2001 e ss.mm.ii.
Le ultime scelte della Regione sul bilancio 2014 che hanno coinvolto ARPA, potranno essere sconfessate solo con una chiara scelta di potenziamento dell’Agenzia, che ha in sé una reale volontà di tutela e protezione dell’Ambiente nonché di prevenzione della salute dei cittadini. Altre opzioni riveleranno chiaramente una tendenza diversa volta a rinunciare ad ARPA quale ente pubblico di garanzia e indipendenza nei monitoraggi e nei controlli ambientali.
I dipendenti di Arpa Sicilia
(Lettera firmata)


LA PAGINA 7 DELLA RELAZIONE PREPARATA DALL'UFFICIO PER L'ASSESSORE MARIELLA LO BELLO A SEGUITO DELLE INTERROGAZIONI ALL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIA SUL "PIANO REGIONE SICILIA DELLA QUALITA' DELL'ARIA DEL 2007 AVENTI DELLE "SIMILITUDINI CON IL PIANO RISANAMENTO DELL'ARIA NELLA REGIONE VENETO DEL 2000
Dalla tabella si può osservare come persistano sul territorio
isolano
situazioni
consistenti di


superamento dei limiti di legge che, per i
parametri chimici Biossido d’azoto,
PM10
e Benzene,
impongono l’urgente
attivazione degli adempimenti di pianificazione previsti


all’art.9, 1° comma, del decreto legislativo n.155/2010 e ciò in
particolare per gli agglomerati di
Palermo
e Catania, e
nella Zona delle Aree
Industriali


A tal riguardo, non può farsi a meno di
sottolineare l’inadeguatezza
delle
attuali strutture afferenti
allo scrivente Servizio 2
che, pur se  disponibile ad ogni forma di
collaborazione o coordinamento tecnici che si dovessero rendere necessari, non dispone delle
varie figure
tecniche specialistiche , né
delle attrezzature informatiche idonee  ed
indispensabili per la elaborazione
di
scenari attendibili e
aggiornati cui fare
riferimento nel gravoso compito cui l’Assessorato è
chiamato ad adempiere.




La
inidoneità della scrivente struttura, sia per quanto riguarda le risorse

umane e professionali, che per ciò che fa riferimento al  software ed
hardware necessari ,è stata nel
tempo più
volte segnalata ai
superiori Organi
istituzionali ,ed in special modo  si è sottolineato che ,
negli ultimi anni sono anche venute meno le collaborazioni tecniche fornite
all’ARTA da Istituti accademici
e Società
di servizi
specializzate ,che in passato
(fino al 2010) avevano permesso, tramite
Convenzioni
ed accordi, la
stesura dei documenti
tecnici e di pianificazione a cui si è fatto prima
riferimento
 .

In considerazione di quanto rappresentato si
rende indifferibile  avviare un
percorso
per procedere o
verso la costituzione di
una struttura apposita coordinata dal Servizio


competente, come già anticipato per le vie brevi all’On.le Assessore,
oppure verso altre soluzioni
che le SS.LL.Ill.me riterranno
opportuno individuare. Tutto quanto qui dibattuto non può comunque
prescindere dall’indirizzo
politico che si vorrà dare alla pianificazione di che trattasi;
e ciò perché le scelte da perseguire, se pur caratterizzate da aspetti
rigorosamente vincolati all’
abbattimento
degli inquinanti
in atmosfera, è anche condizionato
dai percorsi di tutela e prevenzione da
intraprendere,
che devono
coniugare  scelte di
natura tecnica con scelte di natura politica e sociale.


Non appare inoltre superfluo sottolineare quanto
condizionante possa essere l’
impegno di risorse economiche che il Governo regionale dovrà prevedere per il raggiungimento degli obiettivi della Direttiva
2008/50/CE e delle altre Direttive comunitarie vigenti in materia di
qualità dell’aria ambiente.
E se da un lato può immaginarsi semplice stilare liste di opportuni
interventi per il risanamento
(attraverso la redazione di Piani di azione mirati o altro), da un
altro lato è assai complesso interfacciarsi con gli interlocutori che, in qualche modo,
vengono
ad essere interessati direttamente e/o indirettamente dagli interventi
programmati (e qui si vuole
fare
riferimento ad
esempio alle limitazioni
nella circolazione dei mezzi di trasporto  nelle aree
metropolitane, piuttosto che all’abbattimento spinto delle emissioni di certi
insediamenti produttivi o
al traffico
marittimo -
portuale gravante all’interno
del tessuto urbano delle più grandi città
siciliane
ed altro).


Nell’auspicio che quanto qui rappresentato trovi
la giusta attenzione da parte


del Governo della Sicilia, la scrivente, assicurando sempre e comunque la massima
disponibilità
alla collaborazione tecnica, professionale ed amministrativa per l’avvio
di un percorso virtuoso
nel senso
descritto
sulla problematica
rappresentata, resta in attesa di Superiori disposizioni ed
indicazioni.




(Dottor Gaetano Capilli)


(Ing.Paola Pendino)


Da: gaetano.capilli@regione.sicilia.it <gaetano.capilli@regione.sicilia.it>

Date: 08 novembre 2013 14:35

Oggetto: 14049 del 22/03/2013

A: 
isolapulita@gmail.com


AUDIZIONE ASSESSORE LO BELLO DR 


CAPILLI COMM
AMBIENTE SICILIA

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