Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 13 agosto 2015

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: Italcementi: la vendita ai tedeschi ha radici lontane e il territorio sarà una grande discarica

La calura e l'ozio agostano hanno relegato ben presto in secondo piano nelle cronache la vendita di Italcementi, evento decisamente importante per l'economia nazionale ma, soprattutto, per quella locale che non mancherà certo di subirne ripercussioni anche e soprattutto a livello ambientale.

Parto da due dati a mio parere significativi:

1 la quotazione in borsa del titolo Italcementi che dall'inizio dell'anno è praticamente raddoppiata con immensa soddisfazione, immagino, di "addetti ai lavori e amici degli amici" evidentemente informati di quanto stava per accadere

2 il decreto cosiddetto "Sblocca Italia" licenziato dal governo Renzi solo qualche mese fa, che nella fattispecie equipara i cementifici agli inceneritori 

Gli interessi legati agli inceneritori sono elevati al punto che si continua a parlare di "termovalorizzatori", una parola coniata ad hoc nel solo Paese Italia ed introdotta per evocare la falsa e suggestiva idea che si possa ricavare valore economico dall'incenerimento dei rifiuti. Un valore aggiunto che in realtà non esiste poiché il bilancio energetico sarebbe fallimentare se non ci fossero le tasse dei cittadini continuamente versate in bolletta per sostenere questa forma irrazionale di trattamento dei rifiuti. In assenza di questa tassa, sarebbe di gran lunga inferiore il numero di impianti d'incenerimento presenti sul nostro territorio così costosi nella loro realizzazione e gestione in sicurezza.

Sembra del tutto assurdo considerare gli inceneritori opere strategiche per il nostro Paese così come sembra ingiustificato continuare a sprecare risorse pubbliche prelevate dalla tasche dei cittadini per incentivare le "assimilate" piuttosto che investire, secondo quanto indicato dalla direttiva europea del 2008, nell'ottimizzazione della raccolta differenziata, nella riduzione e nel riuso del rifiuto e nella gestione del rifiuto residuo tramite impiantistica finalizzata al massimo recupero di materia. Quale sarebbe la strategicità e l'urgenza di far nascere nuovi inceneritori ed eventualmente nuovi impianti per la produzione di CSS (ex CDR) se sulla questione rifiuti l'Ue intende portare il riciclaggio al 70% entro il 2030 ed impone, a partire dal 2025, il divieto di trattamento termico per tutti i rifiuti che risultino riciclabili?

Sarebbe arrivato il momento di stoppare i favoritismi e gli opportunismi politici a favore degli interessi societari, pensando seriamente ad una corretta gestione del territorio e, tra le tante brutture che ha comportato il far parte dell'Ue, si abbia quantomeno la serietà di attenersi a quanto l'Europa ci indica con specifiche direttive. Proprio quelle direttive da recepire obbligatoriamente piuttosto che pensare di sostenere a gran voce l'appartenenza all'Ue, ma poi raggirarle facendo subire al nostro Paese Italia continue infrazioni ai danni dei comuni Cittadini.

Tanto si parla di raccolta differenziata, ma si assiste ad una vergognosa contraddizione dal momento che il Governo apre la strada agli inceneritori grazie all'art. 35 dello "Sblocca Italia" tramite apposito decreto ministeriale.

La differenziata toglie carburante all'incenerimento. La differenziata, se concepita con onestà e senza inganno, è la vera arma per lo spegnimento degli inceneritori, ma purtroppo bisogna difendersi anche dai politici e dai burocrati a cui piace spacciarsi per ambientalisti ed ecologisti pur favorendo ed incentivando, in modo subdolo, il business dell'incenerimento.

Proprio nell'art. 35 si parla infatti di inceneritori come di "infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale" che "costituiscono un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantiscono la sicurezza nazionale nell'autosufficienza, consentono di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica".




Tutto ciò premesso per arrivare a concludere cosa:

1 la vendita di Italcementi ha radici lontane ed è frutto di una precisa e ponderata strategia politico-economica

2 il vero business per gli acquirenti tedeschi non sarà presumibilmente il cemento che producevano in abbondanza già da soli, bensì lo smaltimento dei rifiuti.

3 il nostro territorio si candida a diventare ben presto una gigantesca discarica per non dire pattumiera con tutto ciò che ne consegue in termini ambientali

Se poi consideriamo che proprio l'altro giorno il premier Renzi nei suoi ormai consueti proclami ha promesso di "togliere in tre anni tutte le ecoballe dal Sud"(cit Ansa), per portarle e bruciarle dove, dico io? penso che il mio ragionamento, ahimè, abbia una logica sensata.




http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=56693&origine=1&t=Italcementi%3A+la+vendita+ai+tedeschi+ha+radici+lontane+e+il+territorio+sar%26agrave%3B+una+grande+discarica














ARPA Sicilia Direzione Generale
fax 0916574146

ARPA Sicilia ST Palermo
Via Nairobi 4  PALERMO
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0917033345

Provincia Regionale PALERMO
fax 091 6628275
E p.c.

ASSESSORATO
REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE
        SERVIZIO 1 Via Ugo La Malfa, 169 
90146 –
Palermo
fax 091.7077139 

ASSESSORE
REGIONALE DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE
Via Ugo
La Malfa, 169 
90146 –
Palermo
 fax: 091 7077963

DIRIGENTE
GENERALE DEL
DIPARTIMENTO
AMBIENTE 
Dott.
Maurizio Pirillo
Fax: 091 7077294

Comune di
Isola delle Femmine
 comuneisoladellefemmine@viapec.net
fax0918617204

Comune di
Capaci
sindaco.comunecapaci@pec.it
fax0918671260


Oggetto:
ACCESSO ALLE INFORMAZIONI
AMBIENTALI – ITALCEMENTI - DATI DI QUALITA’ DELL’ARIA a partire dalla data di
attivazione  fino al 30   DI
APRILE 2015 MONITORATI DALLA CENTRALINA SITUATA IN VIA MAZONI ALL’INTERNO DELLA
SCUOLA MEDIA RISO, COMUNE  ISOLA DELLE
FEMMINE



Visto
la Legge 241/1990;
Visto
l’articolo 3 del DLgs 19 agosto 2005 n 195;

Il
sottoscritto Giuseppe Ciampolillo, nella qualità di coordinatore del Comitato
Cittadino Isola Pulita sezione Legambiente di Palermo, con la presente richiede
i dati del monitoraggio dei parametri di qualità dell’aria ambiente rilevati
dalla data di attivazione fino al trenta  di aprile 2015 dalla cabina posizionata in
Isola delle Femmine all’interno del Complesso scolastico Francesco Riso, via
Manzoni, Isola delle Femmine (DRS n. 693 del 17.07.2008, AIA ITALCEMENTI)
 In attesa di
ricevere nei tempi e nelle forme previste per legge porgo distinti Saluti
         Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE
           GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com
           SITO:

           
http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.it/


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ordinaria") giorgio.dangelo@regione.sicilia.it ("posta
ordinaria") --




Il giorno 06/05/2015 alle ore 13:22:13 (+0200)
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ordinaria") è stato accettato dal sistema ed inoltrato.


Identificativo del messaggio: opec275.20150506132213.15369.09.1.16@pec.aruba.it


Al Dirigente Generale
Dipartimento Ambiente

Al Servizio 1
  
     Dipartimento Ambiente    

All’Assessore Regionale del Territorio
e dell’Ambiente

p.c.                                                        
Al Presidente della Regione

Alla Procura della Repubblica
Tribunale di Palermo

Al Comando Carabinieri NOE

Al Presidente della IV Commissione
Ambiente e Territorio

Al Comune di Isola delle Femmine

Al Comune di Capaci
          ambiente.comunecapaci@pec.it
   



Oggetto:
VIOLAZIONE
NORMATIVA SUL DIRITTO DI  PARTECIPAZIONE
DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA SEZIONE LEGAMBIENTE, PORTATORE DI INTERESSI
PUBBLICI  (TAVOLO TECNICO DEL 20 NOVEMBRE
2014 SERVIZIO 1 VIA VAS TENUTOSI IN ASSESSORATO) NEL PROCEDIMENTO DI
CONCESSIONE A.I.A. ALLA DITTA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE


In riferimento al rapporto del
Servizio 1 VIA-VAS n. 19382 del 24 aprile u.s., di pari oggetto, trasmesso dal
DG del Dipartimento Ambiente, con nota n. 21908 dell’11 maggio u.s., questo
Comitato rileva quanto segue :

  • si premette, innanzitutto, che i 180 giorni per la
    conclusione del procedimento A.I.A dell’Italcementi del Comune di Isola
    delle Femmine, avviato il 22 luglio 2014, sono scaduti da oltre 120 giorni, senza che all’orizzonte sembra
     intravedersene soluzione. Ciò
    comporta che l’Italcementi, per i ritardi che codesta Amministrazione ha
    già accumulato e continua ad accumulare, opera da svariati mesi in una
    sorta di proroga informale della precedente autorizzazione, per di più di
    un’autorizzazione sulla cui legittimità questo Comitato ha sollevato da
    anni pesanti riserve. Come è noto dagli atti di codesto Dipartimento, il
    firmatario, ing. Vincenzo Sansone, aveva l’incarico di responsabile del
    Servizio VIA-VAS ed il relativo contratto di lavoro scaduti da oltre 7
    mesi, pertanto non era titolato a rilasciare l’autorizzazione; sarebbe poi
    stato rinominato nel dicembre successivo, cioè dopo 4 mesi dalla firma,
    con una nomina, in presunta sanatoria, fino al giorno precedente, perché
    il giorno successivo veniva nominato in un altro Servizio del
    Dipartimento; su tale incredibile pateracchio amministrativo questo
    Comitato ha già prodotto la relativa documentazione. E’ opportuno
    ricordare anche che il responsabile del procedimento di quell’A.I.A. era
    l’arch. Gianfranco Cannova, assurto alle cronache giudiziarie per vicende
    giudiziarie legate ad autorizzazioni similari del Servizio VIA-VAS, il
    quale appare strano che non potesse non avere conoscenza della anomala posizione
    del suo “capo Servizio”. Di tali singolari fattispecie il rapporto del
    Servizio 1 non fa il minimo cenno;
  • appaiono incomprensibili le giustificazioni addotte
    sulla mancata convocazione del 20 novembre  di questo Comitato riguardo a quello che
    il Servizio 1 definisce per un verso “tavolo
    tecnico
    ” e per altro verso un “mero
    incontro informativo/consultivo
    ”, il cui tema di discussione era proprio
    una delle obiezioni più critiche sollevate da questo Comitato, cioè “le
    mancate verifiche circa l’ottemperanza o meno alle prescrizioni dettate
    dal D.R.S. n. 693/08”. Il Servizio 1 si è arrogato la responsabilità, non
    prevista da alcuna legge, di escludere da una riunione, parte integrante
    del procedimento unico dell’A.I.A.,
    un soggetto titolato alla partecipazione quale il Comitato, le cui
    osservazioni erano e restano di carattere tecnico forse ancor più che di
    ordine amministrativo. Appare persino superfluo ricordare che le norme sul
    procedimento amministrativo prevedono espressamente con l’istituto delle
    conferenze dei servizi la partecipazione dei soggetti abilitati e non già tavoli
    o incontri paralleli ed extra da cui possano arbitrariamente essere
    inclusi alcuni ed esclusi altri; nel rapporto del Servizio 1, a mo’ di
    giustificazione, invece, si arriva addirittura ad affermare che il c.d.
    incontro “esula dagli scopi dello
    stesso
    (procedimento”) ! 
  • riguardo le centraline di monitoraggio, che erano
    una delle tante prescrizioni previste nel citato D.R.S. 693/08 e che
    sembrerebbero diventate ad oggi l’unico argomento di discussione, questo
    Comitato richiama ancora una volta alla memoria che esse avrebbero dovuto
    entrare in funzione entro il mese
    di luglio del 2010
    , mentre a
    distanza di quasi 5 anni (oltre 1760 giorni) non sono ancora attive
    e
    se ne sta seraficamente a disquisire. Ciò ha comportato e continua a
    comportare il mancato monitoraggio in continuo delle immissioni degli
    inquinanti dell’Italcementi, vale a dire il mancato controllo del loro potenziale
    impatto sulla salute della popolazione di Isola e dei Comuni del
    circondario, fattispecie, questa, che il Comitato ritiene di assoluta
    gravità e responsabilità per i soggetti istituzionali che non hanno
    operato come dovuto. Anche di questi aspetti il rapporto del Servizio 1
    non fa il minimo cenno;    
  • infine, ferme restando tutte le osservazioni e
    riserve formulate in precedenza riguardo all’ottemperanza o meno delle
    prescrizioni dettate dal D.R.S. 693/08, questo Comitato, giusto in riferimento
    al c.d. “tavolo tecnico”, chiede
    al Servizio 1 di voler comunicare quanti controlli senza preavviso,
    finalizzati al campionamento ed alla determinazione analitica degli
    inquinanti sulle emissioni convogliate e diffuse dell’Italcementi (con i
    relativi referti), gli risultano effettuati direttamente dall’ARPA nel
    periodo 2009-2015, poco importando gli autocontrolli programmati
    dall’Italcementi cui ha eventualmente presenziato l’Agenzia.

Il Comitato ribadisce, pertanto,
che la  mancata convocazione al tavolo
tecnico costituisce una palese limitazione al diritto di partecipazione al
procedimento amministrativo in corso, se non una specifica violazione, in danno
di chi, come il Comitato, è parte rappresentativa di interessi diffusi della
cittadinanza.

Conferma altresì che detta riunione
debba ritenersi nulla come ogni eventuale altro atto sequenziale,  torna a sollecitarne la sua tempestiva
riconvocazione e, stante che i termini
di chiusura del procedimento sono già stati superati da oltre 4 mesi
,
chiede i motivi per cui non è stata finora applicata la procedura dell’intervento
sostitutivo, gerarchicamente superiore, come espressamente previsto dalla
normativa vigente (art. 2, commi 9, 9bis,
9ter, L. 241/90), potendosi
configurare la duplice ipotesi di responsabilità sia per la violazione della
normativa suddetta sia per l’improprio vantaggio che viene a determinarsi per
l’Italcementi che continua ad usufruire dell’autorizzazione scaduta e delle
prescrizioni inottemperate.
 
Il Comitato fa riserva, ove non dovesse
ricevere riscontro entro sette giorni dalla presente, di chiedere l’intervento
dell’Autorità Giudiziaria. 

          Comitato
Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE    GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com

Isola delle Femmine 30 maggio 2015

n.b. la presente annulla e sostituisce la precedente pec inviata il 29
maggio 2015 alle ore 15,53 da questo medesimo indirizzo  


·         
Ricevuta di avvenuta consegna Il giorno 30/05/2015 alle ore 16:28:43 (+0200) il
messaggio


"VIOLAZIONE NORMATIVA DIRITTO
PARTECIPAZIONE AIA ITALCEMENTI ISOLA PULITA SERVIZIO 1 VIA VAS N. 19382 24 04
DG AMBIENTE NOTA N. 21908 11 05" proveniente da
"giuseppeciampolillo@pec.it"


ed indirizzato a dipartimento.ambiente@certmail.regione.sicilia.it
è stato consegnato nella casella di
destinazione.
Identificativo del
messaggio: opec275.20150530162839.21349.03.1.17@pec.aruba.it
·         
Il giorno 30/05/2015 alle ore 16:28:43 (+0200) il
messaggio


"VIOLAZIONE NORMATIVA DIRITTO
PARTECIPAZIONE AIA ITALCEMENTI ISOLA PULITA SERVIZIO 1 VIA VAS N. 19382 24 04
DG AMBIENTE NOTA N. 21908 11 05" proveniente da
"giuseppeciampolillo@pec.it"


ed indirizzato a assessorato.territorio@certmail.regione.sicilia.it
è stato consegnato nella casella di
destinazione.


Identificativo del messaggio: opec275.20150530162839.21349.03.1.17@pec.aruba.it
·         
Il giorno 30/05/2015 alle ore 16:28:43 (+0200) il
messaggio


"VIOLAZIONE NORMATIVA DIRITTO
PARTECIPAZIONE AIA ITALCEMENTI ISOLA PULITA SERVIZIO 1 VIA VAS N. 19382 24 04
DG AMBIENTE NOTA N. 21908 11 05" proveniente da
"giuseppeciampolillo@pec.it"


ed indirizzato a presidente@certmail.regione.sicilia.it
è stato consegnato nella casella di
destinazione.


Identificativo del messaggio: opec275.20150530162839.21349.03.1.17@pec.aruba.it
·         
Il giorno 30/05/2015 alle ore 16:28:43 (+0200) il
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"VIOLAZIONE NORMATIVA DIRITTO
PARTECIPAZIONE AIA ITALCEMENTI ISOLA PULITA SERVIZIO 1 VIA VAS N. 19382 24 04
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Art. 35 SBLOCCA ITALIA 

Misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani e per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio. Misure urgenti per la gestione e per la tracciabilita' dei rifiuti nonche' per il recupero dei beni in polietilene

1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio decreto, individua a livello nazionale la capacita' complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale, con l'indicazione espressa della capacita' di ciascun impianto, e gli impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati da realizzare per coprire il fabbisogno residuo, determinato con finalita' di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, tenendo conto della pianificazione regionale. Gli impianti cosi' individuati costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, attuano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantiscono la sicurezza nazionale nell'autosufficienza, consentono di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica.
2. Ai medesimi fini di cui al comma 1, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, effettua la ricognizione dell'offerta esistente e individua, con proprio decreto, il fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica dei rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni; sino alla definitiva realizzazione degli impianti necessari per l'integrale copertura del fabbisogno residuo cosi' determinato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono autorizzare, ove tecnicamente possibile, un incremento fino al 10 per cento della capacita' degli impianti di trattamento dei rifiuti organici per favorire il recupero di tali rifiuti raccolti nel proprio territorio e la produzione di compost di qualita'.
3. Tutti gli impianti di recupero energetico da rifiuti sia esistenti sia da realizzare sono autorizzati a saturazione del carico termico, come previsto dall'articolo 237-sexies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, qualora sia stata valutata positivamente la compatibilita' ambientale dell'impianto in tale assetto operativo, incluso il rispetto delle disposizioni sullo stato della qualita' dell'aria di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le autorita' competenti provvedono ad adeguare le autorizzazioni integrate ambientali degli impianti esistenti, qualora la valutazione di impatto ambientale sia stata autorizzata a saturazione del carico termico, tenendo in considerazione lo stato della qualita' dell'aria come previsto dal citato decreto legislativo n. 155 del 2010.
4. Gli impianti di nuova realizzazione devono essere realizzati conformemente alla classificazione di impianti di recupero energetico di cui alla nota 4 del punto R1 dell'allegato C alla parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.
5. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, per gli impianti esistenti, le autorita' competenti provvedono a verificare la sussistenza dei requisiti per la loro qualifica di impianti di recupero energetico R1 e, quando ne ricorrono le condizioni e nel medesimo termine, adeguano in tal senso le autorizzazioni integrate ambientali.
6. Ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non sussistendo vincoli di bacino al trattamento dei rifiuti urbani in impianti di recupero energetico, nei suddetti impianti deve comunque essere assicurata priorita' di accesso ai rifiuti urbani prodotti nel territorio regionale fino al soddisfacimento del relativo fabbisogno e, solo per la disponibilita' residua autorizzata, al trattamento di rifiuti urbani prodotti in altre regioni. Sono altresi' ammessi, in via complementare, rifiuti speciali pericolosi a solo rischio infettivo nel pieno rispetto del principio di prossimita' sancito dall'articolo 182-bis, comma 1, lettera b), del citato decreto legislativo n. 152 del 2006 e delle norme generali che disciplinano la materia, a condizione che l'impianto sia dotato di sistema di caricamento dedicato a bocca di forno che escluda anche ogni contatto tra il personale addetto e il rifiuto; a tale fine le autorizzazioni integrate ambientali sono adeguate ai sensi del presente comma.
7. Nel caso in cui in impianti di recupero energetico di rifiuti urbani localizzati in una regione siano smaltiti rifiuti urbani prodotti in altre regioni, i gestori degli impianti sono tenuti a versare alla regione un contributo, determinato dalla medesima, nella misura massima di 20 euro per ogni tonnellata di rifiuto urbano indifferenziato di provenienza extraregionale. Il contributo, incassato e versato a cura del gestore in un apposito fondo regionale, e' destinato alla prevenzione della produzione dei rifiuti, all'incentivazione della raccolta differenziata, a interventi di bonifica ambientale e al contenimento delle tariffe di gestione dei rifiuti urbani. Il contributo e' corrisposto annualmente dai gestori degli impianti localizzati nel territorio della regione che riceve i rifiuti a valere sulla quota incrementale dei ricavi derivanti dallo smaltimento dei rifiuti di provenienza extraregionale e i relativi oneri comunque non possono essere traslati sulle tariffe poste a carico dei cittadini.
8. I termini per le procedure di espropriazione per pubblica utilita' degli impianti di cui al comma 1 sono ridotti della meta'.
Nel caso tali procedimenti siano in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono ridotti di un quarto i termini residui. I termini previsti dalla legislazione vigente per le procedure di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale degli impianti di cui al comma 1 si considerano perentori.

9. In caso di mancato rispetto dei termini di cui ai commi 3, 5 e 8 si applica il potere sostitutivo previsto dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.
10. Al comma 9-bis dell'articolo 11 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, dopo le parole: «il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare» sono inserite le seguenti: «, anche avvalendosi della societa' Consip Spa, per lo svolgimento delle relative procedure, previa stipula di convenzione per la disciplina dei relativi rapporti,».
11. All'articolo 182 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, dopo il comma 3 e' inserito il seguente:
«3-bis. Il divieto di cui al comma 3 non si applica ai rifiuti urbani che il Presidente della regione ritiene necessario avviare a smaltimento, nel rispetto della normativa europea, fuori del territorio della regione dove sono prodotti per fronteggiare situazioni di emergenza causate da calamita' naturali per le quali e' dichiarato lo stato di emergenza di protezione civile ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225».
12. All'articolo 234 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 e' abrogato;
b) al comma 3 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso, del consiglio di amministrazione del consorzio deve fare parte un rappresentante indicato da ciascuna associazione maggiormente rappresentativa a livello nazionale delle categorie produttive interessate, nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministro dello sviluppo economico»;
c) al comma 13 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il contributo percentuale di riciclaggio e' stabilito comunque in misura variabile, in relazione alla percentuale di polietilene contenuta nel bene e alla durata temporale del bene stesso. Con il medesimo decreto di cui al presente comma e' stabilita anche l'entita' dei contributi di cui al comma 10, lettera b)».

13. Fino all'emanazione del decreto di cui al comma 13 dell'articolo 234 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal presente articolo, i contributi previsti dal medesimo articolo 234, commi 10 e 13, sono dovuti nella misura del 30 per cento dei relativi importi.

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